C’è un prima e c’è un dopo: la nostra storia di cambio vita!
La nostra storia è un intreccio di quello che siamo, di cosa abbiamo fatto per arrivare qui, dei nostri desideri, delle nostre passioni e del nostro amore. Ma soprattutto, c’è tanta Vita.
C’è un prima
Il prima sono io, Silvia, che mi truccavo e mi preparavo per uscire di casa con il buio e tornavo a casa che buio lo era ancora (di nuovo). Nel mezzo? Sentivo di vivere in apnea. Non sapevo se nel frattempo aveva piovuto, se era stata una giornata di sole o se il mondo esistesse ancora.
Dopo la laurea in Giurisprudenza e dopo aver rinunciato ad un lavoro di praticantato nel quale per 3 anni avrei dovuto chiamare il titolare “dominus” per la modesta cifra di 350€ al mese, ho iniziato a lavorare in un’agenzia di assicurazione.
C’erano molte cose che mi piacevano del lavoro, ma tutta la giornata se ne andava tra quelle mura, assorbendomi e risputandomi a casa dopo le 20, senza energie.
Ma il prima sono anche io, Davide, che salivo sul furgone degli archeologi alla stessa ora e con lo stesso buio, vedevo la giornata da uno scavo nel terreno. Sono io che, dopo una laurea in Lettere (ma con indirizzo Geografia) e 10 anni come topografo e disegnatore per l’archeologia (rigorosamente a p.iva.), quando quel mondo è entrato in crisi – pochi cantieri, pochi soldi – ho scelto accettare un lavoro come operaio sui turni, notti comprese… e non serve che vada oltre.
Il prima siamo noi che vivevamo in attesa del weekend, in attesa di momenti da trascorrere insieme, in attesa delle montagne che tanto amavamo. In attesa della vita.
È in questi anni che è nato Bagaglio Leggero. L’obiettivo iniziale? Raccontare quanto speciali fossero le Terre Alte, aiutare altre persone a percorrere quei sentieri secondari che tanto ci emozionavano e rendere più accessibili alcuni territori poco conosciuti, come le nostre adorate Vette Feltrine schiacciate tra Colline UNESCO e Dolomiti UNESCO. Farne un lavoro? Non ci pensavamo minimamente! Volevamo solo restituire qualcosa a quelle terre che amavamo, rivivere quei momenti felici tra i sentieri, tenere un diario delle nostre avventure e dire a chi ci avrebbe letto “ehi, guarda che c’è un mondo oltre a quello che conosci”.
Cӏ un momento
Il momento è stato quando mi sono accorta che avevo una vita sola. Una visita di controllo che si prolunga più del solito e il cuore che salta in gola. Un cliente che mi dice “eh, ti piacerebbe avere la mia pensione” mentre io penso che la cosa più preziosa che ho è la mia età. La sicurezza del posto fisso che non trovo più attraente. Una sete di vita che non riesco a placare nei momenti rubati del weekend, delle pause pranzo sui Colli Euganei, delle sere tra le mura di casa.
Ne parlo con Davide, durante una camminata (è sempre stato il nostro modo di condividere le cose importanti).
Breve digressione. Cotto dai turni, frustrato da un lavoro che non porta a nulla ma che ti lega a sé con la busta paga regolare e un certo senso di abitudine, inizio a chiedermi se non sia possibile inventarsi qualcosa di migliore – per me: qualcosa che mi permetta di vivere un poco più libero e più serenamente. Un pezzo qui e un pezzo lì, un libro studiato e qualche lavoretto extra, qualche mese in agenzia di comunicazione e il primo lavoro “importante” a nome mio… mi scopro copywriter e ri-scopro scrittore. Fine digressione.
“Devo dirti una cosa, forse è una follia, ma ci sto pensando da troppo e devo buttarla fuori con qualcuno: voglio cambiare vita. Voglio vedere se davvero questo è tutto quello che la vita ha da offrirmi o se magari c’è dell’altro. Non fraintendermi, non voglio qualcosa di più, ma mi sento soffocare. Possibile che il lavoro sia così totalizzante nella nostra settimana? Dov’è lo spazio per me? Il tempo per noi? Dove sono le montagne che ci fanno battere il …”
“Silvia. Fermati. Ci sto pensando anch’io da un po’. Proviamoci.”
È in questo momento che studio tanto e inizio a fare due lavori: di giorno in assicurazione, la sera, in treno e nei weekend apprendo da Davide come mettere a frutto la passione innata che ho per la comunicazione. Contando il blog di Bagaglio Leggero, allora sono addirittura tre lavori in contemporanea (uno dei quali, Bagaglio Leggero, per ora non dà entrate), ma ecco, riguardandomi indietro mi domando dove riuscissi a trovare il tempo. Poi ci penso e mi vengono in mente gli articoli scritti sul telefono andando a lavoro in treno, le serate sveglie fino a notte fonda e tutti i “ritagli di tempo” rubati.
Ed è così che abbiamo iniziato a percorrere, ognuno per sé, la stessa strada, trovandoci nello stesso momento e con lo stesso desiderio di darci una chance.
Excel alla mano (tenere d’occhio ogni cosa è fondamentale), molte lacrime, milioni di paure e quella certezza di dover provare ad abbandonarci al nostro istinto per poter Vivere.
Eravamo pronti.
O quasi.
C’è il salto
È il 6 marzo 2020 quando convoco i titolari dell’assicurazione e comunico la mia volontà di rassegnare le dimissioni.
Davide ed io abbiamo un piano: far fruttare le nostre competenze nella comunicazione mettendo la nostra penna al servizio di aziende e professionisti come copywriter. I clienti sono i nostri, non abbiamo uno studio o un’agenzia da frequentare ogni giorno, possiamo lavorare da ovunque con il solo PC.
La svolta ci sembra essere proprio quella parola, “ovunque”. Potremmo andare in Sud America: anche se all’inizio guadagniamo poco, godremmo però di un costo della vita più basso e del cambio euro-pesos. Vivere con un po’ meno, vivere di più. Lì ci sono le Montagne-Fighe, c’è la Patagonia.
L’8 marzo 2020 il Veneto entra in lockdown.
C’è un dopo
Da cinque anni, la finestra ci restituisce il raggio di luce che fende le chiome degli alberi. I primi germogli verdissimi. Il vento che scombina le foglie secche, la prima neve che cade. Il canto d’un uccello.
Non c’è un momento uguale agli altri: se la scrivania e la sedia, lo schermo del portatile e i problemi da risolvere sono in fondo sempre quelli, ogni altra cosa è diversa e continua a stupirci.
Ora lavoro nella comunicazione come copywriter (alias, scrivo testi per aziende e liberi professionisti) mentre Davide è passato alla long-form diventando ghostwriter (alias, scrive libri per altri, i quali mettono la loro firma in copertina mentre lui sparisce nell’anonimato) e lavorando ai suoi libri. Non solo: Bagaglio Leggero è diventato un lavoro a tempo pieno. Attraverso il nostro progetto editoriale in questi anni abbiamo scritto diversi libri di escursionismo, fatto progetti di comunicazione con territori ed enti del turismo, lavorato come influencer – ma ci troviamo meglio a dire content creator – per brand outdoor che amiamo.
Detto tra noi… chi l’avrebbe mai detto?
Siamo a tutti gli effetti nomadi digitali. O meglio, montanari digitali.
La scelta di vivere tra le montagne è stata naturale quanto quella di Vivere. Dapprima le zone che conoscevamo: il Veneto, il Friuli Venezia Giulia. Poi le Alpi ad ovest, oppure una puntata in Appennino, a scoprire luoghi dai nomi mai sentiti, a conoscere persone, a salire montagne e percorrere vallate.
E di fianco alla nostra finestra, quando lavoriamo, ora c’è sempre una porta, attraverso la quale uscire per fare una pausa nel bosco dietro casa e controllare che il sogno sia reale.



