Da Padola saltano subito all’occhio: il Monte Spina e il Col Rosson, assieme a Col Quaternà, si ergono con il loro incredibile biancore giusto sopra il limite del bosco. Una spina dorsale che sembra reggere tutto il Comelico: da una parte la valle e dall’altra le Alpi Carniche. Impossibile resistere al richiamo di salirci.

Cosa troverai in questo percorso:
Fatica
Difficoltà tecnica
Panorama
La prossima è la nostra cima

Casamazzagno in Comelico

Da Casamazzagno al Monte Spina

Lasciamo l’auto nella parte alta di Casamazzagno (1345 mslm), in un piccolo parcheggio prospicente la minuscola chiesa di San Leonardo. Le luci del giorno iniziano a illuminare i bellissimi borghi del Comelico Superiore accoccolati tra le montagne, regalandoci già da subito scenari da favola. La chiesa sembra messa apposta per farti fare foto da cartolina.

Indossiamo sci d’alpinismo e ciaspole e siamo pronti, assieme ad altri due amici, ad affrontare la salita che parte proprio dai pratoni delle ultime case del Paese, evitando i tornanti della strada principale.

baita innevata di Casamazzagno

Imbocchiamo, su pendio aperto, il sentiero 147, che in breve si addentra nel bosco. La neve ghiacciata nella parte boscosa è una costante di questi giorni, ma gli alberi sono sufficientemente distanziati da non creare problemi (solo un paio di giorni prima, le lastre ghiacciate trovate nel bosco verso la Forcella Rocca da Campo mi avevano dato filo da torcere).

Procediamo in salita senza evidenti strappi, in maniera sempre regolare. Il sentiero 147 dopo poco diventa 148, ma è possibile tagliare all’interno del bosco in maniera piuttosto libera: la visibilità tra gli alberi è buona.

Un paio di radure, altro bosco, e non appena usciamo dagli alberi ci troviamo esattamente davanti alla cima del Monte Spina (1967 mslm). Una croce segnala la vetta, mentre il panorama si apre sulle bellezze del Comelico. Da qui – e per tutto il resto della gita – c’è una bellissima vista sul versante occidentale dei Longerin.

Cima del Monte Spina

Dal Monte Spina al Col Rosson

Dal Monte Spina al Col Rosson è una questione di fede: il colle si nota subito e per arrivarci “basta” percorrere la lunga, lunghissima dorsale Costa della Spina.

La meta è evidente, e ad ogni piccolo dosso ti sembrerà di essere arrivato. Tieniti pronto perché no: magicamente il Col Rosson sarà sempre quello dopo!

In compenso, mentre sali il panorama è incredibile e sembra davvero di essere sulla spina dorsale del Comelico. Il Col Quaternà in primo piano, le mie amatissime Crode dei Longerin, le Alpi Carniche (teatro della nostra Traversata carnica in tenda), la Cima Padola, il mitico Popera e tutta la conca del Comelico in bella vista.

vista dal Col Rosson invernale

 

Discesa dal Col Rosson con gli sci d’alpinismo

Raggiunto il Col Rosson (2305), prenditi un attimo per riempirti gli occhi. Per la discesa con gli sci d’alpinismo ci sono due opzioni:

  • Scendere lungo lo stesso percorso della salita. La discesa è divertente nella parte alta (a meno di non trovare, come noi, neve ventata gelata), il bosco non è mai né troppo fitto né troppo ripido e la parte finale sulla neve morbida dei pratoni aperti sopra Casamazzagno merita le ultime curve;
  • Scendere verso la Val Digon, avendo preventivamente lasciato un’auto a Sega Digon. Ma attenzione: la strada forestale che entra in Val Digon è spesso ghiacciata e non praticabile né con gli sci né tantomeno in auto. Devi inoltre capire con precisione dove scendere, per non trovarti a raggiungere il fondovalle in corrispondenza del Torrente Digon.

Silvia scialpinismo sul Monte Spina

Ciaspolata e scialpinismo al Col Rosson: dati tecnici in breve

Partenza: Casamazzagno, nei pressi della chiesetta di San Leonardo c’è un parcheggio con una decina di posti auto (1345 mslm)

Arrivo: Monte Spina (1967 mslm) e Col Rosson (2305 mslm)

Dislivello: 950 metri fino a Col Rosson

Lunghezza: 6,5 km la salita

Tempo: 3 ore e mezza la salita (ma ce la siamo presa comoda). Con la neve giusta e sapendo dove scendere, la discesa è molto più veloce.

Difficoltà: media. L’unica difficoltà è data dalla lunghezza del percorso.

Cartografia: Carta Tabacco n. 17 – Dolomiti di Auronzo e Comelico (se non ce l’hai, puoi comprarla su Amazon)

Ciaspolata a Col Rosson, la dorsale del Comelico pin