Quando fai il cammino più piccolo d’Italia, le gambe le hai giusto appena scaldate, e non può non restarti la voglia di camminare ancora, e pure quella di scoprire nuovi luoghi. E allora, perché non collegarsi ad un altro cammino, che parte dallo stesso punto ma ti porta addirittura fino al mare? In questa guida ti raccontiamo la nostra esperienza sul nuovo Cammino Tra Terra e Mare, dalla Tuscia Laziale al mare di Civitavecchia in 3 o 4 giorni.
Avvertenza. Questo cammino non è per tutti. Anche se il camminare non è mai difficile, c’è un piccolo ma ineludibile passaggio – il guado del Fiume Mignone – e la difficoltà a trovare pernottamento alla fine della prima tappa a renderlo, per ora, più appetibile per chi ha un po’ più di esperienza e di pelo sullo stomaco (in senso buono).
Il cammino inoltre non è ancora perfetto in tutte le sue parti – leggi attentamente la nostra relazione se lo vuoi percorrere.

Cos’è il Cammino Tra Terra e Mare
Si tratta di un percorso di 61 chilometri che, partendo dalla Tuscia laziale, ti conduce al mare attraverso terre che furono animate e popolose e che ora mostrano spopolamento e una natura che in parte si riprende i suoi spazi.
“Non è un bel cammino”, ci dice l’ideatore del Terra e Mare. “Devi volerlo fare, devi cercarti la via, e quando ti sei abituato alla poesia brada della Maremma Laziale, boom: compare Civitavecchia all’orizzonte – un porto, una centrale e la sua ciminiera, le grandi navi”.
Eppure, dopo averlo fatto mi sento di dire che no, il TEM non è un brutto cammino. È imperfetto, certo: ma i luoghi che attraversi non li avresti mai conosciuti in altro modo (al netto di non essere un local… anche se certi angoli è possibile tu non li conosca lo stesso).
Teoricamente il Cammino fa da ponte con i cammini che percorrono le isole: il Cammino 100 Torri e Civitavecchia, insomma, potresti imbarcarti e proseguire la tua avventura.
Questo cammino fa per te se
- Hai già esperienza di cammini.
- Cerchi un cammino poco frequentato.
- Non ti spaventa il guado di un fiume.
- Hai un buono spirito di adattamento.
- Più che cose flashy e spettacolari ti interessano ambienti appartati, minuscoli borghi, piccole scoperte e angoli di mondo poco esplorati.
- Vuoi percorrere più cammini brevi in zona (vedi oltre, troverai il link a una guida piena di spunti).
Quando percorrere il Cammino Tra Terra e Mare
Non sei tu a deciderlo! Fa strano dirlo, ma è proprio così: il Cammino Tra Terra e Mare è aperto e percorribile solo due stagioni l’anno – primavera ed autunno. Il senso di questa scelta è profondo: la natura deve riposare, soprattutto in un’epoca nella quale il turismo a piedi è in crescita esponenziale. E chi è il saggio camminatore per non rispettarne le tempistiche?
Mettiamo i puntini sulle i. Su questo cammino non sarai un camminatore, né un pellegrino e tantomeno un viandante. Sarai un vagabondo!

Credenziale e attestato (come iscriversi e riceverli)
La semplice credenziale permette di raccogliere i delicati timbri del cammino, che rappresentano le foglie degli alberi più diffusi nei territori attraversati. All’arrivo a Civitavecchia, presso il Museo Archeologico Nazionale, potrai ricevere la coloratissima Pergamena del Vagabondo Tra Terra e Mare ed eventualmente proseguire il tuo vagabondare oltremare.
Il cammino richiede una prenotazione obbligatoria, da fare almeno il giorno prima all’Associazione Freedom di Villa San Giovanni in Tuscia. La credenziale ti viene data la mattina della partenza presso la loro sede, dove il cammino inizia. Riceverai anche Lo stretto necessario, il necessaire del vagabondo (comprende anche una mela, sappilo). Un sorriso, le informazioni che ti servono, e si parte.
Presso la sede di Freedom c’è una piccolo gioiello da visitare: l’erbario di Luisa Menicocci, una ricchezza di piante e fiori locali tramandati da una vera “signora delle erbe”.
PS. Sì, nella foto stiamo partendo per il Cammino dei 3 Villaggi, ma il luogo è lo stesso!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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In quanti giorni fare il Cammino Tra Terra e Mare e dove dormire
Noi abbiamo fatto il Cammino Tra Terra e Mare in 3 tappe; tuttavia puoi dedicargli anche un giorno in più per esplorare più approfonditamente la parte centrale – i dintorni di Allumiere e Tolfa. Se hai i giorni contati o, come noi, prevedi di concatenare più cammini in zona, ti consigliamo di fare queste tappe:
- Villa San Giovanni in Tuscia > Civitella Cesi
- Civitella Cesi > Allumiere (passando per Tolfa)
- Allumiere > Civitavecchia
Se invece vuoi approfondire ogni cosa:
- Villa San Giovanni in Tuscia > Civitella Cesi
- Civitella Cesi > Allumiere passando per il faggeto
- Allumiere > Tolfa > Allumiere + un piccolo assaggio del Cammino dei Minatori (leggi oltre)
- Allumiere > Civitavecchia
Per ogni variante o per altri modi di organizzare l’itinerario, consulta il sito ufficiale del cammino (lo trovi indicato più in basso).
Infine, alcuni suggerimenti extra per gestire al meglio il tuo cammino:
- a seconda della tua provenienza, puoi dormire a Villa San Giovanni in Tuscia la notte prima della partenza;
- a Civitella Cesi c’è un problema di alloggi a disposizione dei vagabondi – chiedi informazioni precise all’Associazione Freedom prima di organizzarti!
- la tappa finale è piuttosto lunga, per cui puoi pensare di dormire a Civitavecchia.
Per dormire in zona, noi abbiamo usato e possiamo consigliarti la la Casa Vacanze Palazzo Fabbri a Villa San Giovanni in Tuscia (fino a 6 posti letto in 3 stanze, cucina fornitissima, pizzeria di fronte), a Allumiere abbiamo dormito in una delle Case dei Minatori (chiedi informazioni al Cammino dei Minatori), a Civitella Cesi ci siamo accordati per dormire nelle scuole del paese.
Ritornare al punto di partenza
Sei ti sei mosso in auto, da Civitavecchia dovrai tornare a Villa San Giovanni in bus. Non esiste però una corsa diretta: bisogna passare per Blera (solo 3 corse dirette, il pomeriggio) e qui cambiare – o camminare fino a Villa San Giovanni. I bus partono da Piazza Vittorio Emanuele a Civitavecchia; fino a Blera è poco più di un’ora di viaggio. Verifica la presenza delle corse e gli orari con l’app della COTRAL.
Approfondiremo questo tema nella guida ai cammini della Tuscia, ma ti anticipo che c’è un’altra soluzione al problema dei trasbordi.
Segnaletica, orientamento e cartografia, sito ufficiale
Il Cammino 3 Villaggi è ben segnato fino ad Allumiere; poi la segnaletica sembra (al momento) scomparire. La segnaletica consta principalmente di mini tabelle quadrate con il simbolo del cammino e una freccia direzionale. Molto spesso – ma non sempre – il cammino ricalca la sentieristica CAI, qui puoi trovare in alcuni tratti anche i segnavia bianco rossi.
Alla partenza da Villa San Giovanni in Tuscia ti verranno date le tracce gpx del cammino, ma puoi usare anche le nostre.
Infine, con Lo stretto necessario riceverai anche la “guida sentimentale” Il Cammino tra terra e mare. Un porto per vagabondi sulle rotte del Mediterraneo, del Consorzio Camminatori Indipendenti. Attenzione però: si tratta di un bel libricino emozionale, carico di spunti e suggestioni, ma NON è una vera e propria guida.
Il sito ufficiale del Cammino Tra Terra e Mare, dove puoi trovare anche le info per prenotarlo, è questo. Qui trovi anche le date aggiornate di apertura del cammino.
Con cani? In tenda?
Con il cane direi nì. Presenza di animali selvatici, di mucche e cavalli allo stato brado nel tratto di Maremma laziale, il guado… farlo con un animale potrebbe essere più ardimentoso del dovuto.
Per quanto riguarda la tenda, l’associazione Freedom ha predisposto alcuni punti tenda (Villa San Giovanni, Civitella); ad Allumiere è presente il Rifugio GioVita, ma impone una deviazione di 6 km. Come sempre, informati presso Freedom per pianificare il tuo cammino in tenda.
Altre avvertenze
Il Cammino Tra Terra e Mare è decisamente avaro di acqua potabile (eccetto che nei paesi); fa in modo di avere una scorta commisurata alla stagione.
L’itinerario del Cammino Tra Terra e Mare
Ti consigliamo di percorrere nel senso in cui è pensato: dalla colline della Tuscia al mar Tirreno, passando per la Maremma laziale.
Prima tappa: da Villa San Giovanni in Tuscia a Civitella Cesi
Villa San Giovanni in Tuscia è un piccolo borgo vivace, che negli ultimi anni è diventato un vero crocevia per camminatori: è il punto di partenza di questo cammino, ma anche il fulcro del Cammino dei Tre Villaggi.
Qualche info:
- trova un attimo, magari al ritorno, per fare un aperitivo al bar Civico 4, e non sbagli;
- al Ristorante Pizzeria Da Peppone – gestione giovane e attentissima, cucina della tradizione – non solo puoi cenare, ma puoi chiedere un lunch box bello ricco per il trekking;
- non perderti il lacerto di pavimento mosaicato che faceva parte del balneum di una villa romana, si trova vicinissimo al bar di cui sopra.
E ora, al cammino!
Se hai già fatto il Cammino 3 Villaggi, sai cosa fare; altrimenti è presto detto: risali alle spalle del paese e raggiungi Blera per una delle due varianti del Cammino Tre Villaggi: il sentiero 141, via “normale” del C3V, oppure per la variante panoramica, leggermente più lunga (verso la fine non perderti il curioso mausoleo, è una deviazione segnalata di pochi metri).
Blera la taglierai nel mezzo per il senso più corto, per scendere dalla parte opposta del paese giù per i Giardini della Rupe (sono giardini terrazzati che venivano curati da un signore olandese). Quindi imbocca il sentiero 130 e seguilo fedelmente (segnavia bianco rossi) attraverso una campagna dolcemente ondulata, tra olivi, campi e boschetti, su sterrata e su asfalto, fino a incocciare una recinzione. Qui seguiamo la freccia attorno alla rete fino all’apertura che ci porta alla tettoia che protegge l’abitato etrusco di San Giovenale, sorprendente. Usciamo da dove siamo entrati, prendiamo a sinistra e in un attimo siamo sotto agli imponenti ruderi di una fortezza.
Torniamo indietro fino alla recinzione con la freccia rossa; prendiamo a sinistra per Civitella Cesi; breve passaggio lungo alcune affascinanti tombe etrusche e poi giù lungo il Vesca, sottile corso d’acqua immerso nella vegetazione – qui il percorso è molto bello. Sbuchiamo sulla strada asfaltata che, presa a destra, in un km ci porta a Civitella Cesi, borgo arroccato fuori dal tempo.
Civitella è l’anello debole del cammino: pochissime le strutture per pernottare, meno ancora (nessuna) per mangiare; bar aperto solo parte della settimana; alimentari ben nascosto nella via principale del paese vecchio. Noi qui abbiamo dormito nelle ex scuole (nessuna comodità se non il bagno).

Cammino Tra Terra e Mare, prima tappa: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Nella Tuscia Viterbese (VT) |
| 📍 Partenza | Villa San Giovanni in Tuscia (329 mslm) |
| 🏅 Punti di passaggio | Civitella Cesi (180 mslm) |
| 📐 Dislivello | 240+/390- |
| 📏 Lunghezza | 15,7 km |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 🗺️ Cartografia | Utilizza le tracce ufficiali |
| 🛰️ Traccia GPS | Ti verranno consegnate alla partenza |
Seconda tappa: da Civitella Cesi a Allumiere
Nel secondo giorno hai diverse possibilità per arrivare a fine giornata; per motivi di tempo, abbiamo preferito andare direttamente a Allumiere passando per Tolfa; l’alternativa è fare la “variante forestale” che passa a nord, è più piacevole e morbida ma schiva Tolfa. Se fai così, puoi visitare Tolfa il giorno successivo, avendo anche del tempo da dedicare al Monumento Naturale della Faggeta Depressa di Allumiere o approfondendo il Cammino dei Minatori di Allumiere. Studia il tuo itinerario in anticipo.
La prima metà della tappa ci fa percorrere belle campagne, aperte, che alternano uliveti, boschetti e prati. Camminiamo spesso in quota sulle morbide colline, all’inizio con lo sguardo che spazia lontano – Tolfa sta sui suoi colli di fronte a noi. Scendiamo poi gradualmente fino al Passo di Viterbo (che segna anche il passaggio dalla provincia di Viterbo a quella di Roma), e al punto clou della tappa: il guado del Mignone.

Capitolo a parte per il guado del Mignone. I punti critici di questo punto critico:
- devi azzeccare il punto migliore per guadare,
- la portata del fiume dipende dalla stagione: quando l’abbiamo fatto noi, in autunno, l’acqua ci arrivava a metà polpaccio; ma si raccontano di primavere al altezza inguine,
- una volta sull’altra riva, devi – probabilmente a piedi nudi – risalire la sponda arbustiva e fangosa.
Se quando arrivi qui il fiume ti sembra non affrontabile, o ti fa paura, ohimè dovrai abbandonare l’impresa.
Detto questo: togliti le scarpe e i calzini, fai affidamento ai bastoncini da trekking, preparati a riprendere i tuoi compagni di cordata in fase di attraversamento.
PS Prenditi qualche minuto per leggere (o rileggere) il passaggio sui guadi islandesi nel mio libro Attraverso: lo trovi qui tra gli estratti, mentre il libro lo puoi comprare qui.
Superato il Mignone si risale verso Tolfa; dapprima per facili campagne, poi per una rampa infinita e lunga che se sulle prime affascina – si passa un bellissimo tratto di via medievale a ciottoli – poi diventa cementata, asfaltata e ancora più tosta.
A Tolfa purtroppo c’è ancora da salire (ma si attraversa un arroccamento storico di edifici deliziosi, fermi nel tempo) perché è bello arrivare alla Rocca a 553 metri di quota, dalla quale si ha un bel panorama per l’abitato – un occhio al Santuario della Madonna della Rocca e un curiosare dentro i ruderi del castello Frangipane. Poi si scende di nuovo, si risale fino al Convento dei Cappuccini e si prosegue fuori città fino a La Bianca.

Questo “fuori città” è per me la parte peggiore del cammino: strada stretta a due corsie, corrono come matti secondo la moda laziale (ci ha ricordato la terribile uscita da Sutri lungo la Francigena). Almeno compare in lontananza il mare, nostra vera meta. Bellissima lungo questo tratto la Chiesa abbandonata di Santa Maria di Cibona, che merita da metterci la testa dentro (raccontami poi se anche tu vedi gli anelli da calistenica appesi alle impalcature che proteggono l’abside).
A La Bianca deviamo verso nord e ci infiliamo nella Faggeta Depressa – si chiama così perché si sviluppa a quota più basa di quella normalmente abitata dai faggi; seguendo i sentieri che attraversano questo Monumento Naturale arriviamo ad Allumiere, punto tappa per oggi.
Ad Allumiere c’è tanto da fare: ad esempio visitare l’interessantissimo Museo Civico Klitsche de La Grange, scoprire la storia dell’allume, fare aperitivo alla Casa delle Arti, cenare in uno dei ristoranti del paese, farsi raccontare del palio (attenzione a scegliere la contrada giusta!) oppure intraprendere uno degli anelli del Cammino dei Minatori, che ti raccontiamo nella guida ad esso dedicata.
Cammino Tra Terra e Mare, seconda tappa: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Tra Tuscia Viterbese (VT) e Maremma Laziale (RM) |
| 📍 Partenza | Civitella Cesi (180 mslm) |
| 🏅 Punti di passaggio | Allumiere (522 mslm) |
| 📐 Dislivello | 800+/470- |
| 📏 Lunghezza | 21,8 km passando per Tolfa |
| 😅 Difficoltà | Difficile, specie per la presenza del guado del Mignone |
| 🗺️ Cartografia | Utilizza le tracce ufficiali |
| 🛰️ Traccia GPS | Ti verranno consegnate alla partenza; usa questa se vuoi fare la nostra versione |
Tappa variante 3a
Se invece non sei passato per Tolfa e vuoi completare ogni tratto del Cammino Terra e Mare, puoi prenderti un giorno per fare la tappa breve 3a – Tolfa-La Bianca-Allumiere.
Terza tappa: da Allumiere a Civitavecchia
Usciamo di buonora da Allumiere, attraversiamo di nuovo la Faggeta Depressa, tocchiamo La Bianca e scendiamo in una ambiente eccezionale. È la Maremma Laziale, una distesa ondulata di colline e valli dalla luce peculiare, come peculiare è la mosceria – l’allevamento allo stato brado di vacche maremmane, cavalli e asini. Senza che mi perda in descrizioni, le tre ore che passerai qui saranno emozione e magia, tra monumentali coppie di corna che ti guardano, alberi isolati come guardiani del luogo, colline lontane.
Attenzione che qui manca la segnaletica del Cammino, utilizza la traccia gpx.

Infine siamo sul punto più alto della giornata, e compare il mare – ma anche Civitavecchia, che da qui è quello che è. Scendiamo pazientemente verso la costa, pieghiamo sul lungomare, passiamo per il Museo e guadagniamo il nostro attestato.
Sulla strada per il Museo conviene, come abbiamo fatto noi, lasciarsi ispirare e scegliere in che ristorantino di pesce celebrare l’impresa. Noi qui: frittura e spaghetto con le vongole ottimi, e dolce che – come dice il titolare – davvero avrebbe potuto farci fare altri 50 km a piedi.
Cammino Tra Terra e Mare, terza tappa: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Nella Maremma Laziale (RM) |
| 📍 Partenza | Allumiere (522 mslm) |
| 🏅 Punti di passaggio | Civitavecchia (0 mslm) |
| 📐 Dislivello | 400+/890- |
| 📏 Lunghezza | 23,5 km |
| 😅 Difficoltà | Difficile |
| 🗺️ Cartografia | Utilizza le tracce ufficiali |
| 🛰️ Traccia GPS | Ti verranno consegnate alla partenza |












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