Siamo emozionati, davvero. È un po’ che non veniamo sull’Altopiano dei Sette Comuni, è una giornata d’autunno carica di luce e di significato, siamo di ottimo umore e abbiamo scovato un luogo che, per quanto celebre, ancora non abbiamo esplorato. È fatto di storia, trincee, gallerie e scogliere calcaree a picco: vieni con noi sul Monte Cengio?

⚠️ Per fare questa escursione ti servirà una torcia frontale e una felpa o una giacca: nelle gallerie è buio e fa freddo! Inoltre, Monte Cengio è una meta ottima per famiglie, perché i bambini avranno tantissime cose da curiosare – tanto più se i genitori avranno voglia di fare i contastorie – ma bisogna sempre tenerli d’occhio, perché i punti di pericolo ci sono, tra strapiombi, staffe da salire e soffitti bassi contro i quali battere la capoccia! ⚠️

Gallerie del Monte Cengio

Dove parcheggiare

Saliamo dalla pianura seguendo il Costo e, pochi minuti dopo l’ultimo tornante, individuiamo sulla sinistra la strada che sale verso il Monte Cengio – si trova poco prima dell’osteria Ai Granatieri. Una decina di minuti di strada asfaltata, e parcheggiamo nel Piazzale Principe di Piemonte (1286 mslm, molto ampio): è questo il punto di partenza ideale per l’escursione.

I pannelli ci raccontano già quello che andremo a vedere. Individuiamo il segnavia del sentiero 651, e ci incamminiamo.

mulattiera della Grande Guerra

Un po’ di storia di Monte Cengio

È il 1916, la Prima Guerra Mondiale è scoppiata da un anno, e gli austriaci travolgono l’Altopiano dei Sette Comuni con una serie di azioni che hanno l’obiettivo di rompere il fronte e aprire le porte della pianura veneta. È la Strafexpedition o spedizione punitiva (il nome è improprio, in realtà), la Battaglia dell’Altopiano che in due mesi e mezzo letteralmente cambiò la faccia di queste montagne e condannò 150.000 soldati italiani alla morte. Sul Monte Cengio, l’ultimo baluardo delle difese italiane, è culminata nell’attacco del 3 giugno 1916.

Fu sempre durante la Strafexpedition, ad esempio, che venne distrutto Forte Campolongo.

Se ti interessa qui puoi trovare la relazione dell’escursione al Forte Campolongo.

soldati della Prima Guerra Mondiale

Dal Piazzale Principe di Piemonte al Piazzale Pennetta

Seguiamo quindi il sentiero 651, una larga e piacevole carrareccia tra i faggi. Pochi minuti dopo la partenza, c’è la prima cosa da curiosare: sulla sinistra, introdotta da una lapide con il simbolo del Genio Minatori, si apre una galleria. Torcia frontale, felpa, e ci infiliamo ad esplorare la cannoniera in caverna.

Si tratta di una galleria che termina in quattro diramazioni e altrettante finestrelle, da qui tiravano quattro pezzi di artiglieria.

strada militare Asiago

PS Non lasciarti attirare dal sentierino che “esce” dalla cannoniera, non ne vale la pena. Torna indietro, e reimmettiti sul sentiero 651.

Proseguiamo. Un’altra galleria – che comprende una deviazione ad un “punto di osservazione” (con alcune staffe da salire se vuoi vedere ogni cosa) – ci introduce al tema più affascinante del complesso di Monte Cengio: il sentiero che corre lungo le alte scogliere calcaree dell’altopiano. Cammineremo sospesi sulla Val d’Astico, con un parapetto a proteggerci, sotto di noi il bosco e alcuni scalatori che hanno pensato di salire al Monte Cengio per una via diversa.

Al solito – parlando da fruitori delle Prealpi Venete – si tratta di un’opera vertiginosa. Meno imponente della Strada delle 52 Gallerie del Pasubio, ma per questo non meno impressionante. Non bastasse pensare alla guerra in sé, anche la sola realizzazione di queste opere, tra strade incassate e gallerie, emoziona e riempie di punti interrogativi.

A proposito: se ancora non l’hai percorsa, ti consigliamo di leggere anche l’escursione lungo la Strada delle 52 Gallerie del Pasubio.

segui bagaglio leggero su Instagram

Un breve tratto all’aperto, e c’è l’ingresso di una nuova galleria. Qui, un pannello è di complessa interpretazione – ah, le frecce! – ma le opzioni sono presto dette:

  • a destra, si sale ad una trincea davvero ben recuperata, che può essere percorsa per qualche decina di metri, e offre un bel panorama (1363 mslm).
  • a sinistra, il percorso continua…

… e continua in una larga galleria quadrata. Scopriremo a breve che il Monte Cengio era servito da un acquedotto, e l’acqua veniva pompata da valle: la causa è la consueta aridità dell’altopiano.

trincee del Monte Cengio

Dopo la galleria, ancora all’aperto, questa volta per il passaggio più bello dell’escursione. Il sentiero sospeso è qui splendido, con la roccia al nostro fianco, i boschi sotto, il Piazzale dei Granatieri che è un puntolino di fronte a noi, il Monte Cengio di fronte, le scogliere davanti… spettacolare. Questo percorso è una mulattiera di arroccamento, che permetteva di raggiungere la zona sommitale del monte al riparo dai tiri austriaci. Veniva chiamata anche granatiera.

strada panoramica

Camminiamo così all’aperto finché – la chiesetta dei Granatieri evidente di fronte a noi – c’è un bivio: il nostro consiglio è di prendere il sentiero più basso, e ritardare l’arrivo al piazzale.

Qualche metro e un po’ di discesa, e c’è un secondo bivio: qui si prosegue in quota verso la galleria che si trova di fronte a noi. Il sentiero in discesa porta giù in Val d’Astico.

Ancora gallerie (una delle quali a elica), un passaggio protetto da putrelle d’acciaio alle quali fanno da guardia piccoli orsetti di pelouche. Un po’ di montagna, ora, tra roccia bianca e uno stretto passaggio, e raggiungiamo il Salto del Granatiere, luogo dei tragici atti di eroismo del 3 giugno 1916, con i soldati italiani accerchiati a combattere strenuamente gli austriaci su questi strapiombi mortali.

Bombe a mano, fucili e baionette, in un ambiente di per sé spietato: un riassunto perfetto di quell’orrore che fu la Prima Guerra Mondiale sulle Alpi.

mulattiera di arroccamento

Siamo a quota 1351 mslm, pochi metri sotto alla vetta di Monta Cengio. Una bella e larga trincea ci deposita ora al Piazzale Pennella, slargo rotondo dedicato al generale che diresse le operazioni militari.

Dal Piazzale Pennella all’area sacra di Monte Cengio

Sbucando dalla trincea, dobbiamo fare un’inversione di marcia: l’ingresso all’area sacra si trova alla nostra sinistra, è una carrareccia di ghiaia bianca in salita, bordata da cippi che ricordano reggimenti e battaglioni che qui combatterono. Pochi minuti, e siamo sulla vetta di Monte Cengio (1354 mslm).

Un grande piazzale dominato da un altare, un’imponente croce di metallo, un panorama sulla valle sottostante, sulle scogliere occidentali dell’altopiano, sulle montagne di Tonezza. Un pannello ricorda i 10.264 morti e dispersi causati dall’attacco austriaco.

Scendiamo per dove siamo venuti e, al Piazzale Pennetta, prendiamo ora a sinistra.

Area Sacra del Monte Cengio

Ritorno per il Rifugio al Granatiere

Pochi minuti di piacevole camminata, che quasi ci fanno riprendere fiato dai pensieri di guerra, e siamo alla Chiesetta intitolata ai Granatieri di Sardegna, e nell’omonimo piazzale. Dietro la chiesa si trova una splendida statua, anch’essa dedicata ai granatieri, realizzata con le schegge delle bombe recuperate in Altopiano.

Nel piazzale si trova anche il Rifugio Al Granatiere (1275 mslm). È mezzogiorno, un profumino invoglia a fermarsi e l’ospitalità pure… siamo però attesi da un’altra parte, per cui il tempo di una birra e ci rimettiamo a camminare. Il rifugio, se il meteo è clemente, è aperto almeno fino agli inizi di novembre.

Per tornare al punto di partenza, conviene prendere la strada asfaltata che in poco più di 10 minuti e senza strappi, ci riporta al Piazzale Principe del Piemonte.

👉Se cerchi altre camminate facili in Altopiano di Asiago dei Sette Comuni, le trovi qui. 

Davide nel sentiero del Monte Cengio

Escursione al Monte Cengio: dati tecnici in breve

⛰️ Dove siamo Sulle falde meridionali dell’Altopiano dei Sette Comuni (VI), sospesi sulla Val d’Astico
📍 Partenza da Piazzale Principe di Piemonte (1286 mslm)
🏅 Arrivo Monte Cengio, area sacra (1354 mslm)
📐 Dislivello 150 con i saliscendi
📏 Lunghezza 3,8 km
⏱️ Tempo 2 ore e mezza, ma curiosando ogni cosa ci si può impiegare anche 3 ore e più
😅 Difficoltà Facile-Media: breve e dal dislivello decisamente contenuto, ma serve fare attenzione alla testa nelle gallerie
💧 Acqua Soltanto al Rifugio al Granatiere
🗺️ Cartografia Carta Tabacco 1:25.000 n.60 – Altopiano dei Sette Comuni, Asiago, Ortigara (se non ce l’hai puoi comprarla su Amazon)
🛰️ Traccia GPS

Altre escursioni di guerra in Altopiano dei Sette Comuni