La prima e più difficile alta via del Canton Ticino è un gioiello. Quattro tappe – più una per salire in quota e una di discesa – per un totale di 60 chilometri e 5400 metri di dislivello, con passaggi arditi, panorami ampissimi e un carattere geologico davvero sorprendente: la Via Alta Verzasca è stata definita un capolavoro… e lo è.
Un sentiero audace, una linea dipinta tra la pietra e l’azzurro del cielo.
Questa è la guida completa con la nostra esperienza, e tutto quello che devi sapere prima di partire.
Via Alta Verzasca in breve
| 📍 Partenza | Vogorno, Canton Ticino, Val Verzasca |
| 🏅 Arrivo | Sonorno |
| 📐 Dislivello | 5400 m |
| 📏 Lunghezza | 60 km |
| ⏱️ Tempo | 5-6 giorni |
| 😅 Difficoltà | T5-T6 |
| 💧 Periodo consigliato | Estate, quando le capanne sono aperte |
| 🥰 Appoggi | Capanna Borgna, Capanna Cornavòsa, Capanna Efra, Capanna Cognoraa, Capanna Barone |
| 🛰️ Traccia GPS | Le trovi con le singole tappe |

La Via Alta Verzasca fa per te se…
La Via Alta Verzasca non è un percorso per tutti. Prima di avventurarti in questa epica avventura ecco come capire se può fare per te:
- hai una buona esperienza di montagna,
- non soffri di vertigini, hai passo sicuro e non hai paura dell’esposizione (questo è fondamentale!),
- sai arrampicare su passaggi di I e II grado (in Svizzera si chiamano sentieri T5 e T6 – ti spiego meglio dopo),
- sai valutare le previsioni meteorologiche, le vie di fuga, i tempi di percorrenza e l’escursione nel suo insieme,
- hai una buona forma fisica per affrontare dislivelli discreti,
- sai tenere la concentrazione alta per tutto il tempo che serve,
- non è la tua prima esperienza in alte vie e traversate impegnative.
Se hai risposto affermativamente a tutte, allaccia gli scarponi perché questa è un’avventura che ti prenderà corpo e anima!

Difficoltà della Via Alta Verzasca
⚠️Si tratta di un itinerario alpino impegnativo per escursionisti (molto) esperti.
- I punti più delicati sono stati attrezzati con maniglie/staffe e tratti di cavo, ma rimangono comunque estremamente esposti. A seconda della tua sensibilità, troverai poi altri punti critici NON attrezzati, per i quali devi valutare come procedere al meglio. Direi che l’esposizione in generale è la difficoltà maggiore da affrontare.
- A parte avvicinamento e discesa, il percorso si svolge tra i 1900 e i 2800 metri – con tutto quello che questo comporta.
- Chilometri e dislivello rendono i tempi di percorrenza di alcune tappe abbastanza impegnativi.
- Il meteo deve essere molto buono. La pioggia rende scivolosissime e infide le infinite rocce che lastricano la via, nonché l’erba dei versanti. Inoltre si cammina su lunghe e articolate creste, e beccare un temporale lì non è il massimo perché non c’è protezione.
- Ad inizio stagione possono esserci nevai da attraversare con ramponi.
In Ticino la difficoltà dei sentieri è segnalata con la classificazione T1, T2, T3, T4, T5, T6.
Le due tappe chiave dell’Alta Via Verzasca sono classificate T6 che significa “Generalmente senza traccia, passaggi d’arrampicata fino al II grado. Di regola
non segnalato. Terreno spesso molto esposto, versanti erbosi e rocciosi molto delicati, ghiacciai con rischio di slittamento”. E richiede “Eccellenti capacità d’orientamento. Ottime conoscenze dell’ambiente alpino e dimestichezza nell’uso di materiale tecnico d’alpinismo”.
Puoi approfondire qui la classificazione della scala di difficoltà.

La Via Alta Verzasca in sei punti
- La Via Verzasca è la prima alta via ticinese, ed è stata “inventata” dalla SEV – Società Escursionistica Verzaschese – al tempo in cui si concatenavano cime; gli ideatori hanno pensato di concatenare le creste che separano la Val Verzasca dalla Leventina e dalla Riviera.
- 60 km di percorso, 5400 metri di dislivello positivo, 4 tappe più una per salire in quota e una per scendere.
- Le capanne non custodite che fanno da punti di appoggio sono ricavate da antichi alpeggi recuperati, e sono dei gioielli.
- Se il tema paesaggistico – lo gneiss, le stratificazioni, le creste, i torrioni – lo scopri subito, quello culturale lo impari un poco per volta. La Val Verzasca ha da sempre un carattere pastorale: qui si viveva una vita dura, che spingeva i contadini e i pastori a quote alte e in luoghi difficili da raggiungere, avari di risorse, difficili da mettere a frutto. Sono le “alpi della fame”, i cui paesaggi umani attraverserai percorrendo la Via Alta.
- Il bel volume dedicato alla Via Alta Verzasca dall’Editore Salvioni è un viaggio nel cuore ambientale e sociale della via e della valle: racconti, cenni storici, curiosità e tantissime foto che fanno da spoiler di ogni cosa ma riescono a non rovinare l’effetto sorpresa. Anche i testi sono scritti in modo profondo. Al momento è esaurito, ma lo trovi in ogni capanna lungo il percorso: Davide l’ha spiluccato la sera prima di ogni tappa, per poi raccontarmi storie mentre camminavamo.
- Oggi la Via Verzasca è stata “inglobata” nella Via Alta Idra, la “via alta tra acqua, cielo e stelle” in 12 tappe; la Verzasca si sovrappone per le tappe da 7 a 10.

Com’è stata la nostra Via Alta Verzasca?
Stupenda! Per avere il feeling della via, e per farti un’idea più precisa, puoi guardare la serie di mini resoconti che abbiamo pubblicato su Youtube. Basta che clicchi play qui sotto 👇 e scorreranno automaticamente!
In che senso percorrere la Via Alta Verzasca?
La via è stata tracciata e viene raccontata in senso Sud -> Nord, e questo è il senso in cui l’abbiamo percorsa anche noi e che fondamentalmente ti consigliamo. Sulle prime ci siamo un po’ spaventati perché la prima tappa ha dei passaggi un po’ fastidiosi da disarrampicare, e che sarebbe stato meglio affrontare in salita… ma in realtà i punti critici sono ben distribuiti!
La Via Alta Verzasca può essere percorsa anche in senso inverso: le difficoltà non cambiano, e la segnaletica è sempre ben visibile.

Orientamento sulla Via Verzasca
L’orientamento è facile: i segni bianco azzurri che indicano l’itinerario alpino sono ben frequenti e molto evidenti. Presso i bivi non mancano cartelli o frecce dipinte sulle pietre. L’unico punto dall’orientamento bislacco è la discesa a Bocchetta delle Scaliee, alla fine della seconda tappa, dove le indicazioni paiono contraddirsi.
Noi questa volta non abbiamo utilizzato cartografia cartacea.
Dove si dorme durante l’alta via? Le capanne non custodite della SEV
Tutte le tappe della Via Alta Verzasca sono organizzate per il pernotto in capanne non custodite.
Posto che le capanne della SEV meriterebbero un articolo a parte, per il restauro sempre perfetto, per i comfort “giusti” alla situazione, per la memoria che custodiscono della vita pastorale della valle, ecco quello che devi sapere:
- la capanna offre posto letto, una dispensa di cibo e bevande d’emergenza, alcuni generi di prima necessità (tè, caffè), tutto il necessario per cucinare, quasi sempre la doccia (anche calda);
- ogni cosa passa per il libro della capanna, dove registri il tuo nome, qualche dato, e quello di cui fai uso: pernotto, cibo/bevande, doccia. Dopo che hai segnato le tue cose, le paghi:
- in contanti nella cassetta; tramite TWINT (un’applicazione per residenti svizzeri); bonifico: nella causale segnerai i numeri relativi alla tua registrazione. Nota bene: farai un solo bonifico cumulativo a fine Via Alta;
- ogni cosa è lasciata al buon senso e al rispetto degli escursionisti: la pulizia di stoviglie e luoghi, il pagamento, la buona convivenza, il decoro. Noi ci siamo trovati sempre bene, anche quando la capanna era piena.
Le capanne sulla Via Verzasca sono aperte e rifornite da giugno a settembre. Nelle restanti stagioni, le capanne hanno una gestione varia: Capanna Barone, ad esempio, si trasforma in uno spoglio ricovero invernale, senza coperte.
Detto questo, una delle cose che ci sono piaciute di più della Via Alta Verzasca è che le tappe ci lasciavano sufficiente tempo per poi trascorrere qualche ora di relax nelle capanne, e questo è stato uno dei veri regali della via alta. Godersi una birra lasciata a raffreddare nella fonte, leggere, scrivere, pisolare, curiosare i dintorni, chiacchierare con gli altri escursionisti, cucinare, raccogliere mirtilli – abbondantissimi attorno alle capanne! – semplicemente non far nulla… un sogno!

Come prenotare i pernottamenti nelle capanne nelle tappe?
Nel portale ufficiale della SEV puoi verificare le disponibilità delle capanne e prenotarle. Davvero super comodo come servizio!
PS: se non dovessi trovare posto in una o due capanne non ti preoccupare, prova a fare un colpo di telefono o mandare una mail alla SEV, solitamente tengono sempre qualche letto vacante ed è probabile che sapranno accontentarti se comunichi l’intenzione di percorrere la Via Alta Verzasca.
In qualsiasi caso, se dovessi cambiare piani ricordati di disdire o modificare le tue prenotazioni, sempre online!

Quanto costa la Via Alta Verzasca?
Saremo sinceri, essendo Svizzera pensavamo fosse ancora più cara! Questi i prezzi:
- 20 franchi svizzeri (CHF) a notte a persona per il pernotto nelle capanne (25 se non sei socio CAI o similare)
- il cibo e le bevande che prendi dalla dispensa (qualche esempio: 5 CHF una birra, 4 una bevanda non alcolica, 5,5 un pacco di pasta da mezzo chilo e un barattolo di pomodoro)
Insomma, se ti porti il tuo cibo e non consumi extra, la via alta ti costa 80-120 CHF – davvero pochissimo , ai quali ovviamente devi sommare i costi per trasporto e/o parcheggio (vedi oltre). Al cambio, un CHF è poco più di un euro.

Cosa portare?
Non mi dilungo troppo su come fare lo zaino nel dettaglio: ti rimando a questo articolo. Ti indico però alcuni pezzi che potrebbero esserti utili in questa alta via specifica:
- scarponi, in questo caso secondo me assolutamente preferibili alle scarpe da trail. Il percorso è quasi sempre su pietraia, quindi meglio qualcosa che protegga la caviglia e visto che dovrai arrampicare, ti consiglio scarponi che abbiano una “climbing zone” in punta;
- sacco lenzuolo, è obbligatorio nelle capanne (non serve invece il sacco a pelo, né le ciabatte!);
- borraccia/sacca idrica capiente: potrai fare scorta d’acqua soltanto alle capanne, perché l’ambiente è super avaro di acqua;
- il casco non è fondamentale, c’è un solo punto nel quale potrebbe far piacere (la discesa dal Madom Gross);
- spezzone di corda, non è necessario e noi non ce l’avevamo, ma in qualche punto può essere comodo per aiutare il secondo.
Ricezione telefonica
Nel bene e nel male, il percorso della Via Verzasca è almeno per metà telefonicamente isolato, anche se sulle cime e quando si traguardano i paesi di fondovalle, qualcosa si becca. Nelle capanne, la situazione è varia: in alcune prende, in altre no, in una (Barone) c’è un curioso Starlink a tempo.
Ricordati che la Svizzera non è nell’UE quindi il roaming non funziona. Ti consiglio di acquistare un pacchetto internet dedicato prima di partire.

Acqua
Assente in tutte le tappe, senza se e senza ma. Sempre presente nelle capanne (fonte fuori, acqua potabile dentro). Quasi ti direi di non curarti di un sistema filtrante.
Birrette? Presenti anch’esse in tutte le capanne, così come anche vino (carissimo!) e bevande analcoliche.
Si può percorrere l’Alta Via Verzasca in tenda?
Sì, perché valgono le regole del bivacco notturno (si monta dopo il tramonto, si smonta all’alba, senza lasciare traccia e senza accendere fuochi).
Tuttavia, non te lo consigliamo. Le tappe sono impegnative e con il peso della tenda (+ materassino, sacco a pelo, fornelletto e viveri) diventerebbe davvero difficile. Inoltre ci sono diversi passaggi di arrampicata dove potresti trovarti in difficoltà con uno zaino ingombrante.

Da dove partire? Come tornare al punto di partenza?
La Via Alta Verzasca inizia da Vogorno, paese che si trova risalendo la Val Verzasca, poco distante dalla diga. Il miglior parcheggio a pagamento secondo noi è quello di San Bartolomeo, un paio di km dopo l’abitato principale: è anche un po’ ombreggiato. Dato che è un parcheggio “verde”, devi comprare la Verzasca Parking Card presso gli info point della valle (ad esempio quello della diga); costa 40 franchi ed è valido una settimana.
La Verzasca finisce sopra Sonogno. Da qui puoi tornare al parcheggio con i mezzi pubblici, prendendo il bus (il biglietto lo fai online o a bordo) che ci mette poco meno di mezz’ora a scendere.
La cosa bella della Svizzera è che comunque ti viene agevolata ogni possibilità di fare cose senza ricorrere alla tua auto. Puoi infatti salire in Val Verzasca direttamente da Locarno in bus.
Se arrivi in Svizzera in auto ricordati di acquistare la vignetta prima del confine.

In quante tappe percorrere la Via Alta Verzasca?
Ufficialmente, sono quattro tappe:
- Capanna Borgna -> Capanna Cornavòsa
- Capanna Cornavòsa -> Capanna Efra
- Capanna Efra -> Capanna Cognora
- Capanna Cognora -> Capanna Barone
Alle quali devi aggiungere:
- la salita a Capanna Borgna (4 ore abbondanti secondo l’itinerario che abbiamo seguito noi, comodo per lasciare l’auto e poi recuperarla)
- la discesa da Barone a Sonogno; quest’ultima puoi tranquillamente aggregarla alla quarta tappa, c’è tutto il tempo.
Ti consigliamo quindi di calcolare di percorrerla in 5 o 6 tappe.
Io (Silvia) poi non ci sto proprio a considerare l’avvicinamento una NON tappa!
Sono 1400 di dislivello! Ma gli Svizzeri sono precisi e finché non sei in alto… non è un’alta via!

Tempi di percorrenza
I tempi di percorrenza indicati sulle tabelle ufficiali della Via Alta Verzasca sono abbastanza corretti, ma non tengono conto delle pause né dei rallentamenti.

Le tappe della Via Alta Verzasca
Questa è la nostra esperienza sintetica, tappa per tappa: impossibile mettere su carta ogni passaggio, e tantomeno ogni emozione.
Tappa 0 – Da San Bartolomeo (Vogorno) a Capanna Borgna
Nota bene: per il punto di partenza e i primi 2 km di escursione, confrontati con la nostra traccia gpx.
Saliamo in quota? Dal parcheggio di San Bartolomeo (489 mslm, all’interno della chiesa che si trova lungo la strada c’è un affresco con il diavolo che mangia i dannati davvero notevole) ci infiliamo tra le case e seguiamo all’incirca i segni gialli fino a Vogorno, e da qui saliamo verso l’attacco del sentiero etnografico Odro sopra al paese. Qui i segni bianco rossi e le indicazioni iniziano a guidarci verso Capanna Borgna.
L’avvicinamento è lungo e con tanto dislivello, vale la pena di ricordarlo. A spezzare le gambe- scherzo! A spezzare la salita, ci sono delle eccezionali pozze dove fare il bagno (a 20 minuti dall’uscita da Vogorno, poco dopo l’oratorio, giusto sul sentiero; approfittane perché poi parte una tirata che non dà tregua), diversi alpeggi deliziosi – oggi in vario stato di ristrutturazione e utilizzo, un lungo tratto in quota nel bosco, e poi ancora delle pozze dopo gli alpeggi di Riale (che però richiedono una piccola deviazione).
Dopo Riale si inizia di nuovo a salire, finché si raggiungono i 1912 metri di Capanna Borgna.
Mentre scriviamo, la capanna cambia, con l’inaugurazione del nuovo edificio. Anche nei pressi della capanna c’è un tratto di pozze perfette per un bagno ristoratore.
Via Alta Verzasca – Tappa 0, dati sintetici
| 📍 Partenza | San Bartolomeo (489 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Capanna Borgna (1912 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1480 m |
| 📏 Lunghezza | 10,5 km |
| ⏱️ Tempo | 5 ore |
| 😅 Difficoltà | T3 |
| 💧 Acqua | Per i primi 4 km, fontane in abbondanza. Poi nulla fino a un rubinetto a Rienza, infine alla capanna |
| 🥰 Top | Le pozze nelle quali fare il bagno lungo il percorso, gli alpeggi deliziosi |
| 😖 Punti critici | Nessuno, a parte il dislivello |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Tappa 1 – Da Capanna Borgna a Capanna Cornavòsa
La Via Alta inizia subito a far sul serio, con un bel grado T6 diffuso lungo tutta la tappa. Ci immettiamo sulla segnaletica bianco azzurra e saliamo attraverso i pascoli fino alla Bocchetta di Cazzane (2104 mslm, fin qui facile). Scavalliamo, ci godiamo una bella conca post glaciale, e poi iniziano le danze, con il sentiero che si inerpica stretto ed esposto sul versante erboso fino alla Bocchetta di Leis (2225 mslm).
Qui torniamo a pestare quell’ambiente che fu tanta parte della Via Alta Crio: le creste! Affilate, scombinate di massi e lastre, improvvisamente aperte sul vuoto, e qualche volta (concediamoglielo) rassicuranti ed eleganti, capaci di regalare un passo leggero e delicato. In ogni caso, attenzione altissima: si sale al Poncione della Piotta (2439 mslm) con diversi passaggi un po’ ehm, da fare con concentrazione. E peggio è la discesa di questa immensa pinna di roccia scura, perché ci sono un paio di tratti da disarrampicare che lasciano un po’ perplessi.
Segue poi un lunghissimo – eterno – sistema di creste che gradualmente disegna un arco di cerchio e poi punta verso nord deciso, per infine piegare verso ovest. È impossibile da descrivere fedelmente: si percorrono lunghe distese di placche, si aggirano torrioncini stando sospesi sul vuoto, si seguono sentieri tagliati da un bisturi nei versanti erbosi, si arrampicano blocchi. Ad un certo punto, si passa carponi sotto un fungo di roccia piuttosto impressionante. E intanto si toccano – senza davvero salirci – le cime delle Pecore (2439 mslm), del Picoll (2439 mslm), del Leghitt (2445 mslm) e infine del Poncione di Venn (2477 mslm).
Qui arriva infine il momento di tirare il fiato. Dalla Bocchetta di Venn (2316 mslm) è una discesa stupenda e facile verso l’accrocchio di casette di pietra tra le quali sorge Capanna Cornavòsa (1991 mslm).
Dotazione standard e confort graditissimo alla capanna, e iniziamo a fare conoscenza di un vero benefit di questi luoghi: le distese di mirtilli attorno!
Via Alta Verzasca – Tappa 1, dati sintetici
| 📍 Partenza | Capanna Borgna (1912 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Capanna Cornavòsa (1991 mslm) |
| 📐 Dislivello | 900 m |
| 📏 Lunghezza | 8,4 km |
| ⏱️ Tempo | 9 ore |
| 😅 Difficoltà | T6 |
| 💧 Acqua | Solo alle capanne |
| 🥰 Top | Il Poncione della Piotta, primo assaggio della via. Il senso di avercela fatta scendendo dalla Bocchetta di Venn |
| 😖 Punti critici | Alcune disarrampicate dal Poncione della Piotta, e diversi passaggi molto esposti lungo l’intera tappa. E occhio al fungo! |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Tappa 2 – Da Capanna Cornavòsa a Capanna Efra
Oggi potrebbe essere una tappa quasi rilassante – un “normale” grado T5 – ma c’è il chilometraggio a farla da padrone… e un certo trucchetto finale, di quelli che arrivano proprio quando credi sia tutto finito. In ogni caso, sarà una giornata esaltante di creste e panorami aerei, con in più una vista di quelle che non puoi dimenticare.
Da Capanna Cornavòsa seguiamo per un paio di km il versante fino a trovarci sopra l’Alpe di Giumela (che però non tocchiamo). Qui pieghiamo verso una muraglia che pare imprendibile – ma come le Vie Alte ticinesi ci insegnano, non è così. Ci ritroviamo quindi sopra una sella (2233 mslm), dalla quale parte la lunga cresta in salita che ci porterà su Cima Lunga (2488 mslm).
Dalla vetta scendiamo per creste fino alla Bocchetta di Fumegna (2411 mslm), ci immergiamo in una conca dove si trova un curioso ricordo al ventennale della Via Alta Verzasca, che segna inoltre la metà esatta del percorso, e risaliamo al Passo di Bri. Ancora infinite creste che si allungano fino alla Bocchetta di Rierna, e da qui all’incirca inizia quella “vista che non puoi dimenticare”.
È una muraglia che si staglia su entrambi i lati da versanti ripidi ed erbosi, ed è la schiena di un drago o di un rettile gigantesco, ogni scaglia una lastra di roccia, una meraviglia arcuata da percorrere senza pericoli, facendo solo attenzione a non svegliare la bestia di gneiss sotto ai nostri piedi.
Il dorso del rettile ci porta alla Cima di Rierna (2461 mslm), dalla quale abbiamo la vista più potente della giornata. Seguono creste e ancora creste, un saliscendi abbastanza morbido e intervallato dal verde dell’erba fino a Cima del Rosso (2444 mslm) e al Gagnone (2518 mslm).
Finito? Per niente. Dal Gagnone, una cresta scende verso la Bocchetta delle Scaiee (2434 mslm), che però pare non arrivare mai e poi mai, risale invece di scendere per due volte di fila, e giusto prima di calare effettivamente al bivio del quale abbiamo bisogno, ci propone un paio di passaggi rasenti al versante roccioso e un paio di disarrampicate su lastroni e rocce davvero insidiosi… con in più una vertiginosa vista sul sottostante – quasi 600 metri sotto – Lago di Efra.
Comunque, dalla bocchetta pieghiamo finalmente su sentiero bianco rosso per scendere sotto al versante settentrionale del Gagnone (dove un geologo potrebbe farti notare delle strane rocce verdi il cui viaggio è iniziato 100 km sotto la superficie terrestre). Passo di Gagnone (2215 mslm) e giù piano fino a Capanna Efra (2039 mslm), senza dimenticare di guardare prima l’anfiteatro fatto di infiniti terrazzi glaciali che prelude alla capanna.
Via Alta Verzasca – Tappa 2, dati sintetici
| 📍 Partenza | Capanna Cornavòsa (1991 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Capanna Efra (2039 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1260 m |
| 📏 Lunghezza | 13,1 km |
| ⏱️ Tempo | 9 ore |
| 😅 Difficoltà | T5 |
| 💧 Acqua | Soltanto alle capanne |
| 🥰 Top | La schiena del drago. Capanna Efra. |
| 😖 Punti critici | La discesa a Bocchetta deelle Scaiee |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Tappa 3 – Da Capanna Efra a Capanna Cognora
La tappa del terrore… almeno prima di farla! Il fatto è che sulla carta, nel libro e nei resoconti, ogni cosa della giornata di oggi è messa in ombra dal famigerato Passo del Gatto (T6), nonché da una “discesa dalla vetta” anch’essa T6. Comunque, si parte presto, motivati e concentrati.
E al Passo del Gatto si arriva senza troppo storie: la salita al Pizzo Cramosino (2718 mslm) è soltanto lunga, ma tutto sommato anche il dislivello passa tranquillo, e l’ambiente è stupendo.
Ora, tra qui e il Madone Grosso, – e poco dopo di questo – si concentra tutta la tostezza della tappa. Il Passo del Gatto è un tratto attrezzato con maniglie e cavo che scende dentro uno spacco della montagna dalla prospettiva vertiginosa, di quelle da guardare responsabilmente. Si scende, si risale: fatto. Ovviamente non ci si può concedere errore, neanche piccolo.
Dal Gatto (nessuno sa perché si chiami così) si sale al Madone Grosso (2746 mslm) quasi senza colpo ferire, perché i problemi vengono dopo. Prima di tutto si scende tra canali e tratti attrezzati, perdendo molta quota; dopodiché si risale non solo canali e tratti attrezzati, ma anche un primo torrione; disceso questo, se ne presenta un secondo, isolato e torreggiante: su, e giù ancora. Una spolverata di creste, una pietraia e siamo alla Bocchetta del Cramosino (2550 mslm).
Una nota: occhio su Madone a non smuovere materiale – fin troppo facile farlo – perché si rischia di mettere in pericolo eventuali escursionisti più in basso; se siete in comitiva, nei tratti più verticali aspettate che chi li affronta li abbia finiti, e si sia messo in posizione protetta.
Dalla bocchetta è un soffio: si raggiunge il Pizzo del Mezzodì (2708 mslm), che indicazioni bianco azzurre ci fanno salire con l’inganno; ripreso il giusto sentiero, ci si cala in una infinita e pendente conca che fu glaciale, tra ghiaioni e pietraie, sentierini tra l’erba e i mirtilli, terrazzi da aggirare, fino a Capanna Cognora (1938 mslm).
Fatta anche questa, e il grosso della Via Alta Verzasca è andato!
Via Alta Verzasca – Tappa 3, dati sintetici
| 📍 Partenza | Capanna Efra (2039 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Capanna Cognora (1938 mslm) |
| 📐 Dislivello | 1240 m |
| 📏 Lunghezza | 8,65 km |
| ⏱️ Tempo | 7 ore |
| 😅 Difficoltà | T5 con due tratti T6 |
| 💧 Acqua | No |
| 🥰 Top | La generale sensazione di trovarsi in luoghi incredibili |
| 😖 Punti critici | Passo del Gatto e discesa dal Madone Grosso. |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Tappa 4 – Da Capanna Cognora a Capanna Barone
Questa tappa è leggera sia per chilometraggio che per dislivello, e anche per concentrazione e tecnica richieste. A questo punto, potremmo consigliarti di unirla alla discesa a Sonogno (la nostra ultima tappa).
Semplicemente, dalla capanna si segue un primo lungo sentiero a mezzo versante, che porta al Passo di Piatto (2105 mslm), dove si trova una scultura lignea che celebra l’amicizia tra Val Verzasca e Val Leventina – amicizia che non è sempre stata tale, in quanto in tempi storici gli abitanti della prima, poveri pastori, vedevano quelli della seconda come “siori”, signori… e agivano di conseguenza, tra liti e dispetti.
Dopo il Passo di Piatto, due possibilità:
- seguire la “normale” Verzasca a mezzo versante, che con molti saliscendi conduce direttamente a Capanna Barone
- fare la variante N. Balestra, che sale le creste e ben tre pizzi e cala poco prima della capanna; questa variante allunga di 6 ore l’avventura, ma è tutta T6, non attrezzata nei punti critici, e prevede una discesa non segnalata.
Noi abbiamo scelto la prima via, e a Capanna Barone (2172 mslm, la più alta del percorso) ci siamo goduti una bella pausa, una gita al Lago Barone (2400 mslm, mezz’ora dalla capanna, circa 250 metri di dislivello, vista stupenda su un lago a forma di cuore), un posto letto con vista sulle montagne.
Se hai gamba, puoi anche salire al Pizzo Barone, che con i suoi 2864 metri è la cima più alta della Val Verzasca. Noi abbiamo dovuto rinunciarci per troppo vento, ma possiamo dirti che è un sentiero bianco rosso di difficoltà T4; si accede sempre dal lago.
Via Alta Verzasca – Tappa 4, dati sintetici
| 📍 Partenza | Capanna Cognora (1938 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Capanna Barone (2172 mslm) |
| 📐 Dislivello | 500 m |
| 📏 Lunghezza | 7,3 km |
| ⏱️ Tempo | 4 ore scarse |
| 😅 Difficoltà | T4 |
| 💧 Acqua | No, solo alle capanne |
| 🥰 Top | Capanna Barone, e il lago omonimo |
| 😖 Punti critici | Nessuno |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Tappa 5 – Da Capanna Barone a Sonogno
Un po’ a malincuore lasciamo le creste e i panorami di gneiss per scendere nella Val Vogornesso. Si tratta di un itinerario semplice: giù da Capanna Barone fino all’alpe sottostante; poi un bel sentiero che segue il torrente e ci riporta a fare conoscenza con i boschi – che da giorni avevamo dimenticato; sulla nostra sinistra pareti lisciate di granito, cascatelle, pozze. Sbuchiamo così a Cabioi (1080 mslm), un abitato che pare uscito da una fiaba. Qui il sentiero si fa sterrata e poi asfalto, tocca altri mini abitati, e si affianca al torrente Verzasca fino a Sonogno (919 mslm).
In questo bellissimo paese ci sono un museo, un bar, un panificio niente male. Ma soprattutto è un gioiello di pietra da camminare, difficile pensare ad un fine tappa migliore!
Da qui si prende il bus – il biglietto si fa a bordo, SOLO in contanti – e ci si lascia dietro le spalle questa avventura spettacolare, emozionante, fatta di creste e cielo, di roccia scura e pennellate verdi.
Via Alta Verzasca – Tappa 5, dati sintetici
| 📍 Partenza | Capanna Barone (2172 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Sonogno (919 mslm) |
| 📐 Dislivello | 60 d+, 1310 d- |
| 📏 Lunghezza | 10,4 km |
| ⏱️ Tempo | 3 ore |
| 😅 Difficoltà | T3 |
| 💧 Acqua | In capanna, e poi presso ogni abitato da quando la via si fa sterrata e asfalto |
| 🥰 Top | Cabioi, sicuramente |
| 😖 Punti critici | Nessuno. |
| 🛰️ Traccia GPS | Sì: scaricala qui |
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 5 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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