Si possono salire 4 cime nello stesso giorno con dislivello contenuto, vedere degli splendidi laghetti alpini e ammirare un panorama mozzafiato senza fare troppa fatica? Sullo Zoufplan si può! 

È la domenica di ferragosto, poca energia nelle gambe, tanta voglia di esplorare una zona nuova (possibilmente poco frequentata) e il meteo promette una giornata di sole spettacolare.

sentiero verso Zoufplan

Il sentiero 154 da Pian delle Streghe

Salendo in auto avrai certamente notato una meravigliosa casetta con tetto rosso a spiovente… ecco: lì, se lo trovi, dovrei aver lasciato un pezzetto di cuore. Lasciamo l’auto nei pressi di Pian delle Streghe, a quota 1524 mslm, in uno spiazzo vicino ad alcune case. Lungo la strada, dei succosissimi lamponi.

Scendiamo qualche metro verso dove siamo venuti e imbocchiamo il sentiero 154 che sale tra i prati. Tornanti regolari tagliano l’erba piuttosto invadente che tenta di riappropriarsi dei suoi spazi.

Il sentiero attraversa la strada forestale in un paio di punti, ma la pendenza è sempre piuttosto morbida, e le svolte regolari. Siamo sul versante meridionale del Monte Tenchia, a pochi metri di dislivello da dove abbiamo lasciato l’auto, ma la vista è già bellissima. Una spaccatura sulla vallata del But sottostante mentre saliamo attraverso i prati imperlati dell’ultima fioritura dell’arnica (per vederla in tutto il suo splendore è meglio venire a fine Luglio).

sentiero 154 verzo Zoufplan e Monte Terzo

Pizzo del Corvo e Monte Zoufplan

La mulattiera in breve ci conduce nei pressi di alcune orribili antenne, che fingo di non vedere tenendole sulla destra. Da qui è già possibile raggiungere facilmente la cima del Pizzo del Corvo (1945 mslm). Il rilievo di per sé è modesto, ma non resisto alla tentazione di poter esplorare ben quattro cime nello stesso giorno.

La cosa interessante è che tutta la zona è formata da rocce classificate come lave a cuscino, testimonianza di eruzioni vulcaniche avvenute sul fondo del mare primordiale.

Proseguendo in direzione Ovest in pochi minuti incontriamo la deviazione per la cima del Monte Zoufplan (1999 mslm), dalla quale possiamo osservare il Monte Croce Carnico e le valli circostanti… e siamo a due!

Pizzo del Corvo e Monte Crasulina

Laghi di Zoufplan

Le previsioni del meteo davano sole a picco eppure… quella nuvoletta in lontananza si è avvicinata e ora, sul più bello, siamo circondati dalla nebbia più fitta! Non faccio in tempo a scattare una foto che siamo improvvisamente immersi in un clima da autunno inoltrato! Fidati allora di quello che ti dico, perché le foto purtroppo assomigliano a quelle del Lago di Loch Ness!

Il sentiero 154 infatti prosegue lungo la dorsale, in piano tra rocce vulcaniche e bellissime arenarie, mentre nel fondo di una conca glaciale… ops non vedo più nulla. Ah sì ecco, mucche al pascolo e laghetti glaciali: ne sbuca uno, ora un secondo, ma ce n’è anche un altro!

Non vedo oltre, purtroppo, ma lo scenario è ugualmente magnifico. L’atmosfera ci ricompensa della perdita di visibilità.

Davide verso i laghi Zoufplan

Cimone di Crasulina

Mi concentro sulle bellissime campanule che sbucano tra le rocce, e intanto proseguiamo il sentiero sulla sinistra verso il Cimone di Crasulina.

Alcune pecore al pascolo accolgono l’inizio della nostra terza ascesa letteralmente rotolando verso valle. Saliamo attraversando erbe alte un metro e schivando qualche ortica: è davvero una zona poco frequentata. Nel frattempo il meteo non accenna a migliorare, anzi… ma in 15 minuti arriviamo in cima.

Croce di vetta con libro e… un mare di pupù! Le pecore devono avere un vero e proprio amore per questo posto, per cui tempo di una foto e siamo in discesa!

Campanule tra roccia e muschio

Monte Terzo

Torniamo sui nostri passi fino a raggiungere il bivio con il sentiero 175 che inizia subito dopo una corda che sbarra l’accesso.

Il sentiero scende un centinaio di metri di quota lungo una cengia piuttosto stretta. Questa è l’unica parte del percorso che richiede un po’ di attenzione in più per l’esposizione del sentiero, ma niente di difficile.

Arrivati alla forcella a 1885 mslm prendiamo il sentiero 155 che sale verso il Monte Terzo. Si percorrono meno di 200 metri di dislivello lungo tornanti che attraversano piazzole utilizzate dall’artiglieria durante la Grande Guerra. Da qui infatti i cannoni puntavano dritti verso l’artiglieria nemica, a poche centinaia di metri di distanza.

Il cima al Monte Terzo (2034 mslm e quarta cima della giornata) la campana di vetta risuona tra le rocce, si immerge nelle nuvole e tocca il cuore.

Il panorama da qui è immenso. Nonostante l’altezza modesta della cima riusciamo a scorgere il gruppo del Coglians fino al Pal Piccolo e alla Creta di Timau… a seconda di come si spostano le nuvole.

Il clima non è dei migliori, lo ammetto, ma la bellezza di questa croce di vetta (fusa in bronzo, in un tripudio di tralci vegetali, il Cristo molto più piccolo della croce) da sola vale la salita, mentre le nuvole avvolgono i nostri pensieri.

Scendiamo piuttosto velocemente per la stessa via della salita.

Croce di vetta del Monte Terzo

campana del Monte Terzo

Dati tecnici in breve

Partenza: Pian della Streghe (1524 mslm), in seguito la strada per le auto si fa sterrata e sconnessa.

Arrivo: Pizzo del Corvo (1945 mslm), Monte Zoufplan (1999 mslm), Cimone di Crasulina (2104 mslm), Monte Terzo (2034 mslm).  Tutto dipende dalla voglia che hai di salire e scendere dalle cime. Puoi anche scegliere di fermarti semplicemente nei pressi dei laghetti di Zoufplan.

Dislivello: circa 800 metri, compresi i vari saliscendi dalle cime

Tempo: 5 ore di percorrenza totale

Difficoltà: bassa.

Topografia: Carta Tabacco n. 09, Alpi Carniche – Carnia Centrale

zoufplan quattro cime facile pin