In due mesi di permanenza sulle Alpi Apuane, vuoi non salire sul Monte Pisanino, il rilievo più alto di questa bella catena montuosa? Noi l’abbiamo fatto in una bella (e per fortuna non troppo calda) giornata di primavera. Ti guidiamo lungo la via normale di questa strepitosa cima.

Quanto è difficile la salita al Monte Pisanino

Lo diciamo subito: la salita al Monte Pisanino è difficile, e non per il dislivello implicato. La via normale  al Monte Pisanino è destinata ad escursionisti esperti, in quanto sia lungo tratto cruciale del traverso, che sull’erba in quota – ben metà dell’escursione – richiede assoluta saldezza di piede, insensibilità alla vertigini e concentrazione (leggi con attenzione la descrizione per renderti conto).

L’escursione è inoltre esigente dal punto di vista fisico soprattutto se è stagione calda, in quanto con il ritorno può coincidere un pericoloso calo dell’attenzione.

⚠️ Lo ripetiamo, anche a fronte dei regolari incidenti che si svolgono su questa cima: affronta questa escursione SOLO se sei a tuo agio in ambienti selvaggi, esposti e isolati e con meteo è stabile. La salita è classificata di difficoltà EE/F.

Ulteriore avvertenza: serve una giornata di meteo impeccabile, ed è meglio se non ha piovuto nemmeno il giorno prima – il rischio di scivolamento ne sarebbe troppo accresciuto. Ovviamente, da evitare anche i nevai residui di inizio primavera.

Dove inizia l’escursione

Risaliamo la Val Serenaia in auto fino a superare il Rifugio omonimo; in corrispondenza del primo tornante che incontriamo – poche decine di metri dopo – c’è un parcheggio gratuito. Lasciamo l’auto qui (1086 mslm).

Dal Rifugio Val Serenaia alla Foce di Cardeto

Troviamo indicazioni per la Foce di Cardeto e per il sentiero 178 già nel parcheggio, così ci infiliamo nel bosco e seguiamo i segnavia, apparentemente senza problemi. Dico senza problemi perché il discorso non è così banale.

Infatti, se all’inizio il sentiero è evidente, tra qui e la foce le cose non sono propriamente lineari. Camminiamo in una faggeta a tratti densa, a tratti più ariosa, seguendo un itinerario non necessariamente lineare, perché dobbiamo aggirare o scavalcare affioramenti rocciosi isolati. Facciamo curve, meandri, tornanti, improvvise salite lungo “canaloni” nel bosco, tratti in quota, altre curve. In particolare, incontreremo un pendio più ripido, per salire il quale il tracciato del sentiero non è molto chiaro – la vegetazione abbondante e le rocce affioranti, nonché alcuni bolli scoloriti, non aiutano certo.

La traccia GPX che trovi a fine articolo può esserti molto utile!

Superato questo punto, il bosco inizia a diradarsi, ma manca ancora un po’ alla prima tappa dell’escursione. Superati degli splendidi libri di roccia, bisogna ora schivare i blocchi di un’antica frana piegando sulla destra e poi seguire un’ultima rampa per la Foce di Cardeto (1630 mslm). Se non altro, sia la faggeta iniziale che l’ultimo tratto – un’ampia conca avvolta da Monte Cavallo e Pizzo Altare – sono molto belli.

A questo punto tiriamo il fiato, perché il prosieguo dell’itinerario ce ne farà vedere delle belle!

Dalla Foce di Cardeto al Monte Pisanino

E ora, per la parte intensa dell’escursione. Dalla Foce di Cardeto si scende con decisione verso est sui sentiero 178-179; questo tratto è a modo suo già incasinato, eroso sul fondo e invaso per un breve tratto dalla vegetazione arborea. Perdiamo un bel po’ di quota fino a raggiungere un grosso masso con scritta a vernice blu la parola PISANINO (1560 mslm): prendiamo a sinistra e, da adesso, seguiamo i bolli e le frecce di questo colore, su sentiero non numerato, fino alla cima.

Continuiamo a perdere quota, scendendo su rocce incise e levigate e accedendo infine al versante orientale della dorsale composta da Pizzo Altare, Pizzo Maggiore e Pisanino (questa infilata di scabri rilievi è spettacolare vista dal percorso che stiamo per intraprendere, nonché dalla vetta del Pisanino).

Lungo la via normale al Monte Pisanino avrai da osservare le fioriture spettacolari (tra le quali delle eccezionali, gonfissime peonie selvatiche), l’apertura sempre più ampia verso i boschi alla tua destra, la bellezza del versante tagliato dal sentierino sul quale poggi i piedi, la dorsale aguzza sopra di te… ma anche, alle tue spalle, l’apparizione delle cave della Focolaccia. Queste ultime si materializzeranno gradualmente come un “ghiacciaio” bianchissimo che si è mangiato una intera sella; nel contempo, vedrai spuntare tra i boschi altre ferite – cave più piccole, saggi di cava, strade di servizio regolari e sembre bianchissime… se stai salendo al Pisanino in settimana, molto probabilmente al gracchiare dei volativi sarà accompagnato il suono dei mezzi e degli attrezzi di lavoro dei cavatori.

Ecco le sei parti di questo percorso:

  •  risali per tornantini fino a quota 1700 mslm circa;
  • segui il tratto quasi in quota inciso sottilissimo nel versante: contrariamente a quanto si pensa, NON è il tratto successivo il vero punto critico del percorso, bensì questa. Il versante è davvero esposto ripido, e sbagliare passo qui ha conseguenze nefaste. Colpa del fondo non regolare, certo, ma anche del palèo (o palèr in dialetto carrarino), l’erba che ricopre quasi ogni cosa. Il tratto in quota segue l’andamento del versante, entrando e uscendo da gobbe e avvallamenti;
  • a chiudere questo tratto, il famigerato traverso: quello che nelle foto viene sempre mostrato artificialmente inclinato in modo da rendere un maggiore “effetto paura”. In realtà, questo passaggio è paradossalmente più semplice di quello in quota, in quanto è breve, presenta tantissimi appoggi per i piedi ed eventualmente appigli per le mani, e offre inoltre un “camminamento” di poche decine di centimetri più basso, più semplice, e che tutti sembrano ignorare. Passo sicuro, assenza di vertigini, concentrazione e meteo stabile sono comunque essenziali per percorrerlo in sicurezza.

  • una rampa pendentissima e sei su Foce Altare (1710 mslm), da dove si inforca un tratto di cresta erbosa (e ripida anch’essa) per arrivare al’imbocco del Canale delle Rose;
  • il Canale delle Rose è… beh, è un canale assolutamente ripido, con presenza di materiale sciolto, e lungo il quale ti troverai a salire con gli arbusti di rosa di montagna praticamente in faccia! Certamente faticoso e un po’ lungo, ma si affronta bene – anche grazie all’esposizione decisamente minore rispetto ai tratti precedenti!
  • infine, le ultime creste. Torna l’esposizione – anche notevole – mentre superiamo alcuni saliscendi tra modeste antecime in sequenza; il percorso si segue comunque bene, non c’è bisogno di mettere le mani (se non pochissimo), e c’è l’esaltazione della cima che si avvicina.

Il Monte Pisanino: il re delle Alpi Apuane

Dalla vetta del Monte Pisanino (1946 mslm) il panorama è eccezionale, ampio, rinfrancante. Alterna morbidezza a scabrosità, vette erbose che invogliano a salire e denti roccioso che inquietano per la verticalità e l’irraggiungibilità. Ci sediamo su questo cucuzzolo che offre spazio a sufficienza, mangiamo il nostro paninetto ed è il momento di commuoversi di fronte a questa innegabile meraviglia (chiudendo per un attimo gli occhi sullo scempio delle cave) e assaporando di quanta bellezza è capace la natura.

In dotazione alla cima: croce di vetta, nicchia con Madonna di marmo e libro di vetta, nonché un adesivo lasciato da non so chi e che recita “senza salita non vale”. 

Via del ritorno

Per il ritorno, si scende per la via di salita. Come già indicato nelle avvertenze, non abbassare la concentrazione solo perché hai già raggiunto la cima, ma rimani sul pezzo almeno fino a Foce di Cardeto.

ATTENZIONE! Molti sono tentati a questo punto di fare un giro ad anello e scendere per la Bagola Bianca. Sbagliatissimo! Solitamente la Bagola Bianca si fa in salita ed è comunque più tecnica della via normale. Mai improvvisare nulla solo perché si vede la traccia sulle app!!

Via normale al Monte Pisanino sulle Apuane: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Alpi Apuane settentrionali, Val Serenaia
📍 Partenza Parcheggio in zona Rifugio Val Serenaia (1086)
🏅 Punti d’arrivo Monte Pisanino (1946 mslm)
📐 Dislivello 1080 m
📏 Lunghezza 9,2 km
⏱️ Tempo 7 ore
😅 Difficoltà Difficile
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia Carta 4Land 1:25.000 Alpi Apuane
🛰️ Traccia GPS Sì: scarica la traccia della via normale al Monte Pisanino

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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