Ci è capitato di percorrere il Cammino il Canto degli Uomini Liberi in anteprima… ed è stato bellissimo! Per sei giorni abbiamo attraversato boschi e praterie, superato creste, conosciuto borghi fermi nel tempo e persone dal cuore grandissimo; abbiamo scoperto storie di coraggio e libertà, cantato canzoni tradizionali, e ci siamo goduti la saporita cucina lucana. Con questa guida ti portiamo in Basilicata, lungo il Canto degli Uomini Liberi – il Cammino del Melandro.

⚠️ L’avvertenza più importante. Ad oggi, il cammino il Canto degli Uomini Liberi “sta nascendo”: si sta mettendo in ordine le varianti, a breve verrà tabellato e corredato di credenziale. L’apertura ufficiale è prevista per il 2026. Fino a quel momento, per percorrere in sicurezza il cammino, rivolgiti a Ivy Tour: trovi i riferimenti poco più in basso.

Silvia e davide nel Cammino il Canto degli Uomini Liberi

Cos’è il Canto degli Uomini Liberi nella Valle del Melandro?

Il Canto degli Uomini Liberi è un cammino di 120 km, da percorrere in sei tappe, che si sviluppa lungo la Valle del Melandro, nel nord della Basilicata; il suo secondo nome è infatti Cammino del Melandro (userò entrambi i nomi in questa guida, così ti abitui). Il percorso si svolge tra boschi e borghi, visita faggi secolari, attraversa ampi altopiani, sale alcune creste panoramiche e, quel che è più importante, ti porta a conoscere tradizioni, storia e storie di questo angolo di Lucania… per non parlare di un’ospitalità emozionante.

Il percorso mette insieme antichi tratturi, strade rurali, percorsi di collegamento tra borghi e sentieri.

I principali elementi di interesse sono:

  • il paesaggio naturale, con una natura debordante di boschi e prati, tra i quali spuntano una miriade di fioriture incredibili,
  • i borghi, ognuno con il suo carattere, le tradizioni e, in particolare…
  • i murales di Satriano e Sant’Angelo Le Fratte,
  • la storia di Giovanni Passannante, vera ispirazione di questo cammino,
  • la cucina locale (ehi, siamo in Basilicata, per ogni kcla persa se ne reintegrano 2!),
  • l’ospitalità delle persone e lo spirito inimitabile che anima chi questo percorso lo ha ideato.
  • l’iniziativa Artisti in Cammino (vedi oltre).

E così ci troviamo a ballare ammiccanti canzoni tradizionali tra i tavoli del ristorante, a scovare murales coloratissimi, a immaginare una foresta che cammina, a sgranocchiare il peperone crusco, a riposarci dopo un giorno di cammino con un bicchiere di vino e le storie raccontate da chi ci ospita, a fare aperitivi su balle di fieno, a guardare panorami che sembrerebbero immobili, non fosse per il pigro ruotare delle pale eoliche in lontananza.

Cammino degli Uomini liberi nella Valle del Melandro in Basilicata

Le tappe del Canto degli Uomini Liberi

L’itinerario fa lungo giro ad anello attorno alla valle del fiume Melandro, facendo perno attorno al paese di Satriano di Lucania e toccando cinque altri borghi.

Il Cammino Il Canto degli Uomini Liberi si svolge su sei tappe. Direi che non c’è modo di accorciare e accorparle, perché le tappe sono tutte attorno ai 20 km ; i dislivelli sono in genere contenuti. Inoltre, è bello riservarsi del tempo per visitare, a fine tappa, i paesi nei quali si arriva – ma anche solo per fare un aperitivo e godere del fresco di fine giornata!

Ciao! Siamo Silvia e Davide, nomadi digitali in versione montanara. Entrambi liberi professionisti, da 4 anni abbiamo scelto di vivere tra le montagne, spostandoci di valle in valle. Sul blog e sui social raccontiamo le terre che ci ospitano.
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Chi era Giovanni Passannante?

Lo spirito che ha dato vita all’idea del Canto degli Uomini Liberi è quello di Giovanni Passannante. Proto anarchico – così si diceva purtroppo – dell’Ottocento, nativo di Salvia – uno dei borghi che attraverserai – si macchiò del tentativo di regicidio, salendo sulla carrozza di Re Umberto I e ferendolo con un piccolo pugnale. Per questo venne condannato a morte; poi graziato, trascorse il resto della sua vita prima in carcere sull’Elba, dove fu torturato e dove impazzì, e poi in manicomio.

La storia di Passannante è da leggere, ma soprattutto da rileggere con occhi nuovi per gli ideali che quest’uomo professava, per la voglia – la necessità – di portare avanti valori attualissimi. Non un anarchico, ma un uomo coraggioso, capace di lottare per i propri ideali.

Dopo l’attentato, in segno di ammenda, al paese di Salvia fu “consigliato” di cambiare nome in Savoia in Lucania: ecco perché Salvia non la troverai sulla carta topografica. E proprio a Savoia, si trova il più bel murales a lui dedicato.

A questo punto, il cammino il Canto degli Uomini Liberi spiega bene l’accento sulla libertà, ma perché canto? Per via del fiume Melandro che si dice derivi il suo nome proprio da “canto degli uomini”.

Passannante

Si può percorrere il Canto degli Uomini Liberi in autonomia?

Come già detto, il Canto degli Uomini Liberi è al momento percorribile soltanto con l’assistenza dei ragazzi di Ivy Tour. Il cammino passa attraverso proprietà private, l’orientamento non è banale, serve sapere la posizione dei punti d’acqua, le stesse tracce GPX non sono ancora definitive: in questo momento, insomma, il Canto degli Uomini Liberi non può essere percorso agevolmente in autonomia.

Sarà percorribile in autonomia nel 2026 quando verrà tabellato tutto il percorso.

Tuttavia, percorrerlo con le guide ufficiali del cammino arricchisce l’esperienza di eventi non strettamente legati al camminare: spiegazioni, storie, segreti locali, incontri preziosi con gli abitanti dei paesi e tantissime attività che evito di raccontare per non rovinarti la sorpresa.

L’agenzia inoltre organizza i pernottamenti presso strutture bellissime, le ottime cene e offre il servizio di trasporto bagagli – che ti permette di camminare con il solo zainetto leggero sulle spalle (e farlo, almeno ogni tanto, è bellissimo!).

Le info aggiornate e i contatti dei ragazzi di Ivy Tour, ideatori del Canto degli Uomini Liberi e ai quali puoi rivolgerti per ogni informazioni, le trovi qui.

Artisti in Cammino

E poi c’è la splendida iniziativa Artisti in Cammino dell’Associazione Teatrale Petra diretta da Antonella Iallorenzi e coordinata da Stefania Minciullo che, insieme a Ivy Tour, offrono uno spazio di condivisione esperienziale. Durante il cammino infatti hanno camminato insieme a noi artisti, teatranti, registi, musicisti e intellettuali animando le serate con racconti, performance, concerti e riflessioni  “nel tempo di un amaro”.

Tra i partecipanti abbiamo avuto il piacere di incontrare Michele Altamura, attore e regista, PREMIO UBU 2023 come Miglior Spettacolo per “La Ferocia”, Mimma Gallina, figura storica del teatro italiano e promotrice culturale, Manuel Tataranno, cantante e attivista culturale lucano, fondatore della Krikka Reggae.

A chiusura del cammino abbiamo partecipato ad un’esperienza itinerante immersiva di teatro partecipato “Andante” a cura di Faber Teater. Non potevamo chiedere chiusura migliore!

Ci sono difficoltà tecniche?

Difficoltà tecniche non ce ne sono. Le tappe sono sì lunghe, ma si cammina sempre su buon fondo (sentieri, strade bianche, sterrate più o meno in uso, asfalto).

panorami del cammino in Basilicata

Quando percorrere il Cammino del Melandro in Basilicata

Le mezze stagioni sono sicuramente il periodo migliore per percorrere il cammino. Noi l’abbiamo fatto ad inizio giugno e le temperature erano ottime: caldo di giorno e fresco alla sera. Ci sono diverse parti del bosco che permettono di camminare in ombra, ma ci sono anche diversi tratti completamente al sole che sanno essere tosti!

Se lo percorri in estate, ti consigliamo di prepararti per il caldo: un consiglio sempre valido è quello di iniziare a camminare presto, per macinare un po’ di chilometri prima che il sole sia alto. Ovviamente, valgono i consigli per gli itinerari estivi: crema solare, cappello e occhiali scuri; abbondante scorta d’acqua personale.

In inverno? Dipende dalla stagione e dalla neve!

Non abbiamo sentito la mancanza di acqua lungo il percorso, in quanto le fontane – non numerosissime in realtà – ci sono sembrate ben distribuite. In ogni caso, i due litri nello zaino li prenderei in considerazione.

Se non hai pratica di escursionismo multi day, puoi approfondire con gli articoli che abbiamo scritto sul tema dell’idratazione in montagna. Puoi iniziare da qui e da qui.

Ti consiglio inoltre i pantaloni lunghi, in quanto ai bordi di diversi tratti di percorso si possono trovare rovi, rose canine e altra vegetazione offensiva.

Indicazioni lungo il Canto degli Uomini Liberi: la segnaletica

In questo momento, non è presente segnaletica lungo il cammino; nonostante l’itinerario inglobi anche alcuni tratti di sentieri CAI (come il Sentiero Frasassi nell’ultima tappa), non ci si può riferire ai loro segnavia per percorrere tutto il cammino.

Questa sezione verrà aggiornata non appena il sentiero sarà tabellato e pubblicheremo anche le tracce dell’intero percorso.

Dove dormire lungo il Canto degli Uomini Liberi

Lungo il Cammino sono presenti diverse strutture di accoglienza – alberghi, B&B, agriturismi: sono in genere concentrate nei paesi, ma ne trovi anche poco prima o poco dopo; se scegli una di queste ultime, dovrai tarare in modo diverso la tua tappa. In ogni caso, il consiglio è sempre quello di prenotare con anticipo le tue sistemazioni.

In questo articolo ti consigliamo solo le strutture che ci hanno colpito, tappa per tappa.

Il Canto degli Uomini Liberi in tenda, bici, con il cane

Per la bici, il percorso come l’abbiamo fatto noi non è ancora strutturato; tuttavia in futuro potrebbe esserlo, in quanto tra carrarecce e strade asfaltate, il fondo è quasi sempre buono per le due ruote.

Non ci sono divieti per quanto riguarda i cani, attenzione però ai cani liberi da pastore che si trovano lungo il percorso. Inoltre, sarà tua cura verificare che le strutture presso le quali alloggerai e i ristoranti accettino il tuo amico.

Infine, in tenda il cammino sarà presto fattibile: ci saranno dei punti appositi per piantarla nei pressi dei borghi attraversati.

Le 6 tappe del Canto degli Uomini Liberi – Cammino del Melandro

Dove inizia il cammino

Punto di partenza è Pignola, bellissimo borgo arroccato, dalla pianta particolare, caratterizzato dalla presenza di più di 100 portali scolpiti – storicamente, questo era un borgo di scalpellini. Ti consigliamo vivamente di dedicare almeno un’oretta a camminare per il centro del paese.

È un cammino ad anello quindi Pignola sarà anche il punto di arrivo a fine cammino.

Silvia a Pignola

1° tappa del Cammino degli Uomini Liberi: da Pignola a Satriano di Lucania

La prima tappa del Canto degli Uomini Liberi mostra già il carattere del cammino: una collazione di carrarecce, tratturi, strade di collina, antichi percorsi di collegamento tra i paesi, sentieri, immersi in un ambiente sospeso tra mano dell’uomo e natura debordante.

Da Pignola si scende verso il Pantano di Pignola, oasi WWF di importanza strategica per gli uccelli migratori (780 mslm), fino al piccolo piazzaletto vigilato da una Madonna Nera.

Da qui iniziamo una lunga ma piacevole salita, in buona parte sotto la protezione dei querceti, che ci fa guadagnare quota lungo il versante del monte; scendiamo poi per attraversare il Torrente Noce, risaliamo, e seguiamo la rete di carrarecce e strade forestali fino alla Casermetta, luogo eccezionale per fare pausa: ombra, tavoli, silenzio, cinguettii, fresca e abbondante fontana e, volendo, postazioni per grigliare.

Lungo il percorso, facciamo conoscenza di uno degli elementi più belli di questo cammino: la vegetazione esuberante che, nella tarda primavera in cui ci siamo stati, esplode di fioriture: ci sono gli strani fiori della cicerchia selvatica, la malva, il biancospino, e un’infinità di fiori dalle forme bizzarre e dai colori splendidi, tra gialli, rosa, fucsia, viola, bianchi. L’occhio attento scoprirà anche delle orchidee, bellissime.

Dalla Casermetta, si sale per carrarecce verso una sella tra i monti La Cerchiara e Cappelluzzo; lungo la strada, in corrispondenza di una curva, un abbeveratoio: un tubo rilascia un flusso potente di acqua gelida, salvifica quando fa caldo.

Si sale poi alla sella (1270 mslm) e, da qui, volendo, si prende sulla destra e si sale in libera il versante meridionale de La Cerchiara (1340 mslm), un rilievo piramidale sul quale la roccia spunta da una vegetazione ricchissima di essenze; questa deviazione merita assolutamente: i soli 80 metri di dislivello scarsi si aprono su una vista non solo panoramicissima, ma completa sull’intero Cammino.

Ci rendiamo conto anche delle vallate boscose che abbiamo attraversato, del territorio del Parco Nazionale Appennino Lucano, del rapporto tra i borghi e questi estesissimi spazi privi di tracce umane (a una prima vista: in realtà, attraversati da una rete di percorsi tradizionali).

Si scende di nuovo alla sella e da qui, prendendo a destra, inizia la lunga discesa, passando per una bella masseria dell’Ottocento, scendendo verso un invaso artificiale (con piccolo guardo del Torrente San Michele), attraversando la bellissima faggeta del Bosco Ralle.

Dove dormire? Puoi fermarti all’Eco Retreat Alberi Maestri, il bellissimo luogo nel quale abbiamo dormito. In alternativa si può scendere a Satriano (sono poco più di 2 km).

Per cena? Ti consigliamo due posti: ristorante Caluae e ristorante La Botte. In centro a Satriano c’è anche una pizzeria.

1° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza da Pignola (926 mslm) 
🏅 Arrivo Satriano in Lucania (nel nostro caso, Eco Retreat, 860 mslm)
📐 Dislivello 800 m con la deviazione alla Cerchiara
📏 Lunghezza Circa 22,5 km
😅 Punti difficili /
💧 Acqua Fontana alla Casermetta; fonte (gelida e splendida) giusto prima della salita alla sella che precede La Cerchiara
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

Satriano di Lucania

Seconda tappa: da Satriano a Savoia di Lucania

Il vero inizio della tappa è il paese di Satriano in Lucania. Qui, la mattina, con il fresco e dopo aver preso un (altro) caffè, facciamo un giro del paese, gustandoci il centinaio di murales che nel corso di quarant’anni hanno arricchito le pareti delle abitazioni.

I murales di Satriano parlano di storia locale: l’emigrazione, la vita locale le leggende e le tradizioni, il carnevale – che qui è un unicum – e la figura del Rumita, centro del carnevale – il Rumita sono l’uomo o la donna coperti di edera, che scendono dai boschi per riportarci ad un rapporto più vero con la Natura.

Tra i murales più belli ci sono sicuramente quelli in Piazzetta Abbamonte, dov’è raccontata la storia del Moccio degli Abbamonte, una inquietante leggenda, di quelle che le nonne usavano per spaventare i bambini.

Dopo aver visitato Satriano, usciamo dal paese seguendo il nuovo marciapiede che porta prima alla chiesetta di Santa Lucia e poi inizia a prendere quota verso la nostra prossima meta, la Torre di Satriano.

Torre che si raggiunge risalendo l’erta e isolata collina che, fondamentalmente, è un grande sito archeologico che attraversa la storia delle Valle del Melandro, tra chiese medievali ed incendi “per gelosia”. Il sito è visitabile previa prenotazione, ed è fondamentalmente una deviazione dal percorso; deviazione consigliatissima, però, perché il panorama da qui è ampissimo e noi siamo stati accompagnati da una guida che ci ha raccontato tantissime cose. La visita è culminata nel museo della torre, dove se è una giornata calda si trova anche un po’ di gradito refrigerio.

Torre di Satriano

Dalla torre, si torna sul percorso, e si percorrono tranquille strade secondarie fino a Savoia di Lucania, passando per la chiesetta della Madonna del Latte (925 mslm, ottima fontana) e per un imponente monumento a San Rocco, montato su un piedistallo girevole che gli permette di guardare alternativamente verso valle, oppure i fedeli che hanno appena percorso la via crucis (San Rocco, ci rivediamo eh?).

A proposito di via crucis: scendiamo per questa, e arriviamo a Salvia, ovvero Savoia di Lucania (568 mslm).

Dove dormire? Nel tranquillo B&B Il Sorbo (anticipando l’arrivo) che è anche una delle destinazioni umane del cammino e dove – volendo puoi dormire all’interno di un ex carro dei buoi recuperato, oppure a Savoia di Lucania.

Per cena? Super consigliato il Salvia Ranch (se dormi al B&B Il Sorbo non dista molto, ma sicuramente puoi chiedere di accompagnarti in auto).

2° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza da Satriano in Lucania (650 mslm)
🏅 Arrivo Savoia di Lucania  (720 mslm)
📐 Dislivello 450 mslm
📏 Lunghezza 15 km
😅 Punti difficili Nessuno
💧 Acqua A Satriano, alla Madonna del Latte, a Savoia
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

Terza tappa: da Savoia di Lucania a Sant’Angelo Le Fratte

Una tappa di collegamento, tra i paesi di Savoia di Lucania e Sant’Angelo Le Fratte, con nel mezzo tre cose speciali:

  • la prima è il grande murales dedicato a Giovanni Passannante a Savoia di Lucania. Occupa un’intera parete di un edificio, ed è davvero bello (la Pro Loco di Savoia si occupa di stampare delle belle magliette con lo stesso disegno);
  • sempre sul tema, scendendo dal paese si passa per il cimitero di Savoia, dove nella cappelletta sulla sinistra, appena entrati, si trova il loculo che ospita le spoglie di Passannante: cranio e cervello che furono per decenni trattenute dal Museo di Criminologico di Roma;
  • la Gola del Tuorno, che merita un discorso a parte.

La Gola del Tuorno è una profonda incisione, a sua volta scolpita da un sistema di strette gole, marmitte e cascate. In un ambiente da foresta pluviale, fresco e raccolto, nel gorgogliare delle acque, si percorre un sentiero, si superano ponticelli, si guada il torrente per arrivare alla Cascata Grande e alla Cascata Piccola; questa meraviglia naturale è sicuramente l’highlight della tappa. Merita quindi rallentare il passo, qui, e godere di questo ambiente dove spesso si vedono rane e salamandre (520 mslm il fondo della gola).

Una volta tornati “in superficie”, si raggiunge Sant’Angelo le Fratte (560 mslm). Nel “paese delle cantine” (ma non sono quelle che pensi), vale la pena di girare per il paesello: anche qui sono presenti dei murales – bellissimi – e diverse sculture in bronzo o pietra, legate alle tradizioni locali e alla vita di questo luogo; molto bella quella che, al termine di una scalinata, rappresenta la Quaresima – una donna che porta sulla testa la culla con il Carnevale appena finito.

sant'angelo le fratte

Dove dormire? Casa vacanze EveryDay (sono gli stessi proprietari del bar del paese)

Per cena? Consigliatissimo il Ristorante La Cantina

3° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍Partenza da Savoia di Lucania (720 mslm)
🏅 Arrivo Sant’Angelo Le Fratte (560 mslm circa)
📐 Dislivello 350 mslm
📏 Lunghezza 18 km compresa la visita al Vallone del Tuorno
😅 Punti difficili Nessuno
💧 Acqua A Savoia, al cimitero di Savoia, prima dell’accesso al Vallone del Tuorno
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

Quarta tappa: da Sant’Angelo Le Fratte a Atena Lucana

Inizia qui la tappa più intensa del Cammino del Melandro. Da Sant’Angelo si risale il fianco del Monte Castelluccio in un bellissimo ambiente di prateria montana; arrivati a una sella a quota 1140 mslm, abbiamo due possibilità:

  • proseguire sulle carrarecce bellissima che costeggia l’altopiano oppure,
  • salire la dorsale erbosa del Monte Sierio fino alla cima di questo (1285 mslm), percorso meraviglioso di erba, fiori, panorami. Su un lato la Basilicata, sull’altro il Vallo di Diano e la Campania. Questo tratto è uno dei più emozionante dell’intero cammino.

La zona è chiamata Campo di Venere – si racconta però che probabilmente è una riscrittura sbagliata del nome “Campo d’Inverno”, un altopiano in quota davvero bello, dominato dai prati. Attraversato il Campo di Venere si risale a una sella del monte Toppa della Falasca e, da qui, si scende lungamente verso Atena Lucana (642 mslm)

Dove dormire? Noi abbiamo dormito allo splendido agriturismo Domus Otium, altrimenti ad Atena Lucana

Dove cenare? Nell’agriturismo, con pane fatto con le loro farine, ortaggi di campo e tante cosine squisite!

4° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza da Sant’Angelo le Fratte (560 mslm circa)
🏅 Arrivo Atena Lucana (642 mslm)
📐 Dislivello 1000 m
📏 Lunghezza 15 km
😅 Punti difficili Nessuno (se sali il Monte Sierio c’è un po’ di pendenza tosta)
💧 Acqua  A Sant’Angelo, e un abbeveratoio nel Campo di Venere. Questa è la tappa più avara di fonti.
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

Quinta tappa: da Atena Lucana a Sasso di Castalda

Da Atena si risalgono le pendici del Monte Faito, attraversando una bellissima conca pratica; da qui si scende su carrareccia per poi risalire su asfalto il colle sul quale si trova il Santuario del SS Crocifisso (985 mslm), luogo di improvviso, totale silenzio e pace.

Il santuario giubilare è visitabile – è tenuto aperto dai volontari; il fulcro è il grande crocifisso ligneo, miracoloso, davvero molto bello.

Santissimo Crocefisso

Dal colle si scende per l’antica via di pellegriaggio che seguivano i fedeli di Brienza per salire al santuario.

Uno stretto sentiero percorre il versante fino all’imbocco del paese di Brienza (730 mslm), dove siamo accolti da una freschissima fontana e dalla vista sulle rovine del Castello Caracciolo di Brienza, fortezza angioina alla quale si accede per una lunga scalinata in pietra. Il castello, ci raccontano, è in restauro da talmente tanto tempo che viene soprannominato “la Sagrada Familia di Brienza”.

Attraversiamo il centro del paese – diversi bar per rifocillarsi o prendere un gelatino; scendiamo dalla parte opposta e infochiamo il percorso – anche qui, un mix di sentieri e carrarecce, in parte lungo il vecchio tracciato della ferrovia, in parte lungo quello dell’attuale statale – che segue il percorso del Torrente Pergola. Lasciamo il corso d’acqua al ponticello di quota 735 mslm, e iniziamo la salita verso Sasso di Castalda (949 mslm).

A Sasso di Castalda, ricordati di:

  • cercare il murales dedicato a Rocco Petrone, nativo di Sasso e “responsabile” del lancio dell’Apollo 11 sulla Luna;
  • curiosare le formazioni geologiche dell’area;
  • salire ai due belvederi sul paese (l’ultimo in stile skywalk in vetro)
  • se hai tempo puoi anche approfittarne per percorrere il ponte tibetano, importante attrazione del paese.

Dove dormire? Sicuramente da Guarda che luna! Il cammino passa proprio davanti al glamping con casa sull’albero che si trova a 2 km dal paese, mentre in centro a Sasso di Castalda gli stessi proprietari hanno altri appartamenti super romantici.

Dove cenare? Se dormi alla casa sull’albero puoi cenare direttamente nella struttura con servizio domicilio, se sei in paese invece ti consigliamo Ristorante Pizzeria ’85.

5° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza da Atena Lucana (642 mslm)
🏅 Arrivo Sasso di Castalda (949 mslm)
📐 Dislivello 600 m
📏 Lunghezza 20 km
😅 Punti difficili Nessuno
💧 Acqua A Brienza
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

Sesta (e ultima) tappa: da Sasso di Castalda a Pignola

L’ultima tappa del Canto degli Uomini liberi è forse la più bella (sì lo so che l’avevo già detto per la quarta, ma se la giocano!): sicuramente, a livello naturalistico, è emozionante; in più si cammina bene, senza strappi, senza difficoltà, e molto spesso in ombra.

Da Sasso di Castalda si raggiunge la Costara e ci si immerge in una faggeta di eccezionale bellezza, nel cuore della quale si trova il faggio San Michele, presenza la cui età è stimata tra i 350 e i 500 anni.

Il sentiero poi si fa stretto e panoramico, risale un alto per poi scendere nella Fossa Cupa, uno scuro vallone che però presto abbandoniamo in favore della carrareccia che si snoda placida fino alla Casermetta (da non confondere con quella, omonima, incontrata nella prima tappa).

Dalla Casermetta inizia la lunga discesa verso valle: per gli ultimi chilometri ritorniamo su un tratto di sentiero già percorso il primo giorno e torniamo alla Madonna Nera, per il Pantano, e infine risaliamo a Pignola.

5° tappa del Canto degli Uomini Liberi: dati tecnici in breve e traccia GPX

📍 Partenza da Sasso di Castalda (949 mslm)
🏅 Arrivo Pignola (926 mslm)
📐 Dislivello 500 m
📏 Lunghezza 21,5 km
😅 Punti difficili Nessuno
💧 Acqua A Sasso, alla Costara, poco prima di imboccare Fossa Cupa
🗺️ Traccia gpx In arrivo nei prossimi mesi

 

1° tappa del cammino degli uomini liberi

Ma quello che rende unico il Cammino il Canto degli Uomini Liberi sono le persone: chi lo ha ideato e se ne prende cura, chi a fine tappa ti travolge con la sua arte e la sua musica, ma soprattutto le storie che parlano di coraggio e libertà degli uomini e delle donne ai quali questo percorso è dedicato.
Buon Passo! Silvia e Davide