Il primo tramonto sulle Apuane non si scorda mai… specie se è così potente. Il mare sotto, le montagne dietro. I colori… cosa te li diciamo a fare? In questa escursione tardo pomeridiana, ti portiamo a fare un’escursione sul Monte Gabberi, nelle Apuane meridionali, per un tramonto indimenticabile. (Ovviamente puoi fare questa gita anche di giorno, ma se è una giornata calda, il tardo pomeriggio limerà un po’ l’umidità).

⚠️ Cosa ti serve per questa escursione e difficoltà

Se sali sul Gabberi per vedere il tramonto, ti serve assolutamente la torcia frontale per la discesa. Metti poi nello zaino una buona merenda, e un sacchetto per riportare a valle i tuoi rifiuti.

Non ci sono grandi difficoltà per la salita al Monte Gabberi, tranne il fatto che l’ultimo tratto richiede di aiutarsi con le mani per salire. È un passaggio breve e non esposto, a mio avviso di difficoltà trascurabile, ma lo segnalo perché magari qualcuno potrebbe non trovarsi a proprio agio nel passarlo.

Dove inizia l’escursione

A Farnocchia. Si parcheggia nella piccola piazza del paese – se c’è posto; oppure oltre il bar, dove si trovano alcuni slarghi lungo la strada comodi all’attacco del sentiero. In alternativa, più spazio prima del paese.

La salita al monte Gabberi da Farnocchia

Dalla piazzetta di Farnocchia (640 mslm) proseguiamo verso il bar e, subito dopo, azzecchiamo sulla sinistra il sentiero che risale (senza protezioni!) la massicciata stradale, in direzione dell’innesto con il sentiero 114 che va alla Foce di Farnocchia. Lasciamo sulla destra che si stacchi il sentiero 113 e proseguiamo fino a un bivio a quota 740 mslm (Bivio del Pozzetto sulle app), dove prendiamo sulla destra il 114 che sale direttamente a Foce di Farnocchia (873 mlsm): qui un dedalo di cartelli prova a distrarci – noi si prende controintuitivamente in discesa e sulla destra, ma subito un tornante ci rimette sulla giusta direzione (alla Foce comunque l’indicazione per il Gabberi, sentiero 107A, è evidente).

Attenzione ad imboccare il percorso giusto perché gli altri sentieri che salgono al monte sono EE.

Ora inizia la parte più densa dell’escursione: camminiamo nel bosco, a tratti su un sentiero a metà versante, tra le fioriture di aglio ursino (dal profumo inconfondibile) e le tantissime orchidee; superiamo anche delle graziose le marginette che ci hanno accompagnato per un po’.

Il sentiero prende poi a salire più deciso, facendoci guadagnare quota tramite rampette un po’ scivolose, fino a una selletta (anche questa ben coperta dalle chiome) dove alcuni cartelli ci indirizzano sulla destra per il Monte Gabberi.

Per l’ultimo tratto – sono 10 minuti da qui – serve un po’ più di attenzione: risaliamo il fianco nord del dosso sommitale del Gabberi, muovendoci in una specie di canalino che richiede l’uso delle mani. Superiamo il Gradino Hillary – evocativo soprannome di questo tratto roccioso – e sbuchiamo in cima al Monte Gabberi (1079 mslm).

Il Monte Gabberi

A questo punto, conviene camminare direttamente fino alla croce di vetta, e sistemarsi per lo spettacolo.

Quando è stato il nostro turno di vedere il tramonto da qui, i colori scelti sono stati i rossi, i gialli e dei profondissimi viola. Il mare a rifletterli mentre le nubi si infuocavano, le Apuane dietro a spegnersi piano. Semplicemente incredibile.

La visuale da qui è molto bella, c’è da perdersi a osservare i dettagli. Oltre al Tirreno, all’infilata di luoghi di mare, alla costa che si frastaglia verso nord, si intravedono isole lontane – ci ha stupito però la “vicinanza” della Corsica – mentre dietro si snocciolano le Apuane meridionali e poi, su e su, le prime settentrionali. Ci sono alcuni dei monti che abbiamo salito, come il Monte Croce, la Pania della Croce, il Nona. Individuiamo l’Omo Morto (non la sua prospettiva migliore), il Matanna, il Corchia… poi la nostra abilità nel riconoscere le cime apuane un po’ si ferma, così voltiamo lo sguardo e ci godiamo il mare, e il disco solare che ci si tuffa.

Sotto la croce trovi una cassettina con il libro di vetta (purtroppo era pieno quando siamo saliti noi).

A questo punto, dopo la merenda e lo spettacolo, è ora di scendere:

  • per la via di salita (con tratti però un po’ ripidi)
  • oppure facendo l’anello che trovi descritto poco sotto.

Discesa ad anello per sentiero 107 e Il Callare

Si ritorna per il Gradino Hillary (fare attenzione) fino all’ultima selletta, dove si procede dritto sul sentiero 107. Non ho modo di descrivere il panorama, dato che avevo a disposizione solo l’ultimo bagliore crepuscolare, ma posso dirti che questo sentiero si cammina meglio di quello della salita. In breve, lo si segue fino a Il Callare (bivio a 940 mslm), dove si piega bruscamente sulla sinistra sul 114A.

Questo sentiero ci riporta nel mondo delle marginette, e poi al bivio di quota 740 mslm, dove prendiamo in discesa per tornare a Farnocchia.

Escursione ad anello al Monte Gabberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane meridionali
📍 Partenza Farnocchia (640 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Monte Gabberi (1079 mslm)
📐 Dislivello 440 m
📏 Lunghezza 5,55 km
⏱️ Tempo 2 ore e mezza
😅 Difficoltà Medio-Facile
💧 Acqua Solo a Farnocchia
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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