Ti raccontiamo un’escursione ad anello che ci è piaciuta per quattro motivi: è una piacevole camminata, passa tanti ambienti diversi, ci sono i panorami su due valli diverse, e non mancano 3 punti ristoro in quota. Siamo in bassa Val di Non, e il giro ci ha portati dal Rifugio Ai Todes-Ci al Corno di Tres, lungo la Costiera della Mendola, facendoci passare per due invoglianti malghe.

🐂 Nell’articolo trovi le aperture di malghe e rifugi, ma ti consigliamo sempre di verificare (soprattutto se ci vuoi pranzare).

Rifugio Predaia Ai Todes-Ci

Da dove inizia l’escursione

Si raggiunge il Rifugio Predaia, che in realtà è tornato a chiamarsi Ai Todes-Ci (te lo spieghiamo dopo il perché), in bassa Val di Non. Superate le due rampe in cemento che fanno vibrare l’auto, si supera la bellissima terrazza panoramica del rifugio e si parcheggia poco oltre.

Il sentiero 500 della SAT

Da una parte i vigneti, dall’altra i boschi, sotto ai piedi gli aghi di abete e di larice; 52 km, dai 222 metri di Mezzocorona (TN) ai 1640 del Ristorante Waldruhe, nei pressi del lago di Tret. Il Sentiero 500 è un lungo itinerario sospeso sulla cresta – o poco sotto – che separa Val di Non e Val d’Adige, la Costiera della Mandola. In genere lo si percorre in tre tappe, ma è possibile farne pezzi più o meno lunghi, magari includendoli in piacevoli anelli per esplorare il lato trentino del sentiero.

Noi ti suggeriamo questi itinerari:

Dal Rifugio Predaia a Malga Nuova di Coredo

Iniziamo a camminare lungo gli ultimi tratti di strada cementata oltre il Rifugi Ai Todes-Ci (1400 mslm) sul sentiero 503, direzione Malga Nuova di Coredo. Ti dico subito che da adesso a fine giro, le indicazioni saranno sempre molto buone.

Una nota storica prima di partire. I prati che circondano il Rifugio Predaia erano da sempre sfruttati da contadini altoatesini – i todeschi. Quindi la zona è stata sempre conosciuta come “ai todeschi” Il rifugio è nato nel dopoguerra come appoggio per chi faceva la fienagione in zona, e il suo nome era proprio Ai Todes-Ci. Oggi, la nuova gestione ha rispristinato questo storico nome (e ha pure intenzione di tenerlo aperto tutto l’anno).

La sterrata ci fa salire di quota molto lentamente, almeno all’inizio; attorno a quota 1440 mslm prendiamo a sinistra (qui il sentiero diventa 530), superiamo due baite private spettacolari, e iniziamo una successione di brevi ma intense rampe e tratti più morbidi. Raggiungiamo così un quadrivio: ci teniamo in quota, sulla sinistra, superando la specie di ampio cancello della malga (occhio a non prendere in discesa, che si finisce a San Romedio!). Ora iniziamo davvero a prendere quota finché non ci compare davanti la lunghissima stalla di Malga Nuova di Coredo (1562 mslm, anche Zuol).

Malga Nuova di Coredo è un punto ristoro ma anche una fattoria didattica. È aperta da giugno a settembre.

Da Malga Nuova di Coredo al Corno di Tres

Proseguiamo oltre la malga in direzione Corno di Tres, ancora sul sentiero 530. Seguiamo sempre le strade bianche, ignoriamo il primo bivio sulla sinistra e anche un invito a un punto panoramico, sulla destra; a quota 1620 metri circa, invece, c’è da fare attenzione: lasciamo che la sterrata e il sentiero 530 se ne vadano sulla sinistra, mentre noi prendiamo un bel sentiero che si stacca in morbida salita sulla destra (Senza numero). Un tratto in quota, una salita tra larici bellissimi, e arriviamo sullo strapiombo che dà sulla Val d’Adige, e sul sentiero 500 (1670 mslm).

Prendiamo a destra, e inizia il tratto più bello dell’escursione.

Camminiamo infatti su un sentiero che corre tra gli alberi – tanti i larici – su un tappeto di aghi, concedendoci più volte di buttare l’occhio verso i vigneti sottostanti, verdissimi, e lontane cime dolomitiche, altopiani, cucuzzoli ancora innevati. Non serve descrivere ogni saliscendi: il sentiero si segue benissimo, ogni bivio è chiaro – noi si segue verso il Corno di Tres!

Prima di raggiungere la nostra meta, aggiriamo Cima del Battaglione e saliamo il Corno del Cervo (Hirshkopf, 1700 mslm circa), ci infiliamo giù per basse selle, ci avviciniamo al baratro (sempre in sicurezza), godiamo di piccoli-grandi punti panoramici. Infine, siamo sul Corno di Tres (1812 mslm). Qui troviamo la vista più ampia – sia sulla Val d’Adige che sulla bassa Val di Non, e possiamo prenderci il lusso, oltre che del solito paninetto, di studiare l’innevamento su Dolomiti di Brenta, Peller e Maddalene – metti mai che ci serva conoscerlo per le prossime gite!

Sul Corno ci sono vari “oggetti”, e diverse ottime panchine, e c’è vento, ma non una croce di vetta vera e propria.

Cima del Corno di Tres

Dal Corno di Tres al Rifugio Predaia

Un breve sentiero si lancia tra i mughi e come un pulpito verso le valli: ma non è il nostro. Noi seguiamo le indicazioni per Malga Rodeza. Breve sentiero, poi una più ampia forestale tra i larici, infine Malga Rodeza (si chiama anche Malga di Tres, 1570 mslm). Altro posto splendido e goloso, che apre tra il primo e il secondo weekend di maggio.

Ultimo sforzo per chiudere l’anello: scendiamo per il sentiero 503, che sbuca al primo bivio che avevamo ignorato, e da qui ci porta dritti al Todes-Ci.

Anello dal Rifugio Predaia/Ai Todes-Ci alle malghe e al Corno di Tres: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Bassa Val di Non (TN), Costiera della Mendola
📍 Partenza Rifugio Predaia – Ai Todes-Ci (1400 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Malga Nuova di Coredo/Zuol (1580 mslm), Corno di Tres (1812 mslm)
📐 Dislivello 600 m
📏 Lunghezza 13,9 km
⏱️ Tempo 5 ore
😅 Difficoltà Medio
💧 Acqua No
🗺️ Cartografia Tabacco 1:25.000 n. 64 – Val di Non, Le Maddalene
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Il giro breve: un rifugio, una malga e una cima

Se ci segui su Instagram (se ancora non lo fai, trovi il link qui sotto), sai che ti abbiamo promesso anche una versione breve di questa escursione: una specie di bignami, che tocca alcuni dei punti principali. L’escursione in breve è questa:

  • raggiungi il Rifugio Ai Todes-Ci e segui il sentiero 503 fino a Malga Rodeza;
  • da qui, sempre sul 503, segui per il Corno di Tres;
  • una volta sul Corno di Tres, segui le indicazioni del sentiero 500 verso il Corno del Cervo: poco prima di raggiungere questa cima (che comunque è una breve breve deviazione panoramica) troverai un sentiero che scende sulla sinistra e porta a Malga Rodeza (cartello);
  • dalla malga ritorna al rifugio per la sterrata dell’andata.

Te la cavi con 410 metri di dislivello e poco meno di 9 km di gita.

Davide a Rodeza

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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