Ci ricorderemo di questa escursione al Salto de Apoquindo prima di tutto per una cosa: è stata la nostra prima gita sulle Ande cilene! Un mondo da scoprire, a partire dal come arrivare al punto di partenza ai parchi a pagamento, dalla flora aliena alla sensazione di trovarsi a due passi da una metropoli che ospita milioni di abitanti… ma in piena natura!

Questi stimoli ci hanno permesso anche di minimizzare una densa nebbia… troppe emozioni!

Silvia tra la camomilla

Il Parque Natural Aguas de Ramòn

Si tratta di uno dei molti parchi che proteggono la natura circostante Santiago del Cile. I parchi possono essere statali o privati, e in genere si paga l’ingresso. Una serie di siti web e profili Instagram (un po’ confusa in realtà, ed esclusivamente in spagnolo) permette di rimanere aggiornati sulle condizioni e le aperture dei parchi, e dei singoli sentieri.

In cambio del pagamento – spesso minimo – ci sono sentieri ben tracciati e tabellati, bagni alla partenza, all’arrivo e spesso nei punti intermedi, pannelli didattici e, come qui, addirittura delle colonnine alimentate a energia solare per ricaricare i telefoni.

Per arrivare al Parque Natural Aguas de Ramòn si possono prendere i mezzi pubblici (una combinazione di metro e bus), oppure un Uber.

All’ingresso si pagano 3000 pesos cileni a testa, e si è dentro.

In questo parco sono tracciati 3 sentieri piuttosto facili (uno porta sul luogo di ritrovamenti paleontologici, uno segue per un breve tratto il percorso del torrente) e quello che abbiamo scelto noi: l’escursione al Salto de Apoquindo.

Ande cilene

Dall’ingresso del parco al bosque de Peumos

Pagato l’ingresso e consultata la mappa, la guida ci impone gli orari: dovremmo iniziare il ritorno dalla cascata entro le 13:30, in quanto il parco chiude nel tardo pomeriggio (le 18 nel periodo in cui ci siamo stati noi).

Dietro alla casetta dei bagni ci sono quattro colonne di mattoni e un cartello di benvenuto: il sentiero in salita parte qui.

Una nota. la nostra salita si è svolta per 4/5 dentro una fitta nebbia, il che significa che non possiamo descrivere ogni singolo passaggio. Tanto più che eravamo presi dai versi degli uccelli e dalle tantissime fioriture, dai cactus circondati di simil-crochi e… dallo schivare i tanti trail runner!

cactus

Una prima salita che sembra di prateria, un lungo tratto a mezza costa. Il sentiero è sempre bello, largo il giusto. Raggiungiamo un largo passo e poi un bivio, ma i cartelli – per ora indicano la prossima tappa, Los Peumos – sono chiarissimi, tanto da indicare anche l’esposizione del prossimo tratto, e se il telefono prende!

Qualche modesto saliscendi e siamo ad una prima cascatella: siamo in pieno bosco, e qui un altro bivio ci sarà utile al ritorno. Proseguiamo, superiamo un ponticello e in breve siamo a Los Peumos (1100 mslm), dove c’è anche un bagno ecologico.

sentiero Salto de Apoquindo

Da Peumos al Salto de Apoquindo

E inizia in salita. Da qui l’escursione si fa un susseguirsi di sali e scendi, necessari per scavallare la serie di dossi e di profonde valli che vedremo in faccia soltanto alla discesa, quando la nebbia si solleverà finalmente. Intanto camminiamo, percorriamo a mezza costa i versanti che alternano bassi arbusti, altissimi cactus dalle lunghe spine (e fiori che quasi vogliono aprirsi) fiori che sembrano papaveri di un arancione irreale.

Scendiamo ancora, e siamo al punto più “interessante” dell’escursione: IL GUADO.

Ok le condizioni stagionali, il fatto che la settimana prima aveva piovuto molto… ma tutti (guardiaparco, escursionisti che l’hanno già fatta e relazioni) ti mettono in guardia: ATTENZIONE AL GUARDO, TOGLITI LE SCARPE, eccetera. Poi arriviamo noi, studiamo i sassi che frenano l’impeto del torrente, calcoliamo la traiettoria, superiamo il “tappo” dei cileni senza scarpe e… in 20 secondi di bastoncini e scarponi siamo di là!

Risaliamo, e dopo un po’ di zig zag siamo come su un altopiano. Il sentiero è pianeggiante e bordato da un cordolo di pietre, i cactus ci guardano.

Silvia tra le Ande Cilene

Quasi esce il sole quando percorriamo un’altra valle: cactus, agavi, fiori, e in fondo Ande morbide ed erbose. Sembra di essere in un canyon nel quale si svolgerà la resa dei conti di un western messicano (immagine strana, ma è così).

Risaliamo anche questa valle, il salto è lì di fronte, superiamo la terza casetta-bagni del giorno, tre minuti e ci siamo!

Il Salto de Apoquindo

Alla fine, siamo sotto ai 30 metri della cascata (1646 mslm). L’acqua si vaporizza sulle nostre giacche, l’alta scogliera porta con sé un abbassamento della temperatura, i ragazzi fanno il turno per scattarsi foto e altri escursionisti sono accampati sulle rocce del torrente per mangiare qualcosa.

La cascata nasce dal cuore della Sierra di Ramòn: sopra di noi, corre un sentiero che dovrebbe portare al Cerro Ramon. Ma è già tardi, e nonostante gente in diversi stati di stanchezza stia ancora arrivando, scendiamo.

Silvia e Davide al Salto de Apoquindo

Il ritorno e il giro ad anello per il sentiero

Con il sole, il ritorno è un piacere. Sembra di fare un’altra gita, perché il panorama ci è finalmente svelato. Un paio di miradores sono usufruibili e si aprono sulle valli parallele e sulla quebrada San Ramòn – la gola lungo la quale abbiamo camminato.

Arrivati a Los Peumos, prendiamo sulla destra il sentiero del versante nord. Altra scoperta: dopo un instabile ma sicuro ponte di legno e rete, ci troviamo a percorrere un bellissimo sentiero, alto sulla valle (Santiago è lì, sullo sfondo), che ci offre il suono di mille uccelli, un altro mirador, una fioritura infinita di camomilla (che scopriremo salendo al Cerro Colchanì essere uno standard di questa stagione) e l’arrivo tra profumati eucalipti.

Deviazione insomma consigliatissima!

Silvia e Davide nel trekking a Santiago

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Escursione al Salto de Apoquindo: dati tecnici in breve

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⛰️ Dove siamo Nel Parco Naturale Aguas de Ramòn, a sud est della città di Santiago del Cile (Regione Metropolitana)
📍 Partenza da Parque Natural Aguas de Ramòn (835 mslm)
🏅 Arrivo Cascata Salto de Apoquindo (1646 mslm)
📐 Dislivello 910 metri complessivi
📏 Lunghezza 17,7 km
⏱️ Tempo 6 ore e 30
😅 Difficoltà Media: è un’escursione molto sviluppata in lunghezza, e con un certo dislivello. Ma non ci sono difficoltà tecniche, e lungo il sentiero abbiamo visto ogni tipo di escursionista improvvisato!
💧 Acqua All’ingresso del parco; poi soltanto due ruscelli, e… la cascata stessa (ovviamente da potabilizzare)
🗺️ Cartografia /
🛰️ Traccia GPS