Ah…la meraviglia della tenda in montagna e poi….

Cos’era quel rumore?

È semplicemente la montagna che vive, Silvia.

..ma è normale che senta come se mi stesse andando il sangue alla testa? 

Purtroppo c’è una leggera pendenza che non si vedeva. 

…ma siamo sicuri che la tenda reggerà a tutta questa pioggia? 

[respiro pesante da sonno]

Gioie e dolori del campeggio in alta quota. Un amore nato dall’esigenza, fisica e mentale, di poter stare tra i monti il più a lungo possibile, in libertà. Entrare in armonia con la natura, portare con sé tutta la propria casetta per più giorni, svegliarsi ogni mattina in un posto diverso per ammirare l’alba, cercare ogni sera un rifugio dove potersi riposare mentre l’acqua bolle sul pentolino.

Questo, e molto altro, l’enorme libertà di un trekking in tenda in montagna. Emozioni uniche alle quali non saprei più rinunciare – nonostante il sangue alla testa.

come campeggiare in montagna

Una premessa

Non stiamo parlando di piazzare la tenda in qualche piazzola dedicata in un camping di montagna. Questo articolo si rivolge a tutti coloro che vogliono portarsi la propria tenda dentro allo zaino su per i monti, dormire all’aperto senza troppe comodità, rispettando comunque le regole.

E’ scomodo? Difficile? Faticoso? Sì tantissimo. 
Ne vale la pena? Ancora di più. 

È consentito il campeggio libero?

No, sì, ni, dipende… che confusione!

All’estero la pratica del campeggio è spesso piuttosto libera: hai già guardato i nostri trekking in tenda in Perù? Ecco, lì sei davvero libero.

Anche in molti stati europei il campeggio libero è sempre consentito, come in Islanda, Norvegia, Svezia, Finlandia e Scozia.

In Italia la situazione invece è estremamente complessa (ma va?).

Nel nostro Paese infatti non esiste una regolamentazione nazionale, ma la gestione del settore è stata trasferita alle Regioni con il d.lgs. 31/3/1998 n.112.

La risposta sembrerebbe quindi doversi ricercare nella norma specifica di ciascuna Regione o all’interno dell’autonomia dei Comuni, il che non semplifica certamente la situazione in termini di comprensione.

Solo in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Sardegna non possono nascere equivoci: la Legge Regionale n. 40 del 1984 all’art. 12 prevede il divieto assoluto di campeggio al di fuori delle aree attrezzate appositamente previste.

In Piemonte e nelle Marche si può campeggiare non oltre le 48 ore nella stessa località e dove non siano già presenti aree di campeggio autorizzato. Ricordatevi d’inviare una comunicazione al Sindaco del Comune interessato 24 ore prima della sosta, specificando il periodo, il numero di partecipanti, la zona, il tipo di allestimento.

Campeggio o bivacco notturno tendato?

Per chi si era figurato di ammirare albe e tramonti dalle più alte vette del nostro Paese, quindi, sembrerebbe non esserci molto spazio.
In realtà bisogna comunque fare una distinzione tra:

  • campeggio
  • bivacco notturno tendato

Per il campeggio vale quanto detto sopra, pertanto in Italia è piuttosto difficile poter campeggiare liberamente al di fuori delle aree appositamente adibite, o a meno a che qualche privato non ti conceda la possibilità di piazzare la tenda nella sua proprietà privata (in montagna e in certe aree rurali succede spesso).

In alta montagna il discorso è un po’ diverso. Non rientra nella categoria del campeggio il cosiddetto “bivacco notturno tendato“, ossia la possibilità di montare la tenda per solo il tempo necessario, cioè nelle ore notturne dalle 20.00 alle 8.00.

In queste circostanze il termine “campeggio” non è corretto. Dormire in montagna, lasciando la tenda montata solo dal tramonto all’alba, è un’attività generalmente tollerata da quasi tutti i comuni e gli enti territoriali.

La differenza di trattamento attiene alle difficoltà che spesso si trovano in montagna, specie lungo trekking impegnativi di più giorni. Il bivacco tendato è essenzialmente frugalità e fatica.

In questi casi le regole di comportamento da tenere attengono per lo più al buon senso – te ne parlerò a breve – ma ricordati che sei in mezzo alla natura e che questa va rispettata, sempre. I controlli della forestale non sono leggenda, anche se le multe sono legate di norma ai comportamenti irrispettosi.

dove mettere la tenda in montagna

Tenda in montagna, estate 2020

Questa del 2020 sarà un’estate anomala sotto tutti i punti di vista. Gli enti territoriali stanno pensando a come rilanciare il turismo, pur mantenendo sicurezza di igiene e distanziamento.

Alcuni rifugi hanno già riaperto le porte, ma sotto strettissime direttive, tra le quali: obbligo di prenotazione, possibilità di pranzare da asporto e posti letto dimezzati. Viene da sé che per molte persone sarà quindi difficile frequentare la montagna come negli scorsi anni.

Discorso simile vale anche per i bivacchi di montagna, sostanzialmente accessibili solo in caso di vera emergenza.

Per fa sì che tutti possano vivere la montagna in autonomia gestori, Cai ed enti territoriali locali stanno ragionando anche sulla possibilità di allestire delle aree dedicate proprio al campeggio con la propria tenda. L’obiettivo è di evitare gli assembramenti tipici delle grandi camerate.

Comunque sia, a prescindere dalle misure che verranno prese, appare sempre più evidente che la tenda privata in montagna sarà per molti una bella soluzione.

Le 5 fondamentali regole da rispettare

Sono poche, semplici regole, ma fondamentali:

  1. non lasciare la tenda montata per più del tempo necessario
  2. rispetta l’ambiente circostante
  3. assolutamente vietata l’accensione di qualsiasi fuoco
  4. non lasciare tracce del tuo passaggio
  5. porta con te tutti i rifiuti

Traversata Carnica: cinque giorni in tenda da Sesto a Forni Avoltri

Dove piantare la tenda in montagna

Durante i trekking di più giorni, una buona dormita può fare la differenza. Difficile anche solo pensare di camminare chilometri con uno zaino pesante sulle spalle senza aver dormito bene, e magari con la schiena dolorante.

La verità è che in tenda si dorme tendenzialmente malino (se non malissimo)!  Per questo motivo, sapere dove piantare la tenda è davvero essenziale.

9 step per la ricerca del tuo hot spot

1. Inizia con un’esplorazione a largo raggio

È la fase più delicata e, solitamente, quella che richiede più tempo, nonché una certa esperienza nella lettura del territorio.

2. Allontanati dai letti dei fiumi

Dormire nei pressi di un fiume è decisamente allettante: acqua a portata di mano per cucinare e dolce sciabordio per la notte, ma non è tutt’oro quel che luccica. In caso di forti piogge il letto del fiume potrebbe facilmente tracimare: da placido ruscello a fiume in piena, il passo in montagna alle volte è breve.

preparare lo zaino per viaggi in tenda

3. Evita gli avvallamenti

Spesso hanno un fondo pianeggiante, decisamente invogliante. Ma in caso di pioggia si possono trasformare in piscine naturali.

4. Allontanati da pareti rocciose, zone con terreno particolarmente ripido, ghiaioni e pietraie

Non è mistero infatti che in montagna avvengano spesso smottamenti rocciosi o del terreno, quindi è bene non sostare più del necessario sotto pareti e versanti ripidi.

5. “Imboscàti” sì, ma con testa

Per quanto possa essere romantica una notte in bosco, poni attenzione ad evitare alberi isolati che, in caso di temporali, rappresentano il richiamo numero uno per i fulmini.

davide davanti alla tenda

6. Fai attenzione al vento

Promontori e cime sono i punti panoramici per eccellenza, ma il rischio che la tenda, soprattutto se non opportunamente fissata, voli via, è tutt’altro che remoto. in più, dormire con i teli della tenda che sbattono è un’impresa non da poco (così come uscire in piena notte per fare pipì).

7. Occhio alle tracce di animali

Se vedi che attorno a te ci sono tracce di animali (orme, escrementi, segni di scavo) sarebbe meglio cambiare posto perché, anche se non ne vedi nel momento della perlustrazione, non significa che non possano arrivare: magari nel cuore della notte, o la mattina presto! Non vorrai trovarti a litigare con una mucca per la proprietà dei picchetti com’è successo a noi, vero?

Traversata Carnica mucche e primo giorno

8. Ricerca un terreno il più possibile pianeggiante

Lo so, questo in montagna è spesso un miraggio, ma è la vera, grande condizione necessaria per dormire bene. Un terreno perfettamente piatto è pressoché impossibile da trovare. Molti consigliano di cercare un terreno in leggera discesa per far sì che, in caso di pioggia, l’acqua scorra via, ma diciamoci la verità: in montagna nessun terreno è davvero pianeggiante! Assicurati solo di mettere la testa in “salita” e i piedi in basso, per evitare che durante la notte ti vada il sangue al cervello (capita più spesso di quanto non immagini).

9. Pianifica un piano b

Capisco che sia un’attitudine meno avventurosa, ma alle volte è bene essere prudenti. Se hai poca esperienza con questo tipo di campeggio, la prima cosa da pianificare è un piano b. Cosa fare nel caso qualcosa vada storto? Di situazioni possono essercene davvero mille – a breve te ne spiegherò alcune – ma è importante che in qualsiasi caso tu non sia mai in pericolo.

Se sono le prime volte che pratichi il bivacco tendato in alta montagna potrebbe esserti davvero utile valutare la possibilità di avere un punto di appoggio nelle vicinanze: un rifugio, un bivacco, ma anche una stalla dove poter riparare in caso di emergenza.

10. Bonus tip: il muschio

Se hai la fortuna di trovare un posto che rispetti tutte le caratteristiche di cui sopra, la buona sorte ci può aggiungere il pezzo da novanta: un terreno muschiato sul quale poter dormire ti assicurerà un morbido materasso naturale per la notte.

tenda in montanga, si può?

Come piantare la tenda in montagna

Una volta scelto il posto dove mettere la tua tenda, non ti resta che montarla!

La difficoltà del montaggio dipende dal tipo di tenda che hai scelto: marca, modello, tipologia e vetustà sono fattori determinanti.

Per il montaggio dei pali e delle tende sappi due cose:

  • se usi la tenda solo in estate, da un anno all’altro ti sarai certamente scordato come si monta
  • all’interno della sacca di compressione di moltissimi modelli di tende ci sono le istruzioni (fortunatamente).

Le operazioni di montaggio dipendono moltissimo dal modello di tenda, ma vedrai che mano a mano sarà sempre più semplice e veloce. Noi ad esempio negli anni abbiamo scovato un metodo alternativo per montare la nostra amata tendina: ci mettiamo meno di 10 minuti (il che è fondamentale, soprattutto se il cielo chiama pioggia).

tenda in montagna con pioggia

È impossibile dare una descrizione univoca del montaggio della paleria, tanti sono i modelli in commercio, ma di particolare importanza è piantare correttamente i picchetti in modo che diano stabilità a tutta la struttura.

L’angolazione ideale per piantare i picchetti al suolo è di 45°, e puoi aiutarti con un martello da campeggio (ma ti sfido a portarlo in zaino!) oppure con un sasso. Nei terreni più morbidi potrebbe essere sufficiente, per infilarli bene, utilizzare le mani o lo scarpone.

Infine non sottovalutare i tiranti, possono davvero fare la differenza in caso di vento forte. Noi consigliamo sempre di metterli perché il tempo in alta montagna può cambiare davvero velocemente.

I pericoli della tenda in montagna

Mi sento molto uccello del malaugurio in questo momento, ma questo articolo ha lo scopo anche di metterti in guardia da quelli che potrebbero essere i pericoli del bivaccare in tenda in montagna.

Prendi nota, soprattutto se sei alle prime armi.

Animali selvatici

Croce e delizia di ogni persona che si addentra tra i monti, gli animali selvatici possono essere un colpo al cuore (in tutti i sensi). L’abbiamo visto tutti in questi giorni il video dell’incontro ravvicinato dell’orso e del ragazzino in Trentino. Ma senza scomodare i giganti delle nostre Dolomiti, tra i monti vive una fauna davvero numerosa.

Se ciò è vero di giorno, sappi che di notte questo vale ancora di più.

La montagna di notte è viva e respira: le foglie, il vento, i ruscelli, gli animali… tutti i suoni appaiono amplificati, e moltiplicati.

Lungo la traversata carnica ad esempio siamo riusciti ad udire indistintamente il rumore di un ruscello che il giorno dopo abbiamo scoperto trovasi a più di un’ora di cammino da dove ci eravamo accampati.

Lupi, ungulati, cani da pastore, cinghiali, mucche, orsi, e chi più ne ha più ne metta. Sappi però che, nonostante le apparenze, raramente questi animali ti daranno fastidio. Solitamente infatti si tratta di animali che tendono a vedere l’uomo come un cacciatore e quindi prediligono starsene alla larga.

Prevenire in questi casi è la regola numero 1 pertanto, come ti dicevo, mai piantare la tenda vicino a tracce di animali. Hai idea di quanto pesi una mucca? Non sarebbe da scherzare se dovesse sedersi sopra alla tua tenda. Che dire poi dei formicai a pochi passi dal tuo zaino (e dai tuoi agognati panini)?

alta cucina in tenda

Freddo e temperature nella tenda in montagna

Ho già scritto un articolo dettagliato con l‘elenco completo e la spiegazione di tutto ciò che serve portare in zaino per un trekking di più giorni.

Una precisazione è però d’obbligo: se la tenda, che sia quattro stagioni o meno, ha la funzione di ripararti dagli agenti atmosferici, la temperatura è invece (quasi) interamente delegata ad altri fattori.

Le tende da alpinismo sono estremamente resistenti alle intemperie (vento forte, peso della neve, pioggia – e dato la nostra è resistita alla traversata dell’Islanda, lo possiamo confermare), ma per avere una buona temperatura all’interno sono necessari alcuni accorgimenti, ecco quali:

Abbigliamento termico

Se stai affrontando il trekking in estate non dormire bardato come un palombaro, ma prima di infilarti dentro al sacco a pelo indossa un abbigliamento termico che riesca a mantenere il calore del tuo corpo costante, sarà sufficiente per passare la notte al caldo della tua tenda.

In inverno il discorso è un po’ diverso perché, oltre all’abbigliamento termico, solitamente si entra nel sacco a pelo vestiti. E dio solo sa quanto si congela il naso che rimane fuori dal sacco a pelo!

relax dentro la tenda

Utilizza un materassino

Avere un materassino per campeggiare in montagna può non essere indispensabile ma, a mio avviso, è un vero e proprio salva vita. Anzitutto ti permette di dormire quasi su ogni superficie, ghiaino compreso (già – la piazzola piatta con il muschio sopra l’abbiamo trovata una volta sola), senza spaccarti le ossa.

È inoltre uno strumento fondamentale per l’isolamento termico. Non dimenticare infatti che in montagna durante la notte l’umidità del terreno è un fattore chiave per le (basse) temperature.

In genere, ti consigliano di portare con te un telo di plastica da frapporre tra il terreno e il fondo della tenda, per una aumentata capacità di isolamento e impermeabilizzazione.

Credo che questo consiglio, per quanto corretto, sia più valido per chi pianta la tenda nello stesso posto per più giorni (campeggio), o per chi si muove in auto, van o bici. Portarsi un telo di plastica sulla schiena, oltre all’attrezzatura standard, alla tenda e al cibo… no, proprio no!

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Il giusto sacco a pelo

Mille marche, modelli e misure tra cui è diventato difficilissimo scegliere. Di piuma d’oca, sintetico, da trekking, da campeggio e chi più ne ha più ne metta.

L’aspetto fondamentale da tenere presente però è il grado di temperatura. Guarda la temperatura comfort riportata dalla casa madre e valuta quale potrebbe fare a caso tuo.

Se fai trekking con la tenda nelle quattro stagioni ti sarà indispensabile averne almeno due, con grado comfort differente. Per l’estate potrebbe bastarti un confort 15°, mentre per l’inverno dipende dal tipo di attività che vuoi svolgere.

Bonus tip: una coccola

(Sì questa cosa del bonus tip mi sta sfuggendo di mano.)

Se prevedi una notte particolarmente fredda ho un consiglio a prova di bomba: fai bollire dell’acqua nel fornelletto e mettila dentro ad una bottiglia di plastica o alla tua borraccia, infilala dentro il sacco a pelo… et voilà, sarà come dormire con una borsa dell’acqua calda.

The in tenda!

Il vento

Forse il vero e proprio nemico numero uno della tenda in montagna. Testato sulla nostra pelle: raffiche fortissime che smuovono la tenda nonostante picchetti e tiranti, e che ti obbligano a guardare i teli piegarsi, sbattere e rigonfiarsi.

Il vero pericolo è che i teli si straccino o che si spezzi la paleria. Certo se la tenda è di buona qualità questo problema dovrebbe essere attenuato, ma purtroppo non può essere mai escluso del tutto.

Anche qui la prima regola è la prevenzione, e sta ancora una volta nella scelta del luogo (lo dicevo che era la fase più delicata!). Evita sommità, canali e valli che sono generalmente investite dal vento, ma prediligi luoghi che possano essere un po’ più riparati. Impara a leggere il territorio, guarda gli alberi: dove sono diretti i rami? Crescono uniformemente o puntano tutti evidentemente in una direzione? E cerca infine di avere almeno due lati della tenda protetti da una grossa roccia, un piccolo rilievo, o una costruzione.

Regole e consigli per la tenda in montagna 2020 pin

Le guide di Bagaglio Leggero

Se ti è piaciuta questa guida, se sei alle prime armi con la montagna, se sei un po’ arrugginito o semplicemente se cerchi qualche spunto nuovo, puoi leggere le altre guide che abbiamo dedicato proprio all’andare in montagna: tutto su attrezzatura più o meno fondamentale, organizzazione, come affrontare gli imprevisti… insomma, tutto quello che devi sapere su come vivere la montagna al meglio!