Lo puoi considerare un po’ il “giro estivo obbligatorio” di Forni di Sopra: quello super piacevole, con stupendi panorami, diversi ottimi punti ristoro, sentieri belli da percorrere… e un modo per farsi abbonare il dislivello iniziale. Oggi ti portiamo lungo l’Anello delle Malghe di Forni di Sopra, in tre varianti diverse (una per ogni livello di allenamento)!

NOTA BENE:

  • La versione facile non presenta alcuna difficoltà: il dislivello è decisamente contenuto e la strada morbida, adatta a chiunque abbia un minimo di allenamento;
  • La versione media richiede un po’ di fatica in più, ma non presenta comunque difficoltà tecniche da superare;
  • La versione difficile la consigliamo invece solo a chi ha buona esperienza di montagna.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Da dove partire

L’anello delle malghe di Forni di Sopra si svolge lungo i versanti a nord dell’abitato. Il punto di partenza è Casera Varmost (1758 mslm), che corrisponde all’arrivo degli omonimi impianti di risalita. Ecco spiegato perché una delle cose più apprezzate di questo giro ad anello – in tutte le versioni – è il fatto che puoi accorciare la salita e arrivare in quota prendendo i primi due tronconi della seggiovia Varmost (trovi ampio parcheggio per l’auto proprio di fronte).

Così facendo, ti risparmi ben 850 metri di dislivello.

La seggiovia Varmost è in funzione tutti i giorni, in genere, dal primo weekend di luglio (più alcuni weekend precedenti). Il costo per la salita dei due tronconi fino al punto di partenza dell’escursione, per un adulto, è di 10 euro. Ovviamente, se gli impianti non sono aperti, per arrivare in quota tocca scarpinare, seguendo il sentiero 207 che parte dal centro del paese.

Ora che in un modo o nell’altro siamo tutti arrivati a Casera Varmost, possiamo finalmente iniziare a camminare!

Malga Varmost

Anello delle malghe di Forni di Sopra: la versione facile

Da Malga Varmost a Casera Tartoi

Con le spalle rivolte al meraviglioso panorama sulle Dolomiti Friulane, guardiamo il dosso che si trova giusto dietro l’arrivo della seggiovia. Lì troviamo la segnaletica per il sentiero 211/Casera Tartoi, che imbocchiamo verso est. Il sentiero è una comoda traccia che taglia il versante, molto piacevole da seguire – non ci sono problemi né di esposizione, né di orientamento. Intorno e sopra di noi, la copertura di un bel bosco di abeti.

Casera Tartoi

Circa un’ora dopo sbuchiamo di fronte ai bei prati del Rifugio Alpino Casera Tartoi (1711 mslm), splendido e grande complesso adagiato sotto le crode del Tiarfin e del Crodon del Puntioi. Casera Tartoi è un ottimo punto di ristoro, ma se sei partito presto la mattina probabilmente non è ancora ora di mangiare (dico io, eh). Sappi però che il grande recinto sulla sinistra della malga è una bella area free picnic.

Altri dettagli? Siamo attirati dalla grande buca rivestita di pietre – forse una vecchia pozza? – che ospita sul fondo alcune panche e i resti di un grande falò: non possiamo non immaginare cosa possa essere una stellata a ciel sereno, vista da qui.

Rifugio Casera Tartoi

Rifugio Tartoi

Da Casera Tartoi a Malga Tragonia

Per proseguire il nostro giro, imbocchiamo la strada di servizio della casera, che scende di fronte ad essa con morbida pendenza.

Questa lunga strada sterrata arrivano fino in paese, ma non ti consiglio di concludere adesso la tua gita.

Seguiamo la strada di servizio della casera per quasi 2 km, quando sulla sinistra si stacca in salita un sentiero ben segnalato (1545 mslm, cartello “Malga Tragonia” poco più in alto sul versante). Questo sentiero, che si snoda nel bosco tra le due malghe, presenta qualche pendenza in più, ma niente di preoccupante. Soprattutto, ci permette di risparmiare un bel po’ di tornanti.

Malga Tragonia

Arriviamo a quota 1620 mslm sulla strada di servizio di Malga Tragonia, che seguiamo in salita. Tratti sterrati si alternano a tratti asfaltati, con il panorama di fronte a noi che infine si apre fino a rivelare la testata della Val di Laur. Alla nostra sinistra, sul versante di prati, spunta l’edificio in legno e pietra di Malga Tragonia (1760 mslm).

Malga Tragonia ha di recente cambiato gestione, ereditando lo storico gestore del Rifugio Giaf. Non abbiamo pranzato qui, ma i due dolci che abbiamo preso erano spaziali! Bellissimo poi, all’interno, il recupero dell’enorme caldera per la lavorazione del latte.

Per chiudere il giro ad anello, scendiamo di qualche metro lungo la strada di accesso appena percorsa e prendiamo la deviazione sulla sinistra (cartello), che ci fa attraversare un prato e un ponticello e ci immette su un altro bel sentiero (sentiero 209) – sempre nel bosco, questa volta però con un bel sottobosco di erba verde e fiori. Subito troviamo infatti delle mucche al pascolo, e un cartello che riporta il toponimo Planut de la Manza.

Scendere a Forni di Sopra

Raggiungiamo un bivio (1709 mslm) dove prendiamo a destra, in discesa; raggiungiamo facilmente Casera del Aip, di recente ristrutturata (1598 mslm) e, da qui, scendiamo fino alla Piazza del Comune di Forni di Sopra, da dove in circa 10 minuti torniamo al parcheggio della seggiovia Varmost per recuperare l’auto.

Casera Aip

Anello delle malghe di Forni di Sopra (versione facile): dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo A Forni di Sopra, sui versanti a nord dell’abitato.
📍 Partenza da Arrivo del secondo troncone della seggiovia Varmost/Casera Varmost (1758 mslm)
🏅 Punti dell’anello Malga Tartoi (1711 mslm), Malga Tragonia (1760 mslm)
📐 Dislivello 260 metri positivo, 1100 metri negativo
📏 Lunghezza 11,1 km
⏱️ Tempo 4 ore
😅 Difficoltà Facile
💧 Acqua Presso le casere
🗺️ Cartografia Carta Tabacco n.02 – Forni di Sopra, Ampezzo, Sauris (se non ce l’hai, puoi comprala su Amazon)
🛰️ Traccia GPS

Anello delle malghe di Forni di Sopra: versione media

Da Malga Varmos a Casera Lavazeit

Stesso punto di partenza – l’arrivo della seggiovia Varmost – ma diverso inizio: prendiamo la sterrata che scende sulla sinistra e, percorse poche decine di metri, individuiamo il cartello di inizio del Sentiero Giovanni Caposassi/Sentiero 207 per Casera Lavazeit.

Questo sentiero è un gioiellino: 2,5 km quasi in piano, con alcune aperture alla nostra sinistra davvero scenografiche. Arriviamo in 40 minuti scarsi a Casera Lavazeit (1813 mslm, anche Val di Valaseit), e abbiamo una bella sorpresa.

Davide a Casera Lavazeit

Casera Lavazeit

Casera Lavazeit è un ricovero in parte gestito da un gruppo di volontari. Una piccola baita che ti accoglie con musica – si oscilla tra Jimi Hendrix e la musica latina – e caffè di moka, il fondoschiena di legno di una bella matta da baciare per aver fortuna, racconti di vita. Noi ci siamo arenati qui (il verbo non è scelto a caso, essendo uno dei volontari un fascinoso ex marinaio) per mezz’ora.

La casera è per metà sempre aperta: al piano terra ci sono il tavolo e le panche e la cucina economica. Legna in abbondanza, corrente elettrica a sufficienza per luce, caricare telefoni e ascoltare musica; bagno. Caffè, torta, grappa: quello che si può consumare (quello che c’è) è a offerta libera. Ma la sorpresa è al piano di sopra: con 15 euro puoi prenotare un posto letto (ce ne sono in abbondanza) e avere la baita tutta per te, doccia calda compresa. L’indomani, i volontari torneranno a gestirla normalmente.

Dimenticavo un elemento saliente: il panorama sul Cridola è incredibile.

Da Casera Lavazeit a Malga Tartoi

Oltre la casera, un cartello ci indirizza verso Casera Tartoi sul sentiero 243. Il sentiero che percorriamo ci fa superare senza troppe pause il dislivello che ci separa da Forcella Tartoi (2006 mslm). Per arrivarci, ignoriamo il bivio per Malga Duana, scendiamo sul greto di un ruscello e iniziamo una decisa salita tra erbe e foglie rigogliose e verdissime (un solo tratto scivoloso, non problematico), risalendo la forcella oltre la quale si apre un bel panorama verso il Monte Tiarfin.

Nota per esperti: da Forcella Tartoi, prendendo a destra (sud) si raggiunge Forcella Crusicalas (2050 mslm) e, da qui, si può salire al monte omonimo o al Monte Simone (2123 mslm), dal quale si ha una visuale incredibile sulle Dolomiti Friulane, in particolar modo sul Pramaggiore. Ti lascio qui una foto del panorama invernale, perché ci aveva davvero stupiti.

Dalla forcella seguiamo invece il sentiero 243 (cartello per Malga Tartoi) lungo una bella traccia di versante, senza strappi; ignoriamo il bivio per Casera Razzo e “caliamo” su Malga Tartoi dall’alto.

Da Malga Tartoi a Malga Tragonia e rientro a Forni di Sopra

👉 Da qui in avanti puoi seguire l’itinerario dell’Anello delle Malghe – Versione facileraggiungere Malga Tragonia e scendere in paese.

anello delle malghe di Forni di Sopra

Anello delle malghe di Forni di Sopra (versione media): dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo A Forni di Sopra, sui versanti a nord dell’abitato.
📍 Partenza da Arrivo del secondo troncone della seggiovia Varmost/Casera Varmost (1758 mslm)
🏅 Punti dell’anello Casera Lavazeit (1813 mslm), Malga Tartoi (1711 mslm), Malga Tragonia (1760 mslm)
📐 Dislivello 470 metri positivo, 1350 metri negativo
📏 Lunghezza 14,4 km fino a Forni di Sopra
⏱️ Tempo 6 ore
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua Presso le casere
🗺️ Cartografia Carta Tabacco n.02 – Forni di Sopra, Ampezzo, Sauris (se non ce l’hai, puoi comprala su Amazon)
🛰️ Traccia GPS

Anello delle malghe di Forni di Sopra: versione per esperti

Solo un accenno, perché questa variante richiede piede fermo e capacità di orientamento, e allunga di molto sia le distanze che le tempistiche dell’anello.

Da Malga Tragonia a Malga Montemaggiore

Da Malga Tragonia è possibile raggiungere l’abbandonata Malga Montemaggiore (Mamaiou, 1729 mslm) – ormai un rudere – e il Bivacco Francescutto, da qui, scendere a Cella di Forni di Sopra per un bel sentiero. Una volta a Cella, se hai lasciato l’auto agli impianti Varmost, devi attraversare il paese verso ovest per raggiungerla.

Avendo percorso questa variante, posso dirti che il sentiero tra le due malghe, pur non essendo tecnico, non è dei più facili da percorrere. Dedicherò comunque un articolo a questa escursione.

bivacco Francescutto