L’aspettativa c’era, ed era forte: il FVG è una regione che amiamo, sulla carta il cammino prometteva diverse cose interessanti, saremmo passati per il mitico Rifugio Premuda e per l’affascinante Trieste, città cosmopolita che abbiamo assaggiato più volte. Bene: la Via Flavia, un itinerario in cinque tappe attraverso la Venezia Giulia, si è rivelata il cammino più sorprendente che abbiamo mai fatto.
In questa guida ti raccontiamo la nostra esperienza, ti diamo consigli e informazioni utili per percorrerla, ti spieghiamo le varianti e le modalità alternative per organizzarlo. E – mi auguro – ti facciamo venire voglia di farla!

Cos’è il cammino Via Flavia in Friuli Venezia Giulia?
La Via Flavia è un cammino in cinque tappe. Poco meno di 120 chilometri da fare a piedi attraverso una gamma ricchissima di ambienti, di vicende e di storie: dalle turbolenze del confine tra occidente e oriente alla complessa storia di Trieste; dallo stupore di estesi mosaici romani all’intimità di umili chiesette romaniche, fino allo charme ottocentesco dei castelli che danno sul Golfo; da una montagna che ha ospitato la storia dell’alpinismo – una montagna bassa, arida, a due passi dal mare – alle uniformi bonifiche agricole (tra le quali sono state però salvate affascinanti aree naturali); dalla placidità delle foci fluviali alla potenza dei venti.
La Via Flavia è un dono: un campionario della ricchezza e della varietà di questo lembo di Friuli Venezia Giulia, un dipanarsi di storie e stimoli e suggestioni. I pini marittimi, le barche a vela, i trattori che lavorano lenti la terra, la magia dei fenicotteri al tramonto, i giardini curatissimi tra i quali passeggiare, le scalinate in pietra, una rosa dei venti sul bordo della quale spunta un Eolo impertinente le cui guance gonfie stanno sulla parola BO-RA: il cammino è questo, e mille altre cose in più.
Si parte a due passi – letteralmente – dal confine sloveno, a Lazzaretto-San Bartolomeo (e questo è il primo consiglio: a brevissima distanza si trova il primo distributore di carburante sloveno) e si arriva a Aquileia, antica città dalla storia densissima. Il cammino intercetta l’antica Via Flavia costruita da Vespasiano tra 78 e 79 d,C. (in realtà questa partiva da Trieste e scendeva in Dalmazia).
I principali elementi di interesse della Via Flavia sono:
- la diversità degli ambienti – naturali e antropici – che si attraversano,
- la stratificazione storica e culturale con la quale si viene a contatto,
- gli stimoli, compresi quelli dell’enogastronomia, che si incontrano lungo il percorso,
- alcuni highlight imperdibili, come il Sentiero Rilke, i castelli di Miramare e Duino, Piazza Unità d’Italia e il lungomare di Trieste, il Rifugio Premuda…
La Via Flavia fa per te?
La Via Flavia fa per te se ti piace l’idea di cambiare ambiente ogni giorno – e magari anche più spesso – passando dalle montagne del Carso alla grande città, dalle campagne infinite alle spiagge. E se, parimenti, preferisci che sul tuo cammino ci siano sì cittadine storiche e chiesette romaniche, ma anche castelli ottocenteschi ed eleganti palazzi, moli dai nomi altisonanti e bizzarri santuari contemporanei.
Insomma, se ti piace la varietà, la Via Flavia dovrebbe piacerti non poco!
Infine, fa per te se sei curioso, e se cerchi un itinerario che dia adito ad approfondire. In particolare, la storia di questo territorio di confine e le vicende di Trieste occupano libri e romanzi in quantità.
L’unica avvertenza – l’unico “non fa per te se” – è il fondo: se non ti piace camminare su asfalto, forse questo cammino non è per te. L’asfalto infatti domina, secondo i nostri calcoli, un buon 70% del percorso, tra strade, ciclopedonali, centri urbani e passeggiate lungomare.
Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
Sul nostro profilo Instagram trovi la nostra esperienza sulla Via Flavia; iscrivendoti alla newsletter potrai leggere il numero con il nostro racconto a caldo.
Ci sono difficoltà tecniche?
Iniziamo dicendo che di difficoltà tecniche non ce ne sono. Tuttavia, le tappe – soprattutto le ultime 3 – sono piuttosto lunghe. Inoltre, dato l’ambiente che attraversa – l’arido Carso goriziano e le bonifiche agricole – è fondamentale scegliere bene il momento dell’anno in cui percorrerla (ti diciamo le nostre considerazioni poco più in basso).
Per il resto, passaggi critici non ce ne sono. Anche dove ci si avvicina alle principali arterie stradali (non sono molte), si cammina sempre protetti almeno da marciapiedi e attraversamenti pedonali, quando non addirittura lungo ciclopedonali.
Il punto di partenza, l’arrivo, e tornare all’auto
Si parte da Lazzaretto-San Bartolomeo. Se ti organizzi in auto, a Lazzaretto c’è un ampio, tranquillo e gratuito parcheggio con due bonus: vista mare, e celebre chioschetto per la birretta del ritorno. Se ti muovi con i mezzi, devi raggiungere Trieste e, da qui, prendere due bus: il 20 fino a Muggia, poi il 7 per Lazzaretto.
Per il ritorno: da Aquileia devi raggiungere Cervignano del Friuli (bus, oppure sono 5 km a piedi), dove c’è la stazione dei treni.
In che verso farlo e come organizzare la Via Flavia
Decisamente nel verso in cui è stata pensata: da Lazzaretto ad Aquileia. Tra l’altro, la segnaletica (soprattutto quella a vernice) funziona così.
Per quanto riguarda l’organizzazione: la Via Flavia è fattibile nelle cinque tappe canoniche… con alcuni “ma” e “se”. Le tappe canoniche sono queste:
- Tappa 1, da Lazzaretto a Bagnoli della Rosandra/Boljunec | 20,4 km | 734 m d+ | 683 m d-
- Tappa 2, da Bagnoli della Rosandra/Boljunec a Miramare | 21,8 km | 444 m d+ | 453 m d-
- Tappa 3, da Miramare a Monfalcone (variante alta) | 32,4 km | 869 m d+ | 915 m d-
- Tappa 4, da Monfalcone a Fossalon di Grado | 27,5 km | 78 m d+ | 84 m d-
- Tappa 5, da Fossalon di Grado a Aquileia | 21,6 km | 61 m d+ | 57 m d-

Ora ti elenco una serie di varianti e deviazioni, ovviamente sta a te pianificare l’itinerario prima di iniziare a camminare, perché le distanze sono tali da sconsigliare l’improvvisazione. Con la carta topografica ti tornerà tutto più chiaro:
- all’inizio della seconda tappa, ti consigliamo di passare per il Rifugio Premuda e da lì salire alla Vedetta Moccò, per una bellissima vista panoramica; da qui ci si immette sul percorso ufficiale senza problemi;
- la terza tappa prevede una “variante alta” che racchiude tanta bellezza, ma anche aumenta chilometraggio e dislivello; ti direi che è obbligatorio farla – tuttavia la richiesta fisica davvero si fa alta; puoi pensare di seguire la variante togliendo però l’anello “al formaggino” (a te scoprire di cosa si tratta!);
- all’inizio della terza tappa, ci hanno consigliato di prendere un bus per uscire da Monfalcone e raggiungere Marina Julia, la spiaggia della città; l’abbiamo fatto e direi che conviene visto che segue lo stesso percorso e dato che la tappa sarà molto lunga – se sei un purista dei cammini, ignora questo suggerimento;
- la quarta tappa prevede delle deviazioni naturalistiche. Nell’ordine: all’isola della Cona (riserva naturale dove puoi anche dormire) e al Canèo (dove puoi dormire); quest’ultima è interessantissima se e solo se la ciclopedonale lungo-costa è aperta – noi l’abbiamo trovata in ristrutturazione, e ci siamo beccati 10 km senza panorama!
- l’ultima tappa prevede 5 km su un ponte che da Grado porta ad Aquileia all’interno di una ciclopedonale protetta. Molti ci hanno segnalato di aver odiato questo tratto perché tutto al sole e su asfalto, a noi è piaciuto l’ambiente, ma valuta in caso di prendere un bus (si passa proprio davanti alla stazione dei bus).
💡 IDEA EXTRA. Ragionando durante il cammino, ci è poi venuta in mente questa possibilità: percorrere le prime tre tappe a piedi; noleggiare una bici a Monfalcone; godersi le tappe di campagna con più agio e tempo per le riserve naturali e le deviazioni; riportare le bici a Monfalcone con il treno.

Quando percorrere la Via Flavia
La Via Flavia si può fare sempre, ma è nelle mezze stagioni che risulta decisamente più amichevole. A nostro avviso, la Via Flavia è un cammino perfetto per l’inizio di primavera (periodo in cui l’abbiamo percorsa noi) e per l’autunno.
L’estate secondo noi è da evitare, ti direi al 100%: per il gran caldo (sia sul Carso che tra i campi), per l’assenza totale di copertura arborea nelle intere due ultime tappe, e anche per la presenza di zecche (sul Carso) e di zanzare. Nonostante questo sono tantissime persone che la percorrono in estate, ma meglio essere preparati… sicuramente in questo caso potrai goderti qualche bagno al mare!
Il cammino è anche percorribile in inverno senza problemi!
Indicazioni lungo la Via Flavia: la segnaletica
Lungo il percorso c’è decisamente abbondanza dei segnavia: piccole placche con il logo della Via Flavia, e soprattutto tantissime frecce e punti a vernice gialla. Fa eccezione Trieste, dove le indicazioni sono assenti: qui ci si deve orientare con la descrizione presente nella guida, con la traccia gpx, o seguendo l’istinto (e la curiosità del momento).

La credenziale e l’attestato
La credenziale, così come le toppe della Via Flavia e il testimonium, si acquista sul sito della Via Flavia a seguito di una piccola donazione. I timbri si trovano in chiese (alcune hanno ancora i timbri speciali del Giubileo 2025), musei e info point di PromoTurismo FVG; un elenco completo dei timbri si trova nel sito ufficiale della Via.
Cartografia, guida, tracce e sito web ufficiale
A proposito di guida. Per orientarsi, ma anche per organizzare il cammino e per capire cosa si sta attraversando e vedendo, è consigliatissima la guida ufficiale, scritta da uno degli ideatori della Via ed edita da Ediciclo: La via Flavia a piedi. Da Muggia ad Aquileia in 5 tappe. È piena zeppa di informazioni culturali, storiche, naturalistiche, ed è precisissima. A noi è piaciuto averla come compagno di viaggi.
Trovi le tracce GPX in fondo all’articolo, nel resoconto delle singole tappe.
Le info aggiornate le trovi sul sito ufficiale della Via Flavia: camminoviaflavia.it. Consultalo anche per conoscere eventuali deviazioni del percorso (volendo ce ne sono diverse). Per lo stesso motivo, molto utile è il gruppo Facebook Via Flavia un cammino da fare.

Dove dormire lungo la Via Flavia
Lungo il Cammino sono presenti diverse strutture di accoglienza – alberghi, B&B, agriturismi. Il consiglio è sempre quello di prenotare con anticipo le tue sistemazioni perché, soprattutto nelle campagne, la disponibilità non è molta. Sono inoltre presenti delle strutture a donativo, che permettono di ridurre i costi – ed eventualmente rimanere all’interno di uno spirito “da pellegrino”.
In diverse strutture sono previsti dei piccoli sconti per i camminatori nelle strutture convenzionate, delle quali trovi l’elenco completissimo sul sito ufficiale della Via Flavia e sulla guida cartacea. Qui ti consigliamo solo quelle che ci sono piaciute, tappa per tappa.
Con il cane
Posso percorrerlo con il cane? Assolutamente sì. Il guinzaglio è sempre consigliato, quando non addirittura obbligatorio (ad esempio nelle oasi naturalistiche): per la presenza di selvatici, per le lunghe e frequentate ciclopedonali, per l’attraversamento delle città. Ovviamente, premurati solo di sentire le strutture nelle quali pernotterai.
La Via Flavia in tenda
Lungo l’itinerario non è possibile praticare il campeggio libero. Pertanto, bisogna appoggiarsi solo ai campeggi ufficiali (Muggia, Sistiana, Grado).
Le 5 tappe della Via Flavia
I pini marittimi, le barche a vela, i trattori che lavorano lenti la terra, la magia dei fenicotteri al tramonto, i giardini curatissimi tra i quali passeggiare, le scalinate in pietra, una rosa dei venti sul bordo della quale spunta un Eolo impertinente le cui guance gonfie stanno sulla parola BO-RA: il cammino è questo, e mille altre cose in più.
Prima tappa: da Lazzaretto a Bagnoli della Rosandra/Boljunec
Inizia a camminare da Lazzaretto-San Bartolomeo, lasciando presto la strada asfaltata per un bel sentiero che, tra i pini, lascia intravedere il mare. È uno scaldar le gambe fino alla prima tappa di oggi, l’emozionante basilica di Muggia Vecchia: non perderti gli affreschi, ma nemmeno il belvedere sul golfo di Trieste.
Scendi a Muggia, risali sulle colline e addentrati tra esse, con morbidi saliscendi raggiungi e raggiungi il confine con la Slovenia, supera anche una piccola zona industriale e immergiti nel biotopo dei Laghetti delle Noghere; qui vale la pena seguire i sentieri che percorrono le rive di questi piccoli specchi d’acqua, per sbucare poi di nuovo sul percorso principale.
Sali a Caresana/Mackolje e segui il bellissimo sentiero nel bosco misto (che ti fa la grazia di nascondere alla vista le enormi cisterne bianche del petrolio). Supera il grazioso abitato di Dolina e arriva a Bagnoli della Rosandra/Boljunec, meta di oggi.
Dal centro del paese, una volta lasciato giù lo zaino, vale la pena di percorrere i 10 minuti di strada fino al Rifugio Premuda, il “rifugio CAI più basso dell’Italia continentale” e sede della storica “scuola di arrampicamento” fondata da Emilio Comici. Si trova all’imbocco della Val Rosandra, il cui carattere e la cui storia sono quantomeno peculiari: una bella infarinata la trovi sul libro Point Lenana di Wu Ming.
Nota bene che al rifugio passerai anche domani nel caso tu faccia la “variante panoramica”, consigliatissima (tuttavia lo troverai ancora chiuso al mattino).

Dormire e mangiare: Non mancano soluzioni. Noi abbiamo dormito al B&B Emma e Sandro e abbiamo cenato “dal tedesco” a suon di lubljanska e calamari fritti; in centro a Bagnoli però ci sono anche un paio di enoteche decisamente interessanti, e ci dicono che al Rifugio Premuda si mangia molto bene (ma vale la pena di andarci anche solo per l’atmosfera e un bicchiere di vino).
1° tappa della Via Flavia: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Lazzaretto-San Bartolomeo (0 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Bagnoli della Rosandra (64 mslm) |
| 📐 Dislivello | 734 m |
| 📏 Lunghezza | 20,4 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | Come su tutto il cammino, fuori dai paesi, c’è decisamente scarsità |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa la nostra, trovi quella ufficiale nel sito del Cammino |
Seconda tappa: da Bagnoli della Rosandra a Miramare
La variante panoramica – che ti consiglieranno tutti – ti fa passare per il Rifugio Premuda, poi per una breve deviazione su alla vedetta Moccò per una bella vista sulla Val Rosandra. La variante ti immerge nell’ambiente splendido della Val Rosandra e non allunga di molto il percorso.
A poca distanza da qui inforca la ciclopedonale ricavata dall’antica ferrovia che congiungeva il porto di Trieste a Erpelle/Hrpelje e, da qui, al sistema ferroviario dell’Impero Asburgico. Ora il percorso è un camminare facile e bello, che ti aprirà viste sul golfo di Trieste e sugli arditi cavalcavia contemporanei. La ciclopedonale porta direttamente in città: a San Giacomo, per la precisione, dove arriva il Jakobova pot, il ramo sloveno del Cammino di Santiago, ed è bello incontrarsi qui (troverai anche diverse conchiglie di San Giacomo appese agli alberi lungo il percorso).
Da San Giacomo scendi ora in centro a Trieste: impossibile descrivere in poche righe le possibilità offerte da questa stratificata, affascinante, elegante città. Segui comunque la guida: toccherai il Colle di San Giusto, con l’affascinante cattedrale e le rovine romane, scenderai a Piazza Unità d’Italia – la più grande piazza europea affacciata sul mare – percorrerai il Molo Audace… un ottimo assaggio.

Curiosa, esplora, fai uno spuntino, ma non tergiversare troppo, perché c’è da uscire dalla città, raggiungere Barcola via lungomare (dove probabilmente dormirai) e proseguire verso il Castello di Miramare, gioiello sospeso tra le acque e il suo delizioso parco. A questo punto, valuta gli orari di apertura del castello nonché il tuo interesse a visitare l’interno: nel caso tu voglia solamente passeggiare attraverso i giardini, puoi fermarti direttamente a Barcola e goderti tramonto e cena, riservando il parco del castello per l’indomani; se invece vuoi visitare il castello, puoi tornare a Barcola in bus (e l’indomani riprenderlo per non dover fare ancora il lungomare).
Ah, sembra che abbia minimizzato, ma… il parco del Castello Miramare è eccezionale, tra statue stile greco, aiuole a tulipani, pini marittimi, cipressi e punti panoramici.
Dormire e mangiare. Noi abbiamo dormito all’albergo Tritone di Barcola; nei dintorni diversi ristoranti, pizzerie al taglio, bar. L’highlight culinario della giornata è però Trieste, per l’offerta ricchissima. Consigliato, se ti piace il genere, cercare un buffet dove praticare il rebechin, cioè lo spuntino a base di carne lessa: noi siamo stati da Pepi, a due passi da Piazza Unità d’Italia abbiamo ordinato una caldaia per due, e abbiamo volato.
2° tappa della Via Flavia: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Bagnoli della Rosandra (64 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Miramare (0 mslm) |
| 📐 Dislivello | 444 m |
| 📏 Lunghezza | 21,8 km |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | Fuori dai centri abitati è inesistente (ma buona parte della tappa si svolge in territorio urbano…) |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa la nostra, trovi quella ufficiale nel sito del Cammino |
Terza tappa: da Miramare a Monfalcone
Oggi è consigliatissimo intraprendere la cosiddetta variante alta, che ti porta lungo una scenografica cresta pietrosa, tra ampie visuali sul mare, climbers appesi alle falesie e peculiare vegetazione.
Da Miramare sali la scalinata in ardesia verso Contovello (qui prova a prevedere se avrai abbastanza gambe per andare fino al “formaggino”, il Santuario mariano di monte Grisa, e tornare – sono circa 5 km risparmiabili), passa per Prosecco (nomen omen…), attraversa le pinete e sali in quota per una lunga teoria di sentieri che ti porteranno fino alla vedetta Weissmann (panorama super), supera Santa Croce/Kriz e scendi giusto sotto Aurisina.

Da qui dovrai percorrere il marciapiede della statale verso Sistiana, ma sarai sempre su marciapiede. Consiglio pro una volta finito il tratto brutto della statale: sulla destra si staglia la Busa del Brigante, una pasticceria specializzata nella carsolina, la variante della millefoglie tipica di queste zone. Pausa obbligatoria.
Non molto dopo la statale e la carsolina ti aspetterà l’ingresso del sentiero Rilke, il più scenografico percorso della zona, con i suoi 1,7 km di viste sospese sul Golfo di Trieste. Ripassando qualche lirica introspettiva del tristanzuolo poeta boemo e godendoti le falesie di Duino, arriverai al castello omonimo – visitabile, anche se la tappa è ancora molto lunga e non è detto tu abbia tempo. Devi infatti ancora scendere verso le Bocche del Timavo e poi risalire sul carso goriziano per un tratto di itinerario “desolato” ma che, se la luce è quella giusta, sa dare molto. Avvicinandoti al paese, vedrai che ci sarebbero da approfondire diverse “Quote”, aree tematiche legate alle vicende della Grande Guerra.
Supera l’autostrada, e punta infine al centro di Monfalcone. Ci vediamo per l’aperitivo.
Dormire. Noi abbiamo dormito al B&B l’Ormeggio di Monfalcone. Si trova fuori dal centro, sulla strada della quarta tappa; se l’indomani parti da qui, prenditi un minuto (quando arrivi) per passare al Punto Più Settentrionale del Mediterraneo. Per mangiare non c’è problema, anche se ci dicono che la sera non sempre tutto è aperto – c’è però grande abbondanza di kebab e pizze al taglio indiane. Ottimo l’aperitivo al Bar Municipio in pieno centro, se chiedi lo spritz maxi sanno decisamente cosa fare. Curiosità finale: sai che Davide ha presentato il suo Attraverso per la prima volta proprio qui a Monfalcone?
3° tappa della Via Flavia: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍Partenza da | Miramare (0 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Monfalcone (7 mslm) |
| 📐 Dislivello | 869 m per la variante alta ma senza deviazione per il formaggino |
| 📏 Lunghezza | 32,4 km senza il formaggino |
| 😅 Punti difficili | Nessuno: qui è solo il chilometraggio a dettar legge |
| 💧 Acqua | Scarsa: solo nei centri abitati trovi qualcosa |
| 🗺️ Traccia gpx | Questa è la nostra (con variante alta) oppure la trovi sul sito ufficiale del cammino |
Quarta tappa: da Monfalcone a Fossalon di Grado
Un ennesimo cambio di prospettiva: improvvisamente terminano i saliscendi, il panorama gradualmente si appiattisce, i boschi si diradano, cambia la vegetazione, e cambiano le forme del territorio, si avvicinano le spiagge.
Ma prima un consiglio: fai scorta di cibo e acqua a Monfalcone, eventualmente anche per la cena se fai la Via Flavia fuori stagione!
Uscendo da Monfalcone tocca il Punto Più a Nord del Mediterraneo e procedi verso Marina Julia, la spiaggia della città (eventualmente in bus se i piedi sono cotti da ieri). Da qui, segui la linea di costa fino alla foce del Canale della Quarantia, che risalirai fino alla deviazione per la Riserva dell’Isola della Cona (valuta se intraprenderla, allunga di 4 km il percorso, sentiero esplorativo escluso). Supera poi il fiume Isonzo e infilati nelle campagne infinite della Bonifica della Vittoria per evitare il traffico della provinciale – queste campagne peraltro non le abbandonerai fino a domani.

Nei pressi – si fa per dire, perché oggi le distanze si rarefanno – di Fossalon di Grado, puoi scegliere tra diversi percorsi per proseguire il cammino:
- seguire verso sud e raggiungere la ciclopedonale costiera (in ristrutturazione fino a giugno 2026);
- se la ciclopedonale è ancora in ristrutturazione o se le gambe sono stanche, andare in “centro” di Fossalon di Grado e proseguire da lì (è la via più breve);
- seguire verso Canèo e inforcare la ciclopedonale – variante lunga, giustificata solo se non fa troppo caldo e se la ristrutturazione della ciclopedonale è finita.
In ogni caso, ci rivediamo nei pressi di Valle Cavanata, della quale seguiamo il perimetro fermandoci ad ogni decollo e planata di anatidi e altri volatili. A seconda di dove hai trovato da pernottare, ora o domani segnati di esplorare la Riserva di Valle Cavanata: si entra dal Centro Visite, e un breve giro ad anello ti condurrà a due strutture per il birdwatching eccezionali – soprattutto, al tramonto è spettacolare, meditativa e rilassante quella che dà sullo specchio d’acqua frequentato dai fenicotteri.
Dormire. Noi abbiamo dormito “nel nulla” al B&B Bigolin, nei pressi del Centro Visite di Valle Cavanata, siamo stati benissimo, e la colazione è stata davvero ottima. Segnati però che il ristorante più vicino, Da Renata, si trova a 1,4 km di distanza – a piedi (e potrebbe non essere aperto)! La proprietaria comunque è gentilissima e spesso accompagna gli ospiti in auto al ristorante o alle sagre di paese per la cena.
In alternativa può essere carino fermarsi al Caneo un po’ prima di arrivare a Fossalon.
4° tappa della Via Flavia: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Monfalcone (7 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Fossalon di Grado (5 mslm) |
| 📐 Dislivello | 78 m |
| 📏 Lunghezza | 29,3 km da Marina Julia (leggi la relazione) e con la deviazione per Canèo |
| 😅 Punti difficili | Anche qui, solo il chilometraggio |
| 💧 Acqua | No (accidenti!) |
| 🗺️ Traccia gpx | Qui la nostra, da Marina Julia. Trovi quella ufficiale nel sito del Cammino |
Quinta tappa: da Fossalon di Grado a Aquileia
Le campagne ti danno il buongiorno e ti conducono con pazienza alla Tenuta Primiero – il settore orientale dell’Isola di Grado – e da qui, lungo la spiaggia, fino a Grado Pineta e poi all’elegante Grado: da visitare soprattutto l’emozionante Basilica di Sant’Eufemia, sorta di anticipazione dell’arte musiva che vedrai al termine del cammino, e forse da considerare, data l’ora in cui arriverai, per concederti un pranzo a base di pesce (occhio che i prezzi sono mediamente alticci… ma si mangia anche sempre piuttosto bene).

A Grado l’impresa è quasi fatta, ma gli ultimi due tratti di cammino non sono da sottovalutare: c’è prima il lungo Ponte Matteotti da percorrere, su bella ciclopedonale, fino alla terraferma (attenzione se spirano venti forti, camminare diventa ostico!) e poi il rettilineo rurale fino ad Aquileia, preannunciata dai 73 metri del campanile che svetta sopra gli alberi.
Ed eccoti alla meta! Riguardo ad Aquileia, ti consigliamo di pianificare del tempo per visitare ogni cosa, eventualmente pernottando qui. Nota che con la FVGcard Aquileia&Grado puoi accedere ad ogni punto di interesse ad un prezzo vantaggioso e nell’arco di 48 ore. (Occhio che la card si fa solamente all’info point di PromoTurismo FVG, a 250 metri dalla basilica e dalla sua biglietteria 🤦).
Sul podio degli imperdibili, sicuramente la Basilica Patriarcale di Santa Maria Assunta con, tra le altre cose, il pavimento a mosaico più esteso dell’intero Occidente, e il Museo Archeologico Nazionale, che offre un allestimento davvero pregevole, bello da percorrere, ricchissimo di pezzi stupendi. In seconda battuta: Domus di Tito Macro, palazzo episcopale, battistero… ma anche le diverse aree a scavi esposti, che aiutano a dare idea di quella che è stata per un periodo la quarta città per importanza dell'”Italia” romana imperiale.
Non dovremmo dirlo, ma ci siamo orientati per Aquileia grazie alla tovaglietta di un bar nel quale abbiamo fatto un ottimo spritz di fine cammino!
Dormire. Puoi ripartire al volo, ma francamente te lo sconsiglio per tutto quello che puoi vedere a Aquileia. Noi abbiamo dormito alla Locanda Aquila Nera – che è ancora un buon ristorante pizzeria, e fa uno sconto sulla cena se dormi da loro.
5° tappa della Via Flavia: dati tecnici in breve e traccia GPX
| 📍 Partenza da | Fossalon di Grado (5 mslm) |
| 🏅 Arrivo | Aquileia (5 mslm) |
| 📐 Dislivello | 61 m |
| 📏 Lunghezza | 27,5 km (possono cambiare a seconda di dove hai dormito) |
| 😅 Punti difficili | Nessuno |
| 💧 Acqua | No (accidenti!), se non a Grado Pineta e a Grado |
| 🗺️ Traccia gpx | Qui la nostra |
E come sempre, buon cammino!



















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