Le vie ferrate: tanto odiate dagli alpinisti quanto amate dagli escursionisti. Una via di mezzo, un ibrido o semplicemente un altro modo di vivere la montagna? 

La verità è che la vita ferrata si presta benissimo a tutti coloro che, già esperti di escursionismo in montagna, vogliono mettersi alla prova con percorsi più impegnativi ed emozionanti.

La nostra prima via ferrata è arrivata, quasi per caso, a seguito di un evento di Sportler con una guida alpina, e da lì non abbiamo più smesso. Adrenalina del percorso e la possibilità di raggiungere luoghi spettacolari, cime e ambienti che altrimenti sarebbero preclusi.

E un po’ di sfida strettamente fisica.

silvia in relax post via ferrata

Cos’è una via ferrata?

Da alcuni descritto con il termine di “escursionismo avanzato”, si tratta semplicemente di un percorso su roccia facilitato nell’ascesa grazie a strutture fisse in metallo.

Sulle guide le vie ferrate sono di norma indicate come come EEA = Escursionisti Esperti con Attrezzatura e sulle mappe solitamente sono tracciate con il segno +++.

Queste strutture possono essere rappresentate da cavi metallici, scale di ferro, pioli, maniglie, gradini intagliati nella roccia, ma anche ponti tibetani sospesi sul nulla.

Le vie ferrate nascono in Italia: le prime infatti furono realizzate dall’esercito proprio nelle Dolomiti durante la Prima Guerra Mondiale per facilitare gli spostamenti dei soldati in guerra. Dopo gli anni ’70 però sono tornate in auge, a seguito del rinnovato interesse per il turismo alpino: tanto che oggi sono davvero centinaia i percorsi attrezzati che si svolgono in quota attraversando percorsi storici e naturalistici, o che muovono verso alcune delle più belle cime (come ad es. Tofane, Marmolada e Civetta).

Diverso il discorso invece in Francia, dove le vie ferrate sono realizzate ad esclusivo sostegno dello sviluppo turistico. Qui infatti si trovano spesso accanto alle stazioni sciistiche, dove vengono elaborati percorsi che si snodano su falesie molto spesso non lontane dai centri abitati. Quando siamo andati nella zona del Mercantour ci siamo divertiti da matti lungo percorsi davvero bizzarri con ponti sospesi, passerelle, cavi tyrolienne, scale elicoidali e vertiginosi ponti tibetani. Davvero spettacolari, ma del tutto lontani dal nostro concetto di via ferrata: immaginati piuttosto una sorta di “percorso avventura” per adulti. Peraltro in Francia le vie ferrate sono a pagamento: il biglietto lo fai in paese o all’inizio del percorso, dove peraltro puoi noleggiare l’attrezzatura.

Silvia dice “parco avventura per adulti”… ma vedessi i bambinetti francesi prendere d’assalto pioli e maniglie, ponti di corda e scale, con assoluto sprezzo delle oscillazioni e degli strapiombi! Se ti capiterà di fare le ferrate d’oltralpe, dovrai stare all’occhio perché questi alpinisti in miniatura le percorreranno a velocità sostenuta, e te li ritroverai alle calcagna in men che non si dica.

Scherzi a parte, proprio nella zona del Mercantour abbiamo fatto entrambe: sia i “parchi avventura per adulti”, cioè le ferrate costruite all’interno di gole fluviali, che quelle più aeree, lunghe, con passaggi per niente banali e, a percorrerle tutte, molto stancanti. Queste ultime hanno il carattere montano delle nostre, ti portano in cima a guglie rocciose e vere e proprie cime… e ti obbligano a camminate di rientro piuttosto lunghe.

In ogni caso, le ferrate francesi sono sempre corredate di buone mappe che indicano i punti da dove puoi abbandonare il percorso, le varianti, e la posizione delle attrezzature più difficili.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Avventura o meta? Adrenalina o natura? Il grande dilemma degli appassionati di montagna. La nostra risposta è sempre meta, o meglio, percorso e wilderness. Molte vie ferrate sono state create appositamente per la spinta adrenalinica, ma ce n’è davvero per tutti i gusti e, alle volte, basta solo saper scegliere quello che fa per te.

ponte sospeso mercantour

Da dove partire?

Partiamo da qui: nulla ti vieta di intraprendere una via ferrata da solo per la prima volta, tranne… il tuo buon senso.

Dei pericoli e delle regole da tenere lungo la via te ne parlerò a breve, ma per affrontare una via ferrata è fondamentale che tu:

  • abbia buona conoscenza della montagne e dell’escursionismo. Leggi: pratichi attività già da parecchi anni, e in modo continuativo;
  • sia fisicamente allenato: riesci a camminare in montagna per parecchie ore senza che il tuo corpo vada in affanno, o senza che ti vengano le vertigini per lo sforzo?
  • sia mentalmente pronto: conosci la tua risposta alla verticalità e all’esposizione?
  • abbia partecipato ad un corso (con il Cai o con una guida alpina) o abbia già affrontato una ferrata con persone altamente preparate che ti abbiano insegnato le tecniche di progressione e il corretto utilizzo dell’attrezzatura;
  • abbia a disposizione tutto il materiale adeguato per affrontare la via;
  • sia capace di utilizzare il kit da ferrata;

Se hai risposto “no” anche solo ad una delle domande precedenti, allora semplicemente non sei pronto per affrontare una via ferrata da solo. È sempre fondamentale avvicinarsi gradualmente alla montagna, apprendendo dalle persone più preparate, frequentando i corsi del Cai o delle guide alpine.

Non voglio però spaventarti: non c’è nulla di impossibile, ma i rischi in montagna sono sempre dietro l’angolo ed è importante affrontare le situazioni con il classico “sale in zucca”.

escursionisti esperti

Affrontare una via ferrata è difficile?

Partiamo anzitutto dalla differenza tra “sentiero attrezzato” e “via ferrata”. I due termini infatti vengono spesso utilizzati come sinonimi, ma tali non sono.

Il sentiero attrezzato, anche detto sentiero ferrato, è un sentiero escursionistico più o meno difficile nel quale alcuni tratti limitati vengono agevolati da uno spezzone di cavo. Si tratta quindi di tratti di sentieri spesso esposti o scivolosi, dove magari non si riesce a sistemare una passerella stabile, ma non di pareti verticali.

La via ferrata invece si svolge per la maggior parte del tempo su pareti ripide, rocce verticali, percorsi di cresta e addirittura pareti strapiombanti.

esposizione lungo vie ferrate

La difficoltà delle vie ferrate è catalogata in base a 3 parametri:

Difficoltà tecnica

Si intende l’abilità alpinistica richiesta in termini di sforzo psico-fisico.

Le difficoltà tecniche, sebbene più soggettive, sono anche più facilmente valutabili:

  • Che tipo di percorsi hai fatto in precedenza?
  • Qual è la tua forma fisica in questo periodo?
  • Hai più forza nelle braccia o nelle gambe?
  • Con che percorsi ti trovi in difficoltà?
  • Quanto dislivello puoi affrontare?

e via dicendo.

Un esempio può essere la ferrata Torre Clampil (in Friuli) per i numerosi passaggi nei quali viene richiesto buon gesto atletico (nonché per l’esposizione di molte pareti strapiombanti).

Difficoltà di esposizione

Con “esposizione” si intende la quantità dei tratti in cui è possibile cadere nel vuoto.

Requisito necessario per compiere qualsiasi via ferrata? L’assoluta assenza di vertigini. Queste non vanno confuse con la normale e comune “paura del vuoto”: si tratta di una vera e propria patologia che in questi ambienti può essere fatale. È comunque importante avere coscienza della propria capacità di tollerare il vuoto sotto di sè. Non è scontato, anzi: e alle volte la vertigine ti può prendere in situazioni imprevedibili, anche se non ne hai mai sofferto.

La ferrata Amalia è una classica via che può dare problemi per l’esposizione, dovuta a delle insidiose cenge prative piuttosto inclinate e alla famosa Scala Pipan.

Difficoltà data dalla lunghezza

Si intende generalmente il tempo medio necessario per completare il percorso.

È la difficoltà più sottovalutata e al contempo più insidiosa. Sappi che la lunghezza del percorso può tranquillamente trasformare una via ferrata da facile ad altamente impegnativa. Così accade che alcune ferrate tecnicamente semplici, ogni anno presentano un numero altissimo di incidenti a causa della sottovalutazione di questo rischio specifico.

Rimanendo in Friuli Venezia Giulia ad esempio, le ferrate Cengle dal Bec o Ceria Merlone presentano poche difficoltà oggettive, se non proprio il fatto di essere parecchio lunghe, e di svolgersi in ambienti spesso climaticamente stancanti.

scale in via ferrata

Come scegliere una via ferrata?

È importantissimo iniziare con gradualità e, in tal senso, la prima regola è informarsi e scegliere il percorso più idoneo.

Ci sono tantissimi siti con relazioni dettagliate delle vie ferrate, dei tempi, delle difficoltà e del grado di tecnica richiesti, con addirittura la possibilità di leggere i commenti di altri che le hanno fatte prima di te. Questo è un patrimonio di conoscenze preziosissimo, per quanto non esauriente. Solo tu infatti puoi sapere se un percorso è adatto o meno a te.

Un consiglio spassionato: leggi le relazioni sui siti specializzati in vie ferrate controllando soprattutto i commenti.

La montagna è un ambiente vivo: magari una relazione è stata scritta dieci anni fa… ma quanto è cambiato l’ambiente nel quale si trova una ferrata, in tutto questo tempo? Trovarsi a metà di una ferrata impegnativa per scoprire che una frana si è portata via parte delle attrezzature, può rilevarsi estremamente spiacevole.

Nei commenti invece puoi avere il polso della situazione, perché chi l’ha fatta di recente scriverà il grado di manutenzione, i punti dove le attrezzature sono rovinate (e quindi dove serve un’attenzione in più)… o ti confermerà che la puoi percorrere agevolmente.

Un altro suggerimento: puoi fare lo stesso per i sentieri, verificandone lo stato attraverso i forum specializzati.

Davide Zambon coautore di Bagaglio LeggeroDavide

Alcune vie ferrate possono essere affrontate solo da esperti alpinisti, altre da scalatori alle prime armi, mentre altre ancora sono adatte anche ai bambini… insomma, a saper leggere le relazioni, ce n’è per tutti i gusti!

Un ultimo, importante, appunto: la difficoltà dipende non solo dalla tua condizione fisica e dalla tua esperienza, ma anche (se non soprattutto) da quelle dei tuoi compagni. Il percorso dev’essere sempre alla portata del più inesperto.

cavo metallico via ferrata

Quale attrezzatura serve per la via ferrata?

Banditi ufficialmente i cordini assicurati alla cintura e le mani aggrappate alla nuda corda, le vie ferrate vanno affrontate con l’equipaggiamento giusto.

Imbrago

Per gli adulti è sufficiente un’imbragatura bassa (come per il climbing), comoda e pratica, mentre sotto i 14 anni è importante utilizzare l’imbragatura alta, completa di pettorale, che avvolge parte bassa e alta del busto. Quest’ultima è decisamente più sicura in caso di rovesciamento.

Set da via ferrata a forma di ypsilon

Il set è composto da una doppia fettuccia con due moschettoni alle estremità e da un dissipatore.

I moschettoni da ferrata sono piuttosto grandi, e consentono l’ancoraggio anche ai pioli di eventuali scale. I più moderni sono dotati di un meccanismo di chiusura automatica con ghiera bloccante o leva di sicurezza.

Casco da arrampicata

Il casco è necessario per proteggerti da eventuali cadute, ma anche dalla caduta di sassi dovuta ad eventi naturali o alle persone che ti precedono (o ad animali selvatici che si muovono più in alto di te). Il casco ti protegge inoltre dalle capocciate che ogni tanto può capitare di dare alla parete rocciosa.

È importante che il sottogola sia sempre allacciato e ben regolato.

Guanti da via ferrata

I guanti possono essere utili per proteggere le mani dalle nervature del cavo metallico, da schegge o rocce acuminate che potrebbero provocare ferite o abrasioni. Quando le ferrate si svolgono su versanti esposti al sole, i cavi possono diventare roventi: anche qui, i guanti sono una ottima protezione.

Possono essere interi o lasciare libere le falangi per lasciare maggiore sensibilità alle dita.

Sono comunque opzionali, Davide ad esempio li odia, mentre io mi trovo molto bene. L’importante è che tu senta di avere una buona presa.

Scarpe

Non servono le scarpette da arrampicata, ma sono del tutto bandite le scarpe da ginnastica.

Tolti i due estremi (no, i mocassini e le infradito non sono stati neanche prese in considerazione) è sostanzialmente necessario che le suole abbiano un’ottimo grip.

Nel mondo delle scarpe e delle loro varianti le opzioni preferibili sono le scarpe da avvicinamento (più leggere e traspiranti) o gli scarponi (dalla struttura più compatta e migliore fasciatura). Sconsigliati invece gli scarponi ramponabili che tendono ad essere troppo rigidi per questo tipo di percorso.

In generale molto dipende dal tipo di ferrata: se presenta un importante avvicinamento su ghiaioni o sentieri sconnessi la scarpa alta è preferibile, mentre quando si hanno facili avvicinamenti le scarpe alla caviglia sono decisamente più agili.

Zaino

Per lo zaino valgono solo due regole:

  • deve avere la possibilità di legarsi bene in vita e sul petto in modo da essere perfettamente saldo sul tuo corpo;
  • non dev’essere troppo ingombrante in modo da non impedirti nei movimenti (tieni conto che nelle vie ferrate spesso esistono passaggi tra rocce piuttosto stretti).

set vie ferrate con moschettoni

Tecnica di progressione in via ferrata

La tecnica è quella cosa che poco a che fare con la teoria e molto con la pratica, quindi ti solo qualche appunto:

  • Nell’arrampicata si utilizzano prima i piedi e poi le braccia (ma ancor prima la testa, come dicono i grandi dell’alpinismo).
  • Utilizza i due moschettoni agganciandoli in successione e staccando il secondo solamente nel momento in cui il primo sia già agganciato oltre la fune dell’ancoraggio. Per facilitare la manovra può esserti utile aiutarti con le mani e spostare progressivamente i moschettoni mano a meno che si procede.
  • Mantieni una distanza di sicurezza tra te e chi ti precede nella via ferrata: in caso di caduta l’arresto avverrebbe solamente all’ancoraggio inferiore travolgendovi nel caso in cui siate sullo stesso tratto di cavo. E’ obbligatorio quindi che non ci sia mai più di una persona tra un ancoraggio e l’altro.

ponte sospeso sas brusai

9 consigli per affrontare la via ferrata

Alcuni consigli, in ordine sparso, e come mi viene in mente, per affrontare al meglio la via ferrata:

  1. Mai, mai, mai staccare entrambi i moschettoni contemporaneamente dal cavo (si lo so, lo avevo già detto prima, ma è la regola più importante di tutte, valeva la pena ripeterla).
  2. Mai più di una persona nello stesso tratto di cavo (sì, lo so anche questo lo avevo già detto, ma…);
  3. Fai attenzione a non smuovere sassi. Chi ti segue ringrazierà.
  4. Segui il senso di marcia. Le vie ferrate (quasi sempre) hanno un senso in cui devono essere seguite, seguilo se non vuoi trovarti in situazioni scomode. Potrebbe accadere infatti che nel punto in cui ti trovi ad incrociare qualcuno non ci sia spazio di manovra per sganciarsi dalla corda e proseguire.
  5. Segui il tuo ritmo ed eventualmente cedi il passo. Capita spesso nelle ferrate di avere qualcuno dietro di noi e non c’è niente di peggio che sentirsi il fiato sul collo quando ti stai godendo la giornata e concentrando su un percorso impegnativo. Non cercare di accelerare a tutti i costi, ma piuttosto cedi il passo quando trovi uno spazio che consenta di farlo in sicurezza.
  6. Non fidarti ciecamente delle strutture fisse. I danni causati dalle intemperie e la sollecitazione dovuta al passaggio di molte persone possono aver danneggiato la struttura in modo non visibile, ma che può essere estremamente pericoloso. Per questo motivo è sempre bene, soprattutto in tratti molto esposti, provare la tenuta prima di affidarsi completamente alle strutture.
  7. Controlla il meteo prima di partire: temporali, fulmini, ghiaccio e neve sono i principali nemici delle vie ferrate! I temporali in particolare possono essere molto pericolosi per via dei fulmini a causa dei materiali metallici, mentre ghiaccio e neve possono rendere sdrucciolevole e incerto il passo.
  8. Preferisci di partire al mattino presto: eviterai l’affollamento di alcune vie più gettonate, la calura della giornata e i frequenti temporali serali della stagione estiva.
  9. Rimani idratato. Soprattutto in estate alcune vie ferrate tendono ad essere roventi percorsi attaccati alla roccia. E’ importantissimo, nonostante le mani occupate e lo zaino fissato al corpo, continuare a bere. Valuta eventualmente l’acquisto di un camel bag che potrebbe tornarti comodo in queste situazioni.

3000 metri e panorama

Come fare una via ferrata pin