Ora. Noi siamo dei montanari, e la gerla ce l’abbiamo bene in mente. Ma mai avremmo immaginato che uno strumento simile fosse stato usato in passato per trasportare il vino dai Colli Bolognesi alla città di Bologna, da dei sommelier ante litteram che, alla bisogna, si trasformavano in pompieri. Se questa storia ti intriga, lasciati portare lungo la Via dei Brentatori per un paio di super piacevoli giorni di cammino da Bologna a Bazzano!

Silvia e Davide nel cammino dei brentatori

Cos’è la Via dei Brentatori? E chi sono i brentatori?

Poco meno di 50 chilometri sui Colli Bolognesi – ma senza Vespa 50 Special – per ripercorrere l’itinerario attraverso i quali i Brentatori, membri di un’antica corporazione, trasportavano il vino dalle cantine alla città. Nei secoli, i brentatori sono diventati esperti di vino, prodigandosi nella scelta di quelli migliori ed evitando così le truffe. Lo strumento del loro lavoro? La brenta, una specie di gerla impermeabile e chiusa in alto che, all’occorrenza veniva riempita anche di acqua per spegnere gli incendi della città di Bologna e trasformare i brentatori in veri e propri pompieri!

Il mio tergo non mai curvato in arco / mostrò dal faticar d’esse stracco / chi non torrebbe in così dolce incarco / a sostener la deità di Bacco?

Nel suo percorso, questo cammino da fare in due o tre giorni intercetta il capoluogo emiliano, diversi parchi naturali, vigneti, un’abbazia che pare una fortezza, calanchi e boschi, cambiando il suo volto con sufficiente frequenza da non lasciare spazio alla noia.

Mettici che non ci sono veri strappi e che si cammina sempre bene… ecco che la Via dei Brentatori è un’ottima avventura da pensare per un weekend lungo. E ancora non ho parlato della cucina emiliana!

Davide con la Brenta

Questo cammino fa per te se

  • Cerchi un cammino poco frequentato.
  • Hai solo due o tre giorni a disposizione e vuoi percorrere un cammino intero.
  • Vuoi un cammino che parta da Bologna ma non sia inflazionato come la Via degli Dei, o lungo come la Via della Lana e della Seta o la Via Francesca della Sambuca (che comunque tutte passano per di qua).
  • Vuoi scoprire se andare in giro per i Colli Bolognesi è davvero bello come cantava il Cremonini.
  • Hai voglia di attraversare alcuni ambienti diversi lungo lo stesso itinerario.
  • Vuoi concederti – prima, durante o dopo il cammino – un assaggio di crescentine, tortellini e balanzoni. E se vuoi immergerti nel territorio di una delle Città del Vino (Zola Predosa).

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Quando percorrere la Via dei Brentatori

Nelle mezze stagioni. Primavera top per le fioriture (come abbiamo potuto testare in prima persone) – con particolare menzione per il periodo di fioritura della ginestra che abbonda lungo i crinali che abbiamo percorso. Anche l’autunno è sicuramente piacevole purché il meteo sia bello (ci sono alcuni tratti che con la pioggia possono farsi complicati). Consigliamo invece di evitare l’estate – troppo caldo. E in inverno? Ai può fare, ma i local non ce lo hanno consigliato, il meteo della pianura padana non è proprio gradevole in inverno, ma valutando una finestra di bel tempo la scelta si fa giusta.

Zola Predosa

Credenziale e attestato

La credenziale della Via dei Brentatori si acquista per 3€ presso l’info point di Succede solo a Bologna, in Corte de’ Galluzzi a Bologna: si trova a due passi da Piazza Maggiore, da dove parte il cammino, e a pochissima distanza dall’antica sede della corporazione dei Brentatori. Presso l’info point puoi anche acquistare la cartoguida della Via dei Brentatori.

La Via dei Brentatori non prevede attestato finale.

panorama sulla via dei brentatori

Come organizzarsi con i mezzi di trasporto: andare e tornare

Bologna, il punto di partenza della Via dei Brentatori, è facilmente raggiungibile in treno – e questa è la soluzione migliore. Per tornare da Bazzano al capoluogo emiliano si può prendere il treno – la stazione si trova a cinque minuti dalla piazza principale del paese. Si torna a Bologna in 45 minuti di viaggio.

In quanti giorni percorrere la Via dei Brentatori?

Originariamente, la Via dei Brentatori era pensata su tre tappe:

  • Primo giorno: Bologna > Zola Predosa o Ponte Rivabella
  • Secondo giorno: Zola Predosa/Ponte Rivabella > Monteveglio
  • Terzo giorno: Monteveglio > Bazzano

Noi l’abbiamo percorsa in due giorni: da Bologna alle colline di Zola Predosa, e da Zola Predosa a Bazzano. In questo modo, abbiamo percorso circa 24 km al giorno con 6-700 metri di dislivello, il che non è poco – soprattutto se non hai l’allenamento necessario.

Il consiglio che ti diamo, quindi, è quello di organizzare la tua Via dei Brentatori su tre tappe. Ovviamente serve un po’ di pianificazione tra Google Maps e tracce GPX, per trovare il punto giusto per concludere ogni tappa (vedi alla voce: Dove dormire) e stare così sotto i 20km di cammino al giorno.

via dei brentatori

Morbide colline bolognesi

Dove dormire?

Le soluzioni di pernottamento non mancano, tra B&B, agriturismi “a tema vitivinicolo” e, a Zola Predosa e all’arrivo a Bazzano, più tradizionali hotel. Soprattutto gli agriturismi, che si trovano tra colli e campagne, richiedono magari qualche piccola deviazione dal tracciato, ma possono rivelarsi delle coccole super.

Alla fine della nostra prima tappa noi abbiamo dormito all’Agriturismo Gaggioli dove – oltre a farci raccontare la storia del fondatore Carlo (il primo ideatore della Via dei Brentatori) – ci siamo deliziati con una cena eccezionale a base di piatti della tradizione emiliana.

Avvertenza: Zola Predosa è lo “sfogo” dei pernottamenti di chi partecipa agli eventi nella vicina Unipol Arena. Nel weekend, la disponibilità di posti letto è limitata, quindi ti conviene prenotare per tempo.

Ti segnalo anche il Room&Breakfast Gesso 117, un po’ più spartano, ma si trova proprio lungo il percorso.

Segnaletica, orientamento, cartografia, sito ufficiale

L’orientamento sulla Via dei Brentatori non è sempre automatico. I tre principali “punti critici” sono:

  • l’attraversamento di Casalecchio di Reno, che si svolge attraverso una successione di parchi urbani che, se da una parte ti proteggono agevolmente dal traffico, dall’altra ovviamente in città orientarsi è sempre più difficile;
  • la zona dei calanchi, manca proprio segnaletica chiara, l’abbiamo segnalato;
  • il Parco dei Gessi, con due o tre trivi poco chiari.

Il percorso è mediamente segnalato. Principalmente a guidarti saranno i segni bianco rossi del CAI, dato che la Via si sovrappone alla rete preesistente di sentieri; a questi si aggiungono i cartelli, le frecce e gli adesivi marroni con il logo del brentatore giallo. Tuttavia, presso alcuni bivi può sorgere qualche indecisione.

Ti consigliamo di munirti delle tracce GPX più aggiornate che trovi, tenendo presente comunque che la zona è spesso soggetta a smottamenti per cui il sentiero potrebbe subire modifiche.

Il sito ufficiale della Via dei Brentatori è questo.

segnaletica della via dei brentatori

Con cani? In tenda?

Sì, puoi fare il cammino con il cane, senza particolari problemi.

Per quanto riguarda la tenda, direi proprio di no. Le zone che si passano sono tendenzialmente urbanizzate o private quindi è difficile trovare un posto tenda appartato che consenta di essere nella natura.

San Luca

L’itinerario della Via dei Brentatori

Prima tappa: da Bologna a Zola Predosa

Ah, Bologna! Scendiamo dal treno, raggiungiamo Piazza Maggiore, salutiamo il Nettuno, ciondoliamo qualche minuto di fronte a San Petronio… e si parte! Il cammino inizia – come la Via degli Dei – proprio da qui: si guarda San Petronio, si cammina verso la facciata e si sta sulla destra dell’edificio. In breve incrociamo la Casa dei Brentatori (purtroppo non visitabile) e la Corte de’ Galluzzi, dove si trova l’ufficio di Succede solo a Bologna dove comprare la credenziale e farsi mettere il primo timbro.

A questo punto, è città: ci muoviamo tra le strette vie seguendo alcuni cartelli della Via fino a immetterci in Via Saragozza, dove ci immettiamo nel Portico di San Luca che ci accompagnerà per 4 chilometri, e quasi 500 gradini (è il portico più lungo del MONDO!), fino al Santuario di San Luca. Camminare qui è bellissimo – nelle luce caricata di giallo dal colore dei portici – e facile, anche se dopo il primo tratto in piano fino al Meloncello le cose si fanno più ripide.

Curiosità: insieme ai portici di Bologna, quello che porta a San Luca è patrimonio UNESCO.

Tra un runner, un gruppo di turisti e qualche pellegrino, arriviamo quindi al Santuario della Madonna di San Luca. Qui è bello salire sulla cupola (5€ a persona), salendo la stretta scala a chiocciola fino dove tira un vento imperioso – ma da dove si può buttare gli occhi sui “famigerati” Colli Bolognesi verso i quali ora cammineremo.

Scesi da San Luca lungo via Monte Albano, infiliamo un sentiero – alternativo allo storico, e ora franato, Sentiero dei Bregoli – e scendiamo attraverso le ginestre fino al fiume Reno, passando di fronte all’ingresso di un rifugio della Seconda Guerra Mondiale e prendendo alle spalle l’arancionissima chiesa di San Martino. Qui si entra nel Parco della Chiusa, una bellissima area verde che conduce alla passerella sul Reno, e ci immette a Casalecchio di Reno.

Casalecchio di Reno è una di quelle zone un po’ molto industrializzate, ma gli ideatori del cammino hanno lavorato benissimo: un tortuoso percorso ci fa camminare sempre protetti da traffico (spesso neanche lo si sente) attraverso una miriade di parchi urbani. Basta seguire con attenzione i segnavia bianco rossi e si esce felicemente dal paese in corrispondenza di morbide colline a prato.

Un facile sentiero ci conduce all’Eremo di Tizzano (al momento la chiesa non è visitabile). L’ambiente ora fa come un gradiente: da boschetti e prati si trasforma nei primi vigneti che vediamo, e che domineranno la giornata di domani. Entro mezz’ora dall’eremo ci siamo però lasciati alle spalle prati e vigneti, per entrare nel Parco dei Gessi (in realtà Gessi di Monte Rocca, Monte Capra e Tizzano) e seguire il Sentiero dei Gessaroli.

panorama in cammino

Qui cambia tutto: la natura geologica della zona, le antiche cave di gesso, le piccole valli da salire e scendere, lo stesso tracciato seguito in tempi storici dai cavatori, tutto è avvolto da una vegetazione rigogliosa. Questo tratto è bellissimo, super naturale, silenzioso. Sbuchiamo a monte dell’abitato di Gessi, proseguiamo dritti, superiamo Via Gesso e raggiungiamo il monumento a Don Mauro Fornasari, nei pressi di alcuni “laghetti” (in realtà, casse di espansione realizzate dopo le recenti alluvioni). Qui, tre alternative:

  • prendere a destra lungo il percorso vita, e raggiungere in 20 minuti Zola Predosa, fine tappa;
  • prendere a sinistra, seguire il Torrente Lavino e raggiungere Ponte Rivabella, fine tappa;
  • prendere a sinistra ma subito salire al Monticino, per poi subito scendere a uno degli agriturismi della zona (come abbiamo fatto noi).

Dato che il centro di Zola Predosa non offre vere attrattive, se hai ancora gamba (non scontato, dato che la tappa è stata lunga) puoi fare la terza opzione, affrontando i 90 metri di dislivello del Monticino e scendendo all’Agriturismo Gaggioli.

Via dei Brentatori – prima tappa, da Bologna a Zola Predosa: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sui Colli Bolognesi
📍 Partenza Bologna, Piazza Maggiore (54 mslm)
🏅 Arrivo Zola Predosa (nel nostro caso, agriturismo Gaggioli, dove abbiamo dormito, 200 mslm)
📐 Dislivello 720
📏 Lunghezza 23,6
⏱️ Tempo 8 ore
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua Ci sono abbastanza fontane fino a Casalecchio di Reno
🗺️ Cartografia Cartoguida della Via dei Brentatori
🛰️ Traccia GPS Sì, puoi scaricarla qui, studia la prima di partire!

Seconda tappa: da Zola Predosa a Bazzano

In ogni caso – da Zola, dagli agriturismi, da Ponte Rivabella – dovrai salire al Monticino. La seconda tappa ci infiliamo nel bel panorama di morbidi colli e delle onnipresenti vigne che dominano il paesaggio. Camminiamo facilmente fino alla chiesa isolata di San Lorenzo, e, tra vari saliscendi fino al gioiellino medievale di Oliveto.

Cammino Via dei Brentatori da Bologna a Bazzano

Scendiamo verso i prati di Monteveglio e qui risaliamo fino all’Abbazia di Monteveglio, il cui feeling è più quello del castello che non di un luogo sacro. Monteveglio è un’abbazia romanica nel cuore della Valsamoggia, e può essere visitata in primavera e in autunno su prenotazione, ma tutto il complesso merita una visita (e una pausa). Qui c’è anche un B&B nel quale eventualmente puoi pensare di spezzare la tappa.

Lasciata l’abbazia, si entra nella tratta più stupefacente dell’intera Via dei Brentatori: i calanchi del Rio Ramato. Per noi un luogo “alieno”, diverso – forse solo perché non siamo abituati a queste formazioni e alla relativa vegetazione. Scendiamo sul fondo di una conca circondata dall’erosione, e risaliamo sul lato opposto. Da notare che qui l’ambiente cambia dopo ogni pioggia, essendo i calanchi delle forme del territorio “vive”.

In caso di piogge intense questa tratta può diventare davvero difficoltosa per via delle argille. Sconsigliata.

Calanchi

Ancora saliscendi, ancora morbide colline, ancora vigneti. Superiamo Dalbo e ci ritroviamo alla base della cresta di colli sulla quale sorge Montebudello, al quale saliamo… e siamo pronti per l’ultimo, facile tratto di cammino: una lunga strada asfaltata ci porta direttamente a Bazzano, facendoci entrare per la Rocca – davvero bella! – e aprendoci l’accesso alla piazza del paese.

La Via dei Brentatori finirebbe alla stazione di Bazzano, noi però ci siamo concessi:

  • subito un meritato aperitivo finale da “moderni brentatori”
  • una cena e una notte a Bazzano
  • il sabato mattina, una visita a Cà La Ghironda, museo d’arte contemporanea a cielo aperto nato dall’intuizione di un amante dell’arte (super consigliato); si trova lungo la strada del ritorno – se prendi il treno – a 10 minuti a piedi dalla stazione intermedia di Ponte Ronca; per il museo, verifica sul sito le aperture su prenotazione.

Via dei Brentatori – Seconda tappa,  da Zola Predosa a Bazzano: dati sintetici e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Sui Colli Bolognesi
📍 Partenza Zola Predosa (nel nostro caso, agriturismo Gaggioli, dove abbiamo dormito, 200 mslm)
🏅 Arrivo Bazzano (93 mslm),
📐 Dislivello 700 m
📏 Lunghezza 21,1 km
⏱️ Tempo 7 ore e mezza
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua C’è poca disponibilità di fontane pubbliche: la prima che si incontra è a Monteveglio, a metà tappa
🗺️ Cartografia Cartoguida della Via dei Brentatori
🛰️ Traccia GPS Sì: questa è la nostra, studiala prima di partire

E come sempre… buon cammino!