Stavamo scendendo dal Rifugio Dal Piaz, oggi, e ci siamo fatti una domanda. Ma quante volta abbiamo fatto la salita al Rifugio Dal Piaz sulle Vette Feltrine? Tante, tantissime: in solitaria, insieme, con amici, nel caldo dell’estate, in primavera – quando le famigerate slavine hanno scaricato e la strada è sicura. Ci siamo andati giusto per fare un giro, e passati arrivando da tutt’altra parte, ma soprattutto ci siamo saliti un milione di volte perché questo è un posto del cuore.
In questo articolo ti raccontiamo una delle più classiche salite delle Vette Feltrine sicuri che troverà un posto speciale anche nel tuo cuore.
⚠️L’escursione in estate non presenta difficoltà tecniche, mentre in primavera e inverno può essere insidiosa per la presenza di neve. In questi periodi ci sono infatti alcune slavine classiche che raggiungono la forestale motivo per il quale è bene sapere quello che si fa.
❄️Molte delle foto di questo articolo sono state fatte sul finire della primavera e lo scenario con la neve è quasi surreale, ma non temere: in estate è almeno altrettanto bello vista la densità di fioritura della zona!
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Escursione al Rifugio Giorgio Dal Piaz
In genere, si lascia l’auto al Passo Croce d’Aune (1015 mslm): qui si trova un ampio parcheggio. Si inforca quindi una delle due strade asfaltate sulla sinistra dell’Albergo Croce d’Aune, e si percorrono circa 500 metri d’asfalto fino a raggiungere l’attacco, sulla sinistra, del sentiero 801 (1050 mslm).
Qui, in corrispondenza dell’attacco, ci sarebbe posto per quattro-cinque auto. Difficile però trovarne liberi quando il rifugio è aperto.
A questo punto, inizia la salita: e così sarà per tutti i 980 metri di dislivello che ci separano dal Rifugio Dal Piaz!
Il sentiero sbuca subito sulla carrareccia di accesso al rifugio, per poi tornare a infilarsi nel bosco. Per la prima parte di escursione – la più pendente, peraltro – siamo accompagnati almeno dalla gioviale compagnia di una serie di sculture di legno che, tra gnomi dormienti e una coppia di veci di montagna, ranocchi e scoiattoli, ci danno qualche scusa per fermarci a tirare il fiato.
La mia preferita? Il tipo aggrottato e sotto sforzo che sta trascinando una slitta carica di damigiane e forme di formai de bottega.
Ci vediamo su al rifugio, amico, con il tuo prezioso carico!

Sui 1500 metri di quota, in località Col dei Cavai, sbuchiamo infine fuori dal bosco (in corrispondenza della partenza della vecchia teleferica di servizio al rifugio), e iniziano – inizialmente timide – a mostrarsi le pareti, le rocce, le sommità vellutate e quelle spigolose delle Vette, meraviglioso panorama.
A tempo debito, il sentiero ci deposita sulla carrareccia che da qui, per lunghi tornanti, sale al rifugio. C’è qualche bel taglio da poter fare lungo l’erto sentiero 801 (parte dell’Alta Via n.2), ma delle lunghe parti di strada bianca saranno comunque da percorrere.

La carrareccia, dicevamo, che si snoda piano prima lungo il versante occidentale del Monte Masieron – che sarà bellissimo, poi visto dall’alto – e poi sotto pareti verticali e versanti tormentati… da risalire. Gli ultimi tornanti si stringono, una ulteriore scorciatoia si stacca sulla destra: la inforchiamo, ci troviamo su una bellissima prateria d’altura in cima alla quale c’è il Rifugio Giorgio Dal Piaz (1994 mslm).

Il Rifugio Dal Piaz
Il Rifugio Dal Piaz è amatissimo praticamente da chiunque ci mette piede! Sarà per quelle finestrelle rosse che fanno allegria, sarà perché dopo una salita così appare come un miraggio, ma sarà anche che i gestori sono sempre sorridenti e le porzioni delle pietanze abbondanti.
Insomma, se è aperto, la sosta pranzo è obbligatori!
E se non ci hai già fatto caso fin qui, te lo dico io: questa è una delle zone botanicamente più ricche dell’interno Parco delle Dolomiti Bellunesi, guardati bene attorno ai piedi!
Qualche altra info: il Dal Piaz può ospitare a dormire 22 persone. Nella stagione fredda, quando il rifugio è chiuso, è disponibile un ricovero invernale, da poco risistemato, con quattro posti letto (nessuna possibilità di scaldare); si trova sulla destra guardando il rifugio.
Per tornare a valle, la via più veloce è sicuramente il sentiero di andata da fare “ruzzolando” giù veloce.

3 Escursioni dal Rifugio Dal Piaz: per chi vuole proseguire oltre!
Passo Vette Grandi e Busa delle Vette
Non una vera e propria escursione, ma un approfondimento di quelli che restano negli occhi: salendo oltre il rifugio, in 5 minuti si arriva al Passo Vette Grandi, dal quale si ha una vista spaziale della Busa delle Vette, ampia conca glaciale circondato da colate detritiche e incastonata tra le cime Vette Grandi, Col di Luna, Cima Dodici, Piètena e Pavionet. Il circo glaciale ospita alcune delle rarità botaniche del Parco come l’Alisso dell’Obir e la Speronella alpina.
Una volta che ti sei rifatto gli occhi, puoi scendere al rifugio, che è pronto in tavola!

Salita al Monte Pavione lungo il sentiero delle creste
Un’ora e mezza di meraviglia assoluta: la salita ai 2334 metri del Pavione sono così. Ti confesso che a me la cima sfugge ancora: l’ho già tentata due volte in invernale (è di livello alpinistico, con un punto ben delicato), e per qualche motivo, nonostante abbia percorso in lungo e in largo le Feltrine, non l’ho mai fatta in estivo. In ogni caso, l’itinerario – non consigliato a chi soffre di vertigine – è questo: si sale al Passo Vette Grandi, si segue il sentiero 817 sulla dorsale che punta a nord e, dopo un duplice saliscendi, cala su Sella della Cavallade, risale la stretta cresta del Col di Luna (2295 mslm), scende su una forcella e sale infine sul Pavione (2335 m; ore 1.30 dal rifugio).

Per il ritorno puoi seguire la via dell’andata oppure, una volta tornato al Passo Pavione e scendere nella Busa di Monsampian. Si imbocca la larga traccia del segnavia CAI 810, che in piano aggira il crinale sud del Pavione e conduce direttamente al rifugio Dal Piaz.
Si tratta di un giro molto lungo: perché non dormi in rifugio?
Anello della Busa di Monsampiam
Un bellissimo anello in una delle zone più appartate delle Vette Feltrine. L’abbiamo descritto in questo articolo.
Escursione al Rifugio Dal Piaz da Croce d’Aune: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Sulle Vette Feltrine |
| 📍 Partenza | Croce d’Aune (1055 mslm, leggi la relazione per il punto di partenza) |
| 🏅 Arrivo | Rifugio Dal Piaz (1994 mslm) |
| 📐 Dislivello | 950 m |
| 📏 Lunghezza | 6,25 km la salita |
| ⏱️ Tempo | 2 ore e 45 la salita |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | All’imbocco del sentiero c’è una fontana (non sono certo sia sempre aperta) |
| 🗺️ Cartografia | Carta 1:25.000 Tabacco n. 22 – Alpi Feltrine, Le Vette, Cimonega |
| 🛰️ Traccia GPS | No |






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