Quando vedi una malga tradizionale – la struttura in legno, il tetto che chissà quante nevicate ha visto, i prati verdi nei quali è immersa – non ti viene certo in mente che possa arrivare direttamente da un passato così antico.

Beh, Malga Pieralongia è una delle più antiche malghe della Val Gardena. E se non bastassero gli storici natali, ad attirarti fin quassù, ci sono i panorami di Odle, Sassolungo e Sassopiatto, e un paesaggio che definire fiabesco è poco.

la cresta delle Odle da Malga Pieralongia

Da dove partire per arrivare a Malga Pieralongia

Il punto di partenza dell’escursione è località Col Raiser (2107 mslm), nel pieno del mondo verdissimo di prati perfetti alla base delle Odle. Per arrivare qui, hai due possibilità:

  • la cabinovia Col Raiser, che si prende a Santa Cristina in Valgardena. La traversata dura circa 10 minuti, durante i quali puoi farti venire l’acquolina ammirando la vista aerea.
  • salire a piedi dalla stazione a valle della cabinovia (1551 mslm). L’escursione segue la forestale (sentiero 1) fino a località Sangon (1813 mslm), dove un sentiero si stacca sulla sinistra per salire a Col Raiser.

Se scegli la seconda alternativa, devi aggiungere 550 metri di dislivello al computo totale, ma la salita non è mai troppo erta.

Alla base delle Odle

Da Col Rasier il sentiero 4 ti porta in una ventina di minuti al Rifugio Firenze (Regensburger Hütte, 2040 mslm): un percorso facile, che ti fa perdere un po’ di quota. Da qui puoi prendere il sentiero 1 che sale direttamente a malga Pieralongia.

Io ti consiglio di scegliere la via che sulla destra costeggia la base della Muntejela: è il sentiero 3 ed è decisamente panoramica.

Raggiunto il primo bivio che incontri (2140 mslm) prendi il sentiero n. 2b sulla sinistra. L’ambiente cambia radicalmente, ora, perché il sentiero inizia a salire deciso lungo le ghiaie che scendono dalle cime delle Odle. Questo tratto di sentiero è magnifico. Superata la prima ripida salita, ti trovi a proseguire sostanzialmente in piano attraverso un ambiente lunare di massi e pietre.

L'ambiente di massi salendo a malga Pieralongia

Malga Pieralongia

Malga Pieralongia (2297 mslm) si trova in una posizione invidiabile, ma non solo: sei a metà dell’escursione ad anello, e questo è il luogo ideale per fermarsi a pranzo.

Ma prima di buttarti sui taglieri di affettati e formaggi e sui dolci fatti in casa, guardati attorno perché ne vale la pena. Quella che hai davanti ai tuoi occhi è, letteralmente, un cucciolo di malga.

I muri in legno, le panche e i tavoli all’esterno, le lavagnette nere sulle quali sono scritti i menu, le semplici decorazioni di rami di mugo: tutto qui parla di una ospitalità cortese e calorosa. Una fontanella cinguetta gioiosa, le galline razzolano libere, mentre a poca distanza mucche e asini sono liberi di pensare agli affari loro, tanto un contributo l’hanno già dato: partecipare all’atmosfera di tranquilla fiaba di questo posto.

E poi, Malga Pieralongia ha tutto l’appeal di un luogo in cui il tempo si è fermato. Nessun generatore ti farà storcere il naso con il suo ronzio: perché non c’è! La cucina funziona a gas e i pannelli solari alimentano il frigorifero e permettono di illuminare l’interno della malga durante la sera. Lodevole, da parte della gestione, lo sforzo fatto per mantenere l’atmosfera e la storia di una delle malghe più antiche della Val Gardena.

Ma ttornando a noi. La malga, aperta da metà giugno a metà ottobre, offre le specialità tipiche della zona: taglieri di salumi e formaggi, dolci fatti in casa, latte fresco. Così fresco che qui puoi assaggiare il latte non pastorizzato, e trovarlo così saporito che tornare a quello del supermercato ti sarà difficile!

Se l’ospitalità è calorosa, quello che trovi sulla tavola è decisamente genuino. I piatti – solo cucina fredda – arrivano “come devono essere fatti”: i taglieri sono spettacolari. Ma sono gli yogurt a rubarsi il trofeo di “piatto forte” della malga: indescrivibili (e freschissimi)!

Insomma, un posto che trasuda amore: se sei in Val Gardena, devi andarci. In più, se passi di qui – come abbiamo fatto noi – a inizio stagione, e la neve si è ritirata da poco, “rischi” di trovare i prati invasi dalle fioriture dei crochi (una delle nostre passioni).

L'esterno di Malga PIeralongia

La discesa dalla Malga Pieralongia

Una volta lasciata Malga Pieralongia, il sentiero 2b riprende deciso verso ovest, in direzione del Rifugio Troier (2271 mslm). È forse il tratto più bello e panoramico di tutta l’escursione: il paesaggio muta completamente, dall’atmosfera lunare delle Odle di malga Pieralongia al ritorno del verde intenso dei prati a dominare il paesaggio.

Davanti agli occhi, per tutto il tempo, il massiccio del Sassolungo, che tuttavia è costretto a fare a gara – se è la stagione giusta – con l’enorme quantità di stelle alpine che fanno capolino tra l’erba.

Superato il Toier, il percorso prosegue verso il laghetto Lech da Iman (2200 mslm circa), uno dei diversi laghetti glaciali della zona. Qui il sentiero diventa una carrareccia che ti riporta direttamente alla stazione di arrivo della cabinovia Col Raiser.

Vista sul Sassolungo

Malga Pieralongia in breve

Partenza: arrivo della cabinovia di Col Raiser (2107 mslm). Puoi partire a piedi da Santa Cristina di Val Gardena (1551 mslm)

Arrivo: Malga Pieralongia (2297 mslm)

Dislivello: 340 m da Col Raiser. Aggiungi 550 m se sali a piedi da Santa Cristina

Durata: circa 3 ore il giro ad anello

Stagione consigliata: da metà giugno a metà ottobre (quando è aperta la malga)

Difficoltà: facile. Il dislivello è concentrato in pochi tratti brevi più ripidi, faticosi solo per chi non è assolutamente allenato.

Cartografia: Tabacco n. 05 – Val Gardena – Alpe di Siusi (se non ce l’hai puoi comprala su Amazon)

Malga Pieralongia: una delle malghe più antiche della Val Gardena pin