Ci sono certi itinerari che stimolano la fantasia escursionistica di Davide come, in questo caso, il Sentiero Tematico delle Chiesette Pedemontane. Il problema è che sono 110 km, e trovare il tempo per farlo non è facile. E allora, per fare fare un assaggio di questo percorso, ci prendiamo una giornata e saliamo a vederne due, di queste chiesette: un’escursione alle Chiesette di San Mauro in Monte in Valscura e di San Felice.
Da Campel a San Mauro
Lasciamo l’auto a Campel (657 mslm), dove c’è un ampio parcheggio. Iniziamo subito in salita, seguendo l’asfaltata via Nole verso nord, direzione monti. Un paio di curve e passiamo nei pressi di un’azienda agricola, con asini che corrono per i prati: è l’ultimo edificio abitato che incontreremo.

A breve la strada si fa sterrata, guadagna quota e prende a seguire il versante di destra della buia Valscura. Salendo, lanciamo lo sguardo verso l’altro versante: seminascosta dagli alberi, si intravede un edificio – la Chiesetta di San Felice che, ci diciamo, potremmo raggiungere in un secondo momento. Per ora però proseguiamo fino a raggiungere un bivio (879 mslm): imbocchiamo il sentiero che si stacca sulla sinistra, via d’accesso per San Mauro. Abbiamo davanti una salita, a tratti un po’ pendente, di circa un chilometro e mezzo per 300 metri di dislivello.
Salendo, superiamo alcuni gradoni di roccia – uno in particolare richiede un attimo di attenzione, ma non è davvero problematico; poi un ultimo traverso, una curva, e si apre l’improvvisa apertura nella quale sorge la Chiesetta di San Mauro in Monte in Valscura (1175 mslm).

La Chiesetta di San Mauro in Monte in Valscura
Un prato di versante, un tavolone che invita a fare pausa. Un bel panorama sulla Valscura – che da qui sembra verticale – e poi sulla Valbelluna; verso nord, un’idea di quella parte di Vette Feltrine che afferiscono al Monte Pizzocco. E poi la chiesetta, un gioiellino. L’interno è semplice, dipinto di bianco, con pochi banchi, un altare anch’esso bianco. Una seconda porta permette di entrare in una specie di stanza-riparo, con stufa, caminetto e tavola.
Prendo il libricino che racconta questo luogo, ed esco con gli amici.

Una poesia popolare mi spiega: se vogliamo pregare San Mauro, fin quassù ci tocca venire, e solo a piedi lo si può fare; e serve sudare un’oretta – durante la quale puoi pensare – per poter chiedere la grazia al santo.
Lo stesso libretto racconta di una confusione: ad un certo punto, non si capì più “a che santo votar” la chiesetta – se a San Mauro eremita sui Lessini, o a San Mauro discepolo di Benedetto. Ma tanto, dice il libro, poco importa: la chiesetta non necessita di una precisa dedicazione, basta che ci sia.
Ci sono tante altre storie su questa chiesetta. Ad esempio, questa: quando i capofamiglia di Campel e Cergnai decisero di edificare la chiesetta, scelsero un altro luogo – più basso. Ma il Santo voleva la chiesa in luogo più impervio per cui, nella notte, degli uccelli – per sua volontà – trasportavano i materiali da costruzione più in alto.
E poi questa: San Mauro si invoca per guarire il mal di denti, e lo si festeggia ancora con una processione, che sale da Cergnai.
A questo punto, rinfrancati (anche da un paninetto), si potrebbe scendere per la via della salita, ma dato che la giornata è ancora lunga, pensiamo di fare una deviazione per San Felice. Ti consiglio di proseguire oltre!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Da San Mauro alla Chiesetta di San Felice
Torniamo giù per il sentiero di San Mauro fino al bivio, e prendiamo ora a sinistra. In breve raggiungiamo Casera Noie (851 mslm), un complesso di casere in rovina, immerse nel bosco di faggi. L’accesso alla casera si trasforma di nuovo in sentiero, scende all’alveo del Torrente Veses – che qui è effimero, tanto che in stagione estiva lo puoi trovare in secca – e sull’altra riva ci propone un bivio:
- sulla destra, si scende lungo il Sentiero Tematico delle Chiesette,
- sulla sinistra si sale verso San Felice.
Noi prendiamo sulla sinistra, sempre su un sentiero che arzigogola tra la bassa vegetazione del sottobosco; raggiungiamo il bivio a quota 920 mslm e prendiamo a destra, sul sentiero 852. Una breve salita ci immette su un bellissimo percorso di versante, praticamente in quota e bello largo, che in poco più di venti minuti ci porta alla Chiesetta di San Felice (903 mslm).
PS Dall’imbocco di quest’ultima deviazione, voltandoci verso San Mauro, possiamo notare la ripida bancata obliqua al culmine della quale si trova la chiesetta che abbiamo già visitato, e che da qui sembra inespugnabile.
La Chiesetta di San Felice
Un balcone protetto dagli alberi: la Chiesetta di San Felice, in rosa e bianco, è un posticino quieto, silenzioso. E l’assenza di panorama aiuta ad aumentare questo senso di protezione. Che poi, ho detto “assenza di panorama”, ma in realtà mi riferivo a quello verso valle. Verso nord invece, la sagoma del Monte Tre Pietre è imponente, e rende ancora più minuscolo questo luogo. E ad essere minuscolo è anche San Mauro, dal quale proveniamo: un puntolino bianco su un dosso, la mano dell’uomo in un mare di alberi, sotto un tetto di roccia.
Curioso, poi, il crocefisso di legno sopra l’ingresso: con gli attrezzi dell’artigiano che danno un ulteriore senso al segno di fede.
A questo punto, è ora di scendere. Torniamo verso il bivio alla base del sentiero di San Mauro, e scendiamo a valle per la via della salita.
Già che ci siamo, la “via normale” e più breve alla Chiesetta di San Felice parte da Roncoi; si lascia l’auto qui, si superano le prime case, e in breve (dist, dislivello) di strada bianca si raggiunge la chiesetta.
Il Sentiero Tematico delle Chiesette Pedemontane
Si tratta di un itinerario di 110 km che si snoda alla base delle Vette Feltrine e tocca 13 chiesette rurali dedicate ai santi “guerrieri” e “guaritori”: luoghi di culto che venivano raggiunti in pellegrinaggio dalle popolazioni locali per invocare protezione e guarigione. Dentro le chiesette – non sempre aperte, ma “curiosabili” dalle grate che proteggono le finestre – si trovano altari, arredi lignei, tracce di affreschi spesso antichi.
Il sentiero tematico, che parte da Croce d’Aune e arriva a Ponte nelle Alpi, è praticamente un’alta via di mezzo versante, fattibile in 13 tappe. Tuttavia, la cosa bella è che le chiesette possono essere raggiunte tramite escursioni molto brevi (come nel caso di San Felice) o di mezza giornata, che permettono di scoprire angoli meno frequentati di questo tratto della Valbelluna.

Escursione alla Chiesetta di San Mauro in Monte in Valscura: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Sul versante meridionale delle Vette Feltrine (BL) |
| 📍 Partenza | Campel (657 mslm) |
| 🏅 Arrivo | San Mauro (1175 mslm) |
| 📐 Dislivello | 520 m fino a San Mauro, 680 tutta la gita |
| 📏 Lunghezza | 3,15 km fino a San Mauro, 9,3 km per fare sia San Mauro che San Felice |
| ⏱️ Tempo | 4 ore e mezza tutta la gita |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Carta 1:25.000 Tabacco n. 23 – Alpi Feltrine, Le Vètte, Cimònega |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì – Salita a San Mauro e deviazione per San Felice (solo andata) |



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