Qui ti spieghiamo come raggiungere l’iconico arco del Monte Forato sulle Alpi Apuane. È uno dei simboli di queste montagne, ma soprattutto è una meraviglia naturale, una di quelle “strutture” che, quando ci sei sotto, non puoi non chiederti come faccia a rimanersene lì, delicata e possente allo stesso tempo. Se poi tenti di capire come si sia formato… BOOM!

Ma basta parole: allaccia gli scarponcini (consigliati per questa escursione) che si parte!

Cos’è l’arco del Monte Forato e come raggiungerlo?

Si tratta di un arco naturale dalle proporzioni notevolissime: 32 metri di campata, altezza di 25 metri, 8 metri di spessore. Visibile sia dalla Versilia che dalla Garfagnana, ed è senza mezzi termini un prodigio e una vera e propria icona.

E ancora di più quando il suo occhio ospita il celebre doppio tramonto, la doppia alba, oppure la luna: delizia dei fotografi, sono di quei momenti tra lo stupefacente e il mistico. Tanto che fin da tempi pagani, l’arco aveva un suo ruolo nei culti e nei calendari dei Liguri-Apuani – fungeva da gnomone per segnare i movimenti di sole e luna e i cambi di stagione.

L’arco si può raggiungere in diversi modi, e da entrambi i versanti: quello apuano e quello garfagnino. Qui ti descriviamo la salita dal versante apuano con un giro ad anello.

💡Domanda che si fanno tutti: si può salire sull’arco del Forato? Sì, ma con estrema attenzione: la traccia che percorre la sommità è scombinata, e va affrontata con assenza totale di vertigine (da lassù, i versanti boscosi che hai risalito sono ancora più verticali) e passo sicurissimo.

Dove inizia l’escursione

Si deve raggiungere Cardoso in auto. Superata la chiesa, si sta “bassi” lungo il torrente per proseguire verso la Colombetta. La strada si fa stretta, oltrepassa un rio, e ci deposita alla base della Cava Casalina (420 mslm, dismessa). Lasciamo l’auto qui, nei pochi spazi a disposizione – è possibile parcheggiare anche lungo gli ultimi 50 metri di strada, ma fa attenzione a non ingombrare la già risicata carreggiata).

Da Cardoso all’arco del Monte Forato

Lasciata l’auto, infochiamo la strada sterrata che sale e piega subito a destra, supera l’imbocco coperto dalla vegetazione della Cava Casilina, e inizia a salire piano. Stiamo seguendo i sentieri 120 e 124. Alcuni tornanti, e la strada sembra interrompersi in una proprietà privata: il giardino di una bella casa, un momento di bella ombra tra gli alberi, il guizzo di una fontana (580 mslm, benvenuta acqua fresca).

Sulla sinistra dell’edificio, guardandolo, individuiamo alcuni gradini di legno: saliamo qui. Ora c’è un momento “incasinato” dell’escursione dal punto di vista dell’orientamento, con la traccia – questa è – che si avvoltola tra gli arbusti del sottobosco, pare voler sparire, si impenna. La seguiamo con attenzione, superando un ruscello in un paio di punti, ma soprattutto salendo molto “in verticale” il più delle volte.

Il fondo è un po’ dissestato e la vegetazione spesso esuberante, ma arriviamo ad un bivio in località Colombara– questo evidente – a quota 760 mslm. C’è un piccolo rudere proprio sul bivio.

Prendiamo a sinistra, ancora sulla sovrapposizione tra sentiero 120 e 124. Poche decine di metri, e c’è un secondo bivio: il sentiero 120, diretto all’arco del Forato, è quello che sale, ovviamente.

A questo punto inizia la parte più intensa della salita, e quella che richiede qualche attenzione. La pendenza rimane in media accentuata – ci sono infatti alcune rampette che possono essere sdrucciolevoli; siamo premiati da un’improvvisa curva del sentiero dalla quale, giusto fuori dal bosco, spunta in alto la nostra meta.

Tuttavia, a breve compare una delle difficoltà del percorso: un intaglio roccioso non a tutti simpatico: per scavalcare questo ostacolo servono le mani e piedi sicuri – non è niente di difficile e sono solo un paio di passi di “arrampicata”, ma comunque occhio!

Dopo l’intaglio la pendenza si impenna – non lo pensavi possibile, eh? Per l’ultimo tratto di salita: ancora fondo sdrucciolevole, ancora rampette insidiose, con in più qualche momento esposto: sul versante boscoso, ma comunque molto ripido. C’è un bivio da ignorare: noi si prosegue sempre in salita.

Infine, eccoci: l’arco del Forato (1155 mslm) è sopra di noi, a pochi passi (in salita) di distanza. Ci arriviamo, ci passiamo sotto – questo è anche il Passo del Forato – e ci stupiamo per questa meraviglia: certo da lontano potevamo immaginare che fosse grande, ma così proprio no.

Passiamo oltre l’arco, perché il prosieguo dell’escursione è di là… ci manca la cima!

La cima del Monte Forato

Dalla parte opposta all’arco (il lato orientale), si prende a sinistra una delle evidenti tracce del sentiero 110 che si incrociano e che, in breve, portano alla vera cima del Monte Forato (1208 mslm), in realtà Monte Forato Nord, in quanto questo rilievo ha due cime.

Qui c’è una croce di vetta, ma soprattutto uno splendido panorama: in particolare verso nord il carattere dell’ambiente pare cambiare, aprendosi sulle dorsali erbose e poi sui massicci rocciosi come Pania della Croce, Pania Secca e Corchia. La delicata Costa Pulita connette il punto in cui ci troviamo con tutto quel ben di dio, e visto da qui il sentiero che l’affronta fa davvero voglia.

Quel sentiero l’abbiamo fatto come tappa conclusiva della nostra Traversata delle Alpi Apuane in tre giorni.

A questo punto, torniamo sui nostri passi fino all’arco e decidiamo come tornare a valle.

👉 Se sali e scendi per questa via, sono 6 km di escursione in tutto, 750 m di dislivello. Tuttavia, ti consigliamo il giro ad anello, che in discesa ti risparmia le pendenze più ripide!

Ritorno a Cardoso: via della salita o Foce di Petrosciana?

I modi per tornare all’auto sono almeno due:

  • tornare per la via della salita; conosci già il tracciato, le pendenze e l’eventuale scivolosità;
  • fare il giro ad anello per la Foce di Petrosciana, che ti descriviamo ora.

Ritorno dal Forato per la Foce di Petrosciana

⚠️ Avvertenza: questo versante del Monte Forato è un dedalo di sentieri. Il giro che ti descriviamo è uno di quelli che si possono per tornare indietro!

Siamo quindi “al di là” dell’anello rispetto a dove siamo saliti. Ci Proseguiamo sul sentiero 110, evidente, che si allontana verso sud. Da qui e per una mezz’ora, camminiamo in leggera discesa e in quota su un bel percorso, ma difficile, sospeso sul versante ripido a sinistra, per superare senza toccare la cima sud del Monte Forato e la sua sagoma allungata – raggiungibile e percorribile tramite la breve ferrata Renato Salvatori, che evitiamo – e scendiamo gradualmente alla Foce di Petrosciana (960 mslm).

La foce è un crocevia di sentieri. Noi prendiamo a destra e in giù (sentiero 124); qualche tornante e ad un primo bivio proseguiamo la discesa. Superata località Morione, sempre seguendo il sentiero, finiamo ad un ulteriore bivio (720 mslm): prendiamo a destra, raggiungiamo Casa Puccio (da qui un sentiero può eventualmente condurre al bivio di Colombara che abbiamo già percorso), la superiamo e continuiamo a scendere fino a connetterci all’attacco del sentiero dietro il primo casale, in corrispondenza o quasi dei gradini in legno.

Da qui, la strada la conosci… ma abbiamo delle altre idee per te!

Quattro cose da fare dopo la gita al Forato da Cardoso

Quattro consigli se dopo l’escursione hai ancora voglia di esplorare, o di fare un ottimo ristoro!

  • Un secondo prima di scendere all’auto, prosegui di fronte a te per circa 400 metri; incontrerai un cartello che ti propone di salire il versante alla tua destra fino alla chiesetta di San Lorenzo, immersa nei boschi. Dalla terrazza si vede il mare, e alle spalle c’è il Procinto. Qui peraltro si festeggia il santo con un festa di metà primavera a base di tordelli e con la granita fatta con il ghiaccio recuperato la mattina stessa dai nevai della Pania della Croce. Serve un quarto d’ora per salire alla chiesetta, meno di 40 metri di dislivello.
  • Se all’incrocio che porta a San Leonardo prosegui dritto per altri 500 metri – perfettamente in quota, dato che si cammina sull’acquedotto – raggiungerai il sito archeologico delle incisioni rupestri di Trogna. Su una grossa roccia sono incisi diversi pennati, simbolo sacro dei Liguri-Apuani. Si torna poi per la via dell’andata.
  • Recuperata l’auto, supera Cardoso e sali a Pruno, delizioso e curatissimo borgo di pietra chiara; passeggia tra le sue vie strette. Qui si trova anche la nostra amatissima Locanda Il Poveromo, dove si mangia benissimo e a prezzi davvero concorrenziali. Da notare che salendo i tornanti verso Pruno, avrai una visione del paesello arroccato con dietro la mole della Pania della Croce emozionante nella sua potenza quieta.
  • Sullo stesso tono, anche la via principale di Volegno merita due passi per l’atmosfera fuori dal tempo.
  • Infine, per una super gustosa merenda, c’è la Norcineria Barsanti, curato locale alle porte di Cardoso (venendo da Pontestazzemese). Bellissimo il contesto, tra il torrente, la parete di roccia alle spalle e le pergole sotto le quali mangiare.

Escursione ad anello al Monte Forato da Cardoso: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Nel cuore delle Apuane meridionali, nel territorio di Stazzema
📍 Partenza Cardoso, località Colombella/Cava Casalina (420 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Monte Forato (1208 mslm)
📐 Dislivello 750 m
📏 Lunghezza 7 km
⏱️ Tempo 4 ore e mezza
😅 Difficoltà Media con un paio di punti di attenzione
💧 Acqua Poco prima della Colombetta lungo la strada / presso l’ultimo casale prima del sentiero / un paio di punti lungo la discesa ad anello
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scarica la traccia Cardoso-Monte Forato

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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