Il Rifugio Forte dei Marmi è un classico super amato delle Alpi Apuane, l’escursione è piuttosto semplice, ma con un po’ di gamba ti consigliamo di salire fino al Monte Nona per una vista spettacolare e per… tornare al rifugio in tempo per il pranzo!
Dove inizia l’escursione
Si sale verso Stazzema (LU); prima di arrivare in paese, in corrispondenza del terzo tornante da Mulina, si prosegue sulla strada secondaria (via 4 Novembre) fino a raggiungere il parcheggio di partenza dei sentieri 115 e 116. Lasciamo l’auto qui o, se è un giorno affollato, poco più in giù, lungo la strada che abbiamo appena risalito (ci sono delle piazzole). Il parcheggio è a pagamento, e c’è una fonte d’acqua.
Da Stazzema al Rifugio Forte dei Marmi
Dal parcheggio (515 mslm circa), inforchiamo i sentieri 115-116 che per qualche decina di metri stanno paralleli e poco più alti della carreggiabile che prosegue (e che offrirebbe altre soluzioni di parcheggio più avanti, ma è sterrata). In breve siamo ad un bivio (560 mslm), e tocca scegliere:
- il sentiero 116 (ex 6) diretto a Foce delle Porchette; lo si abbandona poi a quota 780 mslm per prendere il sentiero 106 diretto al rifugio;
- il sentiero 115 (ex 5) ha un tono più selvatico del precedente e sale diretto, distribuendo molto bene la pendenza, fino al bivio che prelude al Rifugio Forte dei Marmi.
Entrambe le soluzioni sono buone e abbastanza comode per raggiungere il Forte dei Marmi; su entrambi i sentieri, occhio se il fondo è umido o bagnato, perché le rocce hanno una certa scivolosità.
Per questa escursione abbiamo scelto il sentiero 115. Da descrivere è facile: una abbondante vegetazione avvolge il nostro camminare, e quasi non c’è panorama, per cui ci si concentra sul passo e sulle immancabili fioriture apuane. Quando l’abbiamo percorso noi (estate 2026) abbiamo incontrato qualche schianto sul sentiero, ma siamo riusciti a superare i punti senza particolari problemi.
Raggiungiamo così il bivio di quota 850 mslm, dove siamo accolti da una marginetta e dalla Fonte Alpe della Grotta. Per il Rifugio Forte dei Marmi si prende a destra, e in cinque minuti ci siamo.
Il Rifugio Forte dei Marmi
Il Rifugio Forte dei Marmi (846 mslm, prima chiamato Rifugio Alpe della Grotta) è un luogo molto piacevole, un piccolo nido nei boschi con un’ottima selezione di birre artigianali (guarda te cosa mi ricordo!) e una terrazza esterna sul retro che guarda il Proncinto. Sulla cucina testimonio meno ma non perché non sia valida (la zuppa di Silvia era super saporita), bensì perché qui ho avuto il mio “bagno di realtà” scegliendo il piatto del giorno – le fave con pecorino – senza sapere che, mea culpa, si trattava di fave crude. E ancora me ne sto dubbioso a pensarci! Sisi, so che per toscani e romani è un classicone, ma ecco… non mi ha proprio convinto questo abbinamento.
Il rifugio inaugurato nel 1966 ed è stato ricavato da una vecchia casa contadina – da qui il feeling. offre una bella terrazza, 45 posti letto, ed è il punto d’appoggio:
- per salire sul Monte Nona (vedi oltre) e sul Monte Matanna,
- per fare la ferrata Aristide Bruni del Monte Procinto, che vanta il titolo di prima via ferrata italiana, oppure le vie di arrampicata del monte,
- per la Traversata delle Apuane (a seconda di come organizzi le tue tappe).
Se come noi hai fatto la salita dal sentiero 115, fino a qui hai percorso 2,5 km e circa 300 metri di dislivello.

Dal Rifugio Forte dei Marmi al Monte Nona (e al Monte Matanna)
Per salire al Monte Nona (e anche al Matanna, ma questa è un’altra storia) dal Rifugio Forte dei Marmi, serve tornare indietro alla marginetta e al bivio di quota 850, e riprendere il sentiero 115 in salita.
Il primo tratto si sale per un sentiero smangiucchiato e ingombro di pietre schivando gli escursionisti con l’elmetto in testa diretti alla ferrata del Procinto; una volta sui 1000 metri di quota, inizia la bellezza, in quanto camminiamo sotto le pareti verticali del Monte Nona. Dapprima in quota, poi su una sequenza di tornantini, poi ancora in quota e ancora in salita, superando anche uno scenografico sbrego della montagna, raggiungiamo il Callare del Matanna (1138 mslm), insellatura tra Nona e Matanna.
Qui prendiamo a sinistra, per la parte più bella dell’escursione. Per salire al Nona infatti si risale senza troppo sforzo il dosso allungato che ne costituisce il settore meridionale, alternando tagli lungo il versante erboso e tratti in cresta. Sempre su percorso facile, facile da seguire, arriviamo così alla croce del Monte Nona (1301 mslm), e ci godiamo il panorama.

Per noi è una delle prime escursioni sulle Alpi Apuane, quindi di riferimenti ne abbiamo ancora pochi, ma la visuale è grandiosa e basta a farci rimanere a bocca aperta. C’è il Monte Croce, che abbiamo salito qualche giorno prima alla ricerca delle giunchiglie; c’è il Monte Forato che da qui intuiamo a fatica e soprattutto c’è la maestosa Pania della Croce.


Ci voltiamo e il Monte Matanna fa la sua tutto sommato maestosa figura, nonostante sia di pochi metri più alto del punto su cui ci troviamo. Sappiamo che in meno di 20 minuti si riesce ad arrivare in cima, ma nel momento in cui ci rimettiamo lo zaino in spalla dei nuvoloni neri lo avvolgono, facendolo… sparire! Poco male, sarà un motivo per tornare, e un ottimo motivo per affrettarci a tornare al rifugio!
Per la discesa al Rifugio Forte dei Marmi, seguiamo la via della salita; per tornare all’auto idem, ma come hai letto più sopra, puoi scegliere dei due sentieri di salita quello che non hai fatto.
Rifugio Forte dei Marmi e Monte Nona da Stazzema: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Alpi Apuane settentrionali, a Colonnata |
| 📍 Partenza | Stazzema, parcheggio (515 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Forte dei Marmi (846 mslm), Monte Nona (1301 mslm) |
| 📐 Dislivello | 760 m |
| 📏 Lunghezza | 4,3 km la salita |
| ⏱️ Tempo | 2 ore e 15 m la salita |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | Al parcheggio di partenza / alla Fonte Alpe di Grotta |
| 🗺️ Cartografia | Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scarica la traccia per Rifugio Forte dei Marmi e Monte Nona |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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