Arriva ad un certo punto il momento in cui vuoi creare una traccia gpx da zero. Con questa guida facile ti spieghiamo le basi.

Perché creare una traccia gpx da zero

I motivi possono essere diversi, ma alla fine si riducono allo stesso: vuoi fare un certo itinerario, ma nessuno ha lasciato una traccia affidabile, per la stagione in cui ti muovi, giusta per le tue capacità. Insomma, “proprio come serve a te”. Quindi se

  • la traccia proprio non esiste; può sembrare strano, nell’epoca del tutto e subito online, ma ancora capita (fortunatamente),
  • trovi tracce di itinerari simili, ma vuoi cambiare il punto di partenza, inserire la deviazione a una cima o a una malga dove ti hanno detto che si mangia benissimo, o fare un ritorno ad anello (in questo caso potresti modificare una traccia esistente, ma può essere più utile e interessante farsela da zero comunque),
  • hai la traccia estiva, ma ti serve quella invernale (o viceversa).

quelli che seguono sono gli step da seguire.

Dettaglio attivazione Mibro Explorer

Come disegnare una traccia GPX da zero

Scegli lo strumento giusto

Consiglio numero uno: lavora da desktop. Disegnare la traccia su uno schermo ampio e con il mouse è 100 volte più comodo. Inoltre, ti permette di avere sott’occhio in ogni momento le informazioni aggiuntive (lunghezza e dislivello, grafico delle altimetrie e delle pendenze, ecc.) senza dover impazzire tra decine di popup.

A questo punto, scegli l’app con la quale disegnare la traccia. Le opzioni sono tantissime, ma per comodità le riduciamo a due:

  • app online gratuite: ne esistono diverse. Si basano su sistemi di cartografia gratuiti in genere molto completi, offrono comandi base, e permettono di esportare una traccia fatta e finita. Alla fine, le funzioni sono sempre le stesse e i software si equivalgono: provane un po’ e scegli quello che ti piace di più. Cosa buona e giusta: non richiedono né iscrizione, né download di nulla 😊
  • app per escursionismo: in genere puoi pianificare un percorso ed esportarlo come traccia gpx. Funziona tutto, con alcuni ma: alle volte la funzione “segui sentieri” decide di farti fare giri assurdi, oppure possono esserci delle limitazioni nell’esportazione (abbonamento a pagamento, limite di punti…). Inoltre, sono in genere più “pesanti” rispetto alle leggere app dedicate.

Qualche nome? Per le app dedicate, usiamo:

GPX Studio è la nostra prima scelta, fondamentalmente per abitudine – ma se dobbiamo trovargli un difetto, è che la visuale è un po’ leggerina, e alle volte si capiscono poco sentieri e strade;

GPX Edit Pro: lo usiamo da poco. È graficamente accattivante, molto leggibile in ogni sua parte, e restituisce al volo un buon grafico delle pendenze. È in italiano.

Per le tracce veloci, ogni tanto usiamo il comando Pianifica nuovo percorso di Komoot e poi esportiamo il percorso.

I passi che seguono si riferiscono alle prime due app, o a tutte le app similari.

Un’osservazione. Le app dedicate sono sviluppate da programmatori che alle volte trascurano alcuni aspetti della buona navigabilità (accidenti!). È possibile che mentre impari a usarle, ti facciano un po’ dannare perché non fanno quello che vuoi, o non lo fanno in modo diretto. Non te ne preoccupare, e insisti!

Pianifica il percorso sulla mappa

Dato fondamentale: prima di fare la traccia GPX, devi sapere dove vuoi andare, lungo che itinerario, e attraverso che ambienti. Insomma: non si può improvvisare (il che sarebbe un controsenso, perché stai preparando la traccia GPX proprio per non improvvisare).

Le app non tengono conto della difficoltà dei sentieri, né della severità reale degli ambienti. Quindi, dovrai avere a portata una carta topografica o delle relazioni dettagliate (come quelle che trovi qui su Bagaglio Leggero) con le quali sapere che sentieri seguire.

Se non sei a tuoi agio con la carta topografica, inizia dalla nostra guida base.

Inizia la traccia e aggiungi waypoint

La traccia gpx è composta da due elementi:

  • i punti che definiscono la traccia in sé
  • i waypoint, punti che hanno un significato: rifugi, malghe, cime, bivi, fonti, parcheggi…

A noi interessano i primi, per ora. Quindi:

  • seleziona il comando di “nuova traccia”
  • seleziona il comando di inizio tracciamento
  • verifica attività e modalità di tracciamento

L’attività – hiking, bici… – dice all’app di seguire solo certi sentieri/strade. Se stai preparando la gita per un’escursione a piedi, metti hiking o trail o corsa, altrimenti non riuscirai a tracciare sui sentieri!

La modalità di tracciamento semplicemente dice se il programma seguirà i sentieri e le strade esistenti, tracciando quindi una linea bella sinuosa, oppure se ti permetterà di segnare punti “fuori sentiero”. In genere, ti è sufficiente utilizzare la prima modalità: è la modalità più facile per fare la traccia.

  • a questo punto, inizia a tracciare!

Come in tutti gli editor, se sbagli puoi tornare indietro; se a fine tracciamento ti rendi conto che avresti potuto seguire un altro percorso, molto probabilmente dovrai editare la traccia in un secondo momento.

Se hai tracciato due tronconi diversi e li vuoi unire (o se vuoi prolungare una traccia esistente) in genere lo puoi fare con molta semplicità, con i comandi di unisci tracce.

Controlla altimetria e dati del percorso

Se stai tracciando “creativamente” la tua escursione, potresti voler verificare man mano lunghezza e dislivello: a schermo pare tutto facile, e ti può prendere la libidine dell’esploratore, ma poi quelle tracce le dovrai camminare!

Man mano che tracci, le app ti mostrano km e metri di dislivello; diventa così molto facile fare esperimenti tipo “voglio scendere per questa forestale che fa mille tornanti”, verificare che la gita diventerebbe troppo lunga, tornare indietro e accontentarsi di seguire il normale sentiero di discesa.

Delle due app che abbiamo indicato, GPX Studio mostra il grafico altimetrico mentre tracci – utilissimo; GPX Edit Pro lo mostra solo a fine editing, quindi è un po’ più scomodo (ma mostra sempre km e dislivello).

Edita la traccia

È possibile che, una volta tracciato il percorso, ti renda conto che qualcosa è sbagliato. In genere, le app ti danno a disposizione alcuni comandi basilari per editare la traccia. Quelli base:

  • trascinare un punto: puoi “prendere” un punto che si trova su un sentiero e trascinarlo su un altro sentiero: ci penserà l’app a ricalcolare l’itinerario e riorganizzare la traccia in modo da seguirlo (nota però che questo comando alle volte si “perde”, e ti fa fare giri pazzi)
  • eliminazione di punti in eccesso: serve per togliere in blocco delle deviazioni tipo andata/ritorno.

In ogni caso, se possibile, tenta di evitare di dover editare la traccia in secondo momento. Spesso ci si mette meno a rifare tutto da capo.

Esporta il file GPX

Fatta la tua traccia? Senti che la gita sarà fighissima così? Bene:

  • termina l’editing (spesso non serve nemmeno dirlo, puoi passare al comando successivo)
  • esporta la traccia

Ed è fatta. Super semplice, no?

Per l’escursione

A questo punto:

  • carica la traccia gpx sul dispositivo che usi in escursione – telefono, smartwatch o Garmin (ogni dispositivo ha la sua modalità di importazione, ma immagino che tu la conosca);
  • prepara i paninetti;
  • raggiungi il punto di partenza dell’escursione;
  • avvia la traccia su telefono o smartwatch;
  • buona gita!

Prima di partire: domande frequenti

Cos’è un file GPX?

GPX (GPS Exchange Format) è un formato file standard usato per registrare e condividere dati GPS: coordinate geografiche, altitudine e tempo. Qui è contenuta la tua traccia. Il suo vantaggio è quello di essere un formato aperto e universale, che funziona con quasi tutte le app di navigazione e i dispositivi sul mercato.

Qual è la differenza tra traccia e waypoint in un file GPX?

Una traccia (o track) è la sequenza continua di punti GPS che definisce il percorso da seguire, cioè la linea sulla mappa. Un waypoint è invece un punto singolo con un significato preciso: il parcheggio di partenza, un bivio delicato, un rifugio, una fonte d’acqua. Quando crei la tua traccia da zero stai lavorando soprattutto sulla track, mentre i waypoint li aggiungi a parte. Entrambi vengono salvati nello stesso file GPX.

Posso creare una traccia GPX direttamente dallo smartphone?

Sì, ma è scomodo: lo schermo piccolo e il touchscreen rendono il tracciamento impreciso, soprattutto su sentieri stretti o in zone con tanti incroci. Se proprio devi farlo da mobile, usa Komoot, Wikiloc e OsmAnd, e le relative funzioni di pianificazione percorso. In ogni caso, da desktop ci metti meno, sbagli meno, e hai il grafico altimetrico sempre sott’occhio.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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