Andiamo al sodo: quando il caldo inizia a mordere, è difficile trovare un cammino percorribile. Una soluzione c’è: cercarne uno di montagna, qualcosa che unisca i tratti del cammino agli ambienti di un’escursione in quota. Ecco allora lo splendido Cammino di San Vili, 110 km per andare da Madonna di Campiglio a Trento, sulle orme di San Vigilio.
Noi l’abbiamo vissuto proprio così, in un caldissimo giugno, con in più la ciliegina sulla torta dell’arrivo a Trento proprio nel giorno di San Vigilio!
In questa guida ti raccontiamo com’è andata la nostra esperienza, ti diamo consigli e informazioni utili per percorrerlo, e ti spieghiamo come organizzarti. Di una cosa siamo certi: se ti piacciono sia i cammini che la montagna, San Vili fa per te!

Cos’è il cammino di San Vili in Trentino?
È un percorso di circa 110 km che segue le orme di San Vigilio, vescovo di Trento ed evangelizzatore delle montagne trentine – o meglio: segue il percorso che fece il suo corpo dopo il martirio. Si parte dalle Dolomiti di Brenta e dalla rinomata Madonna di Campiglio e di timbro in timbro si scende verso Trento, nella cui cattedrale è conservata la salma del Santo. Nel mezzo si attraversano Val Rendena, Giudicarie, Banale, Valle dei Laghi, boschi rigogliosi, prati a perdita d’occhio, fontane freschissime, sentieri appartati, chiesette deliziose con scheletri che danzano, borghi alpini, e un’ospitalità che – anche se si dice spesso nei cammini – ci ha davvero colpiti.
Tanti sorrisi lungo la strada, una baita aperta per prendere un po’ di fresco – fresco come le bottiglie che aspettavano noi viandanti a mollo nella fonte – e un “museo personale” organizzato con gusto e pieno di oggetti super curiosi. Il nostro San Vili è stato anche questo: persone. Incontri.

Variante bassa o alta?
Il Cammino di San Vili può essere fatto in quattro, cinque, sei o sette tappe, e offre due varianti:
- variante bassa, che predilige i fondovalle, i borghi, i laghi e i castelli; è lunga 109 km
- variante alta, più escursionistica e orientata alla natura; è lunga 110 km
A seconda dei tuoi gusti, puoi quindi scegliere la variante che ti ispira di più… con due: avvertenze:
- La variante alta aggiunge un bel po’ di dislivello, e richiede quindi un po’ di allenamento in più;
- La variante bassa nel secondo tratto è meno ombrosa e più a bassa quota, quindi in estate tieni conto che può essere più calorosa.
In questo articolo ti racconteremo il nostro San Vili, fatto lungo la variante alta (che francamente ti consigliamo), ma ti indicheremo brevemente anche l’alternativa bassa.

Perché percorrere il Cammino di San Vili?
I principali elementi di interesse del Cammino di San Vili sono:
- la diversità degli ambienti, tra boschi, prati e laghi, sentieri e stradine, borghi e cittadine. Cambia la quota, cambiano gli ambienti naturali e cambia anche il feeling dei posti. Se vuoi un assaggio di Trentino a 360° sei nel posto giusto.
- il secolare lavoro dell’uomo sulla natura, che ha meritato alla zona delle Giudicarie la qualifica di Riserva di Biosfera UNESCO
- la storia e la cultura locale, con insospettabili chiesette medievali affrescate, tracce della guerra e parchi di sculture a punteggiare il percorso
- questo angolo di Trentino diverso dal solito, che magari è fuori dal tuo radar, ma che ha molto da offrire (prova ad arrivare a San Lorenzo in Banale e ad alzare gli occhi alle montagne che lo dominano, e poi mi dici!)
- per le fontane!! Mai viste così tante fontane in un territorio: trovarle lungo il cammino è un vero toccasana e ci siamo divertiti a “recensirle” TUTTE!
Difficoltà del cammino e pericoli
Non abbiamo trovato San Vili troppo challenging, anche se ammettiamo di essere piuttosto allenati all’escursionismo in montagna. Tuttavia, i dislivelli sono tali che si fanno abbastanza tranquillamente (eccetto uno più impegnativo, vedi più avanti).
Diverso il discorso dei chilometri, che a seconda dei pernotti può concretizzarsi in alcune tappe piuttosto lunghe (nell’ordine dei 25 km).
Il consiglio è sempre il solito: pianifica con attenzione le tue tappe del Cammino di San Vili in base all’allenamento e a quanto “vuoi prendertela comoda”.
Tra le difficoltà, possiamo annoverare la poca disponibilità, lungo il percorso, di alimentari e bar (che spesso prendono la forma di circoli, aperti a orari tutti da verificare). Quando prenoti le strutture presso le quali pernottare, informati se possono prepararti un pranzo al sacco, altrimenti organizzati per tempo. Tutto il cammino è invece ricchissimo di acqua (tranne l’ultima tappa che non ne ha!)
E infine un’avvertenza: in tutto il Trentino è presente l’orso. Avvistarli è più raro di vincere alla lotteria, ma è importante tenere sempre a mente le regole di comportamento per evitare l’incontro.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
Sul nostro profilo Instagram trovi la nostra esperienza sul Cammino di San Vili; iscrivendoti alla newsletter potrai leggere il numero con il nostro racconto a caldo.
Ci sono difficoltà tecniche? No. Solo l’ultima tappa ti mette di fronte a un sentiero più “difficile” da seguire, anche se è possibile evitare i punti critici (la guida cartacea te lo spiega bene). L’ultima tappa è inoltre molto avara di acqua, e quindi impone di fare scorta alla partenza.
Alcuni punti della variante alta sono leggermente esposti.
Il punto di partenza, l’arrivo, e tornare all’auto
Si parte da Madonna di Campiglio e si arriva a Trento. I mezzi pubblici – bus – ti permettono:
- di salire a Madonna di Campiglio se lasci l’auto a Trento (tutti consigliano il parcheggio Zuffo)
- di tornare a Madonna di Campiglio se sei salito qui in auto (e c’è un buon motivo per farlo… vedi al resoconto della prima tappa)
Molto probabilmente, le strutture che ti ospitano potranno emettere la Trentino Guest Card, con la quale il trasporto sarà gratuito.

In che verso farlo e come organizzare il Cammino di San Vili
Decisamente nel verso in cui è stata pensata: da Madonna di Campiglio a Trento. Nel senso opposto, le pendenze sono quasi proibitive!!
Per quanto riguarda l’organizzazione: il San Vili è fattibile nelle cinque tappe canoniche, che sono queste:
- Tappa 1, da Madonna di Campiglio a Bocenago | 22,1 km | 160 m d+ ma molta discesa
- Tappa 2, da Bocenago a Iron/Ragoli | 26,3 km | 600 m d+ (VARIANTE BASSA) | 27,2 km | 1293 m d+ (VARIANTE ALTA)
- Tappa 3, da Ragoli a San Lorenzo in Banale | 22,8 km| 571 m d+
- Tappa 4, da San Lorenzo in Banale a Monte Terlago | 20,8 km | 768 m d+ (VARIANTE BASSA) | 19,4 km | 785 m d+ (VARIANTE ALTA)
- Tappa 5, da Monte Terlago a Trento | 17,2 km | 543 m d+
Valuta lo sforzo richiesto, e se è troppo fallo in sei tappe (vedi la guida cartacea o il sito del cammino per come fare).

Chi era San Vigilio
Parliamo di 300-400 d.C.. San Vigilio è vescovo di Trento, ed evangelizzatore delle Giudicarie. Ed è stato martirizzato… oppure no. Il fatto è che le fonti sulla sua vita sono poche e agiografiche, quindi fondamentalmente leggendarie. Molto probabilmente Vigilio non fu martirizzato, ma si “adeguò” la sua storia alla vicenda dei martiri di Anaunia, avvenuta in Val di Non. Comunque, ai fini del cammino ci interessa un’altra storia.
Cioè quella per cui Vigilio si trovava appunto a fare un viaggio di evangelizzazione, e a Mortaso distrusse un tempietto pagano. Salito sul piedistallo, iniziò a predicare. I contadini, offesi, lo attaccarono con zoccoli di legno (versione 1), pani duri (versione 2), pietre (versione agiografica). Il corpo del futuro santo cadde nella Sarca. Venne recuperato più avanti, nei pressi di Tione. Mentre veniva riportato a Trento, il corpo generò miracoli: in questi luoghi vennero edificate chiesette e cappelline.

Quando percorrere il Cammino di San Vili? Un cammino da fare anche in estate!
Il periodo migliore per percorrere il Cammino di San Vili è sicuramente le mezze stagioni: autunno e primavera sono l’ideale, ma è percorribile anche in estate, quando molti altri cammini sono più ostici per via del caldo. È una delle sue attrattive perché nonostante il caldo ci si trova spesso a camminare all’ombra del bosco, è pieno pieno pieno di fontane nelle quali rinfrescarsi e la quota aiuta un certo venticello… parola di chi l’ha percorso nella settimana più calda dell’anno!
In inverno invece il Cammino di San Vili può presentare neve.

Indicazioni lungo il Cammino di San Vili: la segnaletica
Il Cammino di San Vili nasce a fine anni Ottanta per volere della SAT, che pensò l’itinerario come congiunzione ideale tra Trento e le sue montagne – le Giudicarie, il Banale, la Valle dei Laghi. Per questo, la segnaletica è quella della SAT quindi non proprio banalissima come su altri cammini: segnavia e cartelli bianco rossi. Alcuni dei cartelli riportano il logo del cammino oppure le due letterone SV.
Per tutto il cammino seguirai tre segnavia: 300, 613 e 627. Ti consigliamo di sapere di volta in volta la tua meta successiva: ti sarà più facile orientarti con i cartelli SAT. In ogni caso, è super consigliato munirsi di traccia gpx, per risolvere i momenti di dubbio.
A Trento, la segnaletica viene sostituita dagli adesivi del cammino: bianco rossi e scritta SV.

La credenziale e l’attestato
La credenziale può essere ritirata all’ufficio del turismo di Madonna di Campiglio, insieme alla spilletta da attaccare allo zaino. Una volta completato il cammino, mostrando la credenziale all’ufficio del turismo di Trento potrai ricevere il testimonium.
I timbri ufficiali, che stilizzano le tappe, sono molto carini (il nostro preferito è quello con la danza della morte, che detta così…). Alcune strutture si stanno munendo di timbri più o meno personalizzati (non perderti quello dei 3 Faggi sul lago di Lamar, anche se non fa parte di quelli ufficiali).

Cartografia, guida, tracce e sito web ufficiale
La guida cartacea è semplice e “giusta”, con un buon mix di info pratiche, descrizione delle tappe e luoghi da non perdere. Ha associata una buona carta topografica a scala 1:25.000.
Trovi le tracce GPX in fondo all’articolo, nel resoconto delle singole tappe.
Le info aggiornate le trovi sul sito ufficiale del Cammino di San Vili: camminosanvili.it. Consultalo anche per conoscere eventuali chiusure di tratti di percorso.
Dove dormire lungo il San Vili
Lungo il Cammino sono presenti diverse strutture di accoglienza – alberghi, B&B, agriturismi: le trovi elencate nel sito del cammino. Il consiglio è di prenotare con anticipo le tue sistemazioni perché più ti allontani da Madonna di Campiglio, e meno disponibilità c’è. Al momento non sono presenti strutture a donativo, ma in alcune strutture sono previsti sconti per i camminatori.
In questa guida ti consigliamo solo quelle che ci sono piaciute, tappa per tappa.
Cammino di San Vili con il cane
Sì, puoi percorrerlo con il cane. Tuttavia, tieni presente che si attraversano molti boschi frequentati da selvatici, e che la quasi interezza del tracciato è bear area, zona con presenza di orso. Infine, l’arrivo è a Trento, comunque una grande città.
Ovviamente, premurati di sentire in anticipo le strutture nelle quali pernotterai.
Il Cammino di San Vili in tenda
Si e no: il campeggio libero non è consentito e anche il bivacco notturno è difficile perché si attraversano molte aree private o urbanizzate. Puoi però organizzarti per dormire nei campeggi con qualche deviazione.

Le nostre 5 tappe del Cammino di San Vili
Lo ribadiamo: la pianificazione delle tappe dipende in gran parte da dove trovi da pernottare. Noi ci siamo organizzati così.
Prima tappa: da Madonna di Campiglio a Caderzone
Recuperiamo la credenziale all’ufficio del turismo di Madonna di Campiglio, raggiungiamo la chiesa di Santa Maria Antica (si trova dietro allo storico hotel Des Alpes), e da qui inizia a tutti gli effetti il Cammino di San Vili!
La prima tappa è decisamente facile, in quanto è fondamentalmente una luunga discesa quasi tutta su forestali, sentieri, strade secondarie e ciclovie. Mentre sulla sinistra si apriranno presto viste notevoli sulle Dolomiti di Brenta, attraverseremo boschi e toccheremo alcuni highlight notevolissimi:
- la chiesetta di Sant’Antonio nel paesello omonimo;
- la chiesetta di San Vigilio a Pinzolo (breve deviazione) – questa chiesa è eccezionale, perché riporta su un fianco la celebre danza della morte, con gli scheletri che danzano attorno alla processione degli uomini ricordandoci che siamo tutti uguali – imperatori e mendicanti, dotti e contadini. Bellissima, e perfettamente conservata;
- lo splendido castagneto di Carisolo, che ci porta su un selciato nel bosco fino alla chiesa, super panoramica, di Santo Stefano. Qui è fantastico mangiare un panino, sotto lo sguardo beffardo di altri scheletri da danza della morte, e di un enorme San Cristoforo protettore dei viandanti (curioso perché ha occhi enormi, perché fossero visti da lontano).
Si scende poi verso la vetreria veneziana, e si esce infine dal bosco per camminare di fianco alla Sarca e attraverso la grande piana prativa di Curio, che noi ammiriamo impreziosita da una miriade di ombrellifere, che quasi paiono una spolverata di neve.
Raggiungiamo così Caderzone, che abbiamo eletto a nostro primo punto tappa.
Nel caso tu abbia spezzato questa tappa, da Carisolo puoi fare la deviazione verso la Valle Genova e visitare la Cascata di Nardis (pianificala su carta però perché si aggiungono quasi 10 km, ma puoi prendere il trenino!).
Dove dormire: il trucco accennato all’inizio è questo: dormire a Palazzo Lodron Bertelli, in centro a Caderzone. Una corte antica, un hotel curatissimo 4 stelle, un ristorante agli accenti di ayurveda, tranquillità, camere bellissime, spa… con convenzione per viandanti. Un consiglio ulteriore, specie se vieni da lontano, è di pernottare qui anche la notte prima di iniziare il cammino; la mattina successiva, puoi raggiungere Madonna di Campiglio con il bus e viaggiare a zaino leggero per la prima tappa.
1° tappa del Cammino di San Vili: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Madonna di Campiglio (1550 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Caderzone (1195 mslm) |
| 📐 Dislivello | 172 m (970 negativi) |
| 📏 Lunghezza | 19,5 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | Nei paesi, in abbondanza |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa la nostra, trovi quella ufficiale nel sito del Cammino |
Seconda tappa: da Caderzone a Montagne
Per la nostra seconda tappa scegliamo la variante alta. Superiamo Bocenago e Spiazzo (interessante la facciata della chiesa di San Vigilio), dopodiché torniamo a camminare lungo la Sarca fino all’incirca a Daré, dove il sentiero decide di impennarsi nel bosco per salire ripidamente verso Passo Daone. Nota bene: lungo la strada, in località Casarole, potresti incontrare un signore molto ospitale; se non lo incontri, non dimenticare comunque di guardare la vista oltre la valle, che è qualcosa di incredibile.
Altra salitissima da Casarole fino al Passo Daone, da dove si scende attraverso una vallecola di prati a masi sparsi (il mio punto preferito del cammino!) fino a Montagne. Qui si trova un circolo aperto pomeriggio-sera, e un piccolo alimentari.
Se fai la variante bassa, è fondamentale che tu passi a Tione alla Chiesa di San Vigilio, dove si dice fu recuperato il corpo di Vigilio finito nella Sarca.
Dove dormire: Appartamento la Mansarda in quota.
2° tappa del Cammino di San Vili: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Caderzone (1150 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Montagne (825 mslm) |
| 📐 Dislivello | 907 m |
| 📏 Lunghezza | 14,59 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno, a parte le pendenze per Passo Daone |
| 💧 Acqua | In abbondanza nei paesi |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa la nostra, trovi quella ufficiale nel sito del cammino |
Terza tappa: da Montagne a San Lorenzo in Banale
Altra bella tappa di montagna. Seguiamo la variante alta per scendere a Ragoli, ma prima del paese pieghiamo lungo il versante per raggiungere Iron, uno di quei paeselli che fu spopolato – addirittura durante la peste – e ora rinascono tramite ristrutturazioni e seconde case. Da Iron scendiamo sulla provinciale per un tratto d’asfalto un po’ noioso che ci porta a Stenico – poco prima dell’abitato la fragorosa Cascata del Rio Bianco… ma solo se il carsismo ha deciso che c’è acqua! Qui c’è anche un piccolo giardino botanico che meriterebbe un approfondimento.
Da Stenico (dove si potrebbe visitare il castello, ad aver tempo), saliamo per il Bosco Arte Stenico, un piacevolissimo sentiero quasi in piano popolato di sinuose sculture in legno e installazioni, culminante in un curioso anfiteatro. Ci muoviamo poi ancora per stradine e sentieri (Seo, Sclemo, Tavodo) e risaliamo a San Lorenzo in Banale, centro più animato della zona. Qui, se hai qualche minuto prima di cena, visita la frazione Berghi, che è una delizia, e dove potresti incontrare un signore che ti mostrerà il suo “museo personale” non scherzo.
Dove dormire: A San Lorenzo, dominata da montagne sul serio vertiginose, abbiamo dormito e mangiato benissimo all’Hotel San Lorenzo. Chiedi se hanno disponibile la ciuiga, salume tipico a base di maiale e barbabietola.
3° tappa del Cammino di San Vili: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍Partenza da | Montagne (825 mslm) |
| 🏅 Arrivo | San Lorenzo in Banale (758 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1310 m |
| 📏 Lunghezza | 25,9 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | Presente, nei paesi |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa è la nostra oppure la trovi sul sito ufficiale del cammino |
Quarta tappa: da San Lorenzo in Banale a Monte Terlago
Altra tappa montana, bellissima quanto lunga: non la descrivo nei minimi dettagli perché si tratta di una vera e propria escursione tra boschi e radure, con meno highlight ma più natura.
A fare la variante alta ci si perde il passaggio per il Lago e il Castello di Toblino, super scenografico, e per il lago di Santa Massenza.
Valuta tu cosa preferisci vedere.Se fai la variante alta, ovviamente non passi per i laghi del fondovalle. Un modo per averne un assaggio è ammirarli dall’alto: dopo aver passato Ranzo, prima di inforcare il sentiero per Margone, prosegui per un paio di centinaia di metri lungo la provinciale; da una piazzola o dal guardarail (occhio alle auto e alle moto) potrai vedere dall’alto i laghi di Toblino, Santa Massenza e Cavedine tingere di blu il fondovalle. E sì, con lòa giusta prospettiva c’è anche un accenno di Garda, là in fondo!
Raggiungiamo Moline, antico borgo artigianale dal destino simile a quello di Iron, poi Deggia e infine Ranzo, sempre camminando su una cengia protetta dal bosco, con sotto le gole del Bondai e del Limaro. Poco prima di sbucare in paese, c’è la minuscola cappella di San Vigilio. A Ranzo, variante alta e bassa si separano ancora: la nostra sale a Margone, poi percorre un lungo tratto di bosco per scendere a Ciago (dove i cammini si riuniscono), poi a Covelo, infine a Monte Terlago.
Qui puoi fare uno stop birretta al Bar Turista – occhio ai drink di troppo! – che ha anche il timbro.
Dove dormire: noi siamo stati all’Albergo Ai Laghi, che dista un altro km dal centro, e dove abbiamo anche cenato.
4° tappa del Cammino di San Vili: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | San Lorenzo in Banale (758 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Monte Terlago (690 mslm) |
| 📐 Dislivello | 830 m |
| 📏 Lunghezza | 23,6 km |
| 😅 Punti difficili | Solo il chilometraggio |
| 💧 Acqua | Presente, nei paesi |
| 🗺️ Traccia gpx | Qui la nostra. Trovi quella ufficiale nel sito del Cammino |
Quinta tappa: da Monte Terlago a Trento
Dall’hotel, fa’ in modo di scendere al Lago Santo – bellissimo – che fa il paio con il vicino Lago di Lamar, suadente a invitarti a fare il bagno (è balneabile! Portati il costume, fidati!!) e a godere della spiaggetta e della seconda colazione, o delle birrette, dei 3 Faggi. Ma ohimè, a Trento manca ancora un po’, quindi con una lacrimuccia e giusto il tempo di bagnarsi i piedi, risaliamo lungamente per forestali e sentieri verso il Monte Soprasasso – lungo la via, fermati assolutamente alla Casara, una radura struggente dove fare pausa paninetto. Il Soprasasso lo si aggira passando per delle postazioni della guerra – gli Stoi – e inizia la discesa verso l’Adige.
Discesa che davvero piomba su Vela, sobborgo che prelude a Trento.
⚠️ Un paio di punti di questa discesa sono un po’ ostici per chi non pratica l’escursionismo montano, come pendenze, fondo e orientamento. La guida cartacea e il sito ufficiale del cammino bene spiegano come aggirarli se non hai dimestichezza con questo tipo di ambiente.
Da Vela, dove c’è l’unico lavatoio/fonte della tappa, mancano ancora 40-50 minuti alla meta. Raggiungiamo l’Adige seguendo gli adesivi bianco rossi SV, attraversiamo il Ponte San Lorenzo, dominato dalla verticale Chiesa di San Lorenzo, e in un attimo siamo a tiro del Duomo di Trento, ed è fatta!
PS Poco prima di arrivare alla cattedrale, passa all’ufficio del turismo in Piazza Dante per recuperare il testimonium. Ed eccoti!
5° tappa del Cammino di San Vili: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Monte Terlago (690 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Trento (194 mslm) |
| 📐 Dislivello | 472 m |
| 📏 Lunghezza | 16,6 km |
| 😅 Punti difficili | Tra Lago di Lamar e Soprasasso ci sono un paio di punti tortuosi ed esposti, dall’orientamento non banale; la discesa a Vela è molto pendente |
| 💧 Acqua | No fino a Vela: FAI SCORTA A INIZIO TAPPA! |
| 🗺️ Traccia gpx | Qui la nostra. Trovi quella ufficiale nel sito del cammino. |
E come sempre, buon cammino!
(Se cerchi un’altra idea per un cammino in Trentino, conosci il Cammino di San Rocco?)

















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