È un itinerario bellissimo, quello del Monte Zermula per la via ferrata e per la Cresta delle Trincee. Ci sono il panorama, l’ambiente, la storia. Per noi c’è anche un denso ricordo che esula dal resoconto di una gita, ma che ci farà sempre sentire questo luogo con affetto.  Ti chiedo di percorrere con attenzione questi sentieri, godendo di ogni passo e di ogni tiro di ferrata; ne vale la pena.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Passo Cason di Lanza e Rifugio Cason di Lanza

La strada per arrivare al punto di partenza è quella che si inerpica fino al Passo Cason di Lanza: tortuosa, stretta, ma ben tenuta. I tornanti sembrano non dover finire mai, ma alla fine lo fa e ti ritrovi in un posto bellissimo: il Rifugio Cason di Lanza.

Già che ci siamo te lo dico subito: al Rifugio Cason di Lanza, il nostro occhio attento ha scorto taglieri bellissimi e un menù molto interessante- Imperdibile la crema mascarpone, davvero superba e ottimi cjarsons dolci con ripieno di ricotta, cioccolato, uvetta e frutta secca.

Rifugio Cason di Lanza

La Ferrata degli Amici della Montagna

Lasciata l’auto nel parcheggio antistante (1552 mslm), ci prepariamo ad affrontare l’avvicinamento alla Via Ferrata Amici della Montagna, primo tratto di escursione di oggi. L’avvicinamento ha un attacco un po’ modesto: c’è sì il segnavia 442b ad indicarcelo, ma è girato quindi poco visibile. Per intenderci: dando le spalle al rifugio c’è un cartello che indica sulla sx la via ferrata per salire allo Zuc della Guardia e va verso l’edificio dell’Ottavo Reggimento Alpini, il sentiero inizia lì, ma punta più dritto (guarda bene).

Per arrivare all’attacco della via ferrata, serve poco meno di un ora di avvicinamento con passo tranquillo. Si attraversa il bel bosco che gradualmente sfuma nel paesaggio carsico del versante nord dello Zermula: il sentiero meandra tra rocce levigate e piccoli inghiottitoi, aggira uno sperone roccioso e si infila in salita dentro un canalone, dove la pendenza si fa più tosta. Di fronte a noi le pareti lisce e verticali del monte: l’attacco si trova lì.

Per raggiungere l’attacco della Ferrata Amici della Montagna al Monte Zermula, si segue un mix di segni bianco rossi e cerchi gialli.

Giusto all’attacco c’è un terrazzino (1820 mslm) ampio abbastanza per indossare con agio l’imbrago e mettere il caschetto; quest’ultimo è fondamentale sempre, ma in questo caso ancora di più perché non è raro che dei sassi vengano scagliati dalle persone che stanno percorrendo la ferrata davanti a te.

La ferrata Amici della Montagna consta di 14 tratti di cavo, che si alternano su pareti quasi verticali, tratti obliqui e brevi cenge laterali (queste ultime perfette per riprendere fiato). Viene data come moderatamente difficile, e in effetti – pur non richiedendo tecnica particolare – è abbastanza muscolare in diversi tratti verticali che offrono sì appigli, ma sono piuttosto piccoli e spesso consunti dall’uso. È comunque una via che classicamente viene percorsa anche da chi è alle prime armi con le ferrate.

Punto più bello della salita sono sicuramente le “canne d’organo”, o Rillenkarren secondo la professionale nomenclatura tedesca: sono solchi regolari creati dal carsismo superficiale che ha modellato questo versante; suddivisi da pareti aguzze, si trovano lungo un tratto particolarmente verticale della ferrata, e sono decisamente suggestivi.

Prima dell’ultimo tratto di ferrata, si trova il contenitore rosso con il libro di ferrata.

Monte Zermula

La vetta del Monte Zermula

Appena sbucati dalla via ferrata sullo stretto camminamento (2095 mslm), vale la pena di prendere sulla destra e percorrere il breve sentiero sospeso (solo l’inizio e leggermente esposto) che porta ad una sella e, da qui, con meno di cento metri di dislivello, alla sommità del Monte Zermula (2143 mslm), cono erboso sul quale si trova la croce di vetta e il relativo libro.

Da qui ci si gode un bellissimo panorama, dal quale si stagliano la Creta di Aip verso nord, il complesso del Monte Paularo e del Dimon verso ovest, Tersadia, Sernio e Grauzaria verso sud… ma si potrebbe continuare.

La cima dello Zermula, bordata poco più in basso da trincee che guardano l’Austria e preludono al prossimo tratto di escursione, è piacevolmente ampia da giustificare l’uso di un paninetto rifocillante dopo gli strattoni della via ferrata.

Il Sentiero delle Trincee del Monte Zermula

Per inforcare questo sentiero – che viene chiamato anche Via delle Trincee o Percorso in Cresta – si ritorna all’uscita della via ferrata e si prosegue sulla sinistra sulla cengia ghiaiosa (cartello in legno evidente).

Da qui, si srotola sotto ai nostri piedi un vero e proprio museo a cielo aperto: costeggeremo il versante roccioso dello Zermula e poi brevemente saliremo sul pianoro sommitale accompagnati dalle tracce della linea di fronte della Prima Guerra Mondiale.

Prima di avviarci: il percorso delle trincee dello Zermula è in parte esposto e va percorso con attenzione. Il fondo a ghiaino e certe piccole pendenze in discesa richiedono passo fermo.

Mentre camminiamo, un cenno di storia. Durante il primo conflitto, lo Zermula ospitava un tratto del fronte, e vi erano state approntate gallerie e trincee. Il passo Cason di Lanza e la Val d’Incarojo erano infatti potenziali vie d’accesso alla Carnia e alla pianura friulana, e andavano quindi protetti.

Lungo il percorso, vedrai:

  • gallerie scavate nella roccia che attraversano lo stretto monte, e che possono essere percorse con attenzione (e una torcia); una di queste gallerie termina nel cosiddetto “triplice osservatorio”;
  • trincee e i resti dei baraccamenti sul pianoro sommitale; a questi si accede seguendo, una volta raggiunto un evidente bivio lungo la cresta, i segni verdi posti sulla roccia. Una volta in cima, si possono esplorare alcune trincee – si deve poi tornare sui propri passi fino al bivio;
  • muretti e fortificazioni;
  • la storica iscrizione lasciata su roccia dal 35° Battaglione Alpini Susa.

Nell’ultimo paragrafo di questo articolo trovi le istruzioni per fare il sentiero delle trincee evitando la via ferrata.

Discesa ad anello

A questo punto, il Sentiero delle Trincee ci fa scendere lungo il versante orientale erboso dello Zermula, fino a Forca di Lanza (1831 mslm), ampia sella tra Zermula e Monte Pizzul – il rilievo conico e verdissimo che abbiamo di fronte, scendendo. Sulla sinistra c’è la scheggia rocciosa e isolata dello Zuc della Guardia.

Dalla forca prendiamo a sinistra (indicazioni) il sentiero 442a che scende con la sua calma verso il Cason di Lanza, passando per la bellissima conca che sta alla base dello Zuc della Guardia; qui scorre un fresco e abbondante ruscello, nel caso ti serva acqua (il rifugio però ormai è a breve distanza).

La discesa è semplice fino al rifugio, occhio solo alle pietre lungo il sentiero che, se umide, sono scivolose.

Silvia verso il Monte Zuc della Guardia

Due ferrate nello stesso itinerario? Lo Zuc della Guardia

Se terminata la salita al Monte Zermula hai ancora gambe, beh la zona offre la piacevole possibilità di fare due vie ferrate nella stessa escursione, concatenando dopo la Ferrata degli Amici della Montagna, la Ferrata degli Alpini allo Zuc della Guardia, la ripida “pinna” rocciosa dal fianco a mughi che si staglia a sud est oltre la Force di Lanza.

Puoi leggere la relazione della Ferrata degli Alpini allo Zuc della Guardia qui.

Ferrata degli Alpini allo Zuc della Guardia da fare in serie con lo Zermula

La via ferrata ha una difficoltà assimilabile a quella del Monte Zermula: piuttosto verticale, ma ben appigliata, e abbastanza ben tenuta (un paio di fittoni saltati, ma nulla che ne comprometta l’utilizzo). Modesta croce di legno in vetta ed eccoci alla parte più delicata: la discesa che si fa su fondo ghiaioso e sconnesso. In caso di pioggia è assolutamente sconsigliata.

La deviazione da Forca di Lanza, su per la via ferrata fino alla cima dello Zuc della Guardia e giù per riprendere il sentiero 442a che scende al Cason di Lanza richiede tra i 45 minuti e l’ora a seconda della tua preparazione.

Visitare la Via delle Trincee dello Zermula senza fare la ferrata

Sì, è possibile. In breve:

  • dal Rifugio Cason di Lanza, sali sul sentiero 442a (segnavia per la Ferrata degli Alpini sullo Zuc della Guardia, passa di fronte al Rifugio VIII Battaglione Alpini, chiuso);
  • a Forca di Lanza, ignori il primo bivio (Ferrata degli Alpini) e, al secondo, prendi a destra il sentiero 442, diretto all’imponente Zermula di fronte a te;
  • dopo poche decine di metri, c’è un bivio: prendi a destra – ti troverai così a salire rapidamente fino alla Via delle Trincee;
  • percorri la via delle trincee nella sua interezza (valgono le avvertenza di cui sopra);
  • superata l’uscita della via ferrata (cartello), puoi proseguire dritto fino alla cima dello Zermula (leggi tre paragrafi più in su);
  • rientri per il sentiero 442 – meno esposto, più semplice -con un piccolo anello fino a Forca di Lanza, e da qui scendi al rifugio.

vista sulla Creta di Aip

Monte Zermula per la Ferrata degli Amici e Sentiero delle Trincee: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sulle Alpi Carniche orientali
📍 Partenza Rifugio Cason di Lanza (1552 mslm)
🏅 Arrivo Monte Zermula (2143 mslm)
📐 Dislivello 600 m circa
📏 Lunghezza 6,15 km l’anello
⏱️ Tempo 5 ore con calma
😅 Difficoltà La via ferrata è moderatamente difficile
💧 Acqua Nella conca tra Zermula e Zuc della Guardia, in discesa
🗺️ Cartografia Carta 1:25.000 Tabacco n. 09 – Alpi Carniche, Carnia Centrale
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui.