Se sei veneto, sai che in autunno Pian del Cansiglio è sinonimo di foliage… e data la particolarità di questo magico posto credo sia così anche per i friulani, che si “contendono” la fetta orientale di questa terra.

Foliage. Un termine inglese che significa fogliame, ma che ormai ha assunto una precisa inclinazione autunnale. Da fine settembre, infatti, ci si arma di carte delle Prealpi e obiettivi luminosi per la macchina fotografica, e si va a caccia di faggete (soprattutto), da immortalare in scatti carichi di rossi, gialli e arancioni.

Il Pian del Cansiglio, grazie ad alcune caratteristiche geografiche e botaniche – te ne parlo a breve, ma prometto di non annoiarti – è da sempre collegato a doppio filo con la parola foliage: ancor prima – ne sono certo – che il termine prendesse il significato un po’ trendy che ha adesso.

Foliage e bramiti di cervi nel Cansiglio

Pian del Cansiglio: arrivando alla meraviglia

Sono gli ultimi giorni di settembre, o meglio ancora le prime settimane di ottobre. L’esperienza del Pian del Cansiglio inizia già percorrendo la strada che sale dal lago di Santa Croce. Superate Tambre e le sue frazioni, infatti, gli alberi gradualmente si caricano di colori. All’improvviso, oltrepassata da poco la località Pian Osteria (nomen omen, bada bene), si apre il “Pian” vero e proprio: la morbida distesa di prati dove le mucche a fine settembre pascolano ancora.

Prima nozione geografica: sul Pian del Cansiglio avviene un fenomeno unico dal nome di inversione termica. Cosa significa?

È semplice. Guarda i versanti coperti di boschi che racchiudono i prati come fossero i bordi di un enorme catino. Ecco: le temperature sono più alte in cima, e si abbassano man mano che raggiungi il fondo del catino. Questa cosa ha anche degli effetti sulle specie vegetali che popolano il bosco, e sulla quantità di muschio fiabesco che vedrai durante i tuoi giri: vedrai quindi le spettacolari faggete in quota, mentre verso il basso queste sono associate ad abeti bianchi e rossi.

Una nota: se percorri l’itinerario che ti spiego a breve, portati (anche) dei vestiti caldi. In autunno il clima, in bosco, è freddo e umido.

Fenomeno dell'inversione termica nel Pian del Cansiglio

Seconda nozione geografica: l’intero Pian del Cansiglio, con i rilievi circostanti, è soggetto al fenomeno del carsismo. Vuol dire che durante le tue peregrinazioni tra i boschi lussureggianti non vedrai versanti regolari, ma un continuo di avvallamenti, buche coniche – alcune profonde anche dieci, quindici metri – e improvvisi “crepacci”: strette aperture sul fondo degli avvallamenti, come ferite nella terra orlate di roccia, buchi neri dai quali spira un vento gelido che proviene dal cuore della terra. Questi inghiottitoi carsici sono recintati, per evitare che l’incauto escursionista ci finisca dentro, ma sono comunque ricchi di fascino.

Fine delle nozioni geografiche (ti avevo promesso brevità, ma ne valeva la pena, giusto?).

L’intera area del Pian del Cansiglio è infine estremamente didattica. Numerosi sentieri bene indicati (anche se forse alle volte c’è un po’ di confusione tra nomi e numeri) ti permettono di fare tutti i giri possibili e di godere dei panorami più belli, mentre cartelli di ogni tipo ti spiegano le “cose del territorio”: botanica, geologia, storia e cultura.

Foliage autunnale nel Cansiglio

È il tuo primo giro in Cansiglio? Fai questo.

Imposta Google Maps su “Albergo Rifugio Sant’Osvaldo/Pian del Cansiglio”. Goditi la salita, i colori, l’improvviso aprirsi della conca prativa. Una volta al Rifugio parcheggia la macchina, e con scarpette comode (non servono grandi scarponi da trekking, ma sappi che il fondo sul quale camminerai è sempre molto umido) segui pedissequamente quello che si chiama “Percorso 1” (lo trovi descritto in un opuscolo che ormai si può recuperare solamente online: te lo linko qui). Oltre alle indicazioni della carta i cartelli a forma di freccia di legno indicano l’anello in maniera piuttosto precisa.

È inutile che ti descriva il giro in tutti i suoi momenti. Sappi che scoprirai un bosco che si trasforma ogni poche centinaia di passi – cambia di colore, densità, intensità, attitudine. Vedrai una coperta di muschio verde carico, che copre uniformemente il suolo, i massi, i tronchi degli alberi. La luce filtra tra le fronde, ma lo fa in modo modesto, trattenuto: girare per i boschi del Cansiglio è un’esperienza meditativa, crepuscolare.

Scoprirai cosa vuol dire camminare su un tappeto di foglie accartocciate che quasi non fanno rumore, perché hanno già intrapreso la strada che le trasformerà in terra nera, ricca.

In più il dislivello è praticamente inesistente, per cui la zona è ideale per una passeggiata rilassante. Anzi: il Pian del Cansiglio è perfetto per portarci i bambini e avvicinarli alla bellezza del bosco e del picnic all’aria aperta. (Se invece sei contrario alle famigliole, ti consiglio l’infrasettimanale, perché nei weekend questa zona è quasi sempre molto frequentata).

Ultima nota: tutto l’anello dura un paio d’ore, ma puoi tergiversare e allungare la tua permanenza nel bosco quanto vuoi.

Buona gita!

Davide nel bosco del Pian del Cansiglio

Un aneddoto sulla cartografia del Cansiglio

Come detto sopra, non c’è bisogno di munirsi di grandi cartografie per questo giro e – in genere – per frequentare il Cansiglio. Basta l’opuscolo di cui sopra.

Poi, se è la tua prima volta qui, e se vuoi conferma della direzione che hai preso, e ti capita (come a noi) di chiedere informazioni a una specie di guida che si aggira nei parcheggi a sud del campo da golf, e che nonostante il clima autunnale (freddo, umido, ma comunque da fascia temperata) è già vestita come per una spedizione di metà secolo scorso sull’Annapurna (ha pure le manopole di pelle imbottite); ecco: se chiedi informazioni a questo tipo verrai sicuramente schernito perché quell’opuscolo “non è una cartina”.

Allora fai così: rispondi da parte mia che certo, che lo è, una CARTA; e che chi le chiama “cartine” perde all’istante la credibilità geografica, e ad un qualunque esame di Geografia si sarebbe beccato un temibile “ci vediamo alla prossima sessione”.

In ogni caso, l’area è riportata sulla Tabacco n. 12 – Alpago, Cansiglio, Piancavallo, Valcellina (se non ce l’hai, puoi comprarla su Amazon). Questa carta è fondamentale anche se vuoi andare a vedere il foliage in Alpago: ti consiglio il giro ad anello per Bivacco Lastè.

foliage autunnale in Alpago

Altre curiosità da vedere nel tuo primo giro in Cansiglio

Il Bus de la Lum

Carsismo, quindi. La roccia calcarea, a contatto con una certa combinazione di acqua piovana e anidride carbonica, si scioglie: lentissimamente, dando vita a incisioni, segni, buche, avvallamenti e grotte, inghiottitoi.

Davide! Avevi detto basta nozioni!

Giusto. Comunque, il più celebre inghiottitoio carsico sul Cansiglio è il Bus de la Lum. È un unico pozzo a strapiombo profondo 180 metri, collegato tramite un condotto sotterraneo al Pozzo dei Bellunesi, a sua volta un sistema complesso di pozzi carsici.

Una cosa affascinante del Bus de la Lum: ci vivono le Anguane. Equivalente del folklore veneto delle streghe, queste creature orribili, sdentate, con chiome costituite da chiodi arrugginiti, escono dalla grotta per rapire e mangiare i bambini trovati a vagare tra i boschi. Il Bus de la Lum (della Luce) si chiama così perché le Anguane accenderebbero dei fuochi che riverbererebbero sulla bocca del pozzo.

Una cosa storica: il Bus de la Lum è stato teatro di un eccidio durante la Seconda Guerra Mondiale, le cui modalità non sono ancora state chiarite del tutto. Una croce nei pressi ricorda l’evento.

Per raggiungere il Bus de la Lum devi quasi arrivare al limite meridionale della conca erbosa, prendere l’ultima strada che dà verso est (dopo il campo da golf; sono indicati i parcheggi), e percorrere un breve sentiero.

bosco del Pian del Cansiglio

Fuori stagione: il Giardino Botanico Lorenzoni

Fuori stagione per modo di dire, perché sul Cansiglio c’è sempre gente, siano famiglie in cerca di agriturismi, motociclisti di passaggio, fungaroli incalliti (che però in genere parcheggiano lungo la strada, ben prima di raggiungere i prati), scolaresche in visita…

Intendevo “fuori stagione” nel senso di “non in autunno, non quando c’è il foliage”, ecco. Il Giardino Botanico infatti è aperto solo nel periodo estivo: da maggio a settembre.

Il Giardino Botanico si trova a nord del Pian del Cansiglio: ci passi se fai il Percorso 1 di cui sopra. Si tratta di una serie di aiuole che ricostruiscono gli ambienti botanici del Cansiglio e delle montagne vicine.

Il bramito dei cervi in amore

Sempre autunno (da fine settembre, diciamo). I boschi circostanti il Pian del Cansiglio diventano luogo di incontro per i cervi, che qui compiono rituali amorosi. Non è detto che tu li veda – anche perché in queste occasioni è compito dell’escursionista comportarsi con discrezione: ma l’atmosfera del bosco autunnale attraversata dai bramiti dei cervi è incredibile. Quasi soprannaturale.

Ti conviene avere con te un binocolo, perché lo spettacolo potrebbe essere di quelli indimenticabili (noi ci troviamo bene con questo modello – link Amazon).

Foliage sul Pian del Cansiglio pin

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