Siamo insaziabili! Ci invitano in Val Zoldana per una cena – precisamente a Casesa del Pian – ma dato che abbiamo più di un’ora di auto da fare, decidiamo di fare una gita in zona. Così, saliamo sul panoramicissimo Monte Punta. Poi raggiungiamo il luogo della cena in larghissimo anticipo, così guardiamo la carta e… una capatina al Bivacco Angelini, che non abbiamo mai visto? Spoiler: pur senza salirci, il protagonista della giornata è proprio il Caregon del Padreterno!

Da Casera del Pian al Bivacco Angelini
Saliamo quindi in auto a Pralongo, frazione di Forno di Zoldo e, da qui, prendiamo la sterrata che sale alla Casera del Pian (1162 mslm), agriturismo che di recente ha cambiato gestione (e che ti raccontiamo a fine articolo). Lasciamo l’auto qui, abbagliati dai bellissimi prati (e importunati dai dolcissimi asini, dalle caprette e dalle splendide galline).
Dando le spalle all’agriturismo, superiamo la stalla e prendiamo a destra la sterrata in salita, che in breve si trasforma nel sentiero 524.
Stiamo attraversando una bella faggeta quando le prime gocce si fanno sentire: acceleriamo il passo? Non è un problema: il sentiero sale quasi impercettibilmente, per ora. Troviamo un bivio nel bosco, in corrispondenza delle indicazioni per la palestra di roccia e di un cartello giallo un po’ vecchia scuola: qui pieghiamo sulla sinistra, e la pendenza aumenta.

Saliamo più decisamente, ora, fino a raggiungere il bivio/sovrapposizione con il sentiero 536 (1495 mslm). Proseguiamo. Il sentiero scende alcuni metri, piega decisamente sulla destra, e si prepara per l’ultima salita, gli ultimi 150 metri scarsi che danno un po’ più di filo da torcere (specie se hai già fatto una gita qualche ora prima!). Nel frattempo usciamo definitivamente dal bosco, incontriamo la roccia e i mughi, mentre il sentiero fa tornantini stretti salendo deciso.

Oltre i mughi e qualche pino, oltre il Pian del Mandre che ci sovrasta, spuntano le cime rocciose dei San Sebastiani. Piove con forza, ora, ci fermiamo a sistemare i cappucci, ci guardiamo alle spalle… un arcobaleno sale dalla Val Zoldana!

Dai che ci siamo: ancora qualche metro di rado bosco, un breve tratto in quota, e compare il bivacco Angelini!

Il Bivacco Baita V. Angelini
Sulla carta lo trovi come bivacco baita. Altre relazioni lo definiscono ricovero. Il Bivacco Baita Valentino Angelini si trova a 1680 metri di quota, ed è dedicato ad un valente medico ed alpinista. Entriamo, che qui fuori piove tantissimo ora!
Dentro, l’unica stanza è piuttosto spartana, ma a modo suo accogliente: ci sono 6 posti letto a castello con sottilissimi materassini, un caminetto, un tavolo. Davide, che comincia a sentire lo stomaco brontolare (e un certo freddolino), trova una fortuita bottiglia di Branca Stravecchio.
Potrebbe forse essere un po’ meno trascurato, questo bivacco, e i tanti bivaccatori potrebbero limitare la voglia di graffitare ogni angolo. Ma ci si sta bene comunque.

Apriamo le imposte, e ci rendiamo conto della vera qualità di questo luogo: la vista sul Pelmo è spettacolare, con il Caregon che spunta come un gigantesco molare da boschi che sembrano onde.
Ultima nota per l’esterno: c’è una fonte d’acqua, un tavolone e due panche.

Discesa ad anello
Saremmo potuti scendere per lo stesso percorso dell’andata, ma oggi proprio vogliamo vedere tutto il possibile.
Se segui la descrizione che segue, farai un giro ad anello!
Torniamo sui nostri passi fino a incrociare, di fronte a noi, la variante del sentiero 524 (1500 mslm, la vedi nella traccia GPS). Questo stretto sentiero si infila tra le Crepe de Rondoi per attraversare il greto del torrente Malisia e percorrere per un tratto una profonda gola, piuttosto scenografica.
Seguiamo in discesa fino a trovare, in corrispondenza di un’ampia radura con una bella parete di roccia incisa sulla sinistra (1400 mslm, proseguendo dritti si arriva al laghetto El Vach), una forestale che scende verso sud. Seguendola, arriviamo ad un ultimo bivio e ad un ponticello: siamo alle spalle di Casera del Pian!
Nota bene: prendendo a sinistra all’ultimo bivio si può prolungare fino al minuscolo villaggio di Colcerver, caratterizzato dai tipici fienili zoldani, e da qui tornare alla casera (calcola quasi 3 km e un po’ di saliscendi in più).

L’Agriturismo Casera del Pian
Una piccola storia. Quando sanno che saremmo stati “vicini” – o perlomeno, tra le stesse montagne – Samuele e Alessandra, i nuovi gestori dell’agriturismo, ci invitano a cena. Quella che ne viene fuori è una splendida serata di chiacchiere e racconto d’esperienze. A unirci, il cambio vita, il salto dalla pianura verso le montagne, il desiderio di una vita con ritmi e tempi e ambienti diversi, le nuove abitudini da inventare. Tra una chiacchiera e l’altra è scesa la notte, sul tavolo due crostate con scritte di pastafrolla – “bagaglio” e “leggero” – e dall’esterno, per voce di figli adolescenti, avvistamenti di salamandre e altre magie della natura.
L’agriturismo – che agri lo è davvero – offre cucina con prodotti a km0, la compagnia dei già nominati animali, un ambiente splendido, la possibilità di partire per belle escursioni, e tanta ospitalità.

Salita al Bivacco Baita Angelini da Casera del Pian: dati tecnici in breve
| ⛰️ Dove siamo | Dolomiti di Zoldo, a sud di Forno, alla base di San Sebastiano e Tamer |
| 📍 Partenza da | Casera del Pian (1162 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Bivacco Baita V. Angelini (1680 mslm) |
| 📐 Dislivello | 520 metri |
| 📏 Lunghezza | 2,9 km la salita, 6,10 km l’anello |
| ⏱️ Tempo | 1 ora e 25 la salita, 3 ore con la discesa |
| 😅 Difficoltà | Facile |
| 💧 Acqua | Alla partenza, e fonte dietro al bivacco |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco 1:25.000 n.25 – Dolomiti d Zoldo, Cadorine e Agordine (se non ce l’hai puoi comprarla qui) |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì |

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