Un percorso che parte da Chioggia, attraversa Isola di Pellestrina e Lido, e termina in un tramonto mozzafiato sull’eterna Venezia? Una delle più strepitose ciclabili del mondo, da percorrere rigorosamente piano, pedale dopo pedale, assaporandone suoni, profumi e colori.
Ti spieghiamo tappe e organizzazione della Ciclovia delle Isole Veneziane E5, sali in sella!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Da dove partire per fare la Ciclovia delle Isole Veneziane?
I punti di partenza ufficiali sono due: Venezia o Chioggia. Puoi decidere di arrivare direttamente qui in auto. Se invece, come noi, vuoi utilizzare i mezzi pubblici, ti consiglio di controllare bene le condizioni dei treni per il trasporto bici.
Noi, ad esempio, siamo partiti dalla stazione di Padova con un treno che consentiva di salire a bordo con le biciclette (pagando il relativo sovrapprezzo) e siamo arrivati a Rovigo. Da qui abbiamo dovuto cambiare per prendere un altro treno che facesse Rovigo – Chioggia. Purtroppo c’è stato un intoppo perché, nonostante nel sito fosse indicato che il treno poteva portare a bordo le bici, nell’orario che avevamo scelto non era così.
Ti lascio perdere la trafila che ne è seguita: abbiamo dovuto comunque aspettare per più di un’ora e mezza per prendere quello successivo (che invece era attrezzato). Nel frattempo abbiamo esplorato Rovigo e, quando siamo tornati in stazione, per poco non perdevamo il treno… perché i posti per le bici erano limitati.
Una valida alternativa può essere quella di noleggiare una bici direttamente a Chioggia o al Lido. Il costo è di circa 10€ al giorno, e ti evita il costo trasporto (ma devi riportarla .
Insomma… niente panico, ma volevo metterti in guardia di questa problematica, quindi ti consiglio di organizzare tutto al meglio (magari telefonando prima per verificare orari e coincidenze), per accertarti che tutto fili liscio.

Percorso e tappe della ciclabile E5: Chioggia – Pellestrina – Lido
Da Chioggia a Ca’ Roman in bici
Il nostro giro parte quindi da Chioggia (con un po’ di ritardo sulla tabella di marcia), ma abbiamo tutta la giornata davanti, e non abbiamo paura di usarla!
Percorriamo Chioggia in bicicletta ed arriviamo al termine della città, in Fondamenta Pescheria, dove ci imbarchiamo con il vaporetto (linea 11) per Ca’ Roman. Sbarchiamo al molo del faro di Ca’ Roman. Una stradina sterrata ci introduce in quella che è un’oasi naturale LIPU. Posta nell’estremità meridionale dell’isola, si tratta di uno degli ambienti meno sfruttati e ancora più selvaggi delle isole veneziane.
La riserva di Ca’ Roman è splendida e selvaggia: le dune colonizzate dalla vegetazione offrono riparo a diverse specie di uccelli. Nota bene: niente cani senza guinzaglio, perché disturbano la fauna avicola, e non si cammina fuori dai sentieri!
⚠️AGGIORNAMENTO: recenti regolamenti stanno impedendo alle biciclette di scendere a Ca’ Roman.

Da Ca’ Roman a Pellestrina
Proseguendo lungo la Ciclovia E5 giungiamo a Pellestrina, dopo aver percorso (senza scendere dalla bici!) i tipici Murazzi veneziani, che proteggono l’isola dalle alte maree. I contrasti tra il bianco della fortificazione e i colori della laguna, mentre pedali, e tra il blu intenso del mare e (ancora) il bianco della fortificazione quando lasci la sella per salire sul Murazzo, sono stupendi.
Pellestrina è bellissima, ma è soprattutto la sua aria di isola vivibile a farmene innamorare. Al di là del percorso della ciclabile, infatti, ti consiglio di prenderti del tempo per esplorarla con calma. Pedalando piano passiamo i suoi piccoli centri – San Pietro in Volta, Portosecco, Pellestrina – agglomerati di abitazioni colorate inframezzate da chiesette e cappelle, minuscoli dettagli da curiosare, le barche dei pescatori che aggiungono atmosfera ad atmosfera. Tra un villaggio e l’altro, lunghe distese di terra di nessuno, tra relitti di navi, cantieri abbandonati, dune colonizzate dalla vegetazione.

Pellestrina rappresenta anche il momento giusto per prendersi una prima pausa dal ritmo dei pedali. Ci sono le osterie, ma va bene anche un panino. Oppure, ci si ferma a El Chiosco, proprio sull’imbarcadero alla fine dell’isola. Qui si va di sprizzetto – rigorosamente al Select – vino bianco e fritti, e sguardi lunghi sul blu del mare che qui è perfettamente rilassante.
Se perdi il traghetto e devi aspettare il successivo… beh, non l’hai certo fatto apposta. Qui si sta da Dio.

Da Pellestrina al Lido di Venezia
Da Pellestrina, località Santa Maria del Mare – o meglio dal Chiosco, dato che Davide ha suggerito una pausa qui – prendiamo il ferry-boat numero 11, che ci conduce in 10 minuti direttamente agli Alberoni. La Ciclovia delle Isole Veneziane riprende da qui.
Siamo sulla punta più meridionale dell’isola, famosa per la sua spiaggia, ma soprattutto per l’esclusivo campo da golf degli Alberoni. Torniamo a riveder Venezia e le isole minori, bellissime a galleggiare sulla laguna placida.
Dal Lido degli Alberoni pedaliamo in direzione Borgo di Malamocco, delizioso borghetto attraversato da canali.
Ci dirigiamo così verso la zona centrale del Lido, fiancheggiando la laguna. A circa metà dell’isola tagliamo verso l’interno, e il panorama cambia: sulla sinistra ricompaiono il mare aperto, le spiagge di sabbia, gli stabilimenti. Superiamo l’ingresso del Lido Beach e raggiungiamo il famoso Pecador.

Ok, se ancora non sai cos’è il Pecador, questo è il momento di rimediare. Un double decker bus piantato lungo la strada a due passi dal lungomare: qui girano birra a fiumi e ottimi panini. E sì, è possibile sedersi anche sopra l’autobus. Non ti aspettare nulla di chic e british: l’atmosfera al piano superiore è più che altro punk e popolare!
Ci rendiamo conto solo adesso, tanto siamo presi dalla bellezza strepitosa della giornata, che qui ci sono… le macchine! L’isola infatti è lunga 12 km e molti isolani usano l’auto per spostarsi.
Con qualche birra in più siamo pronti per affrontare l’ultimo tratto prima di rientrare. Qualche colpo di pedale, e prepariamo il gran colpo di scena finale!

Dal Lido a Venezia
Attenzione! Con bici al seguito, prendere il vaporetto dall’imbarcadero classico – quello alla fine del Gran Viale Santa Maria Elisabetta – è un po’ un casino: è sempre super frequentato, e potrebbe non esserci spazio per i mezzi.
Soluzione?
Dal Pecador – perché lo so che ti stai sparando una birretta qui – devi continuare nella stessa direzione finché la strada principale fa due ampie curve sinistra-destra. Le segui, alla rotonda prendi ancora sulla sinistra, e poi, appena è possibile, sulla destra (Via Cipro). Raggiunto il mare, continua sulla riva fino all’imbarcadero del ferry-boat. Ovviamente c’è un altro bar: il che dimostra come la seconda parte della Ciclovia sia molto più difficile a completarsi della prima!
La pedalata è (quasi) ufficialmente terminata. Siamo belli scottati dal sole, che lentamente sta iniziando a calare. Ed ecco l’ultima sorpresa di questa strepitosa giornata: il ferry-boat, con il suo incedere lento, si infila nientemeno che in Canal Grande. Così scorrono alla nostra destra i Giardini della Biennale, le Rive più frequentate del mondo, Palazzo Ducale e Piazza San Marco.
Va bene che non siamo in gondola, ma a me sembrano comunque la vista e il posto più romantico del mondo.
Le bici al sicuro nella pancia della nave, noi seduti sul ponte, Davide insiste per la ciliegina sulla torta: nel ferry c’è un baretto interno, lo spritz non costa nulla, ed eccoci ancora una volta a guardare la bellezza da un nuovo punto di vista.
(Non per rompere l’idillio, ma per completezza: una volta scesi dal ferry al Tronchetto, si pedala per strade e cavalcavia stradali fino a Piazzale Roma, e da qui alla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.)

Ciclovia delle Isole Veneziane E5: dati tecnici in breve
Partenza: da Venezia o da Chioggia.
Tipo di giro: non c’è possibilità di fare un giro ad anello. Per completare la Ciclovia delle Isole Veneziane, o torni a ritroso per la stessa strada oppure, come noi, ti sposti con i treni, puntando a tornare direttamente alla tua base. Insomma, è un po’ macchinoso, ma dipende da dove parti, e da quanta voglia hai di incastrare le cose.
Lunghezza: 25 km
Durata: tra i trasporti e le soste calcola di metterci tutta la giornata.
Tipo di terreno: misto. Per lo più asfaltato. Non è una pista ciclabile propriamente intesa, ma più un’insieme di percorsi a bassa percorrenza di auto che compongono la Ciclovia E5.
Tipo di bicicletta: noi consigliamo di utilizzare una mountain bike, per percorrere agevolmente alcuni tratti di sterrato. Anche con una city bike comunque è normalmente percorribile.
Difficoltà: semplice. Nonostante la lunghezza il percorso prevede molte pause ed è completamente in piano, quindi non risulta difficile.
Acqua: le fontanelle pubbliche non sono frequenti, quindi ti consigliamo almeno 1L a testa, soprattutto se sei in stagione calda (cioè quasi sempre!). Da riempire all’occorrenza in qualche bar o facendo deviazioni verso i centri delle isole.
Costo e orari dei traghetti: i traghetti costano circa 7€ a tratta più 1€ per la bicicletta. Esiste però anche un biglietto giornaliero decisamente conveniente (specie se scegliere di fare andata e ritorno lungo la ciclabile). I prezzi cambiano inoltre se sei in possesso della Carta Venezia. Fai bene i calcoli prima di partire.
Per gli orari ti consiglio di consultare il sito ufficiale dell’ACTV, in modo da poter programmare l’itinerario con precisione. Non preoccuparti comunque se dovessi perdere un ferry, le isole sono ben collegate tra loro e potrai prendere il successivo senza problemi. L’unico punto fermo deve essere, se ti sei mosso in treno, l’orario dell’ultimo.
Un ultimo appunto: i vaporetti, in alta stagione, possono essere pieni, mentre per i ferry-boat non c’è questo problema. Sui primi ci sono posti limitati per le bici, per cui è possibile che tu non riesca sempre a prendere quello che vuoi, ma che tu debba aspettare il prossimo. Ci facciamo uno spritz durante l’attesa?

Descrizione precisa con tutti i dettagli
Mi ha stimolato per farla al più presto (forse settimana prossima)
Ciao Enrico, questo è il periodo migliore per percorrerla: vedrai che spettacolo!
Facci sapere come va la pedalata e grazie per il commento.
Un caro saluto
Ciao, a Caroman il traghetto non ferma se non su richiesta.
Non si può entrare nell’oasi con la bicicletta.
A Pellestrina vicino all’attracco del traghetto è possibile noleggiare le bici.
Visita aprile 2023
Grazie Elle per il tuo resoconto!
ci vado domani
Ottima scelta! Buona escursione!
Ci proviamo domani. Grazie
Ottima scelta! Buona gita!
Discesa e risalita con bici a Ca’ Roman interdetta…
Maddai? Forse per ragioni di sicurezza perché prevedevano troppo afflusso in questi giorni?
L’avete fatta a piedi con la bici a mano o non vi hanno proprio fatto scendere dal traghetto?
Domani si parte per l’avventura, all’arrivoa Chioggia vedremo il possibile da farsi, visto e considerato il ponte di Ognissanti col bel e caldo sole che richiamerà tanta gente .
Ciao Giovanni, vedo da altri commenti che non stanno facendo scendere a Caroman in questi giorni.
Sarà splendido lo stesso, ma valuta l’itinerario.
Buona gita!
Caroman assolutamente vietata alle bici, non ci hanno nemmeno fatti scendere.
Ciao Cinzia, ce l’hanno segnalato ieri, ma non mi è chiaro se sia per il ponte o una regola che hanno messo definitiva. In internet si vedono solo proposte, ma non riesco a trovare nessuna ordinanza in tal senso.
Spero siate riusciti a godervi lo stesso il giro!
Ciao. Dove si possono noleggiare le bici?
Ciao Daniela, puoi noleggiarle anche a Chioggia in corso del Popolo.
Ti consiglio di chiamare per prenotarle e organizzarti con i trasporti.
Buona gita!
Dopo tuttele recenzione, nel ambito di un giro in bicicletta, penso fare una sosta a chioggia e fare chioggia lido in bicicletta privata (con borse, casco, ecc), c e un posto al lido vicino ai vaporetti dove lasciare al sicuro le nostre Bice per un salto veloce a piazza San marco e vicinanze? Il giorno dopo andremo verso sud.
Ciao Oreste, puoi lasciare la bicicletta in custodia al bicipark di Venezia ma dovrebbe esserci un servizio simile anche al Lido.
Buona gita, facci sapere poi come ti organizzi che può essere utile anche agli altri!
Bella descrizione, ma in bici ci si va con il casco indossato.
È un ottimo consiglio, grazie!
Mi è bastato arrivare per puro caso su questa pagina per dirmi che faro’ questo giro tra 3 settimane …
Grazie mille per lo zelo e la precisione della descrizione !
Grazie Gianluca! Facci sapere come va!
Buongiorno e grazie per tutti i contributi già postati. Avrei una domanda/curiosità; non sarebbe possibile continuare il percorso con approdo fino a Cavallino treponti? Qualcuno l’ha fatto (ho sentito) mi sarebbero utili consigli suggerimenti indicazioni o ragguagli. Immense grazie per chi si disturberà x me.
(Attilio da Verona Mail atdeche@iol.it)
Ciao Attilio, non abbiamo esperienza di questo prolungamento, ma a un primo veloce controllo del sito dell’ACTV, sembra che potresti passare dal Lido al Cavallino con il ferry 17: dovrebbe depositarti a Punta Sabbioni. Prova a informarti su questa possibilità!
Come promesso , e a seguito del mio commento del 31 luglio, ecco un rapido ritorno sulla mia esperienza: sono partito il 17 ago mattina da Lido ( noleggio bici Gardin, sono gentilissimi e disponibili, con prezzi onestissimi) verso sud . I prezzi dei ferry sono furti legalizzati ( 9.5€ a persona +1.5 bike per 75 minuti di validità- sapendo che il tratto di percorrenza è di 5-10 min) ma almeno non abbiamo avuto disguidi di carico bici o cose varie.
Andare a Ca Roman è semplice una volta che si è all imbarcadero di Pellestrina: si può proseguire in bici seguendo il murazzo e la si parcheggia giusto prima delle barriere di ingresso .
Arrivati a Chioggia la sera del 17 , siamo ripartiti per Albarella la mattina del 18 , attraversando all’alba il bellissimo parco del delta del Po. A Albarella ci siamo immersi ( scuola di Diving, una splendida esperienza, che consiglio. Anche loro : disponibili e prezzi onesti. Ero reticente , ma quanto ne vale la pena ) .
La sera del 18 siamo tornati a Chioggia ( da non perdere il Bacaro AL ombra de la Ciesa, che è pura dolce vita chioggiotta) e il 19 a Lido, con pranzo al bus di Lido ( Pecan ? Ne parlate voi nel vostro articolo ) .
Una splendida 3 giorni! Non si esiti a percorrere la E5. Io vi ringrazio ancora di aver scritto il vs articolo su cui sono capitato per puro caso e che mi ha permesso di fare un’esperienza bellissima e che porterò con me ad vitam aeternam.
Continuate!
Saluti da Udin .
Gianluca non sai quanto felici siamo di averti ispirato a fare un weekend così! Soprattutto, che bello che tu abbia avuto voglia di articolare un semplice giro in bici in un’esperienza di questo tipo. E grazie per il resoconto: c’è da prendere ulteriore spunto!
Grazie per la descrizione del giretto in bici che voglio fare con mia moglie la settimana prossima. Grato anche di tutti gli altri commenti aggiunti dai vari amici della bici….
Grazie Marco, non sai quanto felici siamo di aver scritto questo giro (che abbiamo fatto più volte), ispirando le persone a farlo. E’ un gioiello del nostro Veneto, indiscutibilmente!
Sono di Reggio Emilia, 2 giorni fa (sabato) con due amici ho fatto il giro da Chioggia al Lido e ritorno con le nostre biciclette. Niente da dire sulla bellezza dei luoghi, qualcosa da dire invece sull’organizzazione dei vaporetti. Sono d’accordo con Gianluca nel dire che il prezzo dei vaporetti/ferry è un furto legalizzato (abbiamo speso 32 euro a testa), ma almeno fosse un servizio efficiente. Il fatto di arrivare in anticipo mettendosi diligentemente in fila, non da la certezza di essere imbarcati all’orario indicato perchè oltre al fatto che non caricano più di 10 biciclette (e non è specificato, si parla genericamente di posti limitati), i residenti e i possessori della Venezia Card hanno la priorità (e questo “piccolo” dettaglio non la trovi scritto da nessuna parte e in nessun sito). Quindi a Chioggia ci hanno imbarcato al terzo vaporetto (considerate che passano ogni mezz’ora e in alcune fasce orarie anche ogni ora)rispetto a quello che avrebbe dovuto essere il nostro orario di partenza, e così pure al rientro da Pellestrina verso Chioggia. Almeno nei week end dovrebbero essere intensificate le corse. ciao a tutti !!
Ciao Francesca!
Purtroppo quello che descrivi è reale e – negli ultimi anni – sempre più fastidioso, soprattutto per chi sale a Chioggia. Noi eravamo riusciti a salire sul primo vaporetto “per miracolo”, ma eravamo stile sardine: poche certezze e molto pepe!
Ti ringrazio per aver lasciato il commento della tua esperienza, può essere utile anche ad altri per capire meglio come organizzarsi, soprattutto per i tempi.
Buona giornata e buone gite!
grazie dei consigli utilissimi! faremo il giro domani con mio marito. Non vedo l ora! Ho preso tutti gli appunti da voi suggeriti per domani.Grazie ancora
Che bello Elisabetta! Vedrai che splendida esperienza, con queste giornate autunnali-estive, poi!
Raccontaci com’è andata il giro se ripassi di qui!
Vorrei pedalare da Chioggia a Pellestrina e da Pellestrina al Lido e dal Lido a Cavallino per poi dormire a Jesolo. Ho una Ebike MTB con portapacchi e borse per i ricambi. Leggo grandi difficoltà con i traghetti. Mi piacerebbe avere altre informazioni; per esempio quali traghetti o ferry prendere per compiere il viaggio. Grazie a tutti.
Buon giorno Armando,
ti consiglio di contattare l’ente del turismo di Chioggia, ti saprà dare le informazioni che cerchi.
Buona pedalata!