Saliamo a una di quelle cime morbide, quasi arrotondate, che compongono l’ultimo lembo occidentale del Gran Sasso, versante sud: nonostante la poca neve, l’invernale al Monte Ienca, complici anche un bel sole e pochissimo vento, ci ha regalato un’esperienza bellissima, super panoramica e per nulla complessa. Ti raccontiamo questa escursione.
⚠️ Si tratta di una escursione invernale in ambiente naturale. Ogni cosa dipende dalle condizioni del manto nevoso e dal meteo. Ricorda di intraprendere questa escursione informato, attrezzato (anche di ARTVA, pala e sonda) e preparato. Buona gita!

Dalla Strada del Vasto al Passo del Belvedere

Usciti dall’autostrada ad Assergi, abbandoniamo la salita a Fonte Cerreto per imboccare la spettacolare Strada Provinciale 86 del Vasto, un nastro d’asfalto che a forza di curve percorre il versante meridionale del Gran Sasso occidentale. C’è da dirlo: solo il viaggio vale la pena.

Nota bene per i non locali. Già una volta avevamo trovato questa strada chiusa all’imbocco, senza troppi complimenti né segnalazioni. Alla fine dei nostri due mesi in Abruzzo, non abbiamo capito i criteri di apertura e chiusura del passaggio – specie in vista di precipitazioni nevose. In ogni caso, conviene sempre avere un piano B – anzi una gita B – in zona.

Seguendo il Vasto arriviamo nei pressi di Colle della Croce (1465 mslm). Lasciamo l’auto lungo la strada, in una comoda piazzola.

Qui inforchiamo una strada forestale che taglia in salita il versante in direzione est; sulla carta è il sentiero 121. Camminiamo: la neve non è scesa qui in basso, e abbiamo gli zaini appesantiti dall’equipaggiamento completo – ciaspole, ramponi e picca, ramponcini. Già. Sono le prime escursioni in Abruzzo e ancora non sappiamo bene come siano le condizioni per cui abbiamo preferito essere “pronti a tutto”.

Le gobbe dello Ienca, di fronte a noi, in alto, ci guidano. Senza fretta raggiungiamo il Colle del Vento (1692 mslm), che per fortuna non fa fede al suo nome; nei pressi della strada incassata allo scavallamento, un cartello ci dà la deviazione per la fonte di San Franco – che ignoriamo. Scavalliamo, appunto, e lo Ienca ci si para davanti allungato e ancora più imponente; da qui ci si rende conto che la strada è ancora lunga.

Sempre su forestale, ora con direzione nord, proseguiamo fino al Passo del Belvedere (1789 mslm), ampissimo valico – sulla carta c’è il toponimo Piano dei Cavallari – che ci offre un punto di vista su diversi pezzi grossi più o meno vicini – il Monte San Franco con la sua forma a semicerchio (trono? mezzo vulcano?) verso ovest, il Monte Ienca ovviamente verso est, lo spettacolare versante sud del Monte Corvo e poi, sporgendosi verso nord, il Lago di Campotosto, la Laga…

Cincischiamo qualche minuto qui, indecisi se proseguire per il Monte Ienca o deviare verso il Monte San Franco (spoiler, ci saliremo qualche settimana dopo, ma da altra via). Rimaniamo fedeli al nostro progetto: e Monte Ienca sia!

Dal Passo del Belvedere al Monte Ienca

Dal Passo, i giochi si fanno seri. Fondamentalmente c’è da seguire la lunghissima dorsale del Monte Ienca fino alla vetta, compiendo alcuni saliscendi per guadagnare la sequenza di gobbe successive poste tra noi e la meta. Nominalmente seguiamo la traccia del sentiero 111, e siamo fortunati: nonostante il manto nevoso, per quanto sottile, nasconda ogni riferimento, ci sono gli evidenti segni degli escursionisti che ci hanno proceduto. Qualche palina aiuta giusto nell’orientamento di massima. Dove la neve si è già sciolta, ci troviamo a “vagare” tra ampi prati imbevuti d’acqua, indovinando la via grazie all’evidenza della dorsale dello Ienca.

Ogni tanto mi guardo indietro, controllo che Silvia proceda bene. Mi stupisce la vista: ampissima in ogni direzione, con la neve che rende ogni cosa più brillante. Come sempre in questo inverno, le catene innevate si stagliano su un mare bruniccio, verde bruciato, scuro.

La cima del Monte Ienca

Di gobba in gobba arriviamo infine alla cima del Monte Ienca (2208 mslm). Minuscola croce di vetta, ma non importa: i protagonisti sono il Monte Corvo e, in secondo piano, la teoria di cime che portano al Gran Sasso. Anche se la neve è poca, la vista è eccezionale.

Ora sì che tira vento, e abbiamo fame. Scendiamo fin quasi al Passo di Belvedere e mangiamo il nostro paninetto. Si scende poi per la via della salita.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Ciaspolata al Monte Ienca: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; sul versante meridionale del Gran Sasso
📍 Partenza da Lungo la Strada Provinciale del Vasto, nei pressi del Colle della Croce (1465 mslm)
🏅 Arrivo Monte Ienca (2208 mslm)
📐 Dislivello 730 m
📏 Lunghezza 13,8 km
⏱️ Tempo 5 ore e mezza
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua /
🗺️ Cartografia Carta 1:25.000 Gran Sasso d’Italia, Iter Edizioni. Foglio Nord.
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui