Questo è la maestosa escursione ad anello attorno al Catinaccio, quel Rosengarten che è il regno di Re Laurino, tra Val d’Ega e Val di Fassa.

Anche se a parole non servono presentazioni, e anche se lungo il percorso non mancano i rassicuranti punti di ristoro dei rifugi, sappi che avrai delle visuali e dei passaggi davvero monumentali, che ti porteranno fuori dal mondo. Ed è un giro vario, con tanti tratti in quota perfetti per riempire lo sguardo dopo le due salite più erte, per rilassare le gambe, per scoprire.

Dove inizia questa escursione e in che verso farla

Da Carezza, dove prendiamo gli impianti Paolina per il Rifugio omonimo. L’escursione è descritta da qui.

Se hai tempo o gambe contate, gli impianti sono la via più comoda per salire in quota e dedicare tutte le energie all’anello. Se invece vuoi evitare la salita in seggiovia, dovrai fartela a piedi: sono però 500 metri di dislivello da aggiungere all’escursione.

Punti di partenza alternativi per il Giro del Catinaccio

Oltre alla salita da Carezza con gli impianti Paolina, puoi iniziare il Giro del Catinaccio anche da:

  • Rifugio Coronelle, è disponibile un collegamento con impianto di risalita;
  • Vigo di Fassa (versante trentino), è il punto di accesso preferenziale per fare il Giro del Catinaccio dalla Val di Fassa – sali verso il Rifugio Gardeccia in Val de Vaiolet e poi ti immetti sul tracciato dell’anello qui descritto;
  • Ciampedie, anche questo è raggiungibile da Vigo di Fassa (anche con impianto).

Una cosa da tenere a mente: qualunque sia il tuo punto di partenza, una volta che ti sei inserito sul tracciato ad anello (sentieri 549/541/550), la descrizione dell’itinerario resta valida.

Direzione del giro ad anello del Catinaccio

Per la direzione in cui fare il giro: sono valide entrambe, tanto le due erte salite (Passo delle Coronelle e Zigolade) vanno fatte entrambe. Il senso orario ci è sembrato più logico: fai la scala delle Zigolate in salita, e anche i brevissimi tratti attrezzati del Coronelle. Consigliato!

Dal Rifugio Paolina al Rifugio Fronza alle Coronelle

Nota: per buona parte, per questo anello saremo guidati dal segnavia del sentiero 549, eccetto un breve tratto sul 550 e sul 541.

Scendiamo dall’impianto al Rifugio Paolina (2125 mslm), adagiato alla base delle pareti del Catinaccio e, anche se dovremmo salire diretti, di fronte a noi, per immetterci sul sentiero 549, per logica prendiamo subito a sinistra il sentiero 552 e iniziamo a camminare: questo sentiero è un pratico raccordo, pochissimo pendente, che ci immette nel giro del Catinaccio poco più avanti, e ci permette di scaldare le gambe.

Seguendo i segnavia, ci immettiamo sul sentiero 549 una mezz’ora abbondante dopo, e mancano ancora 40 minuti al Rifugio Fronza alle Coronelle. Intanto ci godiamo ancora un po’ di rilassante camminata, con la Val d’Ega morbida e verde alla nostra sinistra, i blocchi del Gruppo del Catinaccio maestosi sopra di noi. Arriviamo infine alla terrazza dello storico Rifugio Fronza (Kölner Hütte, 2339 mslm), resistiamo alle provocazioni di una seconda colazione, e decidiamo di passare oltre.

Dal Rifugio Coronelle al Rifugio Roda de Vael

Inizia infatti il punto più tosto dell’escursione, e serve essere un po’ più concentrati. C’è infatti da prendere il sentiero 550 dietro al rifugio e salire verso il Passo delle Coronelle, e per farlo ci si infila in uno spacco della montagna in parte, nel primo tratto, attrezzato: con noi tanti escursionisti che si sono appena imbragati e dotati di caschetto, perché ad un certo punto lasceranno il nostro percorso per intraprendere la ferrata al Santner.

Quindi iniziamo a salire: i tratti con cavo sono un paio, facili; ci ritroviamo su un’ampia terrazza erbosa, e poi inizia la salita vera e propria al passo, erta ma semplice – gradoni in legno rendono facile la salita, si va a zigzag e il fondo è sempre buono. L’impressione è forte: pochi minuti fa vedevamo la verde Val d’Ega, ora siamo circondati da rocce verticali.

Sul Passo delle Coronele (2630 mslm) siamo improvvisamente su una strettissima forcella, abbiamo appena macinato la prima delle due salitone dell’escursione, e lo sguardo viene accolto dalla Trentina Val di Fassa – e dalle masse dolomitiche del Catinaccio d’Antermoia.

Tiriamo il fiato, possiamo scendere. Il sentiero 550 ci fa perdere quota velocemente su fondo friabile e qualche gradone di roccia, fino al bivio di quota 2420 mslm, dove ci prende una fugace tentazione – quella di fare una scappata al Rifugio Vaiolet per una fetta delle loro meravigliose torte. Il rifugio poi è lì, a portata di sguardo e gambe ma… dai, proseguiamo il nostro giro, o Re Laurino se l’avrà a male!

Pieghiamo a destra quindi, direzione Rifugio Roda de Vael, sentiero 541. Peccato che tra noi e il pranzo si frammezzi il Passo delle Zigolade, più ampio del precedente ma anche lungo da raggiungere, perché il sentiero sarà sì in più morbida salita, ma se la prende un po’ troppo calma con la lunghezza! E una nota: dopo un primo bellissimo tratto in quota, ci si propone la “scaletta” – un tratto attrezzato che supera cinque metri di gradone roccioso; niente di difficile, reggendosi ai pioli, ma ci sono prima e dopo alcune staffe per piedi e mani da afferrare con attenzione.

Dal Passo delle Zigolade (2519 mslm) la magia è ancora più intesa, se possibile, di come è stata fino ad adesso: seguiamo i contorni di una conca spiovente, passiamo per un circo di origine glaciale sovrastato da Roda de Vael, Vaiolon e Mugogn, infine un ennesimo tratto di versante erboso, alto sulla Val di Fassa – e compare il Rifugio Roda de Vael (2283 mslm) appollaiato sulla Sella del Ciampaz, con la vicina Baita Pederiva dal tetto che saluta. Entrambi sono ottimi punti ristoro, e facciamocela adesso questa birra!

Dal Rifugio Roda de Vael al Rifugio Paolina

Per chiudere l’anello, ora, non c’è più difficoltà né sforzo. Proseguiamo sul sentiero 549, aggiriamo l’ultimo sperone meridionale del Rosengartengruppe, e arriviamo all’aquila dedicata a Christomannos. Qui ci gustiamo un attimo l’occhio sul Latemar, rivediamo un tratto del bel giro ad anello fatto il giorno prima, e scendiamo sul sentiero 539 che in dieci minuti ci riporta al Rifugio Paolina e all’impianto di discesa.

Giro del Catinaccio: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Attorno al Catinaccio/Rosengarten
📍 Partenza Rifugio Paolina (2125 mslm)
🏅 Punti d’arrivo Rifugio Coronelle (2339 mslm), Rifugio Roda de Vael (2283 mslm)
📐 Dislivello 680 m
📏 Lunghezza 11,1 km
⏱️ Tempo 5 ore
😅 Difficoltà Media-difficile
💧 Acqua Solo una piccola fonte tra i rifugi Paolina e Coronelle
🗺️ Cartografia Tabacco n. 29 – Sciliar, Catinaccio, Latemar
🛰️ Traccia GPS Sì: scaricala qui

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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