Se sei un amante dei cammini, avrai sicuramente sentito parlare – o probabilmente percorso – il Cammino di Santiago, tuttavia potresti non conoscere il Pellegrinaggio nello Shikoku, la sua controparte giapponese. Si tratta di un circuito di 1.200 chilometri attorno all’isola Shikoku, che collega 88 templi buddisti e accoglie pellegrini da più di mille anni.

Perché scegliere questo pellegrinaggio?

Il percorso passa attraverso villaggi di pescatori, cittadine di montagna, promontori costieri e vallate aperte, offrendo la vista di un Giappone che spesso si trascura. Circa l’80% del percorso è su asfalto; il restante 20% attraversa foreste, boschi e colline.

I tratti sull’asfalto sono più interessanti di quanto tu possa pensare, perché ti portano accanto a giardini tradizionali modellati in topiarie elaborate, con rovine di castelli e santuari lungo la strada. La dimensione spirituale di questo cammino è altrettanto concreta, dato che ripercorre la vita e i viaggi del monaco buddista Kukai, conosciuto come Kobo Daishi, a cui è attribuita la fondazione della scuola Shingon nel Giappone del nono secolo.

Da secoli chi cammina sulle sue orme indossa il tradizionale hakui e il sugegasa, ovvero la veste bianca e il cappello di bambù, per dichiarare al mondo il proprio pellegrinaggio (indossarli è comunque facoltativo). C’è poi l’osettai, la tradizione locale di offrire doni spontanei ai pellegrini: un mandarino infilato in mano fuori da un tempio, una bevanda fresca lasciata in una scatola lungo il sentiero, una piccola busta con qualche moneta da uno sconosciuto che si inchina e si allontana. Questi gesti sono considerati un modo per estendere le benedizioni ricevute dal pellegrino a chi lo ha aiutato lungo la via.

Organizzare il pellegrinaggio nello Shikoku

Quando andare?

I periodi migliori per percorrere il Pellegrinaggio nello Shikoku sono in primavera e in autunno, da aprile a giugno e da settembre a inizio novembre, quando le temperature si aggirano tra i 15 e i 25 gradi. La stagione delle piogge arriva a fine maggio e a giugno, rendendo scivolosi i tratti in quota. Evita l’estate, che è abbastanza calda e umida da mettere in difficoltà anche i camminatori più allenati, e anche l’inverno: oltre al freddo, sono sensibilmente ridotte le opzioni di alloggio.

Equipaggiamento e preparazione

Su questo percorso, i dolori agli stinchi sono un rischio concreto , soprattutto per via dei lunghi tratti asfaltati. Scegli con cura le calzature, preferendo qualcosa con buon ammortizzamento e un leggero supporto alla caviglia. Allenati su asfalto prima di partire, e non solo su sentieri, costruendo gradualmente giornate da 15 chilometri o più.

Meglio viaggiare leggeri: un bagaglio a mano da sette chilogrammi è gestibile, con acqua e snack che aggiungono circa due chili al giorno. La maggior parte degli alloggi lungo il percorso dispone di lavatrice e asciugatrice, quindi non è necessario portare più di due o tre giorni di cambio.

Alloggi e prenotazioni

Lo Shikoku sta attraversando un calo demografico nelle aree rurali, il che ha ridotto le opzioni di alloggio in alcune tappe. In certi piccoli centri rimangono solo un paio di strutture, quindi è importante informarsi e prenotare in anticipo. Molti ostelli e pensioni richiedono la prenotazione telefonica, e non tutto il personale parla inglese. 

La varietà di alloggi è parte integrante del viaggio: ryokan tradizionali dove la cena arriva come una sequenza di otto portate stagionali, ostelli economici con dormitori pieni di pellegrini e qualche alloggio nei templi stessi.

Restare sempre connessi

Orientarsi nel pellegrinaggio è oggi molto più semplice di quanto non fosse anche solo dieci anni fa, e avere internet mobile affidabile fa una differenza concreta. Controllare la disponibilità degli alloggi in tempo reale, verificare che una pensione sia ancora aperta, usare l’app di navigazione per le tappe giornaliere e le distanze: tutto questo dipende dalla connettività. Ottenere una eSIM per il Giappone prima di partire è il modo più pratico per essere operativi fin dall’atterraggio, senza dover cercare una SIM fisica una volta arrivati.

Un pellegrinaggio unico

Quello che nessun manuale, nessuna app e nessuna guida riesce a trasmettere davvero è il ritmo del pellegrinaggio. Svegliarsi presto, allacciare gli scarponi, camminare verso il prossimo tempio, arrivare stanchi in una pensione dove il bagno caldo è già pronto: è il viaggio lento nel senso più letterale.

Lo Shikoku è ancora in gran parte sconosciuto ai visitatori stranieri. Ecco perché, a diventare parte della tua storia, saranno i camminatori che incontrerai lungo la via, i pensionati giapponesi che la percorrono in auto, i giovani studenti che la affrontano a piedi scalzi, i viaggiatori che la vivono con meraviglia disorientata.