Il Monte Ceva è quell’eccezione che improvvisamente ti fa capire come tutto sia possibile. Senza scomodare il colibrì che sbatte le ali dall’altra parte del mondo, non ti sarà difficile scoprire perché questo colle sia così strepitoso.

Per noi è stata una sorpresa dietro l’altra.

Prendi allora una domenica dal meteo incerto e l’idea di fare aperitivo guardando il sole calare dietro ai Colli Euganei. La magia è presto detta, ma il Monte Ceva ci ha messo del suo.

Piccolo spoiler: il periodo giusto per andarci? Ora (in Giugno)!

Silvia tra i fichi d'india

Salita al Monte Ceva da Battaglia Terme – Sentiero delle Creste

Parcheggiamo l’auto nei pressi dell’area camper attrezzata di via Montenuovo a Battaglia Terme. Un baretto interessante posto accanto al parcheggio attira la nostra attenzione, ma la missione di oggi è chiara: l’aperitivo sarà in cima al monte.

Il sentiero, da prendere sulla sinistra dopo i pochi gradini di legno, inizia da subito in salita. Ti avviso già che durante tutto il giro troverai almeno una centinaio di diramazioni. Sui Colli Euganei non è facilissimo orientarsi ma, come dico sempre, è anche altrettanto difficile perdersi. Tieni fisso lo sguardo sul Monte Ceva: non puoi sbagliare, è quello con la croce!

Anello delle creste verso il Monte Ceva da Battaglia Terme

Il sentiero, detto anche “sentiero delle creste“, attraversa un territorio costituito infatti da una specie di anfiteatro semicircolare collinare che inizia con il Monte Croce e prosegue con il Monte Spinefrasse, il Monte Ceva, il Monte Nuovo e la collina del Catajo.

La direzione da tenere punta sempre verso nord: si passa per il Monte Spinefrasse e il Monte Croce in un saliscendi continuo. Il sentiero è piuttosto ripido in alcuni punti e molto assolato. Passiamo attraverso boschetti di corbezzoli, cisti ed erica arborea, ma in breve iniziano a spuntare i bellissimi… fichi d’india nani!

Una vera particolarità di questo luogo, un unicum per tutto il territorio veneto. L’Opuntia compressa (ho googlato il nome tecnico perché fa più fico) è una pianta della specie delle succulente, verde e carnosa, che predilige terreni argillosi e assolati. Lo so che in questo momento ti stai chiedendo cosa centri con la nostra nebbiosa e umidissima pianura padana, ma te lo avevo preannunciato: il Monte Ceva è ricco di sorprese.

La sua particolare costituzione geologica infatti, unita al microclima dell’area, ha dato origine ad una vera e propria oasi naturale di grande rilevanza botanica. Un forziere di biodiversità che comprende oltre 1200 specie vegetali e che ha permesso al territorio di essere riconosciuto come ZPS (Zona a Protezione Speciale) e inserito tra i SIC (Siti di Importanza Comunitaria).

Fichi d'india in fiore sul Monte Ceva in giugno

La cima del Monte Ceva

Man mano che ci avviciniamo alla cima, la vegetazione viene quasi completamente sostituita dai fichi d’india, e in più è la stagione perfetta: molti sono addirittura in fiore. Ne siamo circondati, e lo scenario è magnifico.

Un mare di colore verde e giallo che si stende sotto ai nostri piedi a perdita d’occhio. 

Panorama dei Colli Euganei

In circa 40 minuti arriviamo alla cima rocciosa del Monte Ceva. La vista da qui è spettacolare: un 360° su tutto il territorio dei Colli Euganei. Battaglia Terme, Monselice, Arquà Petrarca, Valsanzibio, ma anche Padova e (dicono) nei giorni tersi addirittura la laguna di Venezia. Anche le cime dei colli rispondono tutte all’appello: secondo alcuni estimatori infatti proprio da qui si può osservare il miglior panorama di tutti i Colli Euganei.

Arriviamo in cima giusto in tempo per ammirare il sole scendere dietro al Monte Venda che svetta di fronte a noi. Le nuvole giocano a creare dolci sfumature di luce mentre davanti a noi si para uno spettacolo incredibile: un turbinio rondini in volo che tentiamo di seguire con lo sguardo. Con questo incredibile spettacolo siamo pronti per il nostro aperitivo!

Tramonto sui Colli Euganei

Ma le sorprese non finiscono qui: su questa cima l’ago della bussola non punta al Nord! Mi aveva avvisata mio padre e non ho resistito alla curiosità di vederlo, quindi ti consiglio di armarti di questo strumento se anche tu vuoi mettere mano a questo fenomeno.

Avvicinando una bussola al capitello dedicato alla Madonna (si trova subito sotto la croce) si realizza infatti il singolare fenomeno dell’inversione del campo magnetico. Per me è quasi fantascienza, ma ti spiego come l’ho capito: il capovolgimento del segnale Nord-Sud è provocato dalla presenza di brecce magmatiche all’interno delle rocce latitiche. La magnetite presenterebbe un residuo di campo magnetico ruotato rispetto all’attuale campo magnetico terrestre. E questo non è l’unica testimonianza di ere passate… comunque se Davide intervieni magari evito di dire cavolate!

Nessuna cavolata! Senza scomodare la classificazione delle rocce magmatiche, le rocce di origine vulcanica – come appunto lo sono i Colli Euganei – spesso “sballano” il campo magnetico delle bussole. La causa? La presenza di minerali ricchi in ferro, che hanno intrappolato un campo magnetico residuo durante il solidificarsi della lava.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Davide in cima al Monte Ceva

Il giro ad anello

Ci incamminiamo verso la destra della croce proseguendo il sentiero delle creste. Sul crinale i filoni di roccia latitica si alternano ai rigogliosi fichi d’india creando un gioco di colori unico. In questo punto è una vera e propria esplosione: Opuntia compressaOpuntia stricta e persino due enormi Agavi!

Restiamo letteralmente di sasso, difficile credere a quello che ci stanno mostrando i nostri occhi. Il fico d’India nano è infatti in grado di colonizzare ambienti anche molto secchi con una densità notevole poiché ogni sua parte produce facilmente radici: in questo luogo è più che evidente.

Fichi d'India in fiore e agavi sul Monte Ceva

trekking sul Monte Ceva

!Attenzione! In questo punto la discesa verso il crinale erboso si fa piuttosto ripida, tanto che per passarla utilizziamo delle corde che sono attaccate alle pareti rocciose (occhio che riempiono le mani di minuscole spine). Questo tratto è sicuramente preferibile percorrerlo in salita per evitare il rischio scivolone che, sulle spine dei fichi d’India, dev’essere tutt’altro che divertente. Per questo motivo ti consiglio di fare il giro ad anello in senso antiorario, e non in senso orario come abbiamo fatto noi.

Difficoltà sentiero Monte Ceva

Ma è proprio stando attenti a dove stiamo mettendo i piedi lungo questa ripida discesa che ecco un’altra sorpresa: il Semprevivo ragnateloso (Sempervivum arachnoideum). Sì, ammetto che non avevo idea di che pianta fosse, ma la sua forma mi aveva incuriosita tantissimo, tanto da cercarla una volta tornata a casa.

La mia intuizione era tutt’altro che errata! Si tratta di una pianta che nel territorio dei Colli Euganei cresce solo tra le rocce vulcaniche del Monte Ceva. Una specie che migrò in questi territori durante le glaciazioni, trovando rifugio sulle pareti di silice. Insomma… un vero e proprio relitto glaciale!

Pensare che il semprevivo ragnateloso, una pianta di origine glaciale, conviva gomito a gomito con il fico d’India nano, una pianta notoriamente amante del caldo, mi fa capire come le diversità siano solo nella nostra testa.

semprevivo ragnateloso

Non sono molte nel Veneto le zone che reggono il confronto con questa biodiversità: la particolarità del microclima che si crea sul Monte Ceva è davvero un unicum.

Continuiamo la discesa lungo una bellissima dorsale erbosa attraverso la quale ci addentriamo in un boschetto che diventa via via più fitto. Siamo pronti per l’ultima sorpresa: al parcheggio un signore di Valsanzibio ci aveva consigliato di intraprendere in questo punto una stradina che attraversa antiche case rurali abbandonate.

Il sentiero è chiuso da un divieto di accesso che impedisce l’ingresso alle auto, ma a piedi è possibile percorrere questa deviazione e ammirare le costruzioni di queste antiche case sulle cui facciate sono stati dipinti particolari murales.

Ma è proprio quando decidiamo di abbassare la guardia che la natura ci ricorda che è lei a dettare legge. Sta ormai iniziando imbrunire quando veniamo sorpresi dal verso di un cinghiale. Giriamo i tacchi e a passi lunghi ci avviamo nella direzione opposta… dove improvvisamente due daini ci attraversano la strada.

L’ultima parte del percorso è in piano e coincide con un tratto del sentiero denominato “Ferro di Cavallo”, che segue il fossato tenendo sulla sinistra il bellissimo Castello del Catajo e le verdi vigne della pianura.

Gli ultimi raggi di sole illuminano un campo di grano dei colori dell’oro. Volevamo fare un aperitivo diverso? Il Monte Ceva oggi ci ha servito mille sorprese.

verso il tramonto sui Colli Euganei

Dati tecnici in breve

Partenza: Battaglia Terme (nei pressi dell’area camper di Via Montenuovo, quota poco più di 10 mslm)

Arrivo: Monte Ceva (255 mslm)

Dislivello: circa 300 metri con i saliscendi dello Spinefrasse

Tempo: circa un paio d’ore con tutta calma

Difficoltà: abbastanza facile, con alcuni punti più ripidi e impegnativi. La salita infatti può presentare qualche problema per persone poco allenate, così come alcuni tratti più esposti (tra cui lo spezzone di corda) per chi soffre di vertigini.

Bonus tips:

  • non perderti la fioritura dei fichi d’India, Giugno sembra essere il mese perfetto!
  • fai il giro ad anello in senso antiorario, avere il punto più ostico in salita riduce la difficoltà del sentiero;
  • portati acqua, la salita è piuttosto assolata e sui Colli Euganei tradizionalmente mancano fonti d’acqua… e si suda;
  • occhio alle zecche, vista la quantità di animali presenti in questo colle controllati bene una volta rientrato a casa;
  • fai attenzione alle spine dei fichi d’India! (ma anche a quelle dei pungitopo, a quelle dei rovi di more, alle ortiche…)

Monte Ceva il più sorprendente dei Colli Euganei pin

Tutto sui Colli Euganei

In cerca di altri spunti meno convenzionali sui Colli Euganei? Qui trovi tutto quello che ti serve.