L’abbiamo corteggiata per anni, questa escursione, attratti dalla fama di “luogo magico” del Bosco dell’Alevé a Pontechianale in Valle Varaita. E finalmente eccoci, per una camminata esplorativa che ha fatto fede a tutte le aspettative. Ti raccontiamo il giro che abbiamo fatto e mettiamo già le mani avanti: sul tuo percorso troverai due rifugi presso i quali fare sosta!
⚠️ L’escursione è fattibile in qualsiasi stagione e in inverno è anche una classica ciaspolata.
Nel nostro caso la neve era già poca e compatta così sono stati sufficienti i ramponcini.
Da dove parte la camminata
Risaliamo la Valle Varaita, superiamo Casteldelfino e proseguiamo verso la diga di Pontechianale. Giusto quando la diga si profila di fronte a noi, prima delle curva a gomito che vi conduce, troviamo una lunga piazzola sulla sinistra della strada (la vedi perché ci sono anche i cassonetti della differenziata). Parcheggiamo qui. Se non ci sono posti – e nel weekend (così come in estate) è una possibilità – dovrai parcheggiare più avanti, nei pressi della diga.
Ora, da dove comincia l’escursione? Voltati: sulla sinistra, poco in alto rispetto la strada, c’è il Rifugio Alevé (del quale ti parlo a breve): l’escursione parte da lì.
Prima o dopo l’escursione: il Rifugio Alevé
Benvenuti al Rifugio Alevé, quota 1614 mslm in Valle Varaita.
Quando ci siamo entrati, quasi non credevamo ai nostri occhi. Un cartello scritto a mano: intant bundì, uno dei tipici saluti friulani. Poi le bustine dello zucchero: sono quelle “brandizzate” dal parco Naturale Dolomiti Friulane. Ma siamo in tra le montagne del Friuli Venezia Giulia o in Piemonte?
Risposta: a gestire ora il Rifugio Alevé ci sono Alessio e Giulia, che fino a poco fa gestivano nientemeno che il nostro amato Rifugio Giaf!
Seguono chiacchiere, ricordi e consigli – con i quali non ti tedio. Ti dico solo che qui si mangia benissimo (tradizionali ravioles della Val Varaita e salsiccia cotta in mele e prugne stupendi, e non parliamo dei dolci poi), e che il rifugio è un ottimo punto di partenza per diverse gite nel caso tu voglia dormire qui – ci sono camere più intime e tradizionali camerate. Ovviamente verifica i giorni di apertura del rifugio, che in stagione invernale fa venerdì-sabato.
E per chiudere con le escursioni che puoi intraprendere da qui: la salita al Rifugio Vallanta è piuttosto piacevole.
Il bosco dell’Alevé
Prima di fare la gita di oggi, giusto due parole sul luogo attraverso il quale camminerai.
Il Bosco dell’Alevé è la più grande cembreta – cioè bosco di pini cembri – dell’arco alpino, e uno dei più grandi d’Europa.
Si tratta di un bosco antichissimo (ne parlano Plinio il Vecchio e Virgilio nell’Eneide, per dire) che occupa 820 ettari tra i 1600 e i 2500 metri di quota. Dei pini cembri, del loro colore intenso, dei tronchi nodosi, alle volte contorti, non dico niente, e ti lascio libero di scoprirli. Però mi piace riportare la storia buffissima della nocciolaia.
Il Bosco dell’Alevé è habitat di questo uccello, che è peraltro responsabile della nascita di nuovi alberi. La nocciolaia infatti si nutre dei pinoli delle pigne di cembro, e per far fronte all’inverno ne nasconde in gran quantità in luoghi nascosti… che poi spesso dimentica. Questo spiega perché alle volte i pini cembri crescono in luoghi apparentemente illogici, sospesi su baratri o incassati tra le rocce.
Nel Bosco dell’Alevé esistono diversi esemplari pluricentenari di pino cembro – uno lo vedrai anche in questa escursione.
E poi è un posto magico… difficile spiegare il perché, ma te ne accorgerai durante l’escursione.
Escursione dal Rifugio Alevé al Rifugio Bagnour
Giusto prima del Rifugio Alevé, un sentiero incassato sale ripido sulla sinistra: è l’attacco del sentiero U08, direzione Rifugio Bagnour. A seconda dello stato dell’innevamento indossa ciaspole o ramponcini (utili se c’è poca neve ma è presente ghiaccio) e parti!
Il sentiero guadagna quota abbastanza velocemente, tra i primi pini cembri e tratti di muretti di pietra. Siamo salutati da alcune galline in libertà (ma i cartelli ci avevano avvertito di tenere eventuali cani al guinzaglio) quando arriviamo alla recinzione del Rifugio Grongios Martre (1740 mslm; rifugio che fa ospitalità, ma non servizio bar o ristorante). Salutiamo le galline e continuiamo a salire alle spalle del rifugio, godendoci tra le altre cose la bella vista sul Pelvo D’Elva, che da qui domina il panorama quando i cembri lasciano la vista libera.
Arriviamo al Peiro Grongetto (1863 mslm), una piccola radura panoramica con rovina di grange: il tipico elemento di abbandono di versanti che furono un tempo coltivati. Dal Peiro Grongetto prendiamo il sentiero che sale di fronte a noi (sempre U08).
Rifugio Bagnour (e Lago Bagnour)
Da qui la pendenza si fa decisamente più moderata, mentre il sentiero ondeggia tra gli estetici pini cembri – segui sempre le indicazioni per il Rif. Bagnour. Una radura (Pian Caval, 1950 mslm) prelude ad uno slargo ben più ampio: è la conca del Lago Bagnour (2017 mslm), in realtà un modestissimo specchio d’acqua in procinto di diventare torbiera.
Sulla sinistra ecco invece il Rifugio Bagnour (2017 mslm), con la sua bella terrazza soleggiata. Noi l’abbiamo trovato chiuso, ma il Bagnour offre quando è aperto un semplice e genuino menù a base soprattutto di polenta.

Giro ad anello
Dal Rifugio Bagnour ti consiglio di scendere facendo il facile giro ad anello che ora ti descrivo. Dando le spalle al rifugio, prendi leggermente verso sinistra, supera la conca del Lago Bagnour e, in corrispondenza di una serie di cartelli segnavia, butta l’occhio sulla sinistra: una ventina di metri ti porteranno al cospetto di un pino cembro monumentale e bellissimo, dal duplice tronco alto 18 metri. Dovrebbe avere sui 500 anni, e merita una visita.
Torna sui tuoi passi e prendi in direzione Lago Secco (sentiero U51), che raggiungerai dopo un quarto d’ora di facile sentiero. Il Lago Secco (1900 mslm) è un altro modesto specchio d’acqua, e si chiama così perché in estate si riduce al lumicino.
Dal Lago Secco l’orientamento va un po’ tenuto d’occhio perché qui il Bosco dell’Alevé ospita una rete di sentieri. In breve (ma riferisciti alla traccia gpx per ogni evenienza):
- prosegui oltre il lago, verso sud;
- al primo bivio che incontri, prendi a destra;
- al secondo bivio prosegui dritto – dopo il bosco ti troverai a percorrere un bellissimo tratto aperto, sospeso sul versante, con vista sul Pelvo;
- al terzo bivio prosegui dritto e ti ritroverai al Peiro Grongetto, dal quale scenderai al RIfugio Alevé e alla strada provinciale 105.
In ogni caso, i segnavia non ti lasceranno solo.

Escursione nel Bosco dell’Alevé fino al Rifugio Bagnour: dati sintetici e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Valle Varaita, nei pressi della diga di Pontechianale |
| 📍 Partenza | Rifugio Alevé (1614 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Bagnour (2017 mslm) |
| 📐 Dislivello | 470 m |
| 📏 Lunghezza | 6,8 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore con calmissima |
| 😅 Difficoltà | Facile *ovviamente bisogna fare attenzione allo stato dell’innevamento e al ghiaccio sul sentiero |
| 💧 Acqua | / |
| 🗺️ Cartografia | Fraternali n. 17 – Alta Val Varaita |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |








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