Non ci sono molti modi per camminare con facilità all’interno di un arcipelago fossile. Prima di tutto devi trovare un antico atollo, e poi individuare un sentiero che lo attraversi. Beh, sappi che questa escursione ad anello sul Latemar passando per la Torre di Pisa fa proprio questo… e molto altro, tipo permetterti di camminare all’interno di una montagna dolomitica.
In questo articolo ti raccontiamo questo imperdibile giro ad anello in alta quota.

Da dove parte l’escursione e in che verso farla
Ci sono due modi principali per salire in quota e inforcare il sentiero 18 – il vero cuore di questa escursione:
- dalla Val d’Ega, salendo con la seggiovia Oberholz che parte da Obereggen;
- dalla Val di Fiemme, salendo da Predazzo a Passo Feudo.
Noi siamo partiti dalla Val d’Ega. L’impianto ci ha lasciati al Rifugio Oberholz (2096 mslm, dove pranzeremo a fine gita); in questo modo ci siamo risparmiati 550 metri di dislivello. Se non vuoi prendere la seggiovia, il sentiero 18 parte proprio da Obereggen.
In ogni caso, il giro ad anello è lo stesso. Noi l’abbiamo fatto in senso orario, e ci è sembrato il modo migliore per distribuire le pendenze… e l’effetto wow.
Un’ultima cosa: quando fare il giro di Latemar e Torre di Pisa? In estate e autunno.
Da Oberholz/Obereggen alla Torre di Pisa
Da Oberholz individuiamo il segnavia del sentiero 18, che ci permette di salire lungo il versante del Latemar. Serve un po’ di pazienza, perché dobbiamo superare i 2500 metri e poi anche i 2600, “arrampicandoci” (in realtà camminando sempre agevolmente) verso le pareti rocciose che si ergono sopra di noi. Piano piano ci lasciamo alle spalle i morbidi orizzonti della valle, i boschi e i prati.
La vera sorpresa arriva quasi senza che ce ne rendiamo conto. Dopo un passaggio “roccioso”, ci ritroviamo letteralmente dentro la montagna, lungo un sentiero circondato da guglie e picchi dai quali scendono i classici ghiaioni dolomitici, ma anche colate di rocce e grossi massi. Il nostro camminare curva, piega, si infila, torna fuori – è come camminare in una galleria di pinnacoli. Il sole alto sopra di noi (lo sai che la Val d’Ega è tra le valli dolomitiche più assolate?) rende tutto cristallino, nitido, perfetto. La roccia chiara quasi brilla.

Perché questo luogo è fatto così? Il Latemar è un antico atollo fossile – parliamo del Triassico, tra 247 e 238 milioni di anni fa: da qui la forma a semicerchio. In un mare caldo e tropicale si sono formati i livelli rocciosi, tra sedimentazione ed eruzioni vulcaniche; poi l’erosione ha fatto il resto.
Una impennata per salire alla Forcella del Camoscio – è l’unico tratto leggermente ardimentoso del percorso, perché dobbiamo salire un breve canalino che può essere un po’ scivoloso – e ogni cosa cambia – forse anche perché lo sguardo, chiuso da quasi un’ora tra le rocce, ora può spaziare su un orizzonte ampissimo, fatto di altopiani di roccia sbriciolata, timide praterie d’altura, e poi lontani i Campanili del Latemar. Eccezionale!

Breve sosta, e riprendiamo subito il percorso puntando a destra ora lungo il sentiero 516, direzione Rifugio Torre di Pisa. Un veloce tratto in quota, poi un’impennata, una breve discesa e infine una specie di forcella: qui ci voltiamo, e l’obliqua Torre di Pisa è lì, imponente – e in buona compagnia di altre torri, di Cima Valbona e della Cima di Valsorda. Delizia degli scalatori, potremmo vederne qualcuno in parete o sulla cima.
Dalla forcella, proseguiamo lungo l’unico sentiero e caliamo poco dopo sul Rifugio Torre di Pisa/Latemar-Hütte (2671 mslm), unico rifugio su questo gruppo montuoso. Dopo la scorpacciata di roccia, l’occhio recupera i verdi della vegetazione… che però è lontana sotto di noi!

Ritorno ad anello dalla Torre di Pisa
Dal Rifugio Torre di Pisa, molto amato e quindi frequentatissimo, il sentiero è uno ed evidente: il segnavia 516 diretto a Passo Feudo si fionda in discesa, tra curve e curvette, e ci fa perdere quota velocemente. Tuttavia, occhio ai bivi! Quando infatti arriviamo a 2334 mslm, in corrispondenza di una piazzola decorata da strutture di roccia, dobbiamo prendere a sinistra (sentiero 22).
Non abbassare l’attenzione: questo tratto di percorso non è un mero “chiudere l’anello”, ma uno spettacolo super!

Seguiamo infatti le pendici occidentali del Latemar, dapprima a mezzo versante e poi scendendo piano verso Malga Mayer (che però non toccheremo, dato che rimarremo in quota). Camminiamo lungo e attraverso il Latemarium.
Il Latemarium è un parco d’arte, una rete di sentieri che ha il suo fulcro nell’itinerario latemar-panorama, una serie di terrazze panoramiche, di giocosi pannelli informativi, di marmotte giganti e molto altro. Scendendo lungo il sentiero 22 in direzione Oberholz se ne percorre un bellissimo tratto panoramico, definito dal contrasto tra prati verdi e pareti verticali.
Un ultimo bivio, e siamo di nuovo al Rifugio Oberholz, culmine del Latemarium. Struttura stupenda in legno chiaro, vetro e cemento (anche se mangi all’esterno, vai a curiosare dentro), piatti tradizionali rivisitati in chiave originale, e a due passi dalla seggiovia così non devi metterti fretta per tornare a valle… serve chiedere altro?
Anello del Rifugio Torre di Pisa da Obereggen: dati tecnici in breve e traccia GPX
| ⛰️ Dove siamo | Sul Latemar |
| 📍 Partenza | Stazione di arrivo impianto Oberholz (2080 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Torre di Pisa / Latemar-Hütte (2671 mslm) |
| 📐 Dislivello | 640 m |
| 📏 Lunghezza | 7,75 km |
| ⏱️ Tempo | 4 ore |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 💧 Acqua | No |
| 🗺️ Cartografia | Tabacco n. 29 – Sciliar, Catinaccio, Latemar |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scarica la traccia Latemar-Rifugio Torre di Pisa |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Grazie per le informazioni, speriamo di riuscire a farlo