Potrei dirvi che eravamo diretti proprio alle Piramidi di Perca, ma la verità è che stavamo cercando una trattoria! Sì perché è vero che la montagna e l’attività fisica mettono fame, ma è anche e soprattutto vero che siamo dei veri golosi!

Stiamo scendendo la Val Pusteria (provincia di Bolzano), in rientro dopo aver passato un weekend “fuori stagione” a Lappago, sopra la Valle Aurina.

Normalmente ci lasciamo attrarre da cartelloni lungo la strada, camini fumanti in lontananza o camion parcheggiati davanti qualche portone, ma essendo una domenica di bassa stagione per strada stavamo incontrando solo mucche!

Ci affidiamo così all’onniscente Google che ci indirizza verso la Trattoria Moar e, leggendo le recensioni, la nostra attenzione viene catturata da un commento che dice “sulla strada verso le Piramidi”. Non ci lasciamo distrarre dal nostro obiettivo ed andiamo a pranzare in questo posticino delizioso dall’ambiente intimo e curato, la cucina non è da meno: tradizionale, squisita e abbondante, il tutto ad un prezzo contenuto. 

A stomaco pieno si riaccende in noi la scintilla degli esploratori, ci rimettiamo in macchina (non prima di aver mangiato anche un dolcetto) in direzione Plata per andare alla scoperta delle Piramidi di Perca (o, appunto, di Plata). Basterà seguire le numerose indicazioni lungo la strada fino a Vila di Sopra

Ci sono molti parcheggi dove fermarsi e da lì con distanza più o meno variabile si arriva al punto di osservazione con una breve camminata a piedi che va dai 20 ai 45 minuti in leggera pendenza. 

Il percorso è tranquillo, sono circa 200 mt di dislivello, i monti della Val Pusteria attorno regalano viste preziose e i boschi profumano a festa, ma nulla ci prepara a ciò che ci si aprirà davanti ai nostri occhi. 

Improvvisamente infatti il bosco si infittisce e si entra in quello che è il vero e proprio parco delle Piramidi di Perca

Uno dei più bei monumenti naturali mai visti! 

Piramidi di terra di Perca

Un capolavoro di architettura naturale completamente creato dall’azione dell’acqua. 

Fortunatamente con me ho sempre un geografo a portata di mano che, mentre osservo a bocca aperta tutti i pinnacoli, mi spiega che queste formazioni sono create dal lavoro dell’acqua che scorrendo lungo le pareti argillose del terreno crea dei solchi, mentre il tipico “cappello”, essendo di altro materiale e più resistente, rimane intatto sopra (ecco…questo è meglio se lo spieghi tu forse!) 

No no, andava benissimo così! Le piramidi di terra si formano su accumuli di terra quando si alternano momenti di siccità a piogge intense. Lo scorrere dell’acqua infatti approfondisce i solchi già presenti, mentre l’aridità sigilla e solidifica le pareti delle piramidi – le quali sono inoltre protette dal “cappello” roccioso che le sovrasta.

Una cosa inevitabile – e un po’ struggente – è che le piramidi non sono una forma fissa, ma crollano e si riformano, anche molto velocemente. Lo scenario è sempre mutevole. Quelle che abbiamo visto hanno, se non sbaglio, poco meno di un secolo e mezzo.

Davide

Il percorso scende poi lungo il bosco permettendo di ammirare queste meraviglie in tutta la loro completezza e da più angolazioni. Un vero paradiso per i più curiosi, anche perché questo monumento naturale è in costante evoluzione dato che l’acqua, colando lungo le pareti delle piramidi, continua a modificarne la forma e scolpirle in architetture sempre diverse. 

Così come l’acqua anche il sole fa la sua parte illuminando le pareti di queste formazioni rocciose colorandole in modi diversi: dal rosso al rosa, passando per il giallo e il grigio. 

Imponenti e fragili allo stesso tempo. Una vera e propria meraviglia tutta da scoprire!

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