Una bella escursione ad anello dal Rifugio dei Forni al Rifugio Branca, nel cuore dell’Alta Valtellina e all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio: ci piace dire che è una gita completa, perché con 2 rifugi, le tracce della grande Guerra e le maestose visuali sul Ghiacciaio dei Forni (e non solo), è davvero ricca e stimolante.
🍃 Se poi la fai in autunno, mettici anche un antipasto di foliage – prima di salire davvero in quota – e davvero è completissima!
👉 Se ti trovi in zona, questa è una delle escursioni che consigliamo sempre di fare. Se però è autunno e vuoi davvero stupirti del foliage, prendi ispirazione dalla nostra guida su cosa fare a Bormio in autunno.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Dove lasciare l’auto
Si accede alla zona dei Forni in auto da Santa Caterina Valfurva, percorrendo la strada a pagamento che conduce ai parcheggi in Località Forni (questo il punto). I grandi parcheggi si trovano giusto sotto al Rifugio Ghiacciaio dei Forni (2200 mslm). Dai parcheggi raggiungi il Rifugio Ghiacciaio dei Forni (dovresti vederne la peculiare sagoma sopra di te), e iniziamo l’escursione!
⚠️ Attenzione che la strada per i Forni chiude a fine ottobre/inizio novembre a seconda delle condizioni della neve, e riapre poi a marzo.
Il Rifugio Ghiacciaio dei Forni
L’edificio del io Ghiacciaio dei Forni è delizioso già da fuori, con un carattere tutto suo; ma è dentro che si sta davvero bene. Cucina ottima (per quando scendi dall’escursione), un sacco di cimeli da curiosare, e pure una quantità di riviste e libri di montagna per tergiversare nel pomeriggio, o la sera se pernotti qui.
Il Rifugio Ghiacciaio dei Forni fa le aperture estiva e invernale, dato che la zona è apprezzatissima per lo scialpinismo.
Un gioiello: lo riassumiamo così. Per noi anche un “antico” ricordo piacevole – qui eravamo venuti per una delle nostre prime gite insieme – e poi anche il punto di partenza per la nostra prima avventura su ghiacciaio, la salita al Cevedale. Io ci ero pure venuto in tempi antichi con una escursione universitaria a caccia di glaciologia, e posso purtroppo ricordare quanto più estesa e impressionante era la lingua glaciale principale…
Dal Rifugio Ghiacciaio dei Forni alle tracce della Grande Guerra
Dal Rifugio Ghiacciaio dei Forni (2200 mslm) inforchiamo il sentiero 530 diretto al Rifugio Branca, con il Torrente Frodolfo che borbotta sotto di noi. A farci da faro, di fronte, il complesso del Ghiacciaio dei Forni. Lo seguiamo fino a quando la testata della valle si apre di fronte a noi, in uno scenario che per quanto lo conosca, risulta sempre di una bellezza nuova.
Superato il ponte sul Torrente Cedec (2230 mslm), proseguiamo brevemente fino a prendere il primo sentiero disponibile, sulla sinistra, in salita (segnavia 530a). Camminiamo ora su un versante erboso, con la vista apertissima verso i ghiacciai. Raggiungiamo una coppia di edifici e stiamo sul segnavia – che abbandoniamo per la sua variante 530b, sulla destra, poco dopo. Abbiamo inforcato la direzione della Valle di Cedec, indicata dalla comparsa di un altro complesso di ghiacciai nel nostro campo visivo – più lontani, biancheggiano quelli di Cevedale e Gran Zebrù.
Man mano che saliamo, oltre i 2400 metri di quota, dovremmo prenderci il tempo per curiosare in giro: qui le tracce della Grande Guerra non si contano, sotto forma di resti di baraccamenti – oggi poco più che “rettangoli” di fondamenta, un osservatorio, solchi di trincea che la natura e i suoli pian piano stanno reclamando, e interi campi di filo spinato arrugginito e mezzo arrotolato (attenzione se lo scavalchi, perché il filo non perdona i tessuti tecnici, e lo sbrego è sempre a portata). Con sempre i ghiacciai a tenerci d’occhio, a ricordarci che la “guerra bianca” qui è stata qualcosa di terribile ma fortunatamente irreplicabile.
Per riprendersi dalle riflessioni storiche, ti segnalo che lungo il sentiero 530b sono tantissimi i punti panoramici verso l’alto fondovalle, le creste che lo delimitano, il biancore sporco dei ghiacciai.
Dalle tracce della Grande Guerra al Rifugio Branca
Raggiungiamo così un paio di micro specchi d’acqua (circa 2500 mslm), da dove potremmo iniziare la discesa , sempre sul 530, verso la seconda mèta della gita.
⚠️ Se questa parte di escursione ti sembra troppo “libera”, dopo i laghetti punta direttamente al Rifugio Branca sul sentiero 530b.
Tuttavia, per rimanere ancora un po’ nello spirito di esplorazione, e per approfondire gli ambienti questi luoghi – segnati dall’origine glaciale – ti consiglio di fare come abbiamo fatto noi. Piuttosto che puntare direttamente al rifugio, infatti, prendiamo una sequenza di tornanti di salita, sulla sinistra, per esplorare un altro tratto di valle, sempre alla presenza di resti di trincee. Questo sentiero non è segnalato, ma è ben evidente. Ci ritroviamo così sul filo, emozionante, di un’antica morena: sotto di noi morbide distese di gobbe erbose, i corsi d’acqua che disegnano lenti meandri, cumuli di sedimenti scuri.
Infine, scendiamo con una bella pendenza verso i tetti grigi del Rifugio Branca (2493 mslm).
Il Rifugio Branca fa la stagione estiva e una primaverile “scialpinistica”; e deve essere uno spettacolo passare qualche giorno qui, a vedere dalla maestosa e centralissima stufa in maiolica di fronte al bancone del bar!
Per chiudere l’anello
Per la discesa a valle, basta a questo punto inforcare la strada d’accesso del Rifugio Branca; i primi tornanti hanno una loro discreta pendenza, poi il percorso si fa più morbido e il camminare piacevole. Ci reimmettiamo così sulla via che abbiamo fatto alla partenza, e arriviamo al Rifugio Ghiacciaio dei Forni che, magari, è già ora di pranzo.
Anello del Rifugio Branca dal Rifugio dei Forni: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Alta Valtellina, Santa Caterina Valfurva (Sondrio). All’interno del Parco Nazionale dello Stelvio |
| 📍 Partenza | Rifugio Ghiacciaio dei Forni (2200 mslm) |
| 🏅 Punti di interesse | Rifugio Branca (2493 mslm) |
| 📐 Dislivello | 510 m |
| 📏 Lunghezza | 8,7 km tutta l’escursione |
| ⏱️ Tempo | 4 ore |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | Solo nei rifugi (ma l’ambiente è ricchissimo di acqua; portati semmai un sistema potabilizzante) |
| 🗺️ Cartografia | Carta 1:25.000 Tabacco n. 08 – Ortles, Cevedale |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: puoi scaricarla qui |









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