Questo articolo ti spiega come salire al Monte Prado dal Rifugio Isera. L’escursione ti farà attraversare ambienti a dir poco stupendi. Nn è la via più breve per salire alla cima più alta della Toscana, ma è sicuramente una delle più belle… soprattutto se la percorri in autunno quando i mirtilli sembrano andare a fuoco dal colore che prendono!
Noi ci siamo innamorati di questa escursione appenninica, non solo per la facilità dell’itinerario – è sì lungo, ma si percorre davvero bene – ma anche perché questa zona è una meraviglia per il foliage, in quanto le faggete lasciano posto alle praterie d’altura, dove il rosso dei mirtilli si intramezza al verde cupo dei ginepri. Se dovessi quindi consigliarti una stagione per questa escursione, non avrei dubbio: autunno, e in una bella giornata di sole, così che le Alpi Apuane – grandi protagoniste del panorama – siano terse e magiche.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Dove lasciare l’auto
Raggiungiamo il Rifugio Isera (1209 mslm), nel cuore del parco dell’Orecchiella. La strada è comoda e asfaltata (solo gli ultimi 200 metri sono sterrati, ma non danno difficoltà ad auto normali). Qui è presente ampio parcheggio.
Il Parco dell’Orecchiella e il Monte Prado
L’Orecchiella è un’area protetta della Garfagnana, in provincia di Lucca. Fa parte del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e comprende le riserve statali di Orecchiella, Pania di Corfino e Lamarossa: un territorio fatto di faggete, abetine e praterie d’alta quota, tra le quali si snoda una rete di sentieri ben mantenuti e molto piacevoli da percorrere grazie alle pendenze in genere contenute. L’Orecchiella ospita cervi, mufloni, lupi e aquile reali. Oltre al centro visitatori, situato in una posizione deliziosa e con un bar, nell’area è presente il giardino botanico Maria Ansaldi Pania di Corfino.
Questa escursione si svolge in gran parte all’interno dell’Orecchiella. Il Monte Prado, come tutto il parco, è un luogo dalla ricca biodiversità, soprattutto floristico: è stato infatti soprannominato “paradiso botanico”, e gli studi sono qui iniziati gà nell’Ottocento.
Con 2054 metri di quota, il Monte Prado si guadagna invece il titolo di cima più alta della Toscana… ma non di questo settore di Appennino: il Cusna e soprattutto il Cimone sono più alte, ma si trovano in territorio emiliano. Altra curiosità: sarà la cima più alta, ma non lo dà a vedere: la forma tozza e morbida infatti lo rendono più soft rispetto alle vicine e aguzze, complicate Apuane.
Dal Rifugio Isera al Passo degli Scaloni
Guardando il Rifugio Isera, prendiamo il sentiero sulla sinistra e risaliamo alle spalle del rifugio e della sua radura; in breve sbuchiamo su un’ampia forestale immersa in una bella e luminosa faggeta.
Raggiungiamo il primo tornante (1260 mslm) e inforchiamo il sentiero 564 che piega leggermente sulla destra, iniziando a salire. Seguendo i segnavia bianco rossi, facendo un’ampia ansa nel bosco, raggiungiamo in breve la Sella di Campaiana (1499 mslm), che per un momento ci offre la vista del cielo, un primo panorama “appenninico”. A questo punto, il nostro consiglio e di seguirci nell’avventura e attraversare uno dei più bei boschi autunnali che abbiamo mai visto.
🍃 Quello che ricopre la Serra di Corfino è davvero uno dei boschi più magici che abbiamo attraversato. Nel cuore di un autunno ancora un po’ caldo, abbiamo camminato sotto una volta d’oro, su un tappeto di rame, con la luce che apriva leggiadri spiragli tra le chiome.
La salita alla Serra di Corfino, seguendo il sentiero 564 sulla sinistra, implica le pendenze più accentuate dell’escursione, in particolare su un paio di tratti più ripidi (niente comunque di troppo impegnativo); dopo aver attraversato una strada, c’è l’attacco alla serra vera e propria… serra che è ingannevole, perché in alcuni tratti sembra che non ci faccia mai guadagnare quota, e perché di vette ne ha più o meno due, e perché entrambe non ti danno soddisfazione con un panorama, perché completamente avvolte nella faggeta. In cambio, però, cammini nella bellezza più assoluta, e tanto basta.
In ogni caso il dislivello lo facciamo eccome, fino a quando raggiungiamo la cima della Serra di Corfino (1692 mslm), scendiamo un pelo e risaliamo fino a quando usciamo dal bosco e siamo sulla Sella di Lamarossa (1663 mslm). Ora per la parte di meraviglia dell’escursione.

Meraviglia perché siamo a camminare lungo versanti erbosi, gineprosi (si può dire?) e ricoperti di mirtilli che in autunno si fanno rosso sangue; seguiamo le ondulazioni dei rilievi fino a guadagnare la sella chiamata Fontana del Buon Vino (1762 mslm).
Qui inizia l’unico tratto della salita che richiede attenzione: gli Scaloni, appunto. Si tratta di un sentiero che si svolge lungo il versante meridionale del roccioso Monte Vecchio – che dobbiamo aggirare – e sale stretto, con alcuni passaggi “di roccia” (non servono nemmeno le mani, ma ci sono) e in genere la richiesta di attenzione. Il sentiero ci deposita sul Passo degli Scaloni (1962 mslm), dove facciamo una paura gustandoci la rivelazione della vista verso nord.
Dal Passo degli Scaloni al Monte Prado
Raggiunto il Passo degli Scaloni, resta la vera e propria salita al Monte Prado seguendo il sentiero 00, che consta di una serie di facili saliscendi che superano alcune ampie selle. La parte più difficile sarà staccare lo sguardo dal panorama infinito in direzione appenninica, e dalle più drammatiche Apuane verso sud ovest.
L’ultima salita è quella che avviene al cospetto della meta – del quale vediamo la croce – lungo la dorsale sud; infine eccoci, sulla vetta del Monte Prado (2054 mslm). Alpi Apuane in gran spolvero giusto oltre il blocco di roccia chiara sul quale sono segnati nome del monte e quota, bellissima vista giù verso l’area della Bargetana e il lago omonimo, e verso gli Appennini non si sa cosa guardare: se le gobbe morbide sul fondo delle valli, o la vegetazione che come onde risale i versanti.
Piccolo anello per il ritorno
Nonostante tu possa scendere a valle per la via dell’andata, ti consiglio una piccola variazione.
Una volta tornato alla Sella di Lamarossa, invece di affrontare di nuovo in salita la Serra di Corfino, prendi a destra il sentiero 566 diretto appunto alla radura di Lamarossa; dopo una lunga ma semplice discesa tra i faggi, e superata anche l’ampia radura di Lamarossa, raggiungerai un’ampia strada forestale in corrispondenza di un tornante: qui tieni la destra in discesa, fai un paio di tornanti e un tratto di rettilineo e, a quota 1365 mslm circa, prendi a sinistra un evidente sentiero – segnalato da un cartello con bollo rosa – diretto al Rifugio Isera. Il sentiero segue un ruscello fino alla rete di strade a nord del Rifugio Isera – le stesse che hai percorso all’andata.
In questo modo, ti risparmierai la risalita della Serra di Corfino, e il relativo dislivello.

Monte Prado dal Rifugio Isera: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Appennino Tosco-Emiliano, versante Garfagnana, provincia di Lucca |
| 📍 Partenza | Rifugio Isera (1209 mslm) |
| 🏅 Punti di interesse | Monte Prado (2054 mslm) |
| 📐 Dislivello | 900 mslm |
| 📏 Lunghezza | 17,2 tutta l’escursione |
| ⏱️ Tempo | 7 ore |
| 😅 Difficoltà | Media-difficile: un po’ più di attenzione è richiesta per il Passo degli Scaloni ed è comunque una gita lunga. |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | / |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: puoi scaricarla qui |







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