Il secondo weekend dopo il lockdown, e ovviamente abbiamo ancora i piedi che scalpitano. Non ci è bastata la notte in tenda sopra bivacco Ramezza della settimana prima: no, abbiamo troppi chilometri da recuperare dopo la pausa forzata!

Problema: sabato danno maltempo in montagna. Non che ci spaventi – sappiamo come organizzarci per un trekking sotto la pioggia – ma domenica abbiamo in programma un altro, più impegnativo giro (la salita a Col Moschin da Valstagna), per cui oggi sarebbe comunque meglio “stare tranquilli”.

Per noi stare tranquilli significa fare meno di un’ora, un’ora e mezza di macchina, e scegliere un percorso che non richieda l’uso della testa – se non per semplici operazioni di orientamento. Così sfoderiamo il file che contiene tutti i giri che ci fanno curiosità (uno dei frutti della nostra quarantena), e Silvia sceglie la valle dei Mulini di Mossano.

Panini, k-way (che non si sa mai), un solo zaino e per giunta leggero. Si parte!

contrada dei mulini di mossano a vicenza

Nel cuore dei Colli Berici: la Valle dei Mulini di Mossano

Parcheggiamo di fronte alla chiesa di Mossano (provincia di Vicenza), piccolo paese sui Colli Berici. Le numerose sedie di plastica di un bar che parla ancora di lockdown guardano un panorama invidiabile: i colli più bassi proteggono la vista dalla pianura, più lontana. Ci sono vigneti e coltivazioni, case di campagna isolate. Ha piovuto da poco, e tutto è di un verde da respirare con gli occhi.

In un attimo inforchiamo il sentiero 81 – da ora in avanti sarà sempre segnato – che scende leggermente verso valle, tra roseti in fiore e giardini curatissimi. Tempo di cinque minuti, e ci si para davanti uno spettacolo fiabesco.

inizio sentiero dei mulini

Perché la Valle dei Mulini di Mossano è un agglomerato di una dozzina di edifici, restaurati con gusto, che in passato erano mulini ad acqua, alimentati dal poco più che ruscello che segna la valle, e da una serie di canalizzazioni di piccole dimensioni.

Questi Mulini avevano la capacità di lavorare con pochissima acqua: erano le enormi ruote di legno (alcune sono restaurate e in funzione) a rendere possibile questa potenza. Una, in particolare, è davvero imponente.

Il sentiero segue il ruscello bordato da cespugli di calle e alberi di fichi molto vecchi. Superi un ponticello, fai dei gradini, guardi un cane godersi il fresco di fianco a una canaletta. Il suono dell’acqua è armonioso e leggero. Appesi ai muri delle case ci sono vecchi attrezzi agricoli arrugginiti, nei vasi piante in fiore, roseti carichi di colori.

È un paradiso, un angolo di terra preziosissimo e delicato, curato in ogni minimo particolare, ma senza che si noti troppo la mano dell’uomo.

sentiero della valle dei mulini di mossano

Nota bene. La “contrada dei munari” è conosciuta anche come Via Calbin, perché sembra che nel medioevo tale Calbino riscuotesse una tassa dai mugnai, in cambio dell’utilizzo dell’acqua del ruscello. In caso di mancato  pagamento, il simpatico tipo – che viveva in uno dei mulini – poteva azionare una chiusa e interrompere il flusso. Ma in fondo, nel medioevo, queste cose erano all’ordine del giorno.

In primavera è un luogo semplicemente incantato: il verde brillante contrasta con un mare bianchissimo di calle selvatiche, il ruscello che scorre lento, i giardini curatissimi. Davvero impossibile non sognare di trasferirsi in questa contrada.

Silvia V - Viaggi, avventure, scoperte, montagnaSilvia

Cosa fare dopo aver visto la Valle dei Mulini

È presto detto: si continua fiduciosi a seguire il sentiero 81, che in un paio d’ore abbondanti svolge un anello su e giù per questo settore dei Colli Berici.

In realtà, la camminata è piacevolissima: non si alza mai troppo di quota, e soprattutto è molto varia. Ti trovi infatti ad alternare passaggi nel bosco più scuro a grandi prati da attraversare, terrazzamenti sui quali pascolano mucche e cavalli a versanti coltivati ad ulivi. Non mancano improvvise distese di rocce calcaree, pozze, piccole grotte come il Covolo delle Tette (non è necessario spiegare perché si chiami così).

A leggere il territorio, poi, c’è tutto un mondo contadino da scoprire: qui un roccolo per la caccia, lì un terrazzamento per gli ulivi, una traccia di animali, un recinto per le capre…

Come ho scritto prima, il sentiero è bene indicato: ma solo se stai attento! I segnavia bianchi e rossi indicano infatti ogni deviazione, ma sono una volta coperti dalla vegetazione, un’altra volta poco discosti dal sentiero, un’altra volta ancora troppo in basso… insomma: è una vera e propria caccia al tesoro.

Silvia durante la camminata

sentiero 801 valle mulini vicenza

E intanto camminiamo. Siamo stati fortunati – merito del tempo che minacciava pioggia – ma per tutte le due ore abbiamo incontrato pochissime persone.

Due ore quasi tre, a onor di cronaca: c’erano così tante cose da fotografare!

Per noi padovani, abituati al brullo e secco panorama degli Euganei (e all’invasione dei ciclisti del weekend) questi Berici sono stati una piacevole sorpresa.

(Anche se, a onor del vero, dei locali ci hanno assicurato che in giorni “normali” anche questi sentieri sono piuttosto frequentati.)

Ogni tanto si apre uno spettacolare scorcio sulla pianura, che si trova abbastanza più in basso da essere silenziosa.

Passiamo anche per l’agriturismo Da Sagraro in Contrà Rigo, davanti al quale sedie e tavolini ricavati da piccole botti ricordano le primavere e le estati del vino rosso bevuto la sera, al fresco.

vigne lungo il sentiero della valle dei mulini

Un po’ di spiritualità: la Grotta di San Bernardino

Ritornati quasi a Mossano sempre seguendo il sentiero 81, incontriamo a un certo punto la deviazione per la Grotta di San Bernardino. La seguiamo, ovviamente.

sentiero valle dei mulini

In dieci minuti di sentiero in quota (solo all’inizio è leggermente in discesa), e pressoché sempre nel bosco, si arriva a questo romitaggio medievale (ma prima ancora preistorico). Un paio di pannelli ci fanno venire ancora più voglia di entrarci, promettendoci tracce di affreschi e teste scolpite, ma un’alta inferriata è dell’idea opposta.

Nessuna indicazione spiega come sia possibile visitare – anche in tempi normali – questo microscopico eremo nel quale probabilmente ha risieduto San Bernardino da Siena nella prima metà del Quattrocento. Ci riproponiamo di informarci (spoiler: si deve contattare la Pro Loco di Mossano).

grotta di San Bernardino

Ci rimettiamo in cammino verso il paese (dalla Grotta sono dieci più cinque minuti), ma c’è ancora tempo per l’ultima sorpresa. Silvia curiosa dentro ad una casa con gli ulivi per vedere le galline che scorrazzano libere e, in men che non si dica, veniamo invitati all’interno per vedere i pulcini appena nati. Ce ne usciamo con un sorriso da parte a parte, un boresso represso per il verso del tacchino, e addirittura qualche ovetto di casa che gusteremo la sera ripensando a questa semplice, bellissima giornata.

Tanta inaspettata bellezza, questi Colli Berici meritano essere esplorati un po’ meglio.

uova di casa

La Valle dei Mulini e il Sentiero 81 in breve

Partenza e arrivo: Mossano (VI), praticamente davanti la chiesa, lungo la strada principale del paese.

Lunghezza e durata: Il giro ad anello dura circa 10 chilometri. Il cartello indica un tempo di percorrenza di 3 ore e mezza (compresa la deviazione alla Grotta di San Bernardino). Se per te fosse troppo lungo ti consiglio comunque di visitare la contrada dei mulini che anche da sola merita la visita.

Dislivello: complessivamente si sale di 375 metri. Tutto il sentiero è un saliscendi piuttosto morbido.

Quando farlo: nelle mezze stagioni. In estate, probabilmente il giro va riservato alle ore più fresche della giornata. Noi ci siamo ripromessi di percorrerlo anche in autunno per ammiralo sotto altra veste.

Punti di appoggio: non ci sono fontanelle lungo tutto il percorso: portati una bottiglia d’acqua se la giornata è calda, perché nei boschi può formarsi una cappa di calore. In tempo normali, c’è l’agriturismo Da Sagraro presso il quale sostare (ora non sappiamo con che modalità aprirà).

Altre cose in zona? Sì: dal centro di Mossano si può raggiungere in bicicletta l’Altavia dei Berici, un percorso ciclopedonale di 134 chilometri.

panorama colli berici

La valle dei mulini a Mossano pin

Progetto #restaAcasa viaggia in Italia