Arriva l’autunno e il foliage inizia a tingere i boschi di colori caleidoscopici. Tuttavia, questa stagione porta con sé un’altra bellezza: l’esplosione di ricci e castagne nel sottobosco!

Raccogliere le castagne è un gusto, questo è innegabile. C’è il senso di abbondanza che la natura regala; c’è la golosità perché già pensiamo alle caldarroste sulla graticola; e c’è infine il fatto che raccogliere le castagne con i bambini è un gioco, un divertimento e l’occasione di una giornata all’aperto.

Prima di partire con cestello e guanti, però, ci si deve assolutamente fare la domanda: si possono raccogliere le castagne nel bosco? Qui ti diamo una risposta.

La castagna a terra non è di nessuno: smontiamo il falso mito

Non sono le castagne a terra a decidere, perché tutto dipende da chi è il proprietario del bosco.

Il frutto è del proprietario del fondo.

La recinzione e il cartello di proprietà privata, o di divieto esplicito di raccolta, non serve: è chi raccoglitore a doversi informare se il bosco sia di proprietà o uso diverso dai boschi comunali.

Raccogliere le castagne in un bosco privato

Raccogliere le castagne in un bosco privato, anche se queste sembrano abbandonate lì, è furto e si va nel penale. Così parla la legge, secondo la quale non è obbligatorio per il proprietario del bosco affiggere cartelli: è il raccoglitore a doversi informare sulla proprietà del bosco.

C’è da dire che saremmo tentati di fare una distinzione che ci sembra logica: quella tra bosco mantenuto ai fini della raccolta di castagne, o bosco abbandonato. Stando alle normative però, non è così, e un castagneto privato rimane un castagneto privato.

L’unica vera eccezione e che con il permesso del proprietario del bosco si possono raccogliere le castagne.

Come si riconosce un castagneto privato (anche senza cartelli)

Le normative in genere descrivono i castagneti da frutto: sono quelli destinati (coltivati) per la raccolta del frutto, il cui sottobosco è tenuto regolarmente sgombro da cespugli invadenti. Questi sono i segnali della lavorazione e manutenzione:

    • sottobosco pulito, con erba e felci tagliate, e assenza di rovi;
    • i ricci vecchi sono ammucchiati o addirittura bruciati, idem i cumuli di foglie;
    • le piante sono potate, distanziate e con chiome larghe;
    • ci sono innesti visibili sul tronco (tipici dei marroni);
    • alle volte, prima della raccolta, compaiono reti stese a terra;
    • ci sono sentieri di servizio;
    • nei pressi sono presenti metati o seccatoi (alle volte anche solo come ruderi).

Per contrasto, il bosco “selvatico” è un ceduo fitto, con polloni e rovi, e tracce dei ricci degli anni precedenti. Le castagne a terra sono in genere piccole… e poco appetibili.

Perché non ci sono recinzioni o reti attorno alla proprietà? Perché questo tipo di manufatto risulterebbe un ostacolo alla biodiversità, in quanto limiterebbero gli spostamenti dei selvatici. Anche mettere cartelli su ettari di bosco sarebbe altrettanto impensabile.

La spigolatura

Secondo gli usi popolari di tantissime valli sarebbe possibile raccogliere le castagne rimaste al suolo dopo il 1° novembre. “Dopo i santi le castagne sono dei fanti” è uno dei tanti detti che raccontano questa bellissima tradizione della “spigolatura”.

Si tratta però di un uso abbastanza diffuso, ma non di una legge. Vale la pena ribadirlo: il castagneto privato rimane privato.

Raccogliere le castagne in un  bosco pubblico

Un bosco pubblico è un bosco gestito dal Comune o da un’Unione dei Comuni. L’accesso e la raccolta seguono i regolamenti comunali, e spesso prevede degli usi civici, cioè dei diritti storici ai residenti (legna, pascolo, raccolta), che possono riservare certe attività solo a loro. Altre aree possono essere date in concessione, e quindi non essere più libere.

In diversi boschi la raccolta delle castagne è però possibile anche ai non residenti, ferme restando quantità, condizioni e modalità previste a livello locale. Insomma, serve informarsi prima di raccogliere le castagne. Alcuni boschi sono gestiti proprio in modo da permettere alle persone di raccogliere le castagne.

Una cosa ancora va detta:

Le norme per la raccolta delle castagne nei boschi comunali (e in quelli demaniali) NON SONO LE STESSE DELLA RACCOLTA FUNGHI!

Raccogliere le castagne nei boschi demaniali, nei parchi nazionali e regionali e nelle riserve

Il bosco demaniale è un bosco di proprietà pubblica che appartiene allo Stato o alla Regione: è il cosiddetto demanio forestale, che oggi è in gran parte passato alle Regioni.

Anche in questo caso, la situazione si fa complessa se siamo su terreni interessati da Parchi Nazionali e Regionali, e altri tipi di riserve. Ognuno ha le proprie norme per la regolamentazione di un eventuale sfruttamento del bosco.

Come raccogliere le castagne nel modo corretto e senza farsi male

Questi sono regole e consigli:

  • si raccolgono soltanto i frutti già caduti: non si usano bastoni contro i rami per farle cadere!
  • non si usano rastrelli, perché si danneggia il sottobosco.
  • un consiglio pratico: indossa guanti e scarponcini; i ricci mezzi chiusi possono essere aperti facendo una leggera pressione con la punta dello scarpone.

Se vai a raccogliere le castagne con i bambini, approfittane per raccontar loro come funziona la raccolta e il lavoro di chi mantiene il castagneto: il castanicoltore.

Quando si raccolgono

Indicativamente le castagne si raccolgono da fine settembre a inizio novembre, a seconda della quota del castagneto e della varietà dei frutti.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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