Questo articolo ti porta sul Monte Sella passando per la famigerata Monorotaia Denham, regina delle vie di lizza delle Alpi Apuane! E se ci troverai del malcelato entusiasmo, è per un motivo semplicissimo: per me questa escursione è stata un sogno che si è avverato. Ok, lo ammetto: non per tutti il sogno ha la forma di un segmento di camminata massacrante, pendentissimo e sotto un caldo furente… ma cosa ci vuoi fare, ognuno ha i suoi vizi!

⚠️ Questa escursione non è per tutti. La monorotaia Denham è lunga, non dà tregua, richiede passo fermo e tigna – tanta tigna. Inoltre, una volta fatta la monorotaia, vuoi non salire sul Sella? Benissimo: sono altri 700 e passa di dislivello, e pure esposti a sud: roventi. Nota anche che non c’è acqua lungo il percorso, e ti serviranno scorte più che adeguate.

Dimenticavo: altri tratti dell’escursione contano come EE. Mancavano, che dici?

Dove inizia l’escursione

Dalla Valle di Renara, al termine della quale la carta indica un parcheggi; vi si accede da Resceto, inforcando un bivio sulla sinistra. In realtà la sterrata che si inoltra lungo il torrente Renara è tutto tranne che in buone condizioni, quindi probabilmente lascerai l’auto prima, dove c’è spazio lungo la carreggiata.

Altra questione: dato che il Torrente Renara, in estate, è apprezzatissimo per le sue pozze naturali e per l’acqua gelida – e possiamo confermare! – possono essere attive delle chiusure della strada di accesso, da verificare.

Da Renana all’attacco della monorotaia

Dalla strada per Renara (quota variabile, dipende da dove hai parcheggiato; questo è anche il sentiero 157) proseguiamo sulla carreggiabile tutta buche fino ad una ampia zona pianeggiante; è la vera zona di Renara (310 mlsm), attorno alla quale si sviluppavano cave e costruzioni ad esse legate. Nei pressi di una costruzione in muratura, su un masso, ci sono le indicazioni per il sentiero 157 e quelle per la monorotaia Denham. Noi seguiamo queste ultime, sulla sinistra, e su sentiero non segnalato – ma evidente.

Siamo già sul percorso di lizza, ma per ora le cose sono tranquille. Breve salita rapida, tratto di strada cementata e ambiente che si inselvatichisce gradualmente. Così come gradualmente il sentiero si restringe, inizia a percorrere un greto sassoso stretto alla montagna. Dobbiamo risalirlo, questo greto, cercando la via migliore, quasi arrampicando sui grossi massi bianchi. Infine ci siamo: sulla sinistra inizia la monorotaia vera e propria (543 mslm), in corrispondenza di un casotto di cemento, di una targa, e di quel binario (qui contorto) e degli stretti scalini che ci accompagneranno per un bel po’.

La monorotaia Danham

A questo punto, prima di iniziare la truce salita della monorotaia, vale la pena di spenderci due parole.

La monorotaia Denham – dal nome dell’inventore e realizzatore, l’ingegnere Charles Denham, proprietario delle cave di Piastreta – è stata all’incirca l’unico tentativo riuscito di meccanizzare il trasporto a valle dei blocchi di marmo; trasporto che è avvenuto storicamente per le vie di lizza, impressionanti tracciati dalle pendenze impossibili, in ambienti severi quando non addirittura ostili, lungo i quali i lizzatori calavano in modo controllato, su peculiari slitte di legno, tramite corde e cavi d’acciaio, blocchi da 12-15 tonnellate. Lavoro rischiosissimo e affascinante, la lizzatura rappresentava rappresentava una delle fasi più particolari del lavoro del marmo; oggi è stata sostituita in toto dai mezzi meccanizzati, che percorrono quelle lunghe strade di cava responsabili di parte del degrado del territorio – e fastidiose da percorrere.

La monorotaia Denham era appunto un unico binario, che sfruttava un carrello e un motore per controllare la discesa dei blocchi. Il luogo impervio nel quale passava – il Fosso del Chiasso – lo stai per vedere, quindi non te lo spoilero.

Tutto quello che riguarda la lizzatura del marmo nelle valli del territorio massese lo si trova nel bellissimo volume storico Le strade dimenticate. Vie di lizza e discesa del marmo nelle alte valli massesi, di Bradley e Medda.

Salire la monorotaia Denham

Tanta pazienza e tanta insistenza. Il tratto della monorotaia che supera il Fosso del Chiasso ti fa superare circa 500 metri di dislivello in un unico salto che non lascia spazio per il respiro.

Il primo tratto è stato fortemente danneggiato dalle intemperie, e serve qualche accortezza in più per superare alcuni grossi squarci che hanno rotto la massicciata, fatto scomparire i gradini e piegato il binario. Superato questi primi passaggi, la salita si fa uniforme e monotona: circa 2500 gradini rendono tutto sommato semplice la salita, fermo restando che:

  • non ci si deve sbilanciare – il tracciato è largo a sufficienza, ma comunque non agevolissimo,
  • si deve stare attenti all’occasionale arbusto o radice o erba invadente,
  • attenzione anche al caldo, che se è il momento sbagliato della giornata sa essere spietato (anche se il Fosso tende a rimanere in ombra almeno fino a metà mattina, e dopo la metà pomeriggio in estate),
  • infine, non smuovere sassi, che potrebbero piombare come proiettili contro chi si trova più in basso sulla linea della monorotaia.

I gradini permettevano ai cavatori di salire “agevolmente” in quota; lungo il percorso, nella roccia alla tua destra, osserva dei grossi fori tondi, quadrangolari o esagonali: erano gli alloggiamenti dei piri, tronchi di legno attorno i quali si attorcigliavano le corde o i cavi che venivano usati per frenare la velocità dei blocchi in discesa.

La lunga scalinata della monorotaia ci deposita a 1030 mslm di quota, in una bellissima e aperta conca – ambita, dopo le ristrettezze del Fosso – in presenza di un bivio, ma anche del Monte Sella che ci guarda dall’alto. Qui proseguiamo sulla via di lizza a destra, ancora con il binario tra i piedi, sempre pendenti e sempre inerbiti. Saliamo veloci, superiamo la panoramica casa dei macchinari – un edificio che sarebbe bello recuperare in ottica di archeologia industriale – e arriviamo dove la monorotaia si esaurisce, lasciandoci a raccapezzarci su una traccia un po’ libera, un po’ no, che risale con un po’ di fastidio l’ultimo tratto di ripido versante che precede Cava Ronchieri.

⚠️Occhio a questo tratto, che è un po’ ravanage, un po’ scombinato. Segui bolli e omini, e se il fondo è umido (posto che non dovresti essere qui) evita le lastre più inclinate.

Sbuchiamo infine sulla strada di accesso della cava, in piano. Cava Ronchieri si trova sulla sinistra a duecento metri, a 1500 metri di quota. Si tratta di una cava in parte scavata all’interno della montagna, impressionante quanto claustrofobica.

Dalla Cava Ronchieri del Monte Sella al Monte Sella

Ci sono due modi per affrontare il Monte Sella da Cava Ronchieri:

  • la via normale prevede di prendere sulla destra la strada bianca, quasi in piano inizialmente, in direzione Sella di Macina; qui una galleria permette di passare sul versante opposto della dorsale tra Sella e Macina; subito al di là si inforca il sentiero che sale sulla sinistra (e ci leggiamo alla fine di questo elenco puntato) – attenzione però: si vocifera che in corrispondenza della galleria ci sia un cancello che “può” essere chiuso.
  • la via ravanage prevede di superare il tratto esterno della cava (più o meno in corrispondenza a dove siamo sbucati dopo l’ultimo tratto ripido di versante) e salire in libera verso l’alto; serve la capacità di scegliere la via giusta, tra lastre inclinate, piccole cenge erbose, passaggetti su roccia – non è difficile né esposto, ma appunto serve un po’ di abilità; a guidarci, solo qualche ometto e rarissimi bolli.

In ogni caso, percorriamo tutta (nel caso della via normale) o una piccola parte (nel caso del ravanage) della dorsale del Sella: un sentiero stretto, di cresta, a tratti esposto e con un paio di punti attrezzati – uno dei quali in particolare richiede assenza di vertigine. Un’ultima rampa per risalire l’ampio dosso sommitale, un ultimo tratto di cresta rocciosa e siamo sulla vetta del monte Sella (1738 mslm).

Da qui il panorama ha dell’indescrivibile. Si spinge in ogni direzione lontano, è denso di cime, vertiginoso, aereo. La cima comunque è sufficientemente ampia da permetterci di tirare il fiato e fare merenda – meritatissima dato il dislivello macinato.

Il Monte Sella ha una cima nord e una cima sud, pressoché equivalenti in altezza (c’è giusto un metro di scarto). La cima nord è quella con la visuale più ampia!

Discesa ad anello per la Focola del Vento

Scegliamo di scendere facendo un anello. Dalla cima nord del Monte Sella torniamo indietro di alcune decine di metri e individuiamo, in discesa sulla destra, il sentiero 160. Sentiero che si lancia nel vuoto arzigolandosi, facendo curve e tornantini, in genere mantenendo una pendenza di quelle che richiedono i bastoncini da trekking.

Mentre scendi, scopri i tanti fori per i piri, alcuni dei quali ancora riempiti dai piri stessi.

La lunga discesa conduce alla Focola del Vento (1358 mslm), un intaglio ai piedi del Sella dove sorgono i ruderi di una cabina elettrica di servizio alla cava.

Dalla Focola del Vento, l’avventura continua. Lasciamo il sentiero 160 e prendiamo invece l’abbastanza evidente Lizza Bagnoli. Anche questa, essendo una lizza, sceglie di fiondarsi giù per la massima pendenza di una vallecola. In questo momento molto probabilmente si è anche perfettamente esposti al sole, e dopo il dislivello e la fatica, si sarà decisamente cotti. Comunque un po’ di pazienza: sono 300 metri più o meno di discesa ancora per tornare ad agganciare l’uscita della monorotaia dal Fosso del Chiasso.

Da qui, la strada la conosci. Scendi la monorotaia Denham (occhio a non incespicare e a non smuovere sassi sciolti), disarrampica il greto in secca, scendi a Renana e scova infine uno dei tanti accessi al gelido torrente per mettere i piedi in fresca.

Monte Sella via monorotaia, giro ad anello: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Nel cuore delle Apuane settentrionali
📍 Partenza Renara (347 mslm il parcheggio)
🏅 Punti d’arrivo Monte Sella (1738 mslm)
📐 Dislivello 1540 m
📏 Lunghezza 7,9 km
⏱️ Tempo 8 ore
😅 Difficoltà Media con un paio di punti di attenzione
💧 Acqua Poco prima della Colombetta lungo la strada / presso l’ultimo casale prima del sentiero / un paio di punti lungo la discesa ad anello
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scarica la traccia dell’anello del Monte Sella per la monorotaia

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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