Questa è un’escursione ad anello alla scoperta della Pania di Corfino, all’interno del Parco dell’Orecchiella, in Garfagnana.

Abbiamo fatto questa gita per cercare l’autunno in versione castagno – foglie dai colori intensi, tappeti di ricci dorati – e abbiamo trovato (anche) fitte faggete dorate, una panoramica cima, e un poetico alpeggio. Il tutto, connesso da sentieri semplici da percorrere. Ti raccontiamo come fare questo anello.

Croce di vetta della Pania di Corfino

Dove lasciare l’auto

L’auto si lascia a Corfino. Il parcheggio migliore sarebbe quello di fronte alla chiesa di San Lorenzo, nel cuore del paese; la bellissima terrazza panoramica è peraltro un ottimo punto per sgranchire le gambe dopo la guida, e c’è il bar Black&White per la seconda colazione e un alimentari fornitissimo di formaggi locali. Tuttavia questo parcheggio è piccolo: se lo trovi pieno, parcheggia più in basso.

Poi ci vediamo qui per la seconda colazione… per iniziare a camminare, volevo dire!

Corfino

Da Corfino alla Pania di Corfino

⚠️ Se non hai problemi di vertigine, fai l’escursione nel senso in cui la raccontiamo (antiorario); se invece la profondità ti dà noia, fallo in senso orario: ti beccherai l’unica pendenza tosta in salita, ma ti eviterai una vista vertiginosa.

Tra campanile e chiesa (850 mslm) inizia con il suo segnavia il sentiero 558, che ci porta fuori dalle strette vie della parte alta di Corfino. Alcuni stretti tornanti, e la via si sfalda in un bell’acciottolato – la mulattiera di San Pellegrino – con i primi castagni e la vista alle nostre spalle sul paese. Presto c’è un bivio (890 mslm): noi restiamo sul 558 e risaliamo un centinaio di metri di versante boscoso fino a un secondo bivio, in località Sasso Ghiraio (1060 mslm): per l’andata proseguiamo sulla destra, con il bosco che si infittisce e alcuni ampi tornanti da fare. Si apre la vista su Garfagnana e Apuane, un sentiero protetto da una staccionata prelude alla “svolta” verso nord, in corrispondenza di un capitello dedicato a San Pellegrino (1320 mslm).

Il sentiero ora sale tra le ampie radure de La Bandita (se guardi bene, vedrai una specie di “dito” bianco sistemato sul verde di una selletta: è una scultura opera di un artista danese). Non appena torniamo sotto la copertura boscosa, in corrispondenza di un pannello informativo, prendiamo a sinistra la variante 558/562 (così su alcune app).

Qui inizia l’unico punto “confuso” del percorso: i segnavia bianco rossi ci sono, e non mancano alcuni cartelli, ma il sentiero si arzigogola nel fitto bosco di faggi, interseca tracce e tracciati, e fa giri poco logici. Seguendo pazientemente i segnavia, comunque, si sbuca su un ultimo sistema di radure, che preludono alla breve salita erbosa della Pania di Corfino (1603 mslm).

Dalla cima, che è quella dove un cumulo di massi regge quello con toponimo e quota, si ha una vista eccezionale verso le Apuane – riconoscibilissime sia le Panie che le vette centrali e settentrionali, dal Sumbra alla Tambura, al Sella, al Pisanino…); ovviamente alla base ci sono gli infiniti boschi della Garfagnana. Ma a stupirci è la panoramica sull’Appennino Tosco-Emiliano verso nord, con lunghissime creste blandite dai boschi che le risalgono fin dove possono.

🪨 Già che siamo qui. La Pania di Corfino offre una curiosità geologica: questa cima è un “raccordo” tra le morbidezze appenniniche e le asprezze delle Alpi Apuane, delle quali condivide la natura sedimentaria (è un massiccio blocco calcareo) pur essendone staccata.

Dalla croce di vetta, invece (che si trova seguendo il pianoro sommitale verso est e abbassandosi di qualche metro), l’occhio spazia verso la Media Valle del Serchio.

Ma adesso paninetto, che s’ha da ripartire.

Ritorno ad anello dalla Pania di Corfino

Riscendiamo i prati sommitali da dove siamo venuti, e seguiamo il cartello segnavia del sentiero 562. In un attimo stiamo scendendo dentro uno scabro mondo di pareti e paretine, giù verso il ghiaione che riveste il versante occidentale della Pania.

Bosco della Pania di Corfino

Questo tratto di discesa ha un carattere ben diverso, decisamente pendente e su fondo irregolare, che richiede qualche attenzione.

La vertiginosa discesa ci porta all’ennesima radura, e poi all’ingresso del Giardino Botanico Maria Ansaldi Pania di Corfino (1335 mslm): a ingresso libero, sempre aperto e organizzato in sette ambienti naturali, con sentierini e passerelle a guidarti nella visita, merita un approfondimento.

Dal Giardino Botanico, continuiamo a scendere lungo il sentiero 562, facendo un lungo taglio attraverso un luminoso bosco che ci risparmia le forestali che salgono dal Rifugio Isera. E al Rifugio Isera (1209 mslm), uno dei punti più interessanti per le escursioni nel Parco dell’Orecchiella, infatti arriviamo.

Dal rifugio, con l’ingresso alle spalle, prendiamo subito a destra le indicazioni per Pruno. Un altro lungo tratto di sentiero ci porta tra i faggi, con le pietre nere del letto della Covezza di Corfino a stagliarsi tra il marrone ramato delle foglie cadute, con l’occasionale chiazza di verde-muschio-fosforescente a ravvivare il tutto con il suo accento.

Il sentiero sbuca a Pruno (1030 mslm), un antico e delizioso alpeggio oggi recuperato a fini di ospitalità. Dominate dai boschi della Pania di Corfino e dalla muraglia calcarea, le casette di pietra dal tetto a punta ti fanno venire voglia di ritirarti qui per un po’. Cenno storico: Pruno era un alpeggio stagionale intermedio, cioè sito tra il borgo e gli alpeggi più alti, ed è documentato già nel 1500.

Pruno

Da Pruno, il sentiero A1 si prende tra le case a punta (indicazioni), e corre inizialmente parallelo alla strada asfaltata, poco più in alto di questa. Ancora ci inoltriamo nel versante boscoso – più rado – e ci sorbiamo un paio di inaspettate rampe in salita, per sbucare infine sopra Corfino, a Sasso Ghiraio, da dove scendiamo in paese per quello che possiamo ormai chiamare “il nostro sentiero 558”.

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Giro ad anello della Pania di Corfino: dati tecnici in breve e traccia GPX

⛰️ Dove siamo Appennino Tosco-Emiliano, versante Garfagnana, provincia di Lucca
📍 Partenza Corfino (850 mslm)
🏅 Punti di interesse Pania di Corfino (1603 mslm), Rifugio Isera (1209 mslm)
📐 Dislivello 780 m
📏 Lunghezza 9,75 tutta l’escursione
⏱️ Tempo 4 ore e mezza
😅 Difficoltà Media
💧 Acqua In paese a Corfino
🗺️ Cartografia /
🛰️ Traccia GPS Sì: puoi scaricarla qui