Alcuni diranno instagrammabile, altri diranno iconico. Forse il murales David di Kobra, a Colonnata, dove ti portiamo oggi, è soprattutto il secondo, tanto da essere stato usato anche come copertina di un’edizione della Lonely Planet dedicata alla Toscana. E della Toscana questo David è proprio simbolo: l’arte del marmo, la storia che si rincorre e si rinnova, il gancio con un fasto passato.

L’escursione al David di Kobra

Dove inizia l’escursione

Devi raggiungere il borgo di Colonnata, frazione di Carrara a 532 mslm.

Se la raggiungi in auto, parcheggia sotto al paese – ampio parcheggio – e prendi la navetta gratuita; non è molta strada, ma se fa caldo è sufficiente per farti passare la voglia! Eventualmente, a fine gita potrai scendere a piedi al parcheggio: in discesa, è tutta un’altra cosa.

Il murales del David di Kobra

Forse è meglio dire qualche cosa su quest’opera d’arte, per arrivare preparati alla meta (e mentre parlo, ti passeranno più in fretta il dislivello e il caldo!).

  • Eduardo Kobra, brasiliano classe 1976, è tra gli street artist più affermati sulla scena internazionale, autore di murales fatti da geometrie caleidoscopiche. Il David l’ha dipinto da solo, in pochi giorni faticosi sotto quel sole che puoi imparare a conoscere facendo escursioni sulle Apuane, nel giugno 2017.
  • Si tratta di una reinterpretazione del David di Michelangelo dipinta su una parete della cava Gualtiero Corsi.
  • L’opera è grande 11×10 metri, ed è nata nell’ambito di “Muro”, la serie di Sky Arte HD.

Perché ha riprodotto il David?

Kobra ha riportato il David di Michelangelo proprio dove veniva (e viene tuttora) cavato il marmo che ha ispirato tanta arte antica e moderna. Un ritorno alle origini e un omaggio a Michelangelo, appunto, insieme a un dialogo tra il bianco e il nero naturali e i colori contemporanei, tra maestro rinascimentale e giovane artista… infine, un tributo a Carrara e alla lunga tradizione dei cavatori. Tanto che sotto la grande parete, sulla destra, ci sono alcuni blocchi, cavati a inizio Novecento, che riportano incise le firme dei cavatori e antiche date.

Come arrivare al David di Kobra da Colonnata

L’escursione inizia proprio dal paese di Colonnata (530 mslm circa) – dalla piazzetta dove parcheggia la navetta gratuita, all’ingresso dell’abitato. Qui c’è una fonte: fai scorta d’acqua se è una giornata calda!

Risaliamo via Giardino fino a incontrare, dopo 250 metri, lì che si fa gli affari suoi, un cartello segnavia che punta a destra e in discesa, sul fianco di una casa (indicazioni CAI 195, David/Cima di Gioia): è questo l’attacco del nostro sentiero, che si infila brevemente una vegetazione che ti fa pensare “sto sbagliando strada”. Serve arrivare fin sul greto di un ruscello e poi risalire sulla riva opposta perché il percorso si faccia più “certo”.

A questo punto, la salita: ampi tornanti nel rado bosco, fino ad una sella a quota 800 metri. A questo punto corrisponde un’apertura spietata, alle nostra spalle, sul sistema di cave che circonda Colonnata e, beffardo sul lato opposto, un’immagine di “quello che potrebbe essere”: le Apuane apparentemente più naturali, non sfregiate dall’attività di cava.

Sulla sella: a sinistra si può in un attimo arrivare alla cima del Monte Tamburone (811 mslm); noi invece prendiamo a destra, seguendo la cresta rocciosa inerbita – sentiero evidente – verso una prima croce )la Croce di Gioia), con la nostra meta – il cocuzzolo sbreccato dove si trova il David, di fronte a noi.

A questo punto, un momento di orientamento:

  • VIA ERRATA: un sentiero, evidente, scende leggermente (è quasi in quota, in realtà) sulla destra, e finisce sopra un edificio di cava; in molti si finisce qui, da dove tocca poi ardimentarsi per scendere una sdrucciolevole parete di terra erosa e pietre; si può fare, ma non è la via corretta;
  • VIA CORRETTA: proseguendo sulla cresta, si riesce a salire più gradualmente verso Cima di Gioia, ad un certo punto immettendosi sulla carrareccia di servizio della cava.

Avendo seguito questa seconda opzione, si sale un tornante di strada e si arriva al piazzale superiore della cava, dove appunto sulla parete perfettamente liscia e verticale è stato dipinto il David (800 mslm).

Notiamo poi che il David ha subito gli attacchi del tempo e delle intemperie, e che da un orecchio, come i pelazzi che affliggono gli uomini, sono cresciuti degli arbusti. Fa comunque la sua impressione. Sotto di noi, l’enorme cava attiva, con i vari piazzali di cava, i minuscoli – da qui – mezzi di cava, i macchinari, i cavi che corrono da tutte le parti, i blocchi ordinati pronti per essere portati via, abbacinanti e un po’ desolanti.

Sulle attuali cave di marmo c’è tanto chiacchiericcio, tanto marketing e tanti interessi.
Se vuoi approfondire e guardare con occhio critico ti consiglio di recuperare i servizi di Report sul tema.

Per il ritorno, si ripercorre la via della salita.

Escursione al David: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane meridionali, a Colonnata
📍 Partenza Colonnata (530 mslm circa)
🏅 Punti d’arrivo David (800 mslm)
📐 Dislivello 310 m
📏 Lunghezza 3,7 km
⏱️ Tempo 2 ore max
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua A Colonnata, nella piazzetta dove si ferma la navetta gratuita
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scarica la traccia per il David di Colonnata

 

Cosa fare a Colonnata: mini guida

Senza che ti faccia il pippone sulla storia del lardo (te la faccio a fine articolo, giustamente DOPO la gita al David), che non ha bisogno di presentazioni, ti lascio un breve elenco di cose da vedere a Colonnata:

  • il borgo è un gioiellino, immerso nei boschi – ma anche tra gli squarci bianchi delle cave; è bello passeggiare per le strette vie – sono proprio due passi e ci vorrà poco, perché è davvero minuscolo; da notare le due piazzette – Piazza Palestro e Piazza Meschi – completamente lastricate di marmo, un unicum anche rispetto a Carrara;
  • ovviamente assaggiare il lardo (ed eventualmente comprarne): nel centro storico è un fiorire di bottegucce, alimentari e trattorie specializzati in aperitivi a tema lardo e sue varianti (noi abbiamo provato anche la focaccia lardo e nutella, per dire); in genere è associato a pecorino, affettati e vino. La cosa spaziale è l’ironia che circonda questo iper calorico e gustosissimo alimento: i locali hanno nomi come Al lardo al lardo, Lard Rock Café e Lardo Store.
  • di fronte alla chiesa di San Bartolomeo (carina, e con il peculiare Crocifisso ricavato da un unico blocco di marmo, e forse opera della scuola di Michelangelo) c’è uno splendido – per me – Monumento al Cavatore, due lastre geometriche costellate di mini altorilievi che, in scene e scenette, raccontano il lavoro del marmo: la pulizia delle pareti, il taglio con il filo elicoidale, il trasporto a valle tramite lizzatura, e tutte le attività collaterali. Il monumento è del 1983, ma c’è una eco futurista che è davvero notevole.

Infine, ci sono le escursioni alle cave di marmo (organizzate) e l’escursione per raggiungere il murales del David di Kobra. (PS: se il dislivello di questa escursione non fa per te, puoi informarti per i tour in 4×4 o in e-Bike).

Il lardo di Colonnata, mini approfondimento

Lo so: hai visitato il borgo, hai fatto l’escursione al David, e ora c’è il momento lardo. Eccoti due informazioni mentre aspetti che arrivino a prendere l’ordinazione.

Il Lardo di Colonnata è un salume IGP. Ottenuto dal grasso dorsale del maiale, stagionato per almeno sei mesi nelle conche, le vasche scavate nel marmo bianco locale – quello che si cava, quello che già Michelangelo riconobbe come di eccezionale qualità – nelle quali il lardo riposa a strati alternati a sale, aromi ed erbe: rosmarino, aglio, pepe, spesso anche cannella o noce moscata, secondo ricette tramandate di famiglia in famiglia. Il marmo, poroso e naturalmente fresco, garantisce la maturazione lenta e il gusto morbido e aromatico del lardo.

Il lardo di Colonnata nasce come prodotto povero: era il companatico dei cavatori, densissimo di calorie (perfetto quindi per un lavoro così duro), facile da conservare e da trasportare.

Ora la smetto: buon appetito!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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