I bastoncini da trekking hanno ormai invaso le nostre montagne, ma a cosa servono e perché sembrano essere diventati così essenziali?

Diciamoci la verità: hai mai visto un montanaro senza bastone? Nell’epoca in cui in montagna si camminava e basta, testa tra le spalle, zaino Invicta e scarpone dismesso del fratello maggiore, il bastone da montagna era quanto più vicino al concetto di “attrezzatura tecnica” si potesse immaginare allora.

Eravamo ben lontani dai vertical, dai menù dei rifugi con la vellutata di broccoli ai profumi di Sicilia e spolveratina di zenzero, dai camel bag, dalle troupe televisive e dalle immagini Instagram superfiltrate ma, nonostante questo, la montagna esisteva e chiamava ugualmente.

A me, da piccola, più che la montagna chiamava mio padre, che mi costringeva a camminare per interminabili ore lungo altrettanto interminabili sentieri in vista di un miraggio lontano: il panino. Per un compleanno mi regalò il fantomatico “bastone da montagna”. Sì, mi rendo conto che ad oggi la faccenda possa fare sorridere, ma per me era un sogno!

Smodatamente grande per la mia età, me lo trascinavo dietro senza avere ben chiaro cosa farmene finché ci ho attaccato la prima medaglietta. E così, oltre ad essere smodatamente grande, in breve è diventato anche incredibilmente pesante. Uno strazio.

Neanche da dire che con l’avvento dei bastoncini da trekking, anche detti trekking poles, non ne ho voluto sapere di avvicinarmici fino a che…

silvia e lo zaino con bastoncini da trekking

A cosa servono i bastoncini da trekking?

Si tratta sostanzialmente di due bastoni in alluminio o carbonio con impugnatura ergonomica e puntale in ferro o gomma.

Insomma… più o meno come il vecchio bastone carico di medagliette, ma: più ergonomico, leggero, pratico, tecnico.

Personalmente ero molto scettica circa la loro utilità “sono anni che vado in montagna senza” era la scusa, “è da sfigati” la (stupida) accusa lapidaria.

Fino a che – dicevo – non è stato indispensabile prenderli in considerazione. Abbiamo pianificato di fare la Transalagorai in tenda. Abbiamo preparato lo zaino con tutto il necessario per il trekking, l’indomani inizia l’avventura. Mi metto lo zaino in spalla per verificarne il peso e ne vengo letteralmente travolta.

Sembra proprio che dovrò cedere al richiamo dei bastoncini da trekking!

Translagorai finita!

I benefici dei bastoncini da trekking

Quali sono gli esseri viventi che meglio si muovono in montagna? I grandi alpinisti o gli stambecchi? Considerando che non siamo “grandi alpinisti”, la sfida non vale neanche la pena di prenderla in considerazione.

L’equilibrio

Partiamo infatti dal presupposto che avere 4 punti d’appoggio (quattro zampe) anziché 2 rappresenta un indiscusso vantaggio, prima di tutto in termini di equilibrio. Sono state tantissime le volte in cui ho pensato che quel passaggio non sarei riuscita ad affrontarlo altrettanto facilmente senza i bastoncini da trekking. Ma soprattutto, sono state innumerevoli le volte che i bastoncini mi hanno risparmiato un banale quanto rovinoso scivolone!

Le situazioni possono essere le più disparate: un terreno scivoloso coperto di foglie, un guado da superare, un tratto che presenta ancora neve residua dell’inverno, una discesa un po’ più impegnativa e così via.

La distribuzione del peso

Il secondo vantaggio evidente è la distribuzione del peso. In questo caso infatti il peso del corpo e dello zaino che, normalmente, viene scaricato su ginocchia e articolazioni, viene in parte assorbito dalle braccia. In questo modo si “scarica” il carico da schiena, spalle, collo e gambe.

Soprattutto se programmi un trekking con la tenda non puoi davvero pensare di uscirne indenne senza l’aiuto dei bastoncini da trekking.

Il rafforzamento muscolare

Agli amanti del fitness è già saltato all’occhio come la distribuzione del carico si rifletta inevitabilmente nel rafforzamento dei muscoli dell’upper body. Braccia (soprattutto i tricipiti), spalle e pettorali non sono più meri spettatori, ma vengono coinvolti direttamente nell’attività.

Gli squadroni che praticano nordic walking in argine questa cosa la sanno bene!

L’aiuto respiratorio

Obbligando a tenere le braccia aperte di fronte al corpo, i bastoncini da trekking impongono a chi li usa una postura decisamente più eretta che a sua volta permette un’apertura maggiore della cassa toracica. Di conseguenza migliora anche la respirazione.

La bacchetta magica

Ultimo ma non ultimo, il bastoncino da trekking può essere utile anche in situazioni di emergenza. Stai pensando ad usarlo come stecca nel caso qualcuno si fratturi un arto? Giustissimo, ma io pensavo più al districarmi tra i mughi per arrivare al bivacco o allo scacciare una mucca che ti importuna durante la Traversata Carnica??

Traversata Carnica mucche e primo giorno

Regolare l’altezza dei bastoncini da trekking

Regolare l’altezza (o la lunghezza, come dir si voglia) dei bastoncini è semplicissimo: impugnando il bastoncino in posizione eretta l’angolo tra il braccio e l’avambraccio dev’essere di 90°.

Come regola generale, questa va benissimo, soprattutto se cammini in piano. Generalmente io tendo a modificarla durante il trekking: aumentando leggermente l’altezza quando sono in discesa e diminuendola in salita, fino a chiudere i bastoncini a ridosso di pareti verticali.

Tutto ciò, ovviamente, a patto che tu abbia acquistato un paio di bastoncini telescopici – dei quali ti parlerò a breve.

Preparare lo zaino per un trekking di più giorni in tenda

Quali bastoncini da trekking scegliere?

Per scegliere i bastoncini da trekking è importante capire per che tipo di attività ti serviranno.

Trekking, nordic walking, alpinismo, vertical, backpacking, tenere distanti le mucche: sono tutte pratiche diverse e come tali vanno trattate.

Le principali caratteristiche da tenere presente sono:

Bastoncini fissi o telescopici

Pro e conto: i modelli fissi offrono sicuramente una maggior resistenza e stabilità in qualsiasi occasione e sono praticamente indistruttibili. I bastoncini telescopici invece, sebbene più delicati, sono decisamente più comodi.

Personalmente sono una sostenitrice dei bastoncini pieghevoli per i trekking in montagna. Come ti dicevo preferisco che siano regolabili in altezza a seconda del percorso da affrontare, e a volte li ripongo direttamente nello zaino (si possono anche legare all’esterno) per affrontare sentieri attrezzati, ferrate o semplici arrampicate.

Il vero problema dei bastoncini infatti è che tengono occupate le mani, mentre in montagna ci sono occasioni nelle quali serve avere le mani libere.

Anti-shock: sì o no?

Alcuni bastoncini da trekking sono dotati di un sistema anti-shock per attutire le vibrazioni e i contraccolpi durante la camminata. Secondo alcuni tale sistema influisce però negativamente sul peso e da una sensazione di scarsa stabilità in salita.

Io non ho mai risentito di questi problemi, ma sappi che i modelli più avanzati (e costosi) sono dotati di una tecnologia che permette di attivare o disattivare il dispositivo anti-shock.

Il peso e il materiale

Il peso dei bastoncini da trekking è un criterio essenziale per la scelta ed è strettamente correlato al materiale di cui sono fatti. Garantiscono non solo un peso minore, ma anche una maggiore maneggevolezza.

Due sono i materiali in cui sono costruiti: alluminio o carbonio (no, sfortunatamente per il mio amato bastone, il legno non va più di moda). La maggior parte di quelli in commercio sono di alluminio: leggero, economico e resistente. I bastoncini in carbonio sono sì ancora più leggeri, ma sono anche più costosi.

Silvia nel bosco

L’impugnatura e il lacciolo

L’impugnatura deve consentire il massimo grip in tutte le situazioni. Per la presa i materiali che vengono utilizzati sono tre: gomma, schiuma o sughero. La gomma è indicata soprattutto per gli sport invernali; la schiuma, più morbida, è preferibile per un’uso polistagionale; infine il sughero è pensato quasi esclusivamente per gli sport estivi, dato che consente un maggior assorbimento del sudore.

Importante inoltre il lacciolo al termine dell’impugnatura. Essenziale se prevedi di usare i bastoncini anche nella stagione invernale con le ciaspole o per lo scialpinismo.

Il sistema di bloccaggio

Croce e delizia degli escursionisti: il sistema di bloccaggio. Se hai scelto un bastoncino pieghevole sappi che le aziende sportive si sono davvero sbizzarrite e ognuna ha creato il proprio sistema di bloccaggio. I principali sono:

  • con leva esterna, semplice ed efficace, comodo anche con se stai indossando i guanti
  • a twist, piuttosto semplice: il bloccaggio avviene con la pressione effettuata stringendo due ghiere
  • a scatto con pulsante,
  • sistema misto

Praticità e resistenza sono i due concetti fondamentali per la scelta del meccanismo, ma, in qualsiasi caso, sarà necessario prenderci la mano.

Il puntale

Il puntale è un’elemento essenziale del bastoncino da trekking. Se la punta è stretta si adatta maggiormente a terreni duri, mentre la punta larga viene utilizzata su terreni morbidi.

Esistono inoltre dei gommini da infilare nel puntale, nel caso in cui si desideri utilizzarli in città e su percorsi asfaltati.

Moltissimi modelli di bastoncini da trekking permettono comunque di sostituire il puntale e modificarlo a seconda delle esigenze. Controlla che i pezzi di ricambio siano compatibili con il tuo modello prima di procedere all’acquisto.

Le rondelle

E siamo arrivati infine alle rondelle che si trovano all’estremità del bastoncino. Queste si mettono appena sopra il puntale per evitare che il bastoncino affondi in terreni fangosi o in presenza di neve.

Ce ne sono di varie dimensioni, che si adattano ai diversi tipi di terreno. Le rondelle più grandi sono indispensabili nello scialpinismo o per trekking sulla neve, ma diventano ingombranti in estate dove si impigliano tra i mughi o in terreni pietrosi e secchi. Le rondelle più piccole invece sono utilissime in estate, ma assolutamente insufficienti in inverno – il bastoncino tenderebbe a sprofondare troppo.

Le rondelle non sono sempre incluse nei bastoncini: a volte devono essere acquistate separatamente, in questo caso fai attenzione alla compatibilità perché non hanno misure universali. Anche se fossero incluse nella dotazione dei bastoncini da trekking ti consiglio comunque di acquistarne un paio di ricambio nel caso si rompessero durante un’escursione (soprattutto quelle invernali), o le perdessi.

Silvia durante scialpinismo

Come usare i bastoncini da trekking in montagna?

Non parliamo del Nordic Walking, che è una pratica a sé. Nel trekking l’utilizzo è semplice: gamba destra e bastone sinistro, gamba sinistra e bastone destro in movimenti alternati di braccia e gambe.

Detta così sembra complicato, ma in una sola uscita vedrai che il movimento diventerà fluido e naturale.

Manutenzione dei bastoncini

Croce e delizia di ogni appassionato di montagna: la manutenzione dell’attrezzatura!

Personalmente dopo ogni uscita dedico qualche minuto di tempo a sistemare, pulire e ordinare l’attrezzatura tecnica. So che è una scocciatura, ma il costo di certi oggetti è davvero elevato, e con pochi accorgimenti è possibile farli durare più a lungo. Tenerli con cura evita di dover spendere soldi per ricomprarli al termine di ogni stagione.

Per quanto riguarda i bastoncini da trekking la manutenzione è detta-fatta: smonta i pezzi, puliscili con un panno e lasciali asciugare prima di rimontarli. In questo modo fango, sporco e umidità non si annideranno all’interno dei meccanismi, evitando che questi si arrugginiscano o rovinino.

Si possono portare i bastoncini da trekking in aereo?

Ultimo appunto per i backpacker o per chi, come noi, ama fare trekking anche all’estero.

Buone e cattive notizie: sì, si possono portare in aereo, ma solo nel bagaglio da stiva. Non è possibile infatti portare i bastoncini da trekking nel bagaglio a mano in quanto, a causa del puntale, sono considerati pericolosi.

Davide sulle ciaspole chissà dove

[La foto di Davide in copertina è stata scattata da Marco del blog Montagne Basse, durante la loro traversata a piedi dell’Islanda]

Le guide di Bagaglio Leggero

Se ti è piaciuta questa guida, se sei alle prime armi con la montagna, se sei un po’ arrugginito o semplicemente se cerchi qualche spunto nuovo, puoi leggere le altre guide che abbiamo dedicato proprio all’andare in montagna: tutto su attrezzatura più o meno fondamentale, organizzazione, come affrontare gli imprevisti… insomma, tutto quello che devi sapere su come vivere la montagna al meglio!