L’Altopiano di Asiago è, senza ombra di dubbio, il paradiso delle ciaspole. Neve permettendo, ci sono almeno un milione di sentieri dalle pendenze sempre contenute che si possono percorrere in totale sicurezza per godere di panorami strepitosi. Ti racconto le mie 5 preferite ciaspolate ad Asiago (e sono tutte facili!).

Hai un dubbio su come vestirti? Quale attrezzatura ti serva? Come allacciare correttamente le ciaspole? Come affrontare una gita in sicurezza? Puoi approfittarne per leggere la nostra guida su tutto quello che devi sapere sulle ciaspole oppure lasciaci una domanda dei commenti. Se invece sei in cerca di altri spunti per ciaspolate sulle montagne venete, qui ne trovi di tutti i tipi.

ciaspolata a Bocchetta Portule Asiago

1. Ciaspolata al Forte Campolongo

Iniziamo con uno dei numerosi forti della Prima Guerra Mondiale che si trovano in Altopiano: la salita a Forte Campolongo è uno delle nostre classiche ciaspolate ad Asiago.

Questo percorso – pur essendo frequentato in tutte le stagioni – mantiene un fascino un po’ più selvaggio. Sei sempre su strada forestale, le pendenze non sono mai eccessive, eppure l’aria che si respira tra questi boschi ha un profumo diverso. Non te lo so spiegare: va provato!

I due punti clue di questo percorso sono una improvvisa finestra panoramica – tutta da scoprire – sulla Valdastico, in corrispondenza dello Spitz di Rotzo (richiede una breve deviazione dal percorso principale), e il Forte. Quest’ultimo lo troverai stretto in una morsa di ghiaccio, spettrale, inquietante: vale davvero la pena vederlo anche in pieno inverno.

PS. se decidi di esplorare l’interno del forte e le sue diramazioni, stai attento al ghiaccio che si forma soprattutto lungo le scale: è davvero insidioso.

Trovi tutte le informazioni sul percorso nel nostro articolo su Forte Campolongo.

Dati tecnici in breve

Partenza: Spiazzo Garibaldi (1455 mslm)

Arrivo: Forte Campolongo (1720 mslm)

Dislivello: 275 mt

Tempo: 2 ore la salita, 3 ore tutto l’anello

Avvertenze: se fai l’anello, preventiva che potrai dover fare gli ultimi dieci minuti di strada sull’asfalto, e quindi con le ciaspole in mano. Puoi inoltre fare l’anello anche al contrario, partendo dal Rifugio Campolongo, ma la salita attraverso il bosco sarà più ripida e meno agevole.

Ciaspolata verso Forte Campolongo

2. Ciaspolata a Malga Pusterle

La più rilassante di queste ciaspolate ad Asiago. Nonostante Malga Pusterle sia, in estate, molto frequentata, questo angolo d’Altopiano tutto prati riserva sempre, in inverno, dei piacevoli momenti di quiete. In più, la sua breve durata la rende perfetta per una mattinata leggera nella natura, soprattutto se hai già prenotato per il pranzo in trattoria o agriturismo!

Dopo aver percorso in auto una Valdassa che, quando la neve è abbondante, sembra più il Canada che non le nostre prealpi, parcheggi di fronte all’Albergo Ghertele. Superi il ponticello sul torrente, inforchi le ciaspole, e sali lungo la forestale che porta dopo alcuni tornanti a Malga Pusterle.

Una volta arrivato alla malga puoi prolungare la ciaspolata proseguendo sulla strada forestale, con un’avvertenza: evita il momento il cui il sole cala dietro le montagne perché in ombra qui è molto freddo!

Ci vogliono circa due ore tra andata e ritorno (sono meno di 7 km in tutto).

Dati tecnici in breve

Partenza: parcheggio di fronte all’Albergo Ghertele (1133 mslm)

Arrivo: Malga Pusterle (1291 mslm)

Dislivello: 158 mt

Tempo: 2 ore andata e ritorno

Silvia durante una ciaspolata facile in Altopiano di Asiago

 

3. Ciaspolata da Rifugio Cima Larici a Cima Manderiolo

Ciaspolate ad Asiago panoramiche ne abbiamo? Se la giornata è di quelle dal cielo cristallino, da questa gita puoi aspettarti dei panorami mozzafiato durante tutto il percorso! Per farla puoi partire da due punti diversi: il Rifugio Cima Larici (il cui parcheggio però è spesso pieno), oppure il parcheggio di Val Formica.

Dal Rifugio Cima Larici non esiste un solo sentiero di salita, i pendii sono aperti e puoi “attaccarli” da dove preferisci (a patto di non perdere di vista la direzione della cima). Ti consiglio di prendere il sentiero che prosegue verso nord ovest. Le pendenze sono morbide, il panorama mostra due facce distinte: prati innevati alla tua sinistra (dove anche si scende con gli sci), i boschi verso le creste settentrionali dell’Altopiano alla tua destra. In breve arriverai a Malga Manazzo da dove hai tre possibilità:

  • tornare sui tuoi passi se sei già a posto,
  • scendere verso Val Formica (puoi scendere liberamente lungo il versante) e poi risalire qualche metro verso il Rifugio Cima Larici,
  • intercettare la forestale poco sopra di te e avventurarti verso la panoramica Cima Manderiolo

Quest’ultima possibilità ti apre ad una ciaspolata davvero splendida, ma richiede più allenamento. Devi seguire il tracciato della strada che porta in direzione Vezzena, finché non trovi una indicazione per la cima.

A questo punto hai la salita finale, una tirata di 200 metri di dislivello piuttosto continua. Il panorama dalla croce – sulla Valsugana, i laghi di Levico e Caldonazzo, la piana del Vezzena – merita davvero la fatica!

Dati tecnici in breve

Partenza: Rifugio Cima Larici Larici (1658 mslm)

Arrivo: Malga Manazzo (1738 mslm) oppure Cima Manderiolo (2049 mslm)

Dislivello: circa 100 mt fino a Malga Manazzo, 400 mt fino a Manderiolo

Tempo: 2 o 4 ore

Altopiano di Asiago Valdassa

4. Ciaspolata al Rifugio Verena

Diamo fondo al romanticismo: tra le ciaspolate ad Asiago questa al Forte Verena è quella perfetta da fare in notturna con la luna piena!

La salita inizia sulla destra del parcheggio degli impianti sciistici del Verena. La strada è sempre ben battuta dalle motoslitte che salgono al Rifugio Verena e ottimamente segnalata quindi non puoi assolutamente perderti.

All’inizio i tornanti della strada attraversano un bel bosco, ma poi il panorama si apre: se sei qui di notte, vedrai le luci di Asiago brillare nella conca in basso, a fare da contrasto con il silenzio surreale nel quale sei immerso

La salita prosegue in maniera sempre regolare e attraversa una casera che era il ricovero delle truppe non in servizio per arrivare al Forte Verena. Sei dinnanzi a quello che gli austroungarici chiamavano il “dominatore dell’altopiano” per la sua alta posizione e dal quale fu sparato il primo colpo di cannone il 24 maggio 1915, data di inizio della Grande Guerra.

Una volta arrivato, è il momento di non fare errori: al Rifugio Verena non puoi non fermarti per mangiare qualcosa. Nelle ultime uscite la cucina ci ha davvero sorpreso: bontà genuina dalla quale traspira tutta la tradizione locale in porzioni generose. Il Rifugio Verena è inoltre uno dei pochi della zona ad essere aperto anche la sera (in estate e in inverno) e ti assicuro che non c’è nulla di più poetico del terminare la ciaspolata con la luna piena e… un piatto fumante di tagliolini alla lepre davanti (magari in compagnia propria della tua dolce metà).

Dati tecnici in breve

Partenza: impianti sciistici del Verena (1650 mslm)

Arrivo: Rifugio Verena (2015 mslm)

Dislivello: 375 mt

Tempo: 3 ore

5. Ciaspolata a Bocchetta Portule

Questa ciaspolata è un po’ più impegnativa delle altre che ti ho proposto, quindi sconsigliata per chi è proprio alle prime armi. Non tanto per il percorso in sé – è solamente di poco più lungo degli altri – ma per un passaggio “delicato” a pochi metri dall’arrivo, spesso soggetto a valanghe (te ne parlo tra poco).

La descrizione è semplicissima: una volta parcheggiato lungo la strada che dalla Valdassa porta al Rifugio Cima Larici, prendi la direzione di Malga Larici. Superata questa, inforca la forestale e vai: la strada segue i versanti boscosi della Val Renzola senza mai avere pendenza eccessiva, mentre i panorami si aprono gradualmente sul Monte Verena e sui prati che portano al Passo Vezzena (che, imbiancati, fanno sempre la loro figura).

Se la giornata è giusta, potrai vedere gli scialpinisti scendere da Porta Renzola o dai versanti del Portule sopra di te.

Alla fine ti si aprirà la vista su Bocchetta Portule (il cui interno, scavato durante la Prima Guerra Mondiale per ricavarne una postazione cannoniera, è visitabile) e soprattutto sul vero Altopiano carsico: che d’inverno è una distesa morbida di nevi immacolate. Da qui è molto facile proseguire letteralmente in ogni direzione o perderti ad affondare nei docili pendii.

Attenzione al punto delicato! Venti metri prima della Bocchetta la strada fa una svolta: è dove il Portule scarica sempre.  A seconda dell’innevamento la strada può essere ingombra di neve e diventare tutt’uno con il versante. Può fare impressione, ma se non sei il primo escursionista della stagione qualcuno avrà tracciato uno stretto passaggio contro la roccia. Con passo fermo (e grazie ai chiodi delle ciaspole) si fa senza problemi, ma non è per tutti, quindi lo sconsigliamo per chi è alle prime armi. Non ti senti sicuro di passare? Puoi sempre tornare indietro e continuare a goderti la bella ciaspolata con vista sull’Altopiano.  

Dati tecnici in breve

Partenza: Malga Larici (1652 mslm)

Arrivo: Bocchetta Portule (1937 mslm)

Dislivello: 285 mt

Tempo: 4 ore

Ciaspolata a Bocchetta Portule

E se 5 ciaspolate ad Asiago ti sembrano poche…

… hai ragione! L’Altopiano di Asiago è la terra delle ciaspole (e quindi anche dello sci da fondo). Quasi ogni sentiero può trasformarsi in una pista per le ciaspole, piacevole e sicura.

Possiamo consigliarti anche:

  • la panoramica e curiosa salita al Monte Lìsser da Enego
  • la splendida (e gelida) ciaspolata al Bivacco Campi Lussi in Ortigara (anche se decisamente più lunga e difficile rispetto agli altri giri)
  • la semplice ciaspolata al Forte Corbin da Tresché Conca (solitamente fattibile anche senza ciaspole perché sempre battuta)
  • il bellissimo e completo giro ad anello del Monte Zebio

Qual’è la tua preferita? Raccontacelo nei commenti!

5 ciaspolate facili in Altopiano di Asiago (le più belle) pin