Finalmente, alla base della croce di vetta di Punta Selassa, troviamo la cassetta metallica del libro di vetta. Nel quaderno che ci trovo scrivo: questa sarà la nostra gita “sopra casa” per i prossimi due mesi, e non poteva andarci meglio. Ed è davvero così: seguici in questa ciaspolata ad anello sopra Ostana per raggiungere Punta del Razil, Punta Ostanetta e Punta Selassa.
⚠️ Questa ciaspolata si svolge in un ambiente naturale in quota: è quindi richiesta esperienza, verifica delle condizioni meteo, capacità di muoversi in ambiente innevato e dotazione di ATRVA, pala e sonda.
Da Meire Durandini al Colle Bernardò
Salendo da Ostana, la strada asfaltata termina a Meire Durandini (1622 mslm) dove c’è un bel parcheggio dove lasciare l’auto. A due passi c’è una rivendita di formaggi (che purtroppo abbiamo trovato chiuso, accidenti!) e alle nostre spalle e dopo breve salita c’è anche l’agriturismo A Nostro Mizoun, sempre aperto.
Giusto per mettere le cose in chiaro da subito: A Nostro Mizoun ci abbiamo pranzato qualche giorno prima, dopo aver rinunciato alla salita a Punta Ostanetta per un vento talmente forte che Silvia l’ha definito “delle lame in faccia”. Ci abbiamo trovato un ottimo menu fisso con un diverse portate tipiche piemontesi, e abbiamo mangiato benissimo (ma puoi anche scegliere solo un piatto se non vuoi affrontare tutto il menù).
Ma ora concentriamo ci sulla gita. Il primo tratto lo facciamo con gli utilissimi ramponcini – in inverno li abbiamo sempre nello zaino. Seguiamo “la via principale”, cioè la forestale che troverai maggiormente segnata dalle tracce di altri ciaspolatori, ramponcinisti ed escursionisti, facendo un primo tornante e poi un secondo, e prendendo quindi a risalire piano il versante.
👉 È inutile che te lo ripeta a ogni paragrafo, ma il vero protagonista di questa ciaspolata è il Monviso, imponente alle tue spalle, salendo, e poi di fronte a te per tutta la discesa. Noi abbiamo riempito i telefoni di foto e video, perché una vista come questa ci ha lasciati senza parole più e più volte.
A venti minuti dalla partenza, un altro stretto tornante, dove seguiamo per Punta Ostanetta. Altra forestale, e in breve siamo nei pressi di alcune grosse rocce isolate e di un altro cartello “Ostanetta”, che punta verso l’alto (1823 mslm). Raggiungiamo così una forestale che passa più alta; ma il protagonista è l’ennesimo cartello “Ostanetta” (1855 mslm, ricorda questo punto per dopo), ovviamente da seguire.
Inizia ora la parte faticosa della ciaspolata: un versante, poi una momentanea piana e poi una dorsale piuttosto ripida che risalgono fino a quota 2200 mslm. Qui serve un po’ di lettura dell’ambiente, per individuare i passaggi migliori – quelli meno erti e quelli meno sciolti, dato che il versante è esposto a sud; in genere, le tracce di chi ti ha preceduto possono essere di grande aiuto.
⚠️Attenzione invece a NON seguire tracce gpx estive, perché ti buttano verso un versante molto ripido e sconsigliato.
Raggiunti i 2200 metri di quota la pendenza si riduce, e un super piacevole rettilineo conduce al Colle Bernardò (2252 mslm); mentre cammini, la vista è piena di morbide distese di neve che in parte nascondono la scabrosità delle cime più distanti.

Dal Colle Bernardò a Punta del Razil
Non serve arrivare proprio al Colle Bernardò, perché la nostra prima meta si trova sulla sinistra; seguiamo le consuete tracce lasciate da chi ci ha preceduto e saliamo i poco più di 120 metri di dislivello – ora sì morbidissimi – fino all’ultima mini rampa costituita dalla Punta vera e propria.
Punta del Razil (2385 mslm) è un cocuzzolo conico di modeste dimensioni, ma capace di aprirti una visuale eccezionale (non che finora sia stata modesta). Dalla neve spunta una croce di ferro e il cartello di legno con il nome Pounto del Razil – ci stupiscono sempre le concordanze occitane!
Siamo anche sul punto più alto dell’intera ciaspolata.
Té e caffè dai thermos, uno snack. Di fronte, il Monviso è maestoso come dev’essere un re, c’è un mondo verso ovest fatto di valli innevate, dossi morbidi e improvvisi muri di roccia, e le cime digradano verso la pianura stingendosi nei marroni invernali. Ci ricorda un po’ l’Abruzzo – era giusto un anno fa – con i bastioni innevati sui quali camminavamo a ergersi nel “giù” uniforme.
Da Punta del Razil si può raggiungere Punta Ostanetta, ma conviene leggere bene il prossimo paragrafo.

Raggiungere Punta Ostanetta
È davvero una piccola distanza, e meno ancora dislivello (si scende di trenta metri e si risale di meno), ma c’è un problema: a metà di questo tratto molto probabilmente troverai una stretta cornice di neve che insiste su una affilata crestina e va aggirata, e poi una discesa piuttosto verticale alla sella che si trova più in basso e che conduce alla Ostanetta (2375 mslm).
⚠️Come percorrere questo punto critico dipende dalle condizioni, ma probabilmente dovrai toglierti le ciaspole e inforcare qualcosa di più adatto come ramponi e picca. Se non hai esperienza ed attrezzatura, consiglio di lasciare stare: la gita è altrettanto bella e remunerativa fino a qui e, se hai ancora gambe (e tempo), puoi proseguire per il giro ad anello (tieni conto che si allunga di 1 ora rispetto alla sola discesa)!

Anello per Punta Selassa
Dalla Punta Razil torniamo quindi al Colle Bernardò e prendiamo a sinistra, in salita. Sebbene l’app mostri una bella via che non imporrebbe la salita di questo piccolo rilievo, conviene invece salirlo e attraversarne la sommità per poi discendere (un po’ ripidamente) dal lato opposto. In questo modo si evitano dei massi erratici che potrebbero dare problemi.
La lunga discesa ci porta a un colle (Colle Selassa, 2012 mslm), da dove in breve saliamo a Punta Selassa (2037 mslm). Qui altra bellissima e completa visuale, più ancora focalizzata sul rapporto montagna-pianura. E c’è il libro di vetta, e un minuscolo campanellino, fissato sotto il braccio della croce e con il batacchio che è un chiodo, che da suonare è un piacere.

Ora, per l’ultima lunga discesa. Torniamo sulle nostre ciaspole quasi fino al Colle Selassa, e prendiamo a sinistra; qui dobbiamo scendere un po’ liberamente il bel pendio regolare e pendente fino al una sottostante forestale, evitando i punti più erti e pure schivando un canalone. Il pendio è pure super esposto a sud e risulta, per l’ora alla quale starai scendendo, piuttosto “impappettato”… insomma, non il massimo!
Se le condizioni lo permettono, segui la nostra traccia, che è una buona via di discesa!
Raggiunta la forestale, la seguiamo per un bel pezzo – qualche saliscendi, ma poca cosa – fino a ritrovare l’attacco per Punta Ostanetta (quello di quota 1855). Da qui, la discesa la conosci.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Anello sulle ciaspole a Ostana – Razil, Ostanetta e Selassa: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Valle Po, versante nord |
| 📍 Partenza | Meire Durandini (1622 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Punta del Razil (2385 mslm), Punta Ostanetta (2375 mslm), Punta Selassa (2037 mslm) |
| 📐 Dislivello | 760 m |
| 📏 Lunghezza | 11 km |
| ⏱️ Tempo | 5 ore e 30 |
| 😅 Difficoltà | Media* (ma è fondamentale che tu legga la relazione!!) |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Fraternali n. 10 – Valle Po, Monviso |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |







Bello! Però ho cercato di scaricare la traccia ma il link porta ad una traccia sulle dolomiti.
Ciao Fiorenzo! Grazie per la segnalazione!
Abbiamo corretto l’errore, ora la trovi giusta.
Buona gita!