Qualche ora libera in un settembre pomeriggio dalla luce calda, la voglia di camminare, e quella curiosità – che spesso mi prende quando sono sul mio amato Altopiano dei Sette Comuni – di scoprire un tassello in più della tormentata storia di questo territorio. Apro la carta topografica, curioso attorno la casa che ho affittato per qualche giorno: scopro il Monte Valbella, ci vado. Quello che ne è uscita è un’escursione non convenzionale, sicuramente poco frequentata, ma piacevole e “storicamente” appagante. E il panorama di morbidi prati che riverberano in lontananza è un plus.

Altopiano con mucche

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Da Bertigo alla cima del Monte Valbella

L’auto si lascia all’imbocco di contrada Bertigo (1100 mslm circa), sulla strada che dal Turcio sale verso Gallio. Non ho ben capito se il grande piazzale sterrato lungo la strada sia parcheggio pubblico oppure afferisca al chiosco con l’imponente scritta FORMAIO D.O.C. (propendo per la seconda…), in ogni caso l’escursione parte da qui.

L’alternativa è percorrere contrada Bertigo fino al parcheggio dell’impianto di risalita; qui c’è un ampio parcheggio e, in corrispondenza all’accesso a Malga Ronco Carbon, un cartello è molto chiaro nell’indicarti la direzione per Monte Valbella. Si fa in questo caso il giro in senso inverso rispetto al mio.

Dal parcheggio si imbocca la strada “contrada Bertigo” verso est e si “sta bassi” scendendo lungo la strada pedonale verso un piccolo laghetto (nel dubbio, segui la mia traccia); lo si circumnaviga e si percorre la stradina dietro le ultime case della contrada. Stradina che poi si fa quasi sentiero, bordato sulla destra dalle tipiche laste di pietra – tradizionalmente usate per delimitare le proprietà.

Una ripida pendenza ci fa guadagnare quota fino a incrociare una strada bianca che corre sul culmine di un dosso allungato (1200 mslm). Qui prendiamo a destra. Dopo un panorama di morbidi prati, la sterrata ci porta verso macchie di bosco: in corrispondenza di un cancello (1280 mslm), e prima che il panorama si apra di nuovo in corrispondenza di prati e piloni di impianti dismessi, prendiamo a sinistra il sentiero 805.

Qui c’è un po’ di confusione tra cartografia, strade bianche e segnaletica sul posto, la quale predilige in questa zona i percorsi per cavalli. In ogni caso, dalla mia traccia il percorso dovrebbe essere chiaro.

Seguendo questa strada – apparentemente non molto percorsa – scendiamo in una conca dalla vegetazione arbustiva, incrociamo la Via Tilman, proseguiamo ancora in morbida salita. Arriviamo così alla coma del Monte Valbella (1311 mslm), caratterizzata (ohimè) dalla stazione di arrivo di impianti di risalita Malaghetto. Le mucche pascolano tra i piloni.

Monumento di Monte Valbella

Il Monumento ai Caduti di Monte Valbella

Proseguendo oltre la stazione, poco valorizzato ma per lo meno ben tenuto, c’è il Monumento ai Caduti che cercavo: quello al 5° Reggimento Bersaglieri. Si tratta di una piattaforma di pietra sulla quale sono raccolti diversi monumenti; un pannello racconta la storia militare di questa cima apparentemente modesta, che però fu “cerniera vitale” tra fronti, luogo ambito dalle forze in gioco e, nel 1918 – dopo Caporetto – teatro di sacrifici da parte dell’esercito italiano; e proprio dopo la celebre disfatta, la resistenza all’assalto austriaco e la vittoria italiana su questo colle furono il primo segnale della rivincita.

Una croce, un piedistallo, un mazzo di acciaio ritorto, bombe, elmetti di bersaglieri e aquile, una colonna mozza che ricorda la partecipazione dell’esercito francese agli scontri. A tenere in piedi il senso di commemorazione qui sono soprattutto il silenzio e la placidità dei prati.

PS nei pressi dei piloni, indicata da un cartello dell’Ecomuseo della Grande Guerra e a 5 minuti di stanza, c’è una trincea ripristinata. Ci si accede a partire dalla sinistra del Monumento ai Caduti.

Da Cima Valbella ritorno ad anello

Il ritorno a valle può essere fatto per la stessa via, oppure si può fare un piacevole e non difficile anello – in fondo, da qui è tutta discesa:

  • si prosegue sulla forestale in discesa che si lancia a valle verso Malga Ronco Carbon (1157 mslm);
  • al laghetto, si prende a sinistra la strada asfaltata di contrada Laben;
  • si prosegue dritti, tra i prati, fino a contrada Bertigo, dove il giro finisce. Bellissimi alcuni scorci di grandi alberi isolati che si stagliano sul profilo dei dossi.

Quei due alberi isolati

Anello di Cima Valbella: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo A sud di Gallio, sull’Altopiano dei Sette Comuni
📍 Partenza Contrada Bertigo (1100 mslm)
🏅 Punti di interesse Monte Valbella (1311 mslm)
📐 Dislivello 260 m
📏 Lunghezza 7 km l’anello
⏱️ Tempo 1 ora e mezza
😅 Difficoltà Facile
💧 Acqua A Bertigo
🗺️ Cartografia Carta 1:25.000 Tabacco n. 50 – Altopiano dei Sette Comuni, Asiago
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui.