Quello del primo novembre è stato quest’anno l’ultimo weekend di apertura dei rifugi, e non volevamo assolutamente perdercelo!

La meta è il Rifugio Valmalza, per assaporare le ultime atmosfere dell’autunno prima di un inverno che si preannuncia già carico di neve. 

Il meteo però non è dalla nostra parte: prevedono due giorni di brutto tempo. Non siamo soliti farci scoraggiare… in fondo, basta sapere come organizzarsi per fare trekking sotto la pioggia: può essere davvero bellissimo.

La passeggiata per arrivare al Rifugio sembra piuttosto semplice per cui decidiamo di dedicare mezza giornata per un trekking in zona fino bellissimo al Bivacco Monte Ortles che, anche grazie alla sua quota, è già immerso nella neve.

Salendo la Valle

Come arrivare in auto

Oltrepassato Ponte di Legno prendiamo la statale che sale al Passo Gavia. Dopo 6 km inforchiamo sulla sinistra la stradina che arriva fino all’area di sosta Silizzi.

Questa piccola strada è davvero caratteristica: si passa infatti tra stupende baite in un contesto da sogno. I monti che circondano il piccolo borgo di Sant’Apollonia (1580 mslm) regalano un panorama incantevole.

Sentiero Cai 158 verso il Rifugio Valmalza

Per raggiungere il rifugio partiamo appunto da località S. Apollonia. E’ già pomeriggio inoltrato e prendiamo il sentiero Cai 158 (o 58 in alcune indicazioni).

La passeggiata è adatta praticamente a tutti. Ho visto una famiglia salire con un passeggino, si può fare a costo che sia uno di quelli appositi per il trekking, altrimenti la fatica sarebbe enorme.

Il percorso inizia piuttosto pianeggiante fino alle Case Predazzo dove la strada sterrata si interfaccia con alcuni ponticelli da passare, muretti a secco e alcuni tratti cementificati.

Il sentiero è ottimamente segnalato dai tipici segni bianco-rossi e da qualche cartello con l’indicazione delle tempistiche.  È inoltre mantenuto davvero benissimo, tanto che è pressoché impossibile perdersi.

Il punto forte della camminata è però il panorama: nonostante la giornata non sia delle migliori lo scenario è fantastico. Percorriamo il sentiero che scorre lungo il torrente Oglio-Frigidolf dove prati, larici e piccoli ruscelli si alternano creando un contrasto di colori unico.

La Valle delle Messi è letteralmente imperlata d’oro. I larici regalano delle colorazioni le cui sfumature vanno dal giallo tenue all’arancione carico.

L’autunno nella sua forma più smagliante.

Solo verso metà la salita si fa leggermente più ripida, ma il panorama ci sorprende con due magnifiche cascate che scendono copiose dai versanti dei monti circostanti.

Un ultimo tornante e ci siamo….

Larici e abeti in autunno

Il rifugio Valmalza

In un’ora scarsa di camminata arriviamo al rifugio (le indicazioni alla base del sentiero indicano 1 ora e 20, calcola al massimo 1 ora 45 andando molto piano), dopo un dislivello complessivo di circa 400 m.

Il rifugio si trova a 1998 mslm ed è bellissimo già dall’esterno grazie ai mattoni in pietra a vista. E’ dotato di due edifici separati adibiti rispettivamente a ristorante e zona notte, mentre la grande terrazza estiva si affaccia direttamente sulla Valle delle Messi. Una costruzione che si staglia perfettamente nel contesto di questo incredibile panorama.

E’ ormai sera quando arriviamo, e non vediamo l’ora di rilassarci e goderci la cena! Con 50 euro abbiamo il pernottamento in camerata, la cena (che comprende primo, secondo e dolce) e la colazione… un prezzo più che onesto in un posto da sogno.

La zona del ristorante è curatissima e un camino acceso ci accoglie con un tepore meraviglioso. I piatti sono uno più buono dell’altro: dai pizzoccheri allo spezzatino di selvaggina con castagne, la cucina è quella tipica lombarda, fatta alla perfezione!

Terminata la cena con le grappe della casa, siamo pronti per la notte. La camerata è dotata di 19 posti letto a castello di legno, piumini, coperte e strepitosa acqua calda in bagno. Se nessuno russa si prospetta una dormita da regina.

Dal Rifugio Valmalza al Bivacco Linge

La mattina seguente ci svegliamo presto, il tempo è addirittura peggiorato rispetto al giorno precedente, ma la colazione ci accoglie con degli strepitosi pancake caldi fatti in casa e un branco di una ventina di stambecchi sul pendio di fronte alla nostra finestra!

Ci incamminiamo seguendo il sentiero 58 che in circa un’ora ci conduce al Bivacco Linge (2273 mslm).

Il Bivacco è più che altro un rifugio non gestito: 18 posti letto con materassi e coperte, stufa, stoviglie, tavolone con doppia panca (sia all’interno che all’esterno), fontana con acqua e servizi igienici esterni.

Questo bivacco in origine si chiamava Malga Monticelli di Valmalza, ed era il luogo dove i pastori portavano il bestiame al pascolo. Dopo lunghi anni di inutilizzo il gruppo Linge assieme alle guardie del Parco dello Stelvio hanno ridato vita a questa bellissima struttura.

Il meteo è pessimo e la visibilità scarsissima: nuvole basse e pioggerellina fina. Ne approfittiamo per fermarci qui a fare una pausa merenda che, con la scusa di svuotare gli zaini, diventa un vero e proprio pranzo.

Bivacco Linge

Noi decidiamo di non spingerci oltre a causa del tempo avverso, ma da qui in una mezz’ora si può arrivare al Lago Nero. Proseguendo il giro ad anello ci si riporta sul sentiero 58, e si scende di nuovo al parcheggio.

Torniamo sui nostri passi, percorrendo la strada dell’andata. La pioggia va e viene e le nuvole basse si alternano danzando da un larice all’altro. Lo scenario è così suggestivo che ci fermiamo a fare foto ad ogni metro: si sposta una nuvola, si apre un bagliore d’oro, la nuvola si risposta, ed ecco che compare il ruscello.

Te lo dicevo che fare trekking sotto la pioggia può essere bellissimo!

Bagaglio Leggero in trasferta lombarda

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