Foliage, pizzoccheri, escursioni, cervi in amore, coccole, terme: Bormio è la meta che ti farà innamorare della montagna in autunno. In questa guida trovi in nostri consigli, le cose imperdibili e tante idee per escursioni facili e medie in zona, ma ti avvisiamo: un weekend non ti basterà, l’Alta Valtellina crea dipendenza!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Bormio: cosa vedere nel cuore della città e nei dintorni

Non perderti una passeggiata per il delizioso centro storico di Bormio. Al di là della presenza di negozi, bar e ristorantini, vale la pena di prendersi almeno un’ora per scoprire la storia della città. In particolare, nella tua passeggiata includi:

  • piazza del Kuerc, dominata dall’antica loggia (che le dà il nome) e dalla torre delle ore; è il vero centro della città;
  • le deliziose vie del centro con negozietti carini e vibes alpine;
  • chiesa collegiata dei Santi Protasio e Gervasio: interessante il complesso ligneo della passione alla fine della navata di sinistra;
  • la “cassetta dei matti”, dove per tutto l’anno i cittadini infilano lamentele e pettegolezzi che verranno letti pubblicamente a Carnevale;
  • chiesa sconsacrata dello Spirito Santo, con affreschi davvero notevoli;
  • chiesa barocca dei gesuiti di Sant’Ignazio;
  • museo civico di Bormio con interessanti racconti della storia locale e della cultura del territorio;
  • museo vallivo Valfurva, un museo etnografico

Tante chiese? Rimediamo con il profano: in pieno centro si trovano le Cantine Braulio, dove dal 1875 si produce l’amaro Braulio, che come molti suo simili è nato come medicinale digestivo – e le cantine erano una farmacia. Su prenotazione è possibile fare una visita guidata delle cantine, che sono piuttosto curiose e hanno uno sviluppo verticale inaspettato; le visite si svolgono praticamente tutti i giorni, e sono tenute da uno dei giovani proprietari, nonché eredi del creatore del Braulio.

Ma il comprensorio di Bormio ricomprende anche altri deliziose località come Sondalo, Valfurva (con la bella frazione di Santa Caterina), Vadidentro e Valdisotto: i comuni distano decine di minuti l’uno dall’altro e ognuno merita una visita per curiosare tra le case, visitare l’antico sanatorio, passeggiare tra le rive di un fiume, entrare in un forte (parliamo del forte Oga) o partire a piedi per un’escursione.

Le terme di Bormio: quali scegliere?

Se Bormio si chiama così – dal gallico bormo, sorgente calda, o dal tedesco warm, caldo – ci sarà un motivo… e sarà un ottimo motivo.

9 sorgenti geotermiche sono utilizzate fin dai tempi antichi; dall’Ottocento, l’acqua di Bormio è diventata un elemento chiave della zona, attirando chi cercava il potere curativo della montagna, ma anche i primi alpinisti.

Oggi, Bormio conta tre stabilimenti termali. Noi li abbiamo provati tutti: è un lavoro durissimo fornirti informazioni affidabili, ma lo facciamo volentieri. In breve

  • QC Terme Bagni Vecchi: sono le più curiose, in quanto si sviluppano in un ambiente storico e molto articolato;
  • QC Terme Bagni Nuovi: stesso servizio delle precedenti, ma in un ambiente che mi verrebbe da definire Belle Epoque e spazi più ampi;
  • Bormio Terme, praticamente in centro: pensate per una clientela familiare, ma con anche una piccola spa per adulti.

Il massimo? Fare una lunga escursione e concludere alle terme. Ma non serve che te lo dica io.

Cosa mangiare a Bormio (e in Alta Valtellina)

Dici Valtellina e dici pizzoccheri! Ma prima di fiondarti su questo gustosissimo primo piatto a base di grano saraceno, formaggio casera DOP, patate, verza e burro, ci sono gli antipasti. Al plurale, perché due sono quelli obbligatori: gli sciatt, delle frittelline di grano saraceno con formaggio filante su letto di verza e la bresaola, magari accompagnata dai formaggi tipici della Valtellina come il Casera, lo Scimudin e il Bitto.

Per i secondi piatti la carne la fa da padrona tra cervo, capriolo e brasati, ma noi adoriamo il taroz, un contorno a base di patate, fagiolini, burro e formaggio.

E per chiudere non può mancare un amaro: Braulio o Taneda sono i due nomi da tenere a mente.

Dove mangiare a Bormio?

Praticamente ovunque, ti consigliamo quelli dove ci siamo trovati meglio:

  • Ristorante Al Filò, memorabile il tagliere misto e i pizzoccheri fatti ad arte
  • Agriturismo Rini, cibo valtellinese squisito (con diverse materie prime di propria produzione) in un ambiente romantico
  • La Stua, per un’ottima pizza in un ambiente informale
  • Osteria del Moleta a Sondalo, per chi ama i sapori rustici e autentici e l’accoglienza calorosa
  • Osteria dei Magri, una vera e propria esperienza culinaria di livello tra Valtellina e Sardegna (con anche ottimi piatti di mare)

Le feste popolari: la Migiondara

In zona, la festa autunnale per eccellenza è la Migiondara che si svolge nel borgo di Migiondo, a Sondalo, il secondo sabato di ottobre. Si tratta di un percorso gustoso di 7 tappe che ti accompagna a scoprire le tradizioni culinarie della zona, con musica, dimostrazioni e intrattenimento per i bambini. Un bontàpass da acquistare prima è il tuo documento per questa bellissima passeggiata.

Ma quel che fa davvero la differenza è l’atmosfera che si respira: impossibile da descrivere!

Infine, da alcuni anni viene organizzata la Migiondara in Rosa, collegata al mese della prevenzione del tumore al seno, che prevede di percorrere i sentieri tra Sondalo e Migiondo in compagnia di una guida AMM e una guida naturalistica.

Trovi tutte le informazioni sul sito di Bormio Tourism, dove ci sono un sacco di proposte di esperienze da fare durante l’autunno: dal bramito dei cervi alle escursioni guidate in e-bike, dalla visita delle cantine dell’amaro Braulio fino al corso di filatura o ai laboratori per i bambini.

Migiondo

Dove dormire a Bormio

Ci sono centinaia di soluzioni diverse in Alta Valtellina, per tutti i gusti e per tutte le tasche, ma se dobbiamo dire i nomi dei posti nei quali abbiamo lasciato il cuore sono:

  • Hotel San Lorenzo, in pieno centro, è il più storico di Bormio, ma le camere sono moderne in stile alpino, dominate dal legno e la colazione è a dir poco memorabile. C’è anche un’area sauna interna a disposizione degli ospiti;
  • Agriturismo Rini, a due passi dal centro, una soluzione davvero splendida che combina lo stile rustico ad un feeling moderno e romantico, proprio accanto alle stalle. Colazione abbondante a buffet, ristorante ottimo e una nuovissima area wellness da capogiro.

Sei escursioni a Bormio e dintorni

Escursione ai Laghi di Cancano

Sono due bacini artificiali dall’acqua di un colore peculiare, circondati da cime che superano i 3.000 metri e immersi in un paesaggio di larici che in autunno diventano oro e piccole baite in legno che danno quel tocco di cozyness che fa sognare una vita qui. Sono anche una meta “obbligatoria” in autunno, stagione nella quale li trovi decisamente meno frequentati che in estate.

I laghi si chiamano rispettivamente Lago di Cancano e Lago di San Giacomo, come l’abitato che qui venne sommerso con la costruzione delle dighe.

Ai laghi si accede da Bormio, deviando per Premadio e poi per la Val di Fraele; per percorrere questa si paga un ticket d’accesso giornaliero di 5€ – il totem per pagare si trova prima dell’attacco dei 17 tornanti i tornanti che conducono alla valle. Occhio che la strada a pagamento è vietata ai camper.

Dove la strada si fa sterrata, dopo i grandi parcheggi, iniziano il lungolago e la bellezza. Occhio anche qui: in autunno, la sterrata è percorribile, e si può fare il giro dei laghi in auto; in estate l’accesso è soggetto a restrizioni.

Una volta a quota 1900 mslm, non hai che l’imbarazzo della scelta:

  • puoi fare il giro a piedi o in bici dei laghi: 16 km, pochissimo dislivello;
  • puoi arrivare all’estremità opposta del Lago di San Giacomo e salire in Valle Alpisella, dove nasce il fiume Adda e ci sono lariceti bellissimi;
  • sempre attraverso la Valle Alpisella, puoi scollinare il passo omonimo e scendere al Lago di Livigno (dovrai organizzarti con due auto);
  • puoi curiosare tra i resti del borgo di San Giacomo (li vedi lungo la riva, nei pressi della chiesetta anch’essa di San Giacomo);
  • dal Lago di Cancano, puoi raggiungere la chiesa di Sant’Erasmo di Solena.

Puoi inoltre fare un picnic in una delle aree dedicate – alcune con fontana, oppure pranzare in uno dei rifugi del lungolago (previo aver controllato le aperture). I Rifugi Ristori sono 3: Solena, Monte Scale e San Giacomo.

Infine, la chicca: raggiungi l’area picnic “Cava a Imbuto”, sali per 5 minuti tra i mughi e scopri il lago nascosto per una vista surreale, a metà tra l’alpino e il vulcanico. ⚠️ Attenzione, questo sentiero è un po’ esposto e servono calzature adeguate.

Escursione in Val Viola

In autunno, questo itinerario è stu-pen-do. Eravamo stati qui in piena estate, in occasione di un anello di tre giorni per bivacchi – uno dei giri più belli mai fatti – ma dobbiamo dire che in autunno qui cambia ogni cosa. L’aria cristallina, le cime spolverate di neve, il silenzio… ma sono soprattutto i colori a creare la magia, tra l’oro dei larici (grandi protagonisti), il rosso dei mirtilli, il verde intenso dei mughi, il paglierino dell’erba e i toni severi delle montagne.

Alla Val Viola si accede lungo la strada che porta da Bormio a Livigno, giusto prima del paese di Arnoga. Qui, in corrispondenza di un tornante, si stacca la stretta strada della valle; 50 metri dopo, c’è il totem per il pagamento del ticket giornaliero (5€, carte e contanti) e lasciamo l’auto al parcheggio P4 – Altumeira.

A questo punto le possibilità sono diverse, ma il giro ad anello più semplice è questo:

  • dal parcheggio (2050 mslm), si prosegue lungo la strada principale; siamo già avvolti dai larici, ed è uno spettacolo;
  • sui 2100 metri di quota, il paesaggio si apre sulla testata della Val Viola: una grande conca tenuta a bada dal Corno Dosdé e dal Pizzo Bianco, con il grande Lago di Val Viola nel mezzo;
  • raggiungiamo un bivio: prendiamo a sinistra e raggiungiamo il Rifugio Val Viola (2314 mslm), stretto a sua volta tra due specchi d’acqua.

A questo punto, possiamo tornare per la via dell’andata, oppure prendere il sentiero 291.1 sul fianco destro della valle fino all’Alpe Dosdé (2140 mslm), e poi verso l’Agriturismo Baita Caricc (2000 mslm), un luogo che è un sogno, e che se è aperto uno spuntino lo devi fare (informati prima sulle aperture fuori stagione). Da qui seguiamo sulla carrareccia per alcuni minuti fino a scovare un cartello sulla sinistra che ci  rimanda, in salita attraverso il bosco, al parcheggio Altumeira.

Escursione ad anello in Val Viola: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza Parcheggio Altumeira (2050 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Viola (2314 mslm), Rifugio Federico al Dosdé (2133 mslm)
📐 Dislivello 350 m
📏 Lunghezza 10 km
⏱️ Tempo 3 ore e mezza
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua No
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Gli Stelvio Historical Trek

Si tratta di 16 itinerari all’interno del Parco Naturale dello Stelvio che affiancano alle meraviglie ambientali di queste montagne la storia della Grande Guerra.

In queste zone, infatti, si combatté un capitolo intenso della cosiddetta Guerra Bianca. Sulle creste, in particolare – dove le quote raggiungono i 3.000 metri – la guerra ha preso pieghe (se possibile) ancora più estreme,  con i ghiacci, la neve e la conformazione stessa delle montagne a mietere più vittime che non i proiettili.

Gli itinerari catalogati come Stelvio Historical Trek portano alla scoperta delle linee del fronte, delle retrovie, dei campi trincerati, del filo spinato e dei baraccamenti. Si cammina in un museo a cielo aperto, dove rispondere a un invito: ricordare quello che è stato, nonostante una natura bellissima faccia di tutto per alleggerirne il peso.

Trovi una parte degli Stelvio Historical Trek nell’app Valtellina Outdoor: ad ogni sentiero sono associate cartografia, foto e descrizione; in alcuni casi, alcuni audioracconti (non uso la parola audioguida, che “fa noioso”) partono quando ti avvicini a un punto di interesse: la voce di Giuseppe Cederna – attore che recitò in Mediterraneo – ti spiegherà quello che stai vedendo. Si tratta di una esperienza davvero immersiva.

Avvertenza: alcuni degli Historical Trek si svolgono a quote considerevoli, pertanto in autunno potrebbero essere sconsigliati per la presenza della prima neve. Informati prima di partire, e scegli gli itinerari a più bassa quota.

Rifugio Forni Historical Trek

Escursione al Rifugio Campo in Val Zebrù

Questa gita è decisamente semplice, ma ti permette di camminare davvero senza pensieri in una valle appartata, dai fitti boschi e sovrastata da grandi pareti rocciose. Si parte dal villaggio di Niblogo sopra Santa Caterina Valfurva e si percorre una lunga carrareccia senza difficoltà, per ritrovarsi in una magnifica apertura erbosa, punteggiata di baite sognanti.

Le due mete intermedie sono il Ristoro La Baita e il Rifugio Campo (circa 1950 mslm) e il Rifugio Campo (2000 mslm). Anche se i punti d’appoggio possono essere chiusi (informati prima di partire), arrivare qui in una bella giornata di sole con il tuo paninetto è spettacolare.

Due ultime avvertenze:

  • la mattina, in autunno, la Val Zebrù è in gran parte in ombra; porta abbigliamento adeguato, e visto che non è così lunga, ti consigliamo di scegliere le ore centrali della giornata;
  • questo percorso è ottimo anche per l’eBike.

Escursione al Rifugio Campo in Val Zebrù: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza Niblogo, parcheggio (1595 mslm), a pagamento da maggio a settembre
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Campo (2000 mslm)
📐 Dislivello 405 m
📏 Lunghezza 13,6 km
⏱️ Tempo 2 ore e mezza l’andata
😅 Difficoltà Facile
💧 Acqua Varie fontane lungo il percorso
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Escursione in Val di Rezzalo

Scendiamo un po’ e andiamo nei pressi di Sondalo per questa escursione che dell’autunno porta i due elementi clou: il foliage e il bramito dei cervi. Nel grande slargo prativo, cuore intimo della Val Rezzolo, si è avvolti dai possenti bramiti dei cervi in amore e, con un po’ di pazienza e un buon binocolo, è possibile fare dei begli avvistamenti.

Il punto di partenza è il parcheggio in località Fontanaccia, al quale si accede salendo da Frontale e poi da Fumero; lungo la strada troverai un totem per il pagamento del ticket di ingresso alla valle.

L’escursione è semplice, in quanto una lunga carrareccia militare risale lungo il corso del torrente Rezzalasco, tra lariceti e pascoli, e porta alla piana di San Bernardo (1850 mslm), dove il panorama si apre e si fa ancora più spettacolare. Qui c’è la Chiesetta di San Bernardo, poetico edificio di pietra del 1674.

Per ascoltare il bramito bastano le orecchie (e trovarsi qui al momento giusto, cioè dal tardo pomeriggio a sera, oppure all’alba); per vedere i cervi, ti consiglio:

  • di portare un binocolo per gli avvistamenti;
  • di osservare i boschi e le montagne che hai davanti: in genere i cervi compaiono sulle radure;
  • di partecipare ad una delle escursioni guidate con le guide locali (loro sanno dove piazzarsi ad attendere pazienti).

Proseguendo poco oltre la chiesetta, vedrai alto alla tua sinistra il Rifugio La Baita (1860 mslm), dove puoi salire per una bevanda calda e un dolce – necessari per i coraggiosi che si appostano per i cervi! Si raggiunge in due minuti. Puoi anche pensare di dormire qui, per una “esperienza bramito” più immersiva.

Nota bene: puoi salire alla Piana di San Bernardo anche seguendo i sentieri in sinistra idrografica del Rezzalasco, attraversando boschi di abete. Nella tabella trovi le info per farlo.

Facile escursione in Val di Rezzalo: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza Parcheggio Fontanaccia, Fumero (1510 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Chiesa di San Bernardo (1850 mslm)
📐 Dislivello 340 m
📏 Lunghezza 3,15 km la salita per la carrareccia
⏱️ Tempo Poco più di un’ora
😅 Difficoltà Facile
💧 Acqua Alcune fontane verso la Piana di San Bernardo
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui :trovi la salita per i sentieri e la discesa per la carrareccia – puoi tranquillamente fare quest’ultima come andata/ritorno

NB: il giro come da traccia è lungo complessivamente 7,8 km

Val di Rezzalo