Fuori stagione – in novembre, nel nostro caso – l’anello del Monte Siera è una di quelle escursioni da prendere al volo: serve meteo bello, non troppa neve sopra i duemila, e una giornata intera a disposizione. Ce l’abbiamo fatta giusto in tempo, prima che quaranta centimetri di neve trasformassero gli equilibri escursionistici del sappadino.

Cosa troverai nel giro ad anello del Monte Siera:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
Timing andino

giro ad anello del Monte Siera

Da Cima Sappada al Rifugio Monte Siera

Una massa spigolosa, imponente e – quando la vediamo noi – spruzzata di neve. Il Monte Siera si mostra a Sappada e Cima Sappada con un piglio decisamente alpinistico. Data la stagione, ci scordiamo i discorsi di vie normali, e ci concentriamo sull’anello che lo circumnaviga. Guardiamo fuori dalla finestra: sembra impossibile vi siano passaggi, in mezzo a quei denti aguzzi.

Il primo passo è raggiungere il Rifugio Monte Siera. Partiamo dalla fine di Cima Sappada in direzione Forni, dove una strada forestale supera un bel prato punteggiato di minuscoli fienili. All’incirca… da qualche parte (nel senso che non è ben segnalato), troviamo l’imbocco del sentiero 1-319, e lo prendiamo.

C’è subito un po’ di confusione: questo è un versante di piste da sci, oggetto di continui rimestamenti da parte dell’uomo (o meglio, delle ruspe). Mettici l’intralcio di una buona quantità di alberi caduti: ecco che la salita, almeno per la prima parte, è tutta da scoprire, serve un po’ di orientamento. Una volta superati gli ultimi danni di ruspe-tempeste, il sentiero diventa più chiaro, ma anche più erto, almeno finché non si immette sulla forestale/pista da sci che scende dal rifugio.

Fuori dal bosco, infatti, non resta che seguire questa, e raggiungere il Rifugio Monte Siera (1606 mslm), appollaiato al capolinea dei relativi impianti di risalita.

La mattina è fredda e incombente, sul percorso, c’è un neanche tanto sottile strato di ghiaccio e nevischio, la muraglia del Siera e delle sue cime minori è aggettante. Ah, e siamo esposti a nord: osserviamo poco dei dintorni, e praticamente neanche ci fermiamo, oggi il tempismo per questa gita è importante.

Rifugio Monte Siera

Dal Rifugio Monte Siera a Forcella Creta Forata

Dietro al Rifugio si stacca verso sud-est il sentiero 321. Il suo tracciato è splendido: si avvicina ai ghiaioni salendo piano, li solca, scavalca profonde incisioni, tocca le pareti rocciose (c’è anche un breve spezzone di cavo per salire una bassa paretina in corrispondenza della base di Cima Dieci).

Una delle incisioni attraversate è quella che scende da Vallone di Rinsen, un infamissimo taglio nella montagna che abbiamo tentato di salire alcuni anni fa: ci siamo bloccati dove la montagna era un mare inclinato di scivolosissima ghiaia, una valle letteralmente “mangiata” dall’erosione.

Superato il breve tratto attrezzato, il nostro sentiero segue il muso della Cresta del Pettine e inizia a salire. Se possibile, ora siamo ancora più in ombra e la neve inizia ad essere omogenea su tutto il pendio. Seguiamo il sentiero innevato che con mille tornantini sale fino ad al bivio con il sentiero 230 diretto a Casera Geu Alta (1915 mslm, lo ignoriamo). Proseguiamo sul 321 e ci infiliamo in Vallone della Creta Forata.

Il Vallone è un luogo di meraviglia. Usciti dal bosco, e per un attimo sospesi sul versante, vediamo sotto di noi una conca innevata perfetta. Il sentiero scende piano verso il fondo della conca. Sui segnavia di un secondo bivio (da ignorare) un inquietante foglio di carta, svolazzante nel vento gelido, risalente a due anni prima: “il tratto di sentiero dalla nostra forcella a Passo Siera è danneggiato da frane, e potrebbe essere inagibile”.

Accidenti.

Come ignoriamo il bivio, ignoriamo anche questo avvertimento, e proseguiamo, semmai torneremo indietro per la via dell’andata. La salita alla Forcella della Creta Forata innevata (2099 mslm) la affrontiamo con calma, tagliando più volte la pendenza decisamente accentuata. Un occhio ai punti in cui la neve è ghiacciata, e raggiungiamo la forcella.

Davide “la fa facile”, ma se il vallone è innevato raggiungere la Forcella di Creta Forata non è proprio una “passeggiata”. Ovviamente tutto dipende dalle condizioni dell’innevamento, ma ricordati che sei in un ambiente alpinistico quindi è necessario affrontare la salita con l’attrezzatura adeguata, ma soprattutto con le necessarie conoscenze che il contesto richiede.

Silvia Bagaglio Leggero AvatarSilvia

 

Al di là, in una conca un po’ più in basso, un branco di stambecchi fugge verso i ghiaioni del Creton di Tul: noi, stretti tra questo e il Piccolo Siera, tiriamo il fiato qualche minuto, illuminati infine dal sole. Sono passate quasi 3 ore e mezza dalla partenza.

forcella Creta Forata

 

Da Forcella Creta Forata a Casera Siera

Inizia ora la lunghissima discesa, che si svolge sui tre fianchi che ci restano del Monte Siera, per buona parte lungo il sentiero 321.

Dapprima scendiamo alla conca degli stambecchi e, da qui, giù per un pendio sul quale l’erba giusto nasconde un insidioso ghiaino: questo è il secondo punto del giro dall’orientamento incerto – bisogna puntare verso destra prima di raggiungere la linea dei mughi che nasconde il resto della valle.

La discesa procede spedita, il bosco attorno a noi, la traccia buona. Perdiamo in un attimo 300 metri di dislivello, torniamo in ombra (dannazione), risaliamo un tratto di bosco fino al Col di Siera (1730 mslm), piccolo dosso dal quale si ha una bella vista sul Creton di Tul.

Dal Col di Siera, il sentiero piega deciso e in discesa verso destra. Tempo di quindici minuti e siamo nel punto più “difficile” dell’escursione, indicato a pallini sulla carta. Sono da attraversare alcune profonde e tormentate incisioni in secca, un sottile ghiaino compatto sotto i piedi, la traccia stretta e tortuosa.

Attenzione ora: un tratto di cavo pressoché verticale (una decina di metri di dislivello) e una passerella di legno mezza sfasciata permettono di superare un tratto sopra il quale la montagna scarica. Niente foto o cazzeggio, qui: pensa piuttosto a metterci meno tempo possibile!

Superato lo sbriciolio, abbiamo come una visione: il fianco della montagna, fino a un minuto prima desertico, è coperto di muschio verdissimo solcato da un’infinità di piccoli ruscelli. Una piccolissima fontanella ai piedi di una madonnina segnala l’abbondanza del luogo.

Pochi minuti, e ci immettiamo sulla forestale che dalla Val Pesarina sale a Casera Siera.

Una ventina di minuti dalla blanda pendenza in salita, e siamo a Passo Siera (1592 mslm), dominato dall’omonima casera e dal profondo taglio che separa Monte Siera e Piccolo Siera.

tratto attrezzato del Col di Siera

 

Discesa da Casera Siera a Cima Sappada

Non resta che chiudere il nostro giro con un’aria gelida che ora ci avvolge. Seguiamo il sentiero 316 ignorando i vari bivi, come i due per il Bivacco Damiana Gobbo e, più avanti, quello con il Sentiero Naturalistico del Rio Lech. Il sentiero è abbastanza comodo e mai troppo pendente, anche se alcuni passaggi sono piuttosto esposti e assicurati con dei cavi metallici, ma non danno assolutamente problemi.

A quota 1342 mslm intercettiamo il sentiero 318 (le indicazioni non mancano) e tra ampi boschi e improvvise radure, piste battute e forestali che a breve si trasformeranno in piste da sci, raggiungiamo l’ampio prato costellato di fienili della partenza.

Creton di Tul

Trekking ad anello del Monte Siera: dati tecnici in breve

Dove siamo: in Carnia, attorno al Monte Siera, spigoloso rilievo che fa bella mostra di sé da Sappada e Cima Sappada, e separa i due abitati dalla Val Pesarina. Provincia di Udine.

Partenza: Cima Sappada (1299 mslm)

Punti di interesse: Rifugio Monte Siera (1606 mslm), Forcella Creta Forata (2099 mslm), Casera Siera (1633 mslm)

Dislivello: 1050 metri

Tempo: 7 ore

Lunghezza: 14,5 km

Difficoltà: difficile. La salita fino alla Forcella Creta Forata è impegnativa se innevata e il giro ad anello presenta numerosi tratti franati, alcuni assicurati con cavo e altri meno, che richiedono ottimo passo.

Acqua: avendolo fatto in tardo autunno, con ghiaccio e neve, non abbiamo una chiara percezione della disponibilità di acqua lungo tutto il percorso. È sicuramente presente scendendo dal Col di Siera, in direzione Casera Siera.

Cartografia: Carta Tabacco n. 1 – Sappada, Santo Stefano, Forni Avoltri (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)

Anello el Monte Siera da Cima Sappada pin