A due passi da Bolzano, ma un altro mondo: come salire su un pianeta – la scelta “astronomica” della parola non è a caso – fatto di morbidi prati intramezzati da boschi, raccolti entro quinte rocciose potenti e 100% dolomitiche – i nomi di Catinaccio e Latemar ti dicono qualcosa? Con questa guida ti portiamo a scoprire cosa vedere in Val d’Ega, con la giusta spennellata di escursioni indimenticabili (anche questo aggettivo non è scelto a caso) e alcune curiosità davvero insospettabili.
👉 Con queste info puoi organizzare un ricchissimo weekend lungo oppure, con ritmi più calmi e un po’ di esplorazione personale, un’intera settimana in Val d’Ega.
Dove si trova la Val d’Ega/Eggental
La Val d’Ega/Eggental si trova in Alto Adige, provincia di Bolzano, con accesso a pochi chilometri a nord-est del capoluogo. Il Passo di Costalunga la collega alla trentina Val di Fassa, quello di Lavazè alla Val di Fiemme – è super strategica insomma.

Prima di cominciare: tre curiosità sulla Val d’Ega
- Più di 500 km di sentieri ottimamente segnati, 200 km di percorsi per mountain bike, 4 vie ferrate: e questo soltanto per le stagioni calde. Se vuoi scatenare i piedi o i pedali, la Val d’Ega fa per te. E a proposito di chilometraggi e segnavia, ti consiglio di procurarti la classica carta topografica Tabacco n.09 (Sciliar-Catinaccio-Latemar) per avere tutte le idee sotto controllo – la puoi acquistare online qui.
- Nova Ponente è il paese con più ore di sole di tutto l’Alto Adige, con una media di 2.360 ore di sole all’anno.
- Una leggenda che devi conoscere: quella di Re Laurino, re dei nani del Catinaccio (in tedesco Rosengarten, giardino delle rose), che si innamora della principessa Similde e la rapisce dal regno dell’Adige proprio durante il di lei matrimonio. Sconfitto e catturato dai cavalieri dopo una dura battaglia, Laurino lancia una maledizione sul suo giardino: nessuno potrà più vederlo, né di giorno né di notte. Dimentica però alba e tramonto, quando ancora oggi il Catinaccio si tinge di rosa in una delicata e al tempo stesso potente Enrosadira.
Questo è il minimo che devi sapere. Ma quando camminerai per la valle, ti vogliamo con gli occhi aperti. In estate scoprirai fioriture eccezionali (vai alla voce Corno Bianco, più sotto); in autunno i colori combinati della vegetazione e dell’enrosadira. In inverno un tramonto sulla neve con vista Catinaccio è qualcosa di unico (ma questa è un’altra storia).
Ok, dovremmo averti provocato a sufficienza. Andiamo con le cose da vedere!
Quando andare in Val d’Ega
In estate la valle dà il meglio per le attività outdoor: sentieri perfetti, malghe aperte, e fioriture che su versanti erbosi come quelli del Corno Bianco valgono da sole la salita. In autunno, l’aria si fa tersa e i colori, tra enrosadira e larici dorati, sono fantastici; in questa stagione camminare è un piacere, dato che tutti gli itinerari sono praticabili.
Anche in inverno la Val d’Ega ha tantissimo da offrire. Per dire, ancora ci ricordiamo una ciaspolata tardo pomeridiano di un anno fa, con il tramonto a tingere di rosa il Catinaccio prima di dare gli ultimi brillanti guizzi sul manto nevoso.
Infine, se sei interessato al tema astronomico, il cielo notturno di Collepietra si fa più limpido tra fine autunno e inizio primavera.

Cosa vedere in Val d’Ega
Natura: il Lago di Carezza
Forse uno dei luoghi più noti delle Dolomiti, il Lago di Carezza è un tubetto di blu perfetto spremuto tra i boschi oltre i quali salgono vertiginose le pareti occidentali e chiare del Latemar. Pareti che si riflettono delicatamente sulla superficie del lago arcobaleno, per un effetto decisamente prezioso. Un altro soprannome è quello di Occhio delle Dolomiti.
Un’altra leggenda qui: lo stregone Masarè, innamorato della ninfa Ondina che vive nel lago, si traveste da gioielliere e crea un arcobaleno tra Latemar e Catinaccio con il quale attirarla fuori dall’acqua. Il trucco funziona, ma l’incauto Masarè si dimentica di trasformarsi. Ondina si spaventa, si rituffa nel lago e sparisce per sempre.
Del Karersee – o Lac de Ergobando in ladino – avrai visto moltissime foto ed è molto affollato, ma ciò non toglie che una capatina a vederlo dal vivo va fatta. Secondo noi, il modo migliore però è quello di prenderlo a punto di partenza della bella escursione ai Labirinti del Latemar (la trovi spiegata nel capitolo delle escursioni). E così facendo puoi deviare per andare a vedere il Mittersee, lago effimero che si vede solo tra maggio e giugno in quanto alimentato dalle acque di disgelo, oppure pranzare in malga.
Tradizione: chiesette e santuari
Due luoghi per un assaggio della storia della Val d’Ega, entrambi a tema religioso. Sappi però che le tradizioni sono qui molto vive: a noi ad esempio è capitato di incrociare la festa patronale a Collepietra, con bande musicali da cinquanta elementi, birra e un bel clima di festa.
La chiesetta di Sant’Elena/St. Helena in Deutschnofen
Un simbolo, un gioiello, e un luogo dolcissimo e, se posso dire, molto altoatesino. Sant’Elena si trova a Nova Ponente, e si può raggiungere dal centro paese con mezz’ora di camminata (oppure in auto). È graziosa fin dal primo sguardo, spiccante com’è sul suo colle – nella Preistoria pare il sito fosse già frequentato anche perché visibilissimo. Poi apri la porticina sul fianco, entri… e sei dentro a un tesoro di affreschi di epoca gotica, tra i più importanti della “scuola bolzanina”.
Il culto di Sant’Elena è connesso alla natura montana e mineraria del luogo, tanto che una leggenda locale riporta come la chiesetta sorgesse anticamente su una scalinata d’argento.
Giusto fuori dalla chiesetta, la Jausenstube St. Helena offre un piccolo menù di delizie.

Il santuario della Madonna di Pietralba
Si tratta di un sito di pellegrinaggio in stile barocco, a 1520 metri di quota. Costruito a metà Cinquecento dopo un’apparizione della Madonna, è conosciuto come Duomo delle Dolomiti. Il santuario può essere preso a punto di partenza o di arrivo di diverse escursioni.
Una curiosità: la massiccia mole chiara del santuario si vede da diverse cime della valle.
Geologia: il canyon del Bletterbach
Inaspettato: il Bletterbach è così. Parliamo di un canyon dai toni rossastri che si apre tra boschi densi e verdi, con pareti stratificate e cascate, che termina in un anfiteatro amplissimo e scenografico. Il Bletterbach permette di scartabellare tra le pagine di un libro geologico da 40 milioni di anni. Oltre al canyon e ai musei ad esso connessi, pannelli e installazioni sistemati lungo i sentieri aiutano a capire quello che si vede.
L’ingresso al canyon è a pagamento, il punto di ingresso principale è il Centro Visitatori Aldino. Queste sono alcune idee per esplorarlo:
- fare il giro ad anello che dal centro visitatori di Aldino scende sul fondo della gola, ne percorre una buona parte e risale ad anello;
- iscriversi a una delle geo-escursioni guidate per farsi raccontare vita morte e miracoli della geologia locale;
- visitare i musei: uno si trova al Centro Visite di Aldino, l’altro a Ridagno;
- fare un tratto dell’escursione al Corno Bianco da Passo Oclini (che spieghiamo più avanti), per avere una visuale potentissima dell’anfiteatro del Bletterbach.

Cieli neri: l’astrovillaggio di Collepietra
Collepietra (Steinegg) è il primo astrovillaggio italiano. Significa che qui il cielo notturno è particolarmente buio, e può essere studiato al meglio dagli astronomi. Non solo: eventi, manifestazioni e persino sentieri hanno temi astronomici, ma soprattutto il Comune ha intrapreso azioni reali per limitare l’inquinamento luminoso, ad esempio intervenendo sull’illuminazione pubblica, e regolando quella privata.
Per approfondire questo tema, puoi:
- partecipare a una delle serate dell’osservatorio. Le due cupole che lo compongono si trovano a 15 minuti di auto dal paese; oltre alle “normali” serata astronomiche, l’osservatorio organizza anche interessantissime escursioni notturne;
- visitare il planetario;
- percorrere uno dei sentieri tematici, come il Sentiero dei Pianeti di San Valentino in Campo, che in circa 10 km di estensione riproduce in scala il sistema solare;
- soggiornare all’Hotel Oberwirth-Weiss Kreuz, in centro paese. Qui molti dettagli hanno tema astronomico, ma – ciliegina sulla torta – puoi dormire nel modulo lunare dell’Apollo 11. No spoiler, ma è un’esperienza davvero unica e speciale, in ogni sua parte;
- approfittarne per leggere Cieli neri. Come l’inquinamento luminoso ci sta rubando la notte, di Irene Borgna (trovi il libro Cieli Neri qui); un capitolo è dedicato alla Val d’Ega, e apprezzerai ancora di più il lavoro che si sta facendo a Collepietra.

Geologia (pt.2): le piramidi di terra
Si trovano a pochi passi da Collepietra, e sono guglie scolpite dall’erosione, alte fino a 30 metri. Ogni piramide è coronata da un cappello di pietra, che protegge il pilastro sottostante dagli agenti atmosferici. Si raggiungono brevemente con un camminata di 20 minuti, oppure includendole in un facile anello di circa 4,5 km: entrambe le escursioni partono da Collepietra, e portano a un paio di piattaforma panoramiche sul complesso delle piramidi.
Se alla geologia preferisci la leggenda, sappi che le piramidi di terra di Collepietra sono frutto di una vendetta divina: il giovane che aveva in concessione lo sfalcio dei più bei prati di Collepietra rifiutò a un certo punto di darne parte alla parrocchia, arrivando a giurare il falso in tribunale e a dare un dispiacere il parroco. Nella notte subito s’addensò una nera tempesta, e il giorno dopo i bei prati erano spariti – al loro posto, i pinnacoli di terra.

Panorama: i cinema della montagna
Nella Val d’Ega ci sono 6 cinema di montagna. Luoghi che incorniciano paesaggi già incantevoli e che ti permettono di sedere comodamente su poltrone di legno per prenderti del tempo e ammirare il panorama. Sono momenti magici, prenditi il tuo tempo.
Inutile dire che noi ci siamo fermati in tutti quelli che abbiamo incontrato lungo le nostre esplorazioni! I nostri preferiti:
- Mountain Cinema Prati del Latemar, con vista sul Catinaccio – lo trovi facendo l’escursione ai Labirinti del Latemar;
- Mountain Cinema Latemarium, con vista sulla valle – lo trovi facendo l’anello del Rifugio Torre di Pisa;
- Mountain Cinema Steineggerhof, con vista che prende Renon, Val d’Isarco, Sciliar, Tschafon e Catinaccio (questo è stato il nostro “cinemino sopra casa” durante il soggiorno a Collepietra).

Escursioni da fare in Val d’Ega
Ovviamente, delimitata com’è da Catinaccio e Latemar, la Val d’Ega offre tantissime escursioni, e di tutti i livelli. In questa sezione ti consigliamo le 4 escursioni da fare per un primo assaggio della valle.
Labirinti del Latemar dal Lago di Carezza
Come toccare tre gioielli naturali all’ombra del Latemar con un unico itinerario. Si parte dal paese di Carezza (si parcheggia gratuitamente, e si evita la confusione del parcheggio del lago), si tocca il Lago di Carezza, si sale verso i Labirinti del Latemar e poi, dopo averli percorsi, si sale ai Prati del Latemar. Pausa golosa, probabilmente, e infine giù in paese. Consigliatissima.
| 📍 Partenza | Carezza (1620 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Lago di Carezza (1540 mslm), Malga Latmor (1920 mslm) |
| 📐 Dislivello | 540 m |
| 📏 Lunghezza | 12,3 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore e mezza |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 🛰️ Traccia GPX | Scaricala qui |

Rifugio Torre di Pisa e anello sul Latemar
Come ritrovarsi sulla Luna – o dentro ad una montagna dolomitica – tutto sommato con poco chilometraggio e dislivello contenuto. L’escursione ad anello al Rifugio Torre di Pisa, da Obereggen, ci ha tenuti a bocca aperta per tutto il tracciato. la cosa bella? Dopo aver sparato i suoi colpi migliori con guglie e pareti strapiombanti, il Latemar riesci a darti una discesa a valle che pure è stupenda.
Se devi scegliere una sola escursione al Latemar, fai questa.
| 📍 Partenza | Stazione di arrivo impianto Oberholz (2080 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Torre di Pisa / Latemarhuette (2671 mslm) |
| 📐 Dislivello | 640 m |
| 📏 Lunghezza | 7,75 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 🛰️ Traccia GPX | Scaricala qui |

Giro del Catinaccio
Dopo tanto Latemar, vuoi non dare la giusta importanza anche al Catinaccio? Fai bene: anche perché altrimenti il mitico Re Laurino se ne ha a male!
Questo anello per escursionisti esperti è un viaggio nel viaggio: tre rifugi, due passi, lunghi tratti in quota, panorami che cambiano in ogni momento, e poi cime, guglie, torrioni, vele di roccia… Anche il Giro del Catinaccio va fatto, insomma.
| 📍 Partenza | Stazione di arrivo impianto Oberholz (2080 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Rifugio Torre di Pisa / Latemarhuette (2671 mslm) |
| 📐 Dislivello | 640 m |
| 📏 Lunghezza | 7,75 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 🛰️ Traccia GPX | Scaricala qui |

Salita al Corno Bianco/Weisshorn
Cima facile e molto panoramica, il Corno Bianco (da non confondere con quello della Val Sarentino) si raggiunge con una breve escursione. Meglio ancora però è fare il giro ad anello (Escursionisti esperti) che da Passo Oclini sale alla vetta passando per una cresta panoramica puntata sull’anfiteatro del Bletterbach.
Nell’articolo, ti spieghiamo anche come passare per due malghe (scegliere dove pranzare sarà difficile, sappilo).
| 📍 Partenza | Passo Oclini / Jochgrimm (1989 mslm) |
| 🏅 Punti d’arrivo | Corno Bianco / Weisshorn (2317 mslm) |
| 📐 Dislivello | 510 m |
| 📏 Lunghezza | 8 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore |
| 😅 Difficoltà | Media |
| 🛰️ Traccia GPX | Scaricala qui |

Val d’Ega: dove mangiare (e cosa)
Nei giorni che siamo stati qui, siamo stati travolti dalla bontà delle squisitezze assaggiate. Quello che ci ha colpiti è stata la cura con la quale malghe, rifugi e ristoranti in quota ci hanno accolto: ogni piatto sembrava un premio per aver camminato!
In genere, la cucina che incontri è tradizionale ma spesso rivisitata con ingredienti super locali e accostamenti inaspettati.
Noi abbiamo amato:
- Malga Isi, una coccola tra i monti con una cucina deliziosa in un ambiente curatissimo. Memorabile la torta foresta nera. Ci arrivi con una facile passeggiata da Passo Oclini oppure con il giro ad anello del Corno Bianco.
- Oberholz Dolomites, un ristorante in quota super moderno in una struttura davvero affascinante. La cucina è ricercata e curata. Il formaggio di capra alla piastra Silvia lo ricorderà per molto, ma anche i miei canederli rivisitati erano una vera goduria. Ci arrivi con la seggiovia Oberholz, oppure a piedi da Carezza.
- Malga Latmor, una malga davvero graziosa in un contesto decisamente bucolico. Davvero super le polpette di manzo. Ci arrivi da Passo Costalunga con una passeggiata non impegnativa, oppure seguendo il giro ad anello dei Labirinti del Latemar.
Val d’Ega: dove dormire
Non dovresti aver problemi a trovare il tuo alloggio in Val d’Ega – anzi vivrai il problema contrario, quello dell’imbarazzo della scelta!
La valle infatti offre più di 200 strutture, con 140 piccoli agriturismi a conduzione familiare tra i quali scegliere.
Noi abbiamo soggiornato all’Oberwirth di Collepietra: le camere dell’hotel sono splendide (ed è dire poco, ti assicuro), la spa e le piscine offrono la giusta coccola dopo le escursioni, e anche la cucina ci ha piacevolmente stupito, così come la gestione attenta e calorosa. Il paese è un po’ defilato rispetto al “centro” della Val d’Ega, ma tra tranquillità e curiosità astronomiche, siamo stati benissimo.








Scrivi un commento