In questo articolo ti spieghiamo come si sale sulla Pania della Croce, imponente, amata e sfidante cima delle Alpi Apuane settentrionali. Non a caso è chiamata anche… la regina delle Apuane!
Quella che ti raccontiamo è la via più lunga – o meglio, quella con più dislivello 😅, una gitona che ti impegnerà una giornata.
Come l’abbiamo intrapresa meriterebbe un discorso a parte, sappi solo che siamo stati convinti da un local durante il pranzo che stavamo condividendo a partire insieme a lui alle 4 di pomeriggio con il miraggio di essere di nuovo “con i piedi sotto alla tavola” per le 20.30. Non serve dire che non è andata proprio così – vedi a cosa serve avere sempre una frontale nello zaino? – ma è stata un’escursione magnifica e intensa che ricorderemo per sempre (anche per la bizzarria del fatto)
⚠️ Lunghezza, qualche tratto un po’ scabro (la parte finale è un po’ esposta se soffri di vertigini), ma soprattutto dislivello: questa escursione è per escursionisti esperti con un certo allenamento. Tuttavia, se fatta con la dovuta calma, è una gita spettacolare, e tanto soddisfacente.
Dove inizia l’escursione
Questa escursione alla Pania delle Croce inizia da Pruno. C’è un ampio parcheggio alla base del paese, lascia l’auto qui (470 mslm circa).
Da Pruno a Foce di Mosceta
Saliamo a Pruno, facciamo scorta di acqua alla fonte nella piazzetta e scoviamo le indicazioni per il sentiero 122, che ci infilano sotto un arco che si apre tra le case. Non diamo ascolto alla tentazione di fermarci alla Locanda Il Poveromo – magari ci vediamo al ritorno, che ne dici? – e proseguiamo tra gli edifici fino a sbucare sopra al paese, su una strada asfaltata.
Azzecchiamo così un sentiero che ci permette di tagliare i lunghi tornanti della strada asfaltata e guadagnare quota velocemente, al favore dell’ombra del bosco. A quota 660 mslm incrociamo la strada asfaltata, prendiamo a destra e la seguiamo per un po’. A quota 730 mslm sulla sinistra si stacca un sentiero, che prendiamo. Nota bene: verifica con la traccia gpx questo tratto di itinerario, perché nella realtà può risultare un po’ confuso.
Il sentiero sul quale siamo ora sale con buona pendenza, sempre nella protezione del bosco, per farci schivare l’ex Rifugio Versilia (che non vediamo) e l’edificio del Monte alla Tana, piccolo crocevia di sentieri. Noi pieghiamo sulla sinistra, saliamo ancora qualche decina di metri di dislivello e raggiungiamo il Passo dell’Alpino (1180 mslm) e le sue curiose rocce inclinate e sfogliate, nonché prima apertura di questa escursione: al di là del passo ci sono le Voltoline e il Monte Corchia.
Dal Passo dell’Alpino proseguiamo in direzione Mosceta seguendo il sentiero 119, con piacevoli tratti in quasi piano (ma invasi dalla vegetazione esuberante) e un ultimo tratto sotto ombrosi faggi che quasi delineano un viale.
Siamo infine a Foce di Mosceta (1180 mslm), ampia insellatura erbosa e “punto di smistamento” di diverse escursioni: passa di qui la Traversata delle Apuane, si può salire in dieci minuti al Rifugio De Freo, e si può scendere verso i bei prati del Puntato o addirittura giù fino a Isola Santa, sul versante opposto delle Apuane.
Ma ora proseguiamo, che la via è ancora lunga!
Da Foce di Mosceta alla Pania della Croce
Da Mosceta la Pania della Croce è evidente e massiccia, e un sentiero le taglia a metà il versante meridionale… ma non è quello al quale puntiamo. Noi dobbiamo accedere al fianco occidentale, dal quale saliremo; lo facciamo seguendo le indicazioni per il sentiero 126 e poco dopo abbandonandolo (1360 mslm), in località Gorfigliette, in favore della traccia che sale in decisa pendenza verso est.
Da qui, non si molla un attimo. Una prima salita ci reimmette sul 126, che seguiremo fedelmente fin quasi alla cima. La salita che affrontiamo è articolata e varia, alternando tornantini su tornantini, brevissimi – non sia mai! – tratti in quota, passaggi leggermente più aerei contro paretine di roccia; puntiamo al Callare della Pania (1835 mslm), un’insellatura – un valico – piuttosto evidente sopra di noi, che interrompe il dente di sega della dorsale che collega Pania della Croce a Pizzo delle Saette. Qualche muflone ci accompagna dall’alto nel nostro incedere sbuffante.
Sul Callare, pieghiamo a destra, muovendoci abbastanza liberi – anche se ci sono bolli e qualche ometto – sulla dorsale in salita. È l’ultima fatica: quella che ci fa abbandonare il sentiero 126 e ci immette su un ultimo tratto di aerea (ma non troppo) cresta (sconsigliata se soffri di vertigini!), da fare con emozione perché lì in fondo, puntata ad est, vediamo infine la croce.
Sull’ampia vetta della Pania della Croce (1854 mslm) ci crogioliamo nel panorama immenso in tutte le direzioni, tanto che è difficile osservare ogni piega, ogni corruccio, ogni improvviso salto di quota.
Per noi però inizia a fare tardino, quindi ci giriamo e iniziamo la discesa.
Per la discesa dalla Pania della Croce
Si scende per la via della salita. Dato che iniziava a fare buio, una volta raggiunta la strada che sale da Pruno abbiamo pensato di seguirla, più morbida e sicura nel buio incipiente. Se vuoi infine lasciare andare le gambe in una camminata defaticante, puoi optare anche tu per questa strada, che allunga, sì, ma non troppo. Anche in questo caso, verifica con la traccia gpx cosa preferisci fare.
E poi di notte, tra maggio e giugno – un buon momento per salire in Pania – lungo la strada comoda ci sono pure le lucciole, per rimanere in stato di stupore.
Infine arrivati. Ci vediamo al Poveromo? (Ristorantino super, da non perdere assolutamente!)
Pania della Croce da Pruno: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Alpi Apuane meridionali |
| 📍 Partenza | Pruno (470 mslm circa) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Pania della Croce (1854 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1410 m |
| 📏 Lunghezza | 15 km |
| ⏱️ Tempo | 7 ore |
| 😅 Difficoltà | Difficile |
| 💧 Acqua | A Pruno, poi praticamente nulla |
| 🗺️ Cartografia | Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scarica la traccia Pania della Croce da Pruno |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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